AVEZZANO – CATTEDRALE DI SAN BARTOLOMEO


STORIA DELLA CATTEDRALE DI SAN BARTOLOMEO

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X Secolo

 

Avezzano nel X secolo

Nel X secolo la Marsica si trova soggetta alla signoria dei Berardi che sono conti dei Marsi dal 926.

Avezzano in questa fase è poco più di un minuscolo villaggio, che potremmo definire un piccolo casale a ridosso del grande lago Fucino.

 

 

– La nascita della chiesa di San Antonio Abate

Il piccolo villaggio di Avezzano, come riportano alcuni storici aveva una sua prima chiesa dedicata a San Antonio Abate.

 

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XI – XII Secolo

 

Avezzano nell’XI secolo

In questo periodo il piccolo villaggio di Avezzano probabilmente dipende sul piano amministrativo al più grande e importante centro di Pietraquaria presente sul Monte Salviano. Al livello generale invece il paese continua a far parte della Contea dei Marsi retta sempre dai Berardi.

 

 

Stabilizzazione della Diocesi dei Marsi

Per molti secoli la Diocesi dei Marsi è stata un istituzione priva di valore a causa della scarsa importanza dei suoi vescovi, non sempre capaci. Addirittura nell’ultimo periodo è vittima di una scissione, provocata da alcuni membri della famiglia Berardi.

La scissione rientrata a forza per l’intervento degli stessi Berardi, permette di salvaguardare non solo la diocesi dei Marsi, ma la stessa indipendenza dello Stato marso nei confronti dei Normanni desiderosi di avere questo territorio.

Ebbene nel 1057 la diocesi si da una sede ufficiale che viene collocata a Marsia (l’attuale San Benedetto dei Marsi) presso l’antica chiesa di Santa Sabina, in questa fase la più importante della Marsica.

 

 

La chiesa di Sant’Antonio Abate

Pare dalle fonti osservate che la Chiesa di Sant’Antonio Abate continui ad essere ancora chiamata così.

 

 

La fine della contea dei Marsi

Nel 1143 dopo circa 70 anni di continui combattimenti e armistizi i conti Berardi si arrendono al potente vicino normanno in cambio di un suo peso politico nella gestione politica locale.

Così abbiamo nel 1143 la fine della forte contea dei Marsi, che da circa 200 anni era divenuta uno stato indipendente grazie all’abilità della famiglia Berardi.

 

 

Nascita delle contee di Albe, Celano e Carsoli

Nel 1143 dopo l’assorbimento del territorio marsicano nel regno di Sicilia, i Normanni procedono ad una riorganizzazione amministrativa della Marsica suddividendola nelle tre contee di Albe, Celano e Carsoli affidate secondo gli accordi a membri della famiglia Berardi.

I Normanni procedono in questo modo per consentire loro un miglior controllo territoriale, dato che il potere dei Berardi su queste terre è ben radicato.

 

 

Avezzano nella contea di Albe

Al livello amministrativo almeno all’inizio il territorio di Avezzano ricade sotto Alba Fucens.

 

 

La nuova chiesa di San Bartolomeo

Secondo alcune fonti pare che nel 1156 avvenga una profonda ristrutturazione della chiesa di S. Antonio Abate, che da questo momento pare essere menzionata con il nuovo nome di chiesa di San Bartolomeo.

Se così fosse ci ritroviamo all’inizio ufficiale della storia della chiesa, e probabilmente è così in quanto la prima citazione ufficiale della chiesa di San Bartolomeo di Avezzano è del 1188.

Nel 1188 infatti abbiamo la bolla di Papa Clemente III, che cita chiaramente la presenza di una chiesa in questi luoghi dedicata a San Bartolomeo apostolo.

Per cui saremmo portati a credere che il cambio di nome della struttura religiosa da S. Antonio Abate a San Bartolomeo avvenga intorno al 1160.

Nello stesso periodo, diciamo approssimativamente intorno al 1170-1175, abbiamo con certezza la notizia della nomina della chiesa di San Bartolomeo a cappella reale da parte del re di Sicilia Guglielmo II.

L’aspetto di questa prima struttura, seppure molto in parte mutata nel 1156, va avanti dal X secolo e si presenta come una piccola chiesa a navata unica.

 

 

Tutto il potere a Pietro Berardi

Pietro Berardi conte di Alba Fucens dal 1167, diventa per via ereditaria anche conte di Celano.

Ciò comporta il ripristino amministrativo della vecchia contea dei Marsi sotto un unico responsabile, seppure mancante della parte di Carsoli.
I Berardi da sempre desiderosi a tornare indipendenti iniziano da questo momento a mettere in atto questo obbiettivo.

 

 

Avezzano alla fine del XII secolo

Avezzano nell’ultimo scorcio del XII secolo si ritrova sul piano amministrativo sempre appartenente alla contea albense, ma controllata dalla famiglia Da Palearia.

I De Palearia sono una famiglia di piccola nobiltà, originaria del teramano dove sono conti di Manoppello.

Nella Marsica essi possiedono diversi paesi soggetti alla contea di Carsoli. Ora all’incirca dal 1180 vengono a possedere anche il villaggio di Avezzano e altri feudi all’interno della contea d’Albe, soggetta ai Berardi.

Dalle note storiche emerge che sul finire del XII secolo, i membri di questa famiglia si ritrovano spesso in conflitto con la chiesa per questioni di potere locale e osserviamo che per questo i De Palaeria sono spesso oggetto di richiami da parte dei papi e delle autorità ecclesiastiche locali.

I De Palaeria rimangono al governo di Avezzano all’incirca fino all’inizio XIII secolo, allorquando cedono il potere alla famiglia Corsi.

 

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XIII – XIV Secolo

 

I Berardi crescono di potere

Pietro Berardi conte di Celano e Albe è un abile politico che riesce ad accattivarsi la simpatia di Papa Innocenzo III. Questa simpatia frutta a Pietro il cumolo di molte cariche politiche, che lo portano a diventare una sorta di reggente del regno siciliano.

Pietro Berardi riesce a cumulare tanto potere poiché nel regno siciliano all’inizio del XIII secolo vi è un vuoto di potere causato dalla minore età dell’erede al trono. Il giovane erede ha perso i genitori quando era molto piccolo e ora è stato sotto l’autorità del Papa, che ne ha cura e veglia su di lui affinché cresca giusto.

Verso il 1210 in Germania il vuoto di potere causa una guerra fra due opposte tensioni della grande nobiltà. Da una parte abbiamo Filippo di Svevia, zio del giovane Federico che cerca d’usurpare il trono tedesco al nipote.

Dall’altro lato vi èOttone di Brunswick esponente del partico guelfo. La guerra fra i due occupa tutto il primo decennio del XIII secolo e si conclude con l’assassinio di Filippo di Svevia, proprio nel momento in cui uscito vincitore dal conflitto con Ottone si preparava a diventare imperatore.

La sua morte avvantaggia Ottone, che ascende al trono tedesco facilmente. Ottone risolta la questione tedesca va in Italia per occupare anche il trono italiano ricongiungendolo a quello tedesco. Per ottenere ciò fa accordi molte personalità del tempo.

Pietro Berardi, reggente del regno siciliano, approfitta di Ottone per giungere con questi ad un accordo, che lo liberi dal vincolo al papa e agli Svevi.

L’accordo tra i due prevede per Ottone l’appoggio alla sua ascesa al trono siciliano e per Pietro la libertà di azione nelle sue terre, ovvero la facoltà di giungere ad indipendenza o a qualcosa di simile.

