AVEZZANO – CHIESA DI SAN GIOVANNI DECOLLATO


 

STORIA DELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI DECOLLATO DI AVEZZANO

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XIV Secolo

 

Nascita della chiesa di San Francesco

La chiesa di San Giovanni Decollato è la più antica chiesa di Avezzano, in quanto risale come costruzione alla prima metà del XIV secolo.

La chiesa originariamente è conosciuta come chiesa di San Francesco e viene realizzata grazie ai soldi elargiti dagli Orsini, che vengono crescendo d’importanza e costituendo una loro signoria nella Marsica occidentale.

La chiesa acquista da subito grande prestigio, grazie anche alla presenza dell’annesso convento, gestito fin dall’inizio dai frati francescani e costruito contemporaneamente alla chiesa.

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XV Secolo

 

Terremoto del 1456

Nel 1456 un tremendo terremoto con epicentro in Irpinia fa risentire i suoi effetti su tutto il centro Italia, producendo danni più o meno gravi in moltissime zone.

Nella Marsica sono numerosi i paesi che sono coinvolti nel terremoto con effetti disastrosi.

Per Avezzano non abbiamo notizie dirette, ma immaginando il contesto siamo portati a ipotizzare il verificarsi di gravi danni.

Molto probabilmente, vista la forza del sisma, quasi sicuramente anche la chiesa e il convento di San Francesco sono danneggiate.

 

 

Restauro della chiesa e del convento

Durante il XV secolo Avezzano conosce un notevole sviluppo, diventando definitivamente il principale centro della contea di Albe.

In questo quadro gli Orsini pongono la città al centro dei loro interessi. Pertanto, dopo il terremoto del 1456 essi provvedono direttamente al restauro del borgo, quindi è probabile, anche se non certo, che nel secondo Quattrocento anche la chiesa di San Francesco (ora San Giovanni Decollato) venga restaurata nelle parti danneggiate.

 

 

La Confraternita della Misericordia

Convento e chiesa di San Francesco di Avezzano divengono poi nel 1490 sede della Confraternita della Misericordia sotto il titolo di San Giovanni Decollato. La confraternita ha avuto da sempre lo scopo di fare opere di bene “per il corpo e l’anima” delle persone che ad essa si accostavano.

 

 

Avezzano e la contea di Tagliacozzo ai Colonna

Alla fine del secolo XV, nel 1497, i Colonna vincono il loro lunghissimo ed estenuante confronto armato con gli Orsini, per la conquista della Marsica occidentale.

I Colonna a questo punto elevati al rango di duchi di Tagliacozzo (di cui Avezzano è parte integrante) dai re napoletani e confermati in ciò dagli Spagnoli, manterranno il potere sulla zona fino al 1806, anno dell’eversione feudale.

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XVI Secolo

 

La Confraternita della Misericordi nel XVI secolo

Nel corso del Cinquecento la Confraternita di Avezzano presente nel convento di San Francesco è diventata sempre più importante, acquisendo diversi privilegi come nel 1568, quando ottiene dalla Confraternita madre di Roma la trasmissione di tutte le grazie e privilegi, che la stessa Confraternita madre aveva avuto in precedenza e che avrebbe potuto avere in futuro.

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XVII – XVIII Secolo

 

Restauro del Seicento

Nel corso del XVII secolo la chiesa e il convento di San Francesco sono oggetto di restauri in puro stile barocco. Ad esempio la grande aula, situata fra l’antica torre campanaria e il resto dell’edificio sacro viene arricchita con numerose stuccature di gusto barocco.

 

 

La peste del 1656

Nel corso del secolo povertà e fame sono i principali problemi che caratterizzano la storia della Marsica, dapprima con la crisi economica, poi con le rivolte sociali del 1647-48, e infine con la peste del 1656.