Tuttavia le cose non vanno nel modo sperato infatti siamo ormai giunti al 1211 e il Papa accortosi del tradimento di Pietro e di Ottone inizia a combatterli in modo feroce.

Poco tempo dopo la morte di Pietro Berardi nel 1212 fa il resto. Ottone si ritrova da solo a fronteggiare il papa, profondamente deluso e arrabbiato con lui. Allo stesso tempo in Germania i duchi tedeschi delusi da Ottone che si occupa solo dell’Italia lo depongono eleggendo, su richiesta papale il giovane Federico di Svevia.

Tommaso Berardi successore del padre Pietro, viste le mutate condizioni politiche considera persi gli accordi con Ottone e decide di procedere da solo nel tentativo di ottenere l’indipendenza dall’Impero.

Dopo alcuni anni di sfide verbali fra Tommaso, che nel frattempo si è rafforzato politicamente divenendo anche conte del Molise, e il giovene re-imperatore Federico II, si arriva allo scontro fisico fra le opposte fazioni nel 1221.

Federico II e le sue truppe mettono a ferro e fuoco la Marsica cercando di piegare la resistenza di Tommaso. Tommaso Berardi riesce a resistere a lungo all’imperatore mettendolo in seria difficoltà.

Alla fine però di due lunghi anni di guerra e strategie Federico vince nel 1223 la resistenza di Tommaso, riuscendo a spegnere il desiderio d’indipendenza della sua famiglia.

Federico si vendica poi del territorio marsicano per l’appoggio dato a Tommaso. Ciò porta a gravi conseguenza.

Tuttavia se sul piano sociale queste conseguenze sono risolte grazie all’intercessione papale, sul piano politico riemerge lo scontro fra Federico II e Tommaso Berardi. Tommaso dopo alcuni anni di oblio viene nominato dal Papa, comandante delle truppe papali contro Federico II, in conseguenza del grave comportamento del giovane imperatore nei confronti degli accordi con il papa.

Il Papa nominando Tommaso Berardi comandante delle sue truppe sa di ferire l’orgoglio dell’imperatore e quindi sperando in una sua sconfitta reintegra il Berardi. Quest’ultimo desideroso di una rivincita procede contro Federico II.

Innanzitutto ritorna nelle sue terre come padrone,  in ciò sostenuto dal Papa e poi procede allo scontro. Federico II nel 1229-30 torna così con il suo esercito nella Marsica mettendola di nuovo a ferro e fuoco e scontrandosi di nuovo con Tommaso, vincendolo nuovamente.

A questo punto Tommaso si ritira definitivamente a vita privata e i suoi territori marsicani vengono affidati a persone di fiducia di Federico II.

 

 

Avezzano negli anni dello scontro fra Tommaso Berardi e Federico II

Avezzano in questa fase è ancora un semplice villaggio che si trova a ridosso del Lago Fucino.

Tuttavia anche questo paese viene coinvolto indirettamente nello scontro in atto e ciò porta terrore fra la popolazione. Successivamente nel secondo periodo di scontro del 1229-30 anche Avezzano sembra subire dei saccheggi riportando grossi problemi.

 

 

– La chiesa di San Bartolomeo nel 1229-30

Può essere, che durante l’ultima fase di scontro fra Federico II e Tommaso Berardi nel 1229-30, siano avvenuti saccheggi nel villaggio avezzanese, che potrebbe aver coinvolto anche la chiesa locale.

Quanto detto per ora è frutto di una supposizione basata sul contesto locale, non avendo in ciò fonti dirette.

 

 

Avezzano intorno al 1250

Nel 1250 muore l’imperatore Federico II e Avezzano si trova sul piano amministrativo sempre inserita nella contea di Alba Fucens, ancora gestita dai Berardi, tornati nelle grazie dei successori svevi, a cui hanno garantito la loro lealtà incondizionata.

Allo stesso tempo Avezzano vista anche la sua posizione diventa sempre più importante e da semplice villaggio perilacustre diventa la sede del piccolo feudo a cui faceva riferimento Avezzano fino a poco tempo fa.

Ciò è evidente dalla presenza di un primo castello costruito dalle famiglie nobili che si succedono alla guida del feudo di Avezzano.

 

 

Le famiglie nobili di Avezzano

A livello di piccola nobiltà troviamo che Il feudo di Avezzano, sempre appartenente ad Albe, passa dai De Palearia, primi signori di Avezzano fino al 1215 circa, ai Corsi, ai De Ocra e poia Federico d’Antiochia nel 1240-50 circa.

 

 

La chiesa di San Bartolomeo negli anni 1240-50

La chiesa di San Bartolomeo nominata precedentemente cappella reale, pur rimanendouna struttura da piccola chiesa di paese, risulta però più importante rispetto ad altre chiese
locali.

 

 

La contea d’Albe torna ai Berardi

Nel 1247 il Papa restituisce Celano e Albe a Ruggero Berardi, figlio di Tommaso Berardi. Tuttavia Ruggero deve aspettare ancora alcuni anni prima di prendere effettivo possesso dei suoi beni.

Infatti Ruggero riesce a rientrare effettivamente in possesso di Albe e Celano solo nel 1254, ovvero solo dopo la morte di Federico II nel 1250 e il successivo atto di sottomissione nel 1254 a Manfredi di Svevia, nuovo re di Sicilia “di fatto” dopo la morte di Federico II e del fratello Corrado IV.

A partire dal 1254 Albe e Celano sono di nuovo sotto il controllo dei Berardi.

 

 

La battaglia dei Piani Palentini (1268)

Nel 1268 avviene lo scontro armato presso i Piani Palentini fra Carlo d’Angiò canditato al trono siciliano da parte del Papa e Corradino di Svevia erede della famiglia imperiale tedesca.

Facciamo un passo indietro, il Papa non vede di buon occhio il potere degli Svevi nel sud Italia che considera di sua pertinenza. Per cui chiede a Carlo d’Angiò d’intervenire nel regno siciliano, spodestando gli Svevi e sostituendosi come re.

Carlo accetta l’invito papale e dopo gli accordi con il papa si lancia alla conquista del nuovo regno. Sconfigge nel 1266 Manfredi di Svevia autoproclamatosi re nel 1258. Durante gli anni 1266-68 la successiva politica fiscale del nuovo re infastidisce i baroni del regno siciliano (tra cui i Berardi), che decidono di detronizzarlo attraverso la sua sostituzione con Corradino, ultimo erede dalla casa di Svevia. Corradino di Svevia accetta l’invito della nobiltà siciliana e scende in Italia.

Qui la nobiltà siciliana, tra cui i Berardi, organizzano un esercito per Corradino che sceso in Italia e poi nella Marsica incontra in battaglia Carlo I d’Angiò.

Corradino con l’esercito, creato dai nobili siciliani, affronta presso i Piani Palentini nell’agosto 1268 Carlo I, che però lo sconfigge e lo fa poi decapitare a Napoli.

 

 

I Berardi perdono Albe e Celano

Carlo I dopo aver consolidato il suo potere di re di Sicilia si vendica di quei nobili che hanno sostenuto Corradino. I Berardi sono in cima alla lista.

Nel caso dei Berardi Carlo li detronizza dei feudi di Albe, Celano e del Molise. A livello locale poichè la battaglia dei Piani Palentini è avvenuta nei pressi della contea di Albe, che ha sostenuto pienamente lo svevo, questa viene duramente colpita da Carlo.

Alba Fucens viene rasa al suolo da Carlo I e la popolazione dispersa, la stessa cosa accade al centro di Pietraquaria che viene raso al suolo e la popolazione dispersa.

 

 

Avezzano diventa un medio centro fucense

Della distruzione di Pietraquaria si avvantaggia in modo diretto il villaggio di Avezzano.

Avezzano nel 1268 è già un villaggio in crescita e abbastanza
importante. Con la distruzione di Pietraquaria la sua popolazione si trasferisce nei centri vicini. Ebbene molti di questi vengono a vivere proprio ad Avezzano che vede così crescere la sua popolazione e quindi la sua importanza.

Sul piano politico locale Avezzano viene infeudata dalla famiglia De Poli, sostenitrice di Carlo I.

Avezzano continua tuttavia a dipendere dalla contea albense e questa dopo la caduta dei Berardi e una breve fase ad altri nobili, torna ai primi attraverso Filippa Berardi, figlia di Ruggero Berardi, che dal 1270 è contessa d’Albe.

 

 

La chiesa di San Bartolomeo a fine XII secolo

Con la venuta di nuova gente ad Avezzano va con se che la chiesa di San Bartolomeo cresca d’importanza, poichè viene a servire una maggiore popolazione, ma soprattutto diventa la chiesa principale di un territorio formato per lo più da casali e piccolissime ville nei dintorni d’Avezzano.

In funzione di questa importanza la chiesa di San Bartolmeo viene in parte ristrutturata, o comunque subisce delle modifiche migliorative.

 

 

Filippa Berardi contessa d’Albe

Filippa Berardi è contessa d’Albe dal 1270 al 1308 anno della sua morte. Durante questo periodo si sposa due volte rimanendo entrambe le volte vedova e trovandosi da sola a gestire il grande feudo. Alba Fucens con l’ascesa di Filippa risorge come importante feudo.

Ella come tutti i Berardi è profondamente orgogliosa e non ama sottomettersi. Sono molte le circostanze descritte di forti contrasti fra lei e i monaci di Scurcola  dell’abbazia di Santa Maria della Vittoria circa il controllo del Lago Fucino.

Carlo I interviene molte volte per calmare la contessa nei confronti dei monaci di Scurcola.

 

 

Avezzano a inizio XIV secolo

Alba Fucens viene in parte ricostruita dopo la distruzione di Carlo I e rimane ancora per qualche tempo la sede principale della contea.

Avezzano però viene crescendo e viene contendendo a questa il ruolo di centro principale.

Ciò è evidente dalla crescita della popolazione che impone anche una crescita edilizia del villaggio ora centro di medie dimensioni.

Avezzano sembra in questa fase si doti di mura esterne, mai avute precedentemente e ciò indica una maggiore importanza del paese. Le mura di Avezzano sono costituite da forti mura e da tre porte esterne, Porta San Francesco, Porta S. Bartolomeo e Porta S. Felice.

Allo stesso tempo i cantieri edilizi iniziati sotto Filippa e continuati negli anni successivi, hanno visto una migliore strutturazione del paese a cominciare dalla rocca, migliorata in molte sue parti.

Più o meno nel 1330 abbiamo un Avezzano accresciuta nella area abitativa e meglio strutturata in molte sue parti.

 

 

La chiesa di San Bartolomeo a inizio XIV secolo

La chiesa di Bartolomeo continua a servire in modo giusto la popolazione ad essa soggetta sia sul piano religioso che sociale. Ma è un fatto che Avezzano continuando a migliorarsi architettonicamente, anche la chiesa principale risente di questo aspetto.

In ciò ne abbiamo conferma nel 1332, allorquando Carlo II di Napoli conferma alla chiesa il titolo di Cappella Reale.

 

 

Alba Fucens dalla contessa Filippa al Demanio Statale

Nel 1308 muore la potente e forte contessa Filippa d’Albe, lasciando dietro di se un bel ricordo fra coloro le erano stati soggetti. La contessa muore senza discendenza dopo essere stata sposata due volte. La contea d’Albe viene così presa dal Regio Demanio.

Alba Fucens rimane soggetta al Demanio fino al 1343, allorquando alla morte del re Carlo II, per testamento reale la contea albense viene riconosciuta alla figlia Maria di Durazzo.

 

 

Avezzano negli anni 1340

In occasione della morte di Carlo II e dell’ascesa della figlia Maria di Durazzo a contessa d’Albe, Avezzano è ormai quasi del tutto il centro principale della contea. In ciò troviamo conferma per il fatto che probabilmente negli ultimi anni di vita del re Carlo II, quindi 1340-43, la città diventa sede di corte baronale.

 

 

Terremoto del 1349

Un grave sisma avviene nel centro Italia nel 1349. Questo terremoto produce danni molto importanti nella Marsica, dove abbiamo numerosi paesi fortemente danneggiati se non distrutti.

Questo è quanto avviene ad Avezzano dove la cittadina mviene distrutta da questo sisma. Il piccolo castello, le mura cittadine, diverse case e palazzi crollano in più punti.

 

 

La chiesa di San Bartolomeo nel sisma del 1349

La chiesa di San Bartolomeo viene semidistrutta dal terremoto, rendendo complicato il suo restauro.

 

 

Ristrutturazione del secondo XIV secolo e sacco del 1363

Nella seconda metà del XIV secolo Avezzano e la chiesa di San Bartolomeo sono restaurati dai danni del sisma.

La chiesa di San Bartolomeo viene ricostruita in più punti, ma non viene demolita e questo restauro pur non essendo dei migliori permette alla struttura di sopravvivere altri secoli.

Nel frattempo sul piano politico abbiamo una grave guerra di successione seguita alla morte di Carlo II nel 1343. I conflitti avvengono fra Luigi d’Ungheria, fratello di Andrea d’Ungheria, morto ucciso in circostanze misteriose e Giovanna I figlia di Carlo II e sua erede legittima, ma ritenuta mandante dell’omicidio di Andrea.

Avviene così che gli Ungheresi invadono il regno napoletano mettendolo a ferro e fuoco per diversi anni. Gli scontri principali tra truppe angioine ed ungheresi avvengono soprattutto in Abruzzo e portano allo stremo i paesi marsicani e abruzzesi specie per opera delle compagnie di ventura capitanate dai più feroci condottieri del tempo.

A questo proposito diciamo che questi saccheggi e combattimenti avvengono in Abruzzo per tutti gli anni 1350 e 1360, mettendo a dura prova i nervi degli abruzzesi.

Fra i saccheggi più spietati ricordiamo il sacco di Avezzano del 1363 ad opera di Francesco del Balzo, duca d’Andria. Questo saccheggio, condotto dalla compagnia d’armi di Francesco del Balzo distrugge in modo atroce l’intero borgo appena restaurato dal sisma. Il saccheggio si esprime con furti, stupri e distruzioni in tutta la cittadina, comportando saccheggi anche dentro la chiesa di San Sebastiano, che però sopravvive.

 

 

La chiesa di San Bartolomeo ottiene nuovi privilegi

La consistenza socio economica raggiunta da Avezzano viene notata dal vescovo Pucci, che nel 1363 in occasione di una
sua permanenza nella cittadina, conferisce diversi privilegi alla chiesa di San Bartolomeo.