La peste colpisce il sud Italia nel 1656 e dura fino all’agosto del 1657. In questo periodo le gravi condizioni igieniche e socio-economiche del meridione italiano, specie di alcune zone come l’Abruzzo interno, favoriscono l’estensione della Peste.

Nella Marsica la peste produce quasi 4.000 morti nell’arco di un anno. Ad Avezzano ci sono numerosi decessi. Per paura della grave pestilenza la gente trascorre molto tempo nelle chiese, pregando per la propria anima e allo stesso tempo perché la peste vada via.

 

 

I terremoti del primo Settecento

Nella prima parte del XVIII secolo l’Abruzzo registra diversi sismi importanti, come quello dell’Aquila del 1703, della Maiella del 1706, ecc.

È possibile che questi terremoti possano aver danneggiato
le strutture religiose della chiesa e del convento di San Giovanni Decollato, e ciò può spiegare il loro successivo restauro, considerando in qualche modo l’architettura di queste strutture.

 

 

Restauro settecentesco della chiesa e del convento

Tra il 1718 e il 1744 abbiamo un grosso restauro della chiesa e del convento di San Giovanni Decollato.

Il restauro interessa soprattutto la chiesa, e la causa non è solo il possibile danneggiamento dell’edificio per i sismi di inizio secolo, ma anche l’esigenza di adattare meglio la struttura alla convivenza fra i due gruppi religiosi dei Padri Francescani Conventuali e dei Fratelli della Congregazione.

In pratica, si ha una riconversione della struttura tesa ad una suddivisione degli spazi per garantirne l’uso indipendente da parte dei due gruppi.

Quindi, per quanto riguarda la chiesa di San Francesco gli interventi si concentrano sul suo ingrandimento e sulla suddivisione degli spazi tra i due gruppi religiosi.

Tale suddivisione viene realizzata attraverso la creazione di un muro che viene a separare alcuni ambienti.

La parte sud viene assegnata ai Francescani, che la adattano a sagrestia, mentre la parte nord va alla Congregazione della Misericordia di San Giovanni Decollato.

Il resto della chiesa viene ingrandito, e in funzione di questo ampliamento viene rifatta la facciata in stile tardo-barocco in pietra a scalpello.

Invece la ristrutturazione del convento è minima, tesa praticamente solo al mantenimento della struttura, vista la sua lunga storia, e al recupero di quelle parti eventualmente danneggiate dai sismi recenti.

A questa grande fase di ristrutturazione hanno contribuito in modo massiccio diverse famiglie nobili di Avezzano, che creano all’interno della chiesa quattro cappelle, due delle quali costruite e appartenute alle famiglie Minicucci e Milone.

Queste due cappelle, dedicate l’una a Maria Santissima e l’altra a San Giuseppe, vengono edificate con grandi decorazioni di stucchi dorati e dipinte secondo i gusti dell’epoca tardo barocca.

Ad impreziosire la cappella di San Giuseppe in piena costruzione viene posta, il 22 novembre 1721, un’urna, fatta venire da Roma, con i resti di San Giustino Martire a scopo di venerazione per i fedeli.

Nel 1744 terminano infine i lavori della chiesa di San Francesco, che risulta alla fine completamente diversa rispetto alla chiesa medievale iniziale.

 

 

Arrivano i Francesi

Nel 1798 vediamo i Francesi occupare per la prima volta il Regno di Napoli, fra enormi difficoltà, causate dalle forti opposizioni popolari.

In questa prima ondata i Francesi, sopraffatti dai moti popolari e da altri problemi, vanno via presto, nel corso del 1800.
In questa fase il convento di San Francesco sopravvive bene ai nuovi governanti.

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XIX Secolo

 

Il ritorno dei Francesi e la chiusura del monastero di San Francesco

Nel 1806 I Francesi tornano a Napoli e vi rimangono fino al 1815.

In questi nove anni sono compiute importanti riforme, come l’abolizione del sistema feudale nel 1806 e la soppressione degli ordini religiosi nel 1809.