La chiesa di San Bartolomeo dopo il grave sisma del 1349, era stata riparata alla meno peggio dalla popolazione locale, che continua a frequentarla con grande devozione.

 

 

La Contea di Alba Fucens alla fine del XIV secolo

Nel 1366 muore la contessa Maria Duzziaco e la contea albense, ma sarebbe più esatto parlare di contea di Avezzano, ritorna al Regio Demanio. A questo punto la proprietà della contea rimane ancora per diverso tempo soggetta allo stato, per essere per qualche tempo donata solo di nome ai Savoia, che non ne prendono mai possesso. Alla fine del secolo dopo un nuovo ritorno allo stato la contea passa a Margherita nel 1399.

Margherita era stata regina consorte di Napoli con il marito Carlo III dal 1382 al 1386. In seguito dal 1386 al 1389 è reggente del regno di Napoli per il figlio Ladislao fino a quando non vengono defenestrati da Luigi d’Angiò

Dieci anni dopo Ladislao ormai cresciuto torna a Napoli e si impadronisce del suo trono cacciando l’usurpatore. A questo punto la madre divenuta regina madre diventa anche contessa d’Albe per volere del figlio.

In qualità di contessa d’Albe Margherita è intervenuta in diverse diatribe locali, dimostrando una buona capacità di governo. Tuttavia Margherita, un po’ meno di Maria, non è stata quasi mai nelle terre abruzzesi e ciò ha prodotto un senso di vuoto politico ad Albe, che stava venendo occupato dalla crescita della vicina contea di Tagliacozzo che sempre più mirava alle terre d’Albe.

 

 

Avezzano 1363-1400

Avezzano dopo il sacco del 1363 procede a una nuova ricostruzione del suo borgo, riparando tutti i danni materiali apportati. Invece i danni alle varie anime del paese ancora profondamente scosse sono difficili da aggiustare.

Avezzano in questo periodo oltre a riparare i danni del saccheggio, torna ad ampliarsi e questo a causa del continuo trasferimento in essa di tante nuove genti.

 

 

La chiesa di San Bartolomeo alla fine del Quattrocento

La chiesa dopo aver subito il sisma del 1349 e venire riparata negli anni successivi, subisce saccheggi durante il sacco del 1363.

Tuttavia nonostante tutto ciò la devozione dei fedeli spinge l’antica chiesa a perdurare nonostante il suo precario equilibrio strutturale.

 

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XV – XVI Secolo

 

La contea d’Albe nella prima metà del XV secolo

Avezzano all’inizio del XV secolo è ormai il centro più importante della contea albense ed è qui dove si concentrano molti giochi politici locali.

La contea d’Albe all’inizio del secolo appartiene ancora alla famiglia reale napoletana che se la tramanda ormai da più di un secolo e che in alcuni periodi morti figura appartenere al Regio Demanio.

Questa situazione aveva gravato duramente sull’economia dell’area poichè in quel tempo appartenere ad una famiglia nobile portava più vantaggi che svantaggi. Difatti avere un padrone permetteva di organizzare una migliore difesa da stranieri.

Così invece la contea albense dalla morte di Filippa Berardi nel 1308 all’inizio del 400′ non appartiene a nessuno e si ritrova nel gioco politico con problematiche di ogni sorta, ciò vale si quando il feudo è in mano alla famiglia reale napoletana che quando figura soggetta al Regio Demanio.

Gli Orsini a Tagliacozzo nel giro di cinquant’anni erano divenuti gli unici signori di tutta la Marsica occidentale riuscendo a tenere unito un territorio non ancora del tutto solido e ora puntavano ad Albe, territorio in piena decadenza politica ed economica soggetta al continuo passaggio degli eserciti.

Giacomo Orsini grande condottiero e feudatario da il suo aiuto a Ladislao D’Angiò in occasione della presa del potere a Napoli.

Anni dopo nel 1404 la contessa d’Albe Margherita e madre di Ladislao concede la contea d’Albe all’Orsini per ringraziarlo dei servigi resi al figlio.

Giacomo a questo punto riesce a mettere le mani su Albe e quindi Avezzano, arrivando a detenere un territorio molto ampio in Abruzzo.

Tuttavia i continui cambi di proprietà e di voltafaccia sono ben presenti nel periodo quattrocentesco.

Nel 1419 dopo un periodo di attriti e riappacificazioni fra Giacomo Orsini e la nuova regina di Napoli Giovanna II, vede questa togliere Albe all’Orsini e donarla a Lorenzo Colonna fratello del nuovo papa Martino V.

Il passaggio di proprietà dagli Orsini ai Colonna non comporta alcun vantaggio per la zona, anzi si vede aumentare la tensione per il suo possesso.

Fatto è che i Colonna fra alti e bassi mantengono Albe fino al 1436, ovvero fino a quando un anziano capitano d’armi Giacomo Caldora non sottrae loro la contea a cui unisce anche la contea di Tagliacozzo tolta agli Orsini.

Anni dopo nel 1441 gli Orsini riescono a tornare proprietari di entrambe le contee.

A questo punto iniziano lunghi anni di feroci battaglie con i Colonna per il possesso della Marsica occidentale.

Gli Orsini estinto il ramo principale nel 1456 si vedono perdere le contee di Albe e Tagliacozzo che passano al Regio Demanio.

 

 

Avezzano nella prima metà del XV secolo

In questo clima oscuro di guerre e saccheggi che vedono la Marsica al centro di un grande scontro di potere, Avezzano si trova a crescere ancora di più d’importanza.

Gli Orsini infatti eleggono la cittadina abruzzese la loro sede principale quando sono presenti nel territorio albense. Ciò avviene anche con i Colonna tra il 1419 e il 1436.

Successivamente Avezzano tornata sotto gli Orsini diventa un continuo cantiere che vede essi abbellirla e migliorarla sul piano urbanistico.

La chiesa di San Bartolomeo nonostante il precario equilibrio strutturale è sempre frequentata dai fedeli e cresce d’importanza contemporaneamente ad Avezzano.

 

 

Terremoto del 1456

Nel 1456 un tremendo terremoto colpisce l’Irpinia e producendo danni elevatissimi anche nelle altre regioni del centro Italia, fra cui l’Abruzzo.

Nella Marsica sono moltissimi i centri che riportano danni consistenti; in ciò vediamo che anche Avezzano viene molto colpita riportando diversi crolli. Il paese comunque non appare devastato come nel caso del terremoto di cento anni prima.

 

 

La chiesa di San Bartolomeo e il sisma del 1456

La vecchia chiesa di San Bartolomeo gravemente danneggiata dal sisma del 1349 e riparata poi in modo precario, viene ora intaccata dal nuovo sisma. Questa scossa danneggia ulteriormente la chiesa, che viene chiusa per ragioni di sicurezza. Tuttavia nonostante la fragilità della struttura rimane comunque in piedi.

 

 

La contea albense alla fine del XV secolo

Nel 1464 gli Orsini dopo alcuni anni riescono a farsi riconoscere nuovamente proprietari delle contee di Albe e Tagliacozzo, scatenando in ciò la gelosia dei Colonna loro famiglia rivale. Gli anni successivi non sono facili poiché i Colonna creano continui problemi agli Orsini per mettere le mani sulle due contee. Con ciò riprendono gli scontri fra le due potenti famiglie romane.

Questo stato di guerra continuo porta a grandi scontri nella zona determinando diversi episodi di battaglie locali più o meno importanti, comportando in ciò grandi crisi sociali ed economiche.

Ciò dura fino al 1497 quando attraverso alcune scuse i Colonna riescono a defenestrare gli Orsini e a mettere le mani sulle due contee. Addirittura essi riescono con Fabrizio Colonna a farsi elevare duchi di Tagliacozzo riunendo in se anche la contea d’Albe che cessa di esistere al livello formale.

 

Avezzano alla fine del XV secolo

Avezzano in tutto questo clima di scontro continua ad essere un grande cantiere edilizio, messo in piedi dagli Orsini per cercare di ingraziarsi la popolazione e allo stesso tempo tenere il territorio sottocontrollo con la costruzione di alcune rocche importanti come quella di Avezzano.

 

 

La chiesa di San Bartolomeo a fine XV secolo

Alla fine del XV secolo la chiesa di San Bartolomeo è ormai solo un rudere chiuso al pubblico per ragioni di sicurezza.

 

Il ducato di Tagliacozzo a inizio XVI secolo

I Colonna ormai padroni della Marsica occidentale cercano di migliorare l’economia della zona rilanciando i tratturi per l’industria armentizia.

 

 

– Avezzano a inizio XVI secolo

Avezzano a inizio secolo si trova fuori dalle grandi vie del pascolo di pecore, che in questo periodo divengono una delle principali fonti di guadagno.

Tuttavia Avezzano è migliorata dai Colonna anche nelle vie di collegamento permettendo poi a questa di recuperare almeno in parte il divario dagli altri centri portando a sfruttare i tratturi dei Colonna.

Oltre a ciò osserviamo come Avezzano ad inizio XVI secolo sia molto migliorata sul piano architettonico con numerosi lavori di risistemazione urbanistica. In qualche modo l’ancora mini cittadina di Avezzano viene crescendo anche a discapito del centro più importante ovvero Tagliacozzo.

Il castello di Avezzano è in questo periodo è fortemente soggetto a ristrutturazioni per adibirlo a dimora principesca.

In tutto  ciò dobbiamo registrare un grave episodio che riguarda la vendetta degli Orsini contro i Colonna a distanza di tanti anni dalla loro ascesa nella Marsica.

Nel 1527 Ascanio Colonna grande nemico di Papa Clemente VII aveva favorito l’entrata dei Lanzinecchi di Carlo V a Roma. Questo aveva permesso a questi di trasformarsi in un orda di barbari che saccheggiò ferocemente la città umiliando e uccidendo tante povere persone.

Clemente VII sopravvissuto al sacco si vendica l’anno successivo dei Colonna organizzando contro di loro una dura repressione comandata dagli Orsini, tornati nelle grazie del Papa.

Gli Orsini si vendicano dei Colonna mettendo a sacco le loro terre, spingendosi fino in  Abruzzo dove battono l’esercito colonnese presso Magliano dei Marsi.

Poi non contenti si diriggono a Oricola dove saccheggiano barbaramente il paese uccidendo migliaia di persone, arrivando infine a inglobare nei loro territori l’intera Piana di Carsoli.

Avezzano in tutto potrebbe aver subito un saccheggio superficiale da parte orsina. Questa probabilità sussisterebbe data la vicinanza del villaggio a Magliano dei Marsi.

Avezzano comunque si riprende dall’accaduto e prosegue la sua ascesa locale per tutto il secolo.

 

 

La nuova chiesa di San Bartolomeo

L’accresciuta importanza di Avezzano spinge in molti a ripensare alla vecchia chiesa di San Bartolomeo ridotta a rudere.

Quindi dopo diverso tempo la chiesa viene demolita e ricostruita secondo i canoni rinascimentali.

I lavori della nuova chiesa sono completati più o meno nel 1570 e alla fine la struttura appare imponente a tre navate con volte ad arco.

L’arco della navata centrale viene sostenuto da dieci colonne quadrate in fila, diverse comunque. Infatti quelle che sostengono internamente l’arco sono più sottili e si restringono, così da non costituire un quadrilatero perfetto.

Gli architravi sono adornati da sculture che ritraggono foglie e frutta d’alberi di vario genere.

L’abside è aperto in forma circolare, mentre la facciata è rivestita di pietra bianca, la stessa delle colonne ed appartenente ad un vicino monte.

La facciata mostra tre portali d’ingresso, ognuno per ogni navata e in una di queste viene lasciato spazio per l’inserimento di due statue decorative.

La nuova chiesa sembra essere costata sui 40.000 ducati d’oro, una cifra enorme per l’epoca.

 

La chiesa di San Bartolomeo diventa collegiata

Nel 1572 il vescovo Milanese consacra la nuova chiesa di San Bartolomeo elevandola a chiesa Collegiata.

 

Avezzano durante il vescovato di Colli

Il successivo vescovo Colli riforma l’intera struttura della diocesi dei Marsi trasportando in modo ufficiale la sede da San Benedetto dei Marsi a Pescina dove viene creata la nuova cattedrale.

Avezzano che in tutto ciò appartiene a questa diocesi si pone ormai come uno dei centri religiosi più importanti, specie dopo la costruzione della nuova chiesa di San Bartolomeo da poco assunta a chiesa Collegiata.

 

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XVII – XIX Secolo

 

Avezzano a inizio XVII secolo

Avezzanoall’inizio del XVII secolo vive una profonda crisi economica data dalle gravose tasse spagnole e da raccolti andati male. Questa situazione, comune a tanti paesi della Marsica e in generale a tutto il meridione, spinge a sentimenti d’insofferenza verso il governo spagnolo.

Sul piano politico Avezzano continua a far parte del ducato di Tagliacozzo ed essere soggetta ai Colonna.

 

 

La chiesa di San Bartolomeo a inizio XVII secolo

La grandiosa chiesa di San Bartolomeo orgoglio degli avezzanesi è continuamente frequentata dalla popolazione locale.

 

 

La rivolta del 1647-48

Nel 1647 scoppia una grande rivolta popolare nel meridione italiano contro il malgoverno spagnolo.

La rivolta dilaga in breve per tutto il territorio arrivando anche in Abruzzo, dove trova terreno fertile, specie nella Marsica.

Nella Marsica la rivolta è presente ovunque e ha il suo centro più importante a Celano.

Qui il barone Squinzi dell’Aquila coordina la rivolta locale occupando il castello Piccolomini e facendone la base centrale. Nel 1648 gli Spagnoli servendosi anche dei briganti locali arrestano la rivolta in Abruzzo. Avezzano viene coinvolta nella rivolta in modo diretto e indiretto.

 

 

La grande Peste

Dopo la rivolta del 1647-48 la situazione politica ripiomba nella preoccupazione accentuandosi dalla mancanza di speranza per il futuro.

Nel 1656 la grave situazione economica lascia il posto alla disperazione e alla morte per la grave pestilenza che colpisce l’intero meridione. Nella Marsica si contano circa 4000 morti. Ad Avezzano i morti sono numerosi e le chiese locali sono costantemente visitate dai fedeli per chiedere la grazia o personale o per i propri familiari, ma soprattutto per pregare per la propria anima per l’imminente morte..

A causa di questa pestilenza molti paesi si svuotano e ci vorranno decenni per riavere una crescita demografica.

 

 

Avezzano e la chiesa di San Bartolomeo a fine XVII secolo

Avezzano nonostante la grave situazione presente nella Marsica per tutto il secolo prosegue nella sua crescita diventando un importante centro, tenuto in gran considerazione dai Colonna quando sono in visita nella Marsica.