Tutto ciò produce conseguenze anche nella Marsica.

Nel primo caso abbiamo la fine del ducato di Tagliacozzo e quindi del governo dei Colonna.

Nel secondo caso con la soppressione degli ordini religiosi molti piccoli monasteri locali sono costretti a chiudere. Tra questi vi è anche il convento di San Francesco che viene chiuso e i due gruppi religiosi mandati via.

 

 

Il ritorno dei Borbone e la riapertura del convento di San Francesco

Successivamente, caduto Napoleone e il suo luogotenente a Napoli Gioacchino Murat, vengono meno le precedenti disposizioni e i Borbone, che ritornano al potere, provvedono nel 1819 a restaurare il convento di San Francesco e con esso i due ordini religiosi scacciati dal governo precedente.

Tra il 1819 e il 1820 si creano diatribe per la ricollocazione dei due ordini nella struttura conventuale, poiché il comune vorrebbe usufruirne per sé. Tuttavia, nonostante le rimostranze delle autorità civili, il convento viene restaurato e i due gruppi reintegrati alla guida del convento e della chiesa.

 

Avezzano nella sua struttura medievale nel 1830

(immagine da Wikipedia).

 

Chiesa e convento di San Francesco fuori le mura di
Avezzano in un disegno del 1830 (immagine da Wikipedia).

 

Tale situazione si protrae fino al 1861. In questo periodo tra il 1820 e il 1861 il convento e la chiesa di San Francesco riprendono pienamente la loro vecchia funzione di strutture religiose.

 

 

Ristrutturazione di metà XIX secolo

Nel 1847 si procede ad una nuova ristrutturazione della chiesa e del convento. Riguardo al convento si assiste alla demolizione dell’antica scala, che immetteva al piano superiore.

Al posto di questa ne viene costruita un’altra più spaziosa, quasi solenne, che porta ad un salone molto grande. In quest’epoca il convento è strutturato come un grande palazzo nobiliare, con corridoi lunghi e ariosi, numerose stanze grandi e ben tenute, una pregevole biblioteca, un bel giardino ricco di piante e viali.

Nella chiesa abbiamo invece l’inserimento di un artistico coro al di sopra dell’altare maggiore.

 

 

La fine dei Borbone e la nascita del Regno d’Italia

Nel 1860 la rivoluzione garibaldina abbatte la monarchia borbonica e porta il meridione all’unione con le regioni del nord nella formazione dell’Italia unita. L’anno successivo, il 17 marzo 1861, viene proclamato il nuovo Regno d’Italia sotto lo scettro dei Savoia.

 

 

La politica religiosa del nuovo stato e la nuova chiusura del convento

Nel 1861, fra i primi provvedimenti che i Piemontesi adottano a livello governativo, vi è l’incameramento allo stato di diversi beni religiosi fra cui molti conventi e chiese. Fra questi figurano la chiesa e il convento di San Francesco, che a questo punto vengono a seguire due destini diversi.

 

 

Uso di una parte del vecchio convento nel
1861-1914

I locali del vecchio convento diventano per qualche tempo la sede del nascente tribunale di Avezzano.

In seguito, ospitano dapprima una caserma dei Carabinieri e poi una sede ridotta di una caserma dei Bersaglieri.

All’inizio del Novecento l’ex convento diventa infine sede, fino al 1915, di una Compagnia del 130º Reggimento Fanteria.

 

 

Chiesa di San Francesco nel 1861-1880

Nel 1861 la chiesa di San Francesco viene affidata ad un cappellano stipendiato dal comune, affinché la gestisca e continui ad officiare le principali funzioni religiose.

 

La riapertura del convento e l’addio dei Francescani

Più avanti, più o meno nel 1880-85, la chiesa viene ridata in gestione alla Congregazione della Misericordia, che ne ottiene poi la gestione completa dai Francescani, non più interessati alla struttura.