La chiesa di San Bartolomeo continua a crescere d’importanza mano a mano che anche Avezzano si afferma sul piano locale.

 

 

I terremoti d’inizio XVIII secolo

Nel 1703 e nel 1706 due gravi sismi con epicentro in Abruzzo scuotono la Marsica producendo molti danni.

I sismi sono quello dell’Aquila del 1703 e della Majella del 1706. Tra i due è il primo a produrre i danni maggiori; Avezzano è gravemente scossa dal sisma riportando molti crolli.

 

Il crollo della chiesa di San Bartolomeo

Nel 1703 il grave sisma dell’Aquila produce il crollo della chiesa cinquecentesca di San Bartolomeo. L’intera e bella struttura risulta crollata completamente.

 

 

Ricostruzione della chiesa di San Bartolomeo

La ricostruzione della chiesa di San Bartolomeo inizia quasi da subito e dura diversi anni. Al momento in mancanza di dati certi diciamo che intorno al 1715-20 la nuova chiesa di San Bartolomeo dovrebbe essere di nuovo attiva.

Al termine della ricostruzione la chiesa appare imponente in stile settecentesco di carattere tardo-barocco.

L’impianto della nuova chiesa si presenta a croce latina, di una forma allungata, strutturata a tre navate.

 

Immagine della chiesa settecentesca di San Bartolomeo vista dall’alto – (ricostruzione in 3d)

(Fotogramma preso da video – Youtube https://www.youtube.com/watch?v=zXZyBc2HJh8)

 

 

Immagine della chiesa settecentesca di San Bartolomeo vista di lato – (ricostruzione in 3d)

(Fotogramma preso da video – Youtube https://www.youtube.com/watch?v=zXZyBc2HJh8)

 

La facciata comprende due livelli,

– Il livello più alto ha nella parte più alta una statua svettante che regge una croce posta su una specie di balconcino. Scendendo sempre nel secondo livello abbiamo una grande finestra al centro di una cornice con quattro paraste due su lato che reggono il cornicione. Ai lati ci sono due specie di balconcini.

– Il livello inferiore è costituito da tre zone ognuna appartenente a una navata. Su ognuna di queste navate troviamo un portale d’ingresso. I due laterali risultano più piccoli del portale centrale e sovrastanti essi troviamo un timpano triangolare che fa da elemento decorativo.

Il portale centrale appare maestosto incorniciato da una grande lunetta curvilinea. Il portale principale appare in perfetto asse con il grande finestrone del secondo livello.

Le tre parti della facciata risultano incorniciate da otto paraste che fanno anche da elementi divisori fra le zone. Le paraste sono disposte due a due partendo dal lato destro verso il sinistro.

Le paraste infine terminano con una decorazione colonnare che regge la grande cornice che divide i due livelli. Oltre a questo si notano due grosse rientranze nei lati della facciata, che dispongono uno spazio per una possibile immissione di due statue.

Il campanile si pone sulla destra della chiesa ed è rappresentato da un’alta e sottile torre a base quadrata più alta della chiesa stessa.

 

 

Avezzano nel Settecento

Nel primo Settecento Avezzano viene ricostruita dopo i danni subiti dal terremoto del 1703, la città nonostante i danni subiti si viene sempre più confermando per importanza arrivando a contendere il titolo di principale centro del ducato di Tagliacozzo a Tagliacozzo stessa.

Nello stesso periodo Avezzano proprio in virtù della sua accresciuta importanza è presa di mira in varie circostanze dai briganti, che infestano la Marsica da molto tempo.

A questo proposito merita di essere ricordato l’episodio accaduto nel 1707 ad opera del bandito De Santis attacca Avezzano difesa da una “Compagnia di Dragoni”, la polizia spagnola, con la sua banda e 200 soldati austriaci, guidati dal Capitano Daun.

Gli avezzanesi dinnanzi a questo assalto fuggono dalla città e dopo aver saputo che la polizia spagnola si è arresa sono costretti a sborsare 1500 ducati per evitare il saccheggio della città stessa.

Durante questa fase di confusione alcuni cittadini debitori con il comune di Avezzano, spalleggiati dallo stesso De Santis, danno fuoco a gran parte dell’archivio comunale (D’Amore, 1998, 63-64).

Successivamente nel 1714 la città di Avezzano come tutta la Marsica passano dal controllo spagnolo a quello austriaco secondo i dettami dei trattati internazionali Utrecht e Rastadt.

Sotto il periodo austriaco Avezzano rimane ancorata al ducato di Tagliacozzo, che registra un leggero miglioramento economico.

Con la successiva reintegrazione del regno di Napoli sotto la nuova dinastia dei Borbone, Avezzano continua a crescere sotto il profilo sociale e demografico, anche se registra verso fine secolo un certo peggioramento economico in coincidenza con mutate condizioni climatiche che vengono influenzando anche il Lago Fucino.

Questo dopo una lunga stasi su un livello basso durato dalla fine del XVII secolo al 1760 circa, riprende a crescere creando non pochi problemi ai comuni rivieraschi compresi Avezzano.

 

Dipinto del 1789 di Avezzano e del Lago Fucino del pittore francese
Jean Joseph Xavier Bidault (1789)

 

Il lago riprendendo a crescere mangia molte terre coltivabili e mette in crisi una fragile economia come quella marsicana.

La crescita porta a prime importanti escrescenze come quelle degli anni 1780. Qui gli Avezzanesi e tutta la Marsica pregano il re Ferdinando IV di Borbone di adoperarsi per risolvere il problema del lago.

Il problema del lago viene per la prima volta studiato dopo tanto tempo e nel frattempo vengono ripuliti gli argini lacustri, che consentono un leggero miglioramento.

 

La chiesa di San Bartolomeo nel Settecento

Dopo la ricostruzione la chiesa di San Bartolomeo torna in breve ad essere uno dei luoghi simbolo di Avezzano e un importante riferimento sociale, per l’azione che svolge nei confronti dei bisognosi.

 

 

1 occupazione francese

Nel 1798 vediamo i Francesi occupare Napoli la prima volta, fra enormi difficoltà, causate dalle forti opposizioni popolari.

I Francesi in questa prima ondata sono sopraffatti dai moti popolari e da altri problemi e vanno via presto, nel corso del 1800.

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XIX Secolo

 

2 occupazione francese

Nel 1806 I Francesi tornano a Napoli e vi rimangono fino al 1815. In questi nove anni sono fatti importanti riforme come la fine della feudalità nel 1806 e la soppressione degli ordini religiosi nel 1809.

Nel primo caso abbiamo la fine del ducato di Tagliacozzo e quindi del governo dei Colonna dopo oltre tre secoli.

Nel secondo caso si ha la soppressione degli ordini religiosi che porta alla chiusura di molti piccoli monasteri di paese.

Nel corso del governo di Murat tra il 1808 e il 1815 Avezzano diventa capoluogo distrettuale tramite l’istituzione del Distretto di Avezzano. In questi anni inoltre, grazie alle varie riforme francesi e ai governanti locali capaci, come il barone Sardi, che diviene per qualche tempo responsabile del distretto di Avezzano, l’economia migliora e Avezzano si fa più bella.

Durante gli anni 1808-12 il governo di Sardi migliora in modo consistente l’aspetto della città rendendola più vivibile e sicura, poi grazie alle migliorate condizioni economiche la situazione rende ancora più piacevole il trasferirsi in questa cittadina che diventa sempre più il capoluogo della Marsica.