In questa situazione, all’incirca tra il 1880 e il 1912, la Congregazione della Misericordia si ritrova a gestire una parte del vecchio convento e la chiesa di San Francesco. L’altra della struttura parte viene adibita a un uso diverso.

 

 

Ristrutturazione di fine Ottocento-inizio Novecento

A questo punto i Confratelli della Misericordia ristrutturano la
chiesa. In pratica, la parte un tempo occupata dai Francescani viene unita all’Oratorio della Confraternita, che diventa un lungo rettangolo, di cui oggi non è possibile rivenire traccia.

Questa ristrutturazione offre comunque sufficiente spazio ai numerosi devoti per frequentare le funzioni religiose nei rimanenti spazi adibiti a chiesa.

In questa fase la chiesa dispone di un altare di marmo, consacrato a San Giovanni Battista, lacui statua è presente in un piccolo vano.

Sopra un altro altare si venera la Madonna Addolorata, che nelle processioni solenni, viene rivestita in abito di seta nero riccamente ricamato. Ai lati dello stesso altare vi sono due statue in legno di Maria Maddalena e di San Giovanni Evangelista.

Nella sagrestia è conservata una statua del Cristo Morto. Queste opere d’arte poste nella chiesa sono aggiunte in questo periodo a seguito della donazione da parte di Giuseppe Porcari, nobile di Avezzano.

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XX Secolo

 

La chiesa di San Francesco diventa la chiesa di San Giovanni Decollato

 

La chiesa di San Giovanni Decollato a inizio XX secolo.

(Fotogramma da video Youtube)

 

Nel 1912, per ordine del Vescovo dei Marsi Pio Marcello Bagnoli la chiesa di San Francesco diventa chiesa parrocchiale, assumendo il nuovo nome di Arcipretura di San Giovanni Decollato.

Bagnoli firma il decreto del mutamento in chiesa parrocchiale il 30 dicembre 1912. Il 26 ottobre 1913 il re accorda il decreto vescovile, con un decreto regio.

Con il mutato cambio di nome, la vecchia Confraternita lascia la chiesa e i locali ad essa appartenenti.

 

 

La chiesa di San Giovanni Decollato viene
gestita dai preti secolari

Il primo parroco che prende possesso della nuova chiesa il 1º febbraio 1914 è il giovane sacerdote, originario di Pescasseroli, don Gioele Tudini.

Questo parroco lascia un ottimo ricordo di sé, svolgendo con impegno il proprio ruolo.

 

 

Terremoto del 13 gennaio 1915

 

La chiesa di San Giovanni Decollato distrutta dopo
il sisma del 13 gennaio 1915 (immagine da Wikipedia).

 

Successivamente, il 13 gennaio 1915 avviene il disastroso terremoto di Gioia dei Marsi che distrugge tutta Avezzano, compresa la chiesa e il convento di San Giovanni Decollato.

Nell’evento muore il giovane parroco don Gioele Tudini, che viene sorpreso dal sisma, mentre si appresta a tornare verso la sagrestia dopo aver officiato la messa mattutina. Viene ritrovato morto con ancora indosso i paramenti sacri.

Insieme al parroco muoiono tutti i fedeli ancora presenti nella chiesa, che stavano uscendo dall’edificio per la fine della messa.

Gli effetti del sisma sulla chiesa vedono la struttura perimetrale rimanere intatta, mentre la cupola risulta crollata al suo interno. Insieme alla cupola vanno distrutti molti degli arredi che caratterizzavano la chiesa.

 

 

Restauro degli anni ’30

Negli anni 30’ la chiesa di San Giovanni Decollato è ricostruita quasi come era prima, ma riducendo l’ampiezza della nuova cupola.

Nella nuova struttura viene inserito nel catino absidale un pregevole dipinto del 1924 del prof. Oreste Amiconi.

Viene inoltre aggiunto il pregevole portale laterale, proveniente dalla distrutta chiesa di Santa Mari in Vico.

 

Antico portale di Santa Maria in Vico, salvato e introdotto sulla facciata laterale della restaurata chiesa

di San Giovanni Decollato (immagine personale).

 

I lavori di restauro della chiesa terminano alla fine degli anni ’30. Poco dopo la struttura è riaperta al pubblico per le celebrazioni religiose.

 

 

La Seconda guerra mondiale

Lo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939 cambia la situazione, poiché negli anni successivi tragici episodi vengono a interessare Avezzano.

La città, dapprima grande centro fascista e poi dopo il 1943 importante centro nazista, viene devastata dai bombardamenti alleati del 1944. Alcuni di questi bombardamenti danneggiano in modo importante la chiesa appena rifatta.

Nel 1945 finisce la Seconda guerra mondiale e torna la pace. L’Italia inizia una lenta, ma costante rinascita.

Avezzano viene ricostruita fin da subito, terminando i lavori già agli inizi degli anni ’50.

 

 

Restauro degli anni ’40 e ’50

Tra i restauri più importanti di Avezzano vi è la chiesa di San Giovanni Decollato.

I lavori di restauro partono dopo qualche anno e vengono ad interessare l’intero impianto religioso.

In questa circostanza il dipinto fatto dal prof. Oreste Amiconi nel 1924 viene prelevato dalla struttura religiosa e restaurato dallo stesso autore, per poi essere di nuovo ricollocato nella chiesa.

 

 

La chiesa di San Giovanni Decollato 1955-2000

Dopo il restauro degli anni ’50 la chiesa di San Giovanni Decollato riapre al pubblico e torna ad essere un importante punto di riferimento sociale, oltre che storico, della comunità avezzanese.

Pur essendo passata attraverso molte prove, la chiesa si trova infatti sempre nello stesso luogo della sua costruzione originaria, rappresentando così un simbolo di  continuità nello scorrere del tempo, fatto di cadute e rinascite.

Nel corso dell’ultimo ventennio, dopo il boom economico della Marsica negli anni ’80, si ha un progressivo recupero dell’identità storica locale, che viene portato avanti da tutti i paesi del territorio marsicano.

In questo contesto, la chiesa di San Giovanni Decollato viene maggiormente considerata e valorizzata come bene storico.

 

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XXI Secolo

 

Avezzano negli anni 2000

Avezzano come capoluogo della Marsica rappresenta in pieno il territorio, anche con tutte le sue contraddizioni.

Nel nuovo secolo aumentano le iniziative culturali, a favore di una maggiore valorizzazione della propria storia e identità sociale In questo senso, le chiese svolgono un ruolo unico, poiché consentono un maggiore coinvolgimento della comunità locale.

 

 

La chiesa di San Giovanni Decollato negli anni 2000

 

 

Immagini della chiesa di San Giovanni Decollato nel 2006.

(immagini personali).

 

La chiesa di San Giovanni Decollato all’inizio di questo nuovo secolo accompagna la crescita della città di Avezzano, sia con la sua presenza di bene storico, che appoggiando o creando iniziative popolari volte a far conoscere Avezzano e a renderla viva e piacevole per chi è già presente

 

 

Terremoto del 2009

Nel 2009 il nuovo terremoto dell’Aquila colpisce marginalmente anche la Marsica, provocando in generale pochi danni, tuttavia molte chiese risultano danneggiate e bisognose di cure. Tra queste vi è anche quella di San Giovanni Decollato.

Il nuovo restauro inizia tre anni dopo il sisma, nel 2012, e si conclude nel 2014; i lavori si concentrano soprattutto sul rifacimento della parte esterna.