A ciò bisogna ricordare il trasferimento in questi anni della fiera di San Pietro che consisteva in un mercato degli animali e dello scambio dei prodotti artigianali. In questa fiera partecipavano tutti i paesi della Marsica.

Ebbene lo spostamento della fiera da Alba Fucens ormai solo un villaggio ad Avezzano consente alla città di stabilire un nuovo punto a suo favore.

 

 

Il ritorno dei Borbone

Nel 1815 cade Napoleone e con esso tutti i governi filo napoleonici, compreso il governo di Murat.

La caduta di Murat apre la strada al ritorno dei Borbone con il vecchio re Ferdinando nella nuova dicitura di re delle Due Sicilie.

Il governo borbonico dura fino al 1860 e in questo lungo periodo sono molte le situazioni avviate a soluzione, che danno notevoli problemi alla Marsica. Le soluzioni di questi problemi troveranno la giusta conclusione nella prima fase della nuova Italia unita.

All’inizio del governo borbonico viene confermato con alcune modifiche il distretto di Avezzano che comprende tutta la Marsica odierna.

Successivamente a causa di mutate condizioni climatiche il Lago Fucino riprende a crescere generando terribili escrescenze negli anni 1815-16, generando così una grave crisi economica e sociale.

Ciò porta alla richiesta pressante al re da parte della popolazione di adoperarsi per risolvere l’annoso problema delle escrescenze lacustri.

Ferdinando affronta il problema facendo ripulire gli argini e ordinando una nuova indagine scientifica per trovare la soluzione definitiva. Con la ripulitura degli argini in effetti per qualche anno il lago torna a livelli accettabili e almeno fino al 1835 la situazione è sottocontrollo.

A partire da questa data la situazione torna a farsi preoccupante per l’inizio di un nuovo ciclo di risalita del livello lacustre.

Negli 1840 finalmente viene steso il piano definitivo con la scelta del prosciugamento del Lago in modo totale. Allo stesso tempo si riesce a creare una società gestita dal banchiere Torlonia per la realizzazione del progetto.

Negli anni 1850 il progetto si rende esecutivo e s’inizia a prosciugare il lago Fucino riprendendo e restaurando in parte il vecchio condotto romano di Claudio.

 

 

Avezzano negli anni borbonici

Avezzano nel periodo borbonico continua la sua ascesa sociale, visibile anche dalla sua crescita demografica.

 

Avezzano nel 1830. (Immagine da Wikipedia)

 

Negli anni 1830-50 Avezzano cerca di migliorare il proprio assetto architettonico, venendo incontro ai nuovi impegni della città. Ciò si traduce nella risistemazione delle strade e nell’abbattimento della cerchia delle mura medievali negli anni 1840-45.

L’ascesa di Avezzano fa poi un ulteriore salto di qualità negli anni 1850 con la creazione di una sede di lavoro dell’amministrazione Torlonia, che vede nella cittadina marsicana la sua sede naturalem con la sua posizione facilmente raggiungibile.

Ciò mette a disagio gli altri importanti centri della Marsica, che si vedono togliere a favore di Avezzano la propria centralità politica.

 

 

La chiesa di San Bartolomeo nel periodo borbonico

In questo periodo la chiesa di San Bartolomeo, essendo la principale chiesa della città, cresce d’importanza di pari passo al comune di Avezzano.

L’azione religiosa e sociale della chiesa di San Bartolomeo non muta negli anni, mantenendo inalterato il suo carattere di appoggio ai bisognosi e a chi ne ha bisogno.

Con l’abbellimento architettonico di Avezzano anche la chiesa ne guadagna in estetica diventando un grande bene storico da preservare.

 

 

La caduta dei Borbone e la nascita del nuovo
regno d’Italia

Nel 1860 avviene la rivoluzione garibaldina, che abbatte il regime borbonico e spinge il meridione a unirsi alle regioni del nord per la formazione di uno stato nazionale.

 

 

Il nuovo regno d’Italia e la lotta al brigantaggio

Nel 1861 abbiamo poi la proclamazione del nuovo regno d’Italia sotto lo scettro dei Savoia. Il nuovo stato bisognoso di consolidarsi su vari piani procede ad applicare una politica conservatrice. Sul piano interno il nuovo Stato manda l’esercito nel meridione per piegare il brigantaggio, annoso problema del sud Italia.

All’inizio la lotta al brigantaggio è dura a causa di un’alleanza con Francesco II che tramite questo cerca di riprendersi il trono napoletano. In questa fase la popolazione abruzzese specie marsicana, spinta anche dalla chiesa, sorregge la lotta ai Savoia.

Ma poi a causa del venir meno dell’alleanza tra briganti e re e il ritorno alle cattive abitudini dei brianti, spingono il popolo a mollare e a lasciare che l’esercito annienti nei dieci anni successivi tutte le bande criminali.

 

 

Il prosciugamento del lago Fucino e Avezzano capoluogo della Marsica

Nel 1876 terminano i lavori di prosciugamento del Lago Fucino. Il cambiamento che provoca il prosciugamento va molto al di la delle intenzioni iniziali, in quanto a cambiare è in primo luogo il clima e poi le abitudini della gente che passa dall’essere pescatore ad agricoltore.

Tra gli anni 80 e 90 del XIX secolo gli effetti del prosciugamento non si avvertono subito sull’economia della regione, poichè si è ancora in fase dirodaggio per far partire l’intero ciclo produttivo a cui servono le ferrovie che colleghino la zona produttiva con i centri vicini e poi altre attività collaterali.

Tuttavia la rivoluzione che scatena la nuova attività agricola è strutturale per cui tutti nella Marsica ne vengono coinvolti o direttamente o indirettamente.

Avezzano nella fase nella fase di prosciugamento 1854-76 si afferma definitivamente come capoluogo della Marsica, grazie all’istituzione del Tribunale nel 1862. Con l’arrivo del tribunale la cittadina marsicana acquisisce tutti i crediti di capoluogo della regione.

Al livello demografico assistiamo alla crescita costante della popolazione che passa dalle 7.964 unità del 1861, alle 10.539 del 1881.

 

 

La chiesa di San Bartolomeo a fine Ottocento

La ormai costante crescita di Avezzano e la sua assoluta conferma come centro amministrativo della Marsica, mettono in chiaro risalto la chiesa di San Bartolomeo determinando una maggiore importanza della stessa.

 

 

Avezzano a fine Ottocento

Avezzano dopo il prosciugamento del Lago si configura sempre più come capoluogo della zona, grazie anche alle migliorie volute da Torlonia, come la costituzione del giardino Torlonia nella piazza antistante Palazzo Torlonia.

Oltre a ciò vediamo altre importanti costruzioni che vengono ad arricchire sul piano urbanistico la già bella cittadine marsicana. Sul piano locale vengono migliorati i trasporti interni per far fronte a una migliore velocizzazione di trasporto delle merci agricole dai terreni del Fucino ai mercati rionali del centro Italia.

Ciò si traduce nella costruzione della rete viaria interna al Fucino con tatto di piccola ferrovia locale che si aggancerà in seguito alla ferrovia centrale.

Tra il 1873 e il 1881 sono realizzate le strade di collegamento fra Avezzano e Sulmona e Avezzano con Tivoli.