La facciata della chiesa viene consolidata e ripulita. In particolare, viene evidenziata l’iscrizione latina Quam terribilis est locus iste, tratta dall’Antico Testamento e posta sul frontone della facciata. Anche la piazza antistante la chiesa viene rifatta e alla fine dedicata a don Giovanni Valente

 

 


 

STRUTTURA DELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI DECOLLATO DI AVEZZANO

 

Chiesa ed ex convento di San Giovanni Decollato

(immagine personale).

 

Ubicazione

La chiesa di San Giovanni Decollato si trova davanti al castello di Avezzano, nella parte storica della città e rappresenta una delle strutture più antiche della vecchia Avezzano, recuperata dopo il terremoto del 1915.

 

 

Pianta

La chiesa ha un impianto planimetrico a navata unica, con abside semicircolare e transetto centrale.

Sui lati della chiesa sono presenti quattro cappelle. La chiesa sia nell’impianto che nella decorazione rappresenta una mescolanza di stili architettonici.

 

 

Struttura interna

 

Interno della chiesa di San Giovanni Decollato

(immagine personale).

 

Nella disposizione interna la chiesa si presenta a navata unica con transetto centrale coperta con cupola e volte a botte.

La chiesa termina nella sua disposizione con abside semicircolare e la sovrastante copertura semisferica.

Ai lati della chiesa troviamo quattro cappelle coperte con volta a botte. Oltre a questo vediamo la presenza di una cantoria che si affaccia sulla navata, prendendo lo spazio che sovrasta il portale d’ingresso.

In generale, notiamo che la chiesa presenta abbondanti elementi in stile tardo-barocco e il grande dipinto, presente nella volta dell’abside, che rappresenta il battesimo di Cristo (realizzato nel 1924 da Oreste Amiconi), si armonizza bene con l’insieme degli elementi decorativi. Invece i bassorilievi del pulpito, raffiguranti scene di vita di Gesù, sono opera di Pico Conti.

Sul piano strutturale la chiesa è fatta in muratura portante in pietrame, su cui poggiano le volte incannicciate e il tetto ligneo. A proposito della copertura del tetto, vediamo che questo si presenta a semipadiglione, rivestita con tegole in laterizio.

La pavimentazione è in lastre di marmo con decorazioni policrome.

 

 

Facciate

Facciata principale

 

Portale principale della chiesa di San Giovanni Decollato (2017)

(immagine personale).

 

La facciata principale della chiesa di San Giovanni Decollato ha un prospetto rivestito in pietra e diviso da una cornice orizzontale. Nella parte alta il profilo della facciata finisce in forma semicircolare.

In generale, la facciata è coronata da pinnacoli in stile tardo-barocco e caratterizzata da lesene.

Al centro della facciata abbiamo nella parte bassa il portale lapideo con lunetta e nella parte alta un finestrone centrale in asse con il portale stesso.

 

 

Facciata laterale

 

Facciata laterale della chiesa

(immagine personale).

 

La facciata laterale si presenta ugualmente in stile tardo-barocco e si caratterizza per una struttura a capanna.

Tale struttura vede ai lati la presenza decorativa di quattro colonne, due per parte, mentre nella parte alta si ha un profilo a capanna, che riflette una decorazione in continuità con le colonne laterali.

Al centro nella parte bassa abbiamo il portale di Santa Maria in Vico introdotto nella chiesa dopo il suo restauro negli anni ’30 del XX secolo, e nella parte in alto un rosone circolare in stile barocco.

 

 

Campanile

Torre campanaria della chiesa
(immagine personale).

 

 

La torre campanaria è a base quadrata situata nella parte destra e retrostante della chiesa.
La cella campanaria si presenta con doppio ordine di monofore e orologi nelle facce. La copertura è a cuspide piramidale.

 

 


BIBLIOGRAFIA

 

1) https://necrologie.repubblica.it/chiese/provincia-4-aquila/citta-427-avezzano/2240-chiesa-di-san-giovanni

2) http://www.avezzano.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=72


CHIESE DELLA MARSICA


AVEZZANO