Ma soprattutto viene creata la ferrovia nelle linee Roma – Sulmona nel 1888 e nella linea Avezzano – Sora – Napoli nel 1902. Con queste strutture e una miglior incidenza economica derivante dalla vendita dei prodotti fucensi si ha un più deciso miglioramento architettonico a inizio XX secolo.

Certo seppure inizia a intravedersi un qualche miglioramento economico, questo si rivela però del tutto insufficiente per il fabbisogno di numerose famiglie sia di Avezzano che soprattutto dei centri più piccoli e maggiormente esclusi dal traffico commerciale dei prodotti fucensi.

A causa di ciò e della mancanza di prospettive di vita moltissime persone partono per cercare fortuna all’estero. Questo è un flusso constante che aumenta di anno in anno a partire dal 1890. Siamo di fronte alla prima grande emigrazione di massa.

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XX Secolo

 

Avezzano ad inizio Novecento

Ad inizio secolo Avezzano, dopo i numerosi lavori di ammodernamento dei decenni precedenti, ha preso le sembianze di un elegante città in piena ascesa sociale, al pari di tante cittadine del nord Italia.

 

Avezzano – Piazza Vittorio Emanuele III a inizio XX secolo

(Immagine dal sito web Abruzzo24ore.tv)

 

Parliamo poi di una città anche ben collegata, che seppure non facile da raggiungere come altre località vista la presenza delle alte montagne, si è comunque ammodernata ed è riuscita per la prima volta nella sua storia ad aprirsi al mondo.

 

 

La chiesa di San Bartolomeo a inizio 900′

Come la città di Avezzano divenuta centrale nel contesto marsicano, così anche la sua chiesa principale ha raggiunto una notorietà ed importanza sempre maggiore che la pongono un gradino sotto la cattedrale di Santa Maria delle Grazie di Pescina.

 

Chiesa di San Bartolomeo a inizio 900′.

(Immagine da www.centro.gelocal.it)

 

L’imponenza della struttura fa poi il resto garantendo alla chiesa anche una certa centralità politica al livello religioso locale.

Tutto ciò pone in essere un ragionamento circa la possibilità di spostare proprio ad Avezzano la sede diocesana. Per qualche tempo però il cataclisma che si abbatterà sulla Marsica a breve rimanda ogni decisione.

 

 

Terremoto del 1915

Un tremendo terremoto con epicentro a Gioia dei Marsi si abbatte sull’intera Marsica il 13-1-1915 con una potenza incredibile pari a 7 Mw. Il sisma colpisce tutti i paesi marsicani producendo morte e distruzione ovunque specie nelle aree del Fucino – Valle del Giovenco – Vallelonga – Valle Roveto – catena del Velino.

In queste zone i paesi sono distrutti o semidistrutti, e le persone morte moltissime. Alla fine risulteranno 30.000 le persone uccise dal sisma.

 

 

Avezzano e il terremoto

Questo terremoto distrugge completamente la ridente cittadina marsicana uccidendo in pochi istanti più di 10.000 persone. Il sisma sarà per lungo una ferita aperta sia nei sopravvissuti, che nei loro discendenti.

Avezzano avrà il sostegno economico, politico, umano e pratico di tutta Italia e nel giro di dieci anni saprà rialzarsi dopo le immani tragedie del sisma e della successiva guerra.

 

Avezzano distrutta dal terremoto del 1915 vista dall’alto.
(Immagine da Wikipedia)

 

Avezzano dopo la distruzione del sisma del 1915

 

 

La distruzione della chiesa di San Bartolomeo

 

Resti della chiesa di San Bartolomeo crollata per il sisma del 1915
(Immagine dal video Youtube https://www.youtube.com/watch?v=RmrzJgl7pgw
)

 

La chiesa crollata dopo il terremoto del 1915. (Immagine dal video
Youtube https://www.youtube.com/watch?v=RmrzJgl7pgw)

 

Con la distruzione di Avezzano viene giù anche la chiesa di San Bartolomeo, che risulta completamente sventrata dal sisma. Con il crollo della chiesa di San Bartolomeo siamo alla 3 versione dell’edificio di culto a San Bartolomeo crollato dal 1000 ad oggi per cause sismiche.

 

 

Nascita della nuova cattedrale di San Bartolomeo

La nuova cattedrale di San Bartolomeo di Avezzano viene costruita negli anni ’30 del XX secolo e rappresenta la quarta versione della chiesa dedicata a questo santo. Le altre sono state tutte distrutte da precedenti terremoti.

Questa quarta versione della chiesa di San Bartolomeo viene edificata al centro della nuova Avezzano ricostruita dopo il terremoto del 1915.

Questa chiesa rappresenta con la sua costruzione il senso d’orgoglio e la volontà di rinascita di tutta la comunità marsicana in seguito al grave sisma, ma soprattutto si vuole affermare in modo definitivo il primato di Avezzano rispetto a tutti gli altri centri della Marsica in quanto sede del vescovo dei Marsi.

La chiesa di San Bartolomeo è stata fin da subito la “cattedrale” di San Bartolomeo, in quanto nel 1924 dopo una lunga e faticosa battaglia fra Avezzano e Pescina si riesce a trasferire ad Avezzano la sede ufficiale della diocesi dei Marsi.

Inizialmente la cattedrale di San Bartolomeo non ancora costruita nel 1924 non ha potuto ospitare la sede della diocesi. Tra il 1924 e il 1942, anno della consacrazione della nuova struttura religiosa, è stata la chiesa di San Giuseppe di Avezzano a rivestire il ruolo di cattedrale “provvisoria” dei Marsi.

 

Costruzione della cattedrale di San Bartolomeo negli anni ’30

(Fonte da abruzzo24ore.tv)

 

I lavori della nuova cattedrale partiti nel 1930 circa sono durati più di dieci anni finendo a inizio anni 40′. I lavori man mano che procedevano, consentivano di ammirare l’imponenza della struttura che si veniva definendo e di rendere orgogliosi gli avezzanesi della nuova centralità della cittadina marsicana.

Infine nel 1942 alla presenza del vescovo Bagnoli e di tutte le autorità civili viene inaugurata la nuova struttura religiosa tra l’orgoglio della folla festante nonostante la guerra in corso.

 

 

La seconda guerra mondiale

Nel 1940 l’Italia entra in guerra a fianco della Germania. In questa situazione vengono sospesi i lavori di completamento della cattedrale marsa.

Dopo tre anni di guerra l’Italia viene perdendo su tutti i fronti. Nel luglio del 1943 gli Alleati invadono l’Italia a partire dalla Sicilia. Ciò porta al crollo diretto del fascismo e più avanti del regime monarchico con la fuga del re.

Contemporaneamente, la Germania invade l’Italia da nord fino al basso Lazio (settembre 1943) dove viene instaurata la Linea Gustav fra l’Italia antifascista e l’Italia tedesca.

Nei successivi mesi, tra l’ottobre del ’43 e il giugno del ’44, Tedeschi e Alleati combattono intorno a questa linea. La gente abruzzese subisce in pieno sia lo stato di polizia tedesco, che i bombardamenti alleati. Il periodo è durissimo per tutti.

Ad Avezzano vi sono importanti distaccamenti tedeschi che fanno capo alla sede centrale di Massa d’Albe. Entrambi i paesi si trovano a ridosso della linea Gustav.

Nella Marsica il regime di polizia tedesco, particolarmente duro, compie azioni repressive anche cruente contro la povera popolazione contadina. Allo stesso tempo i bombardamenti alleati sconvolgono l’intera zona.

La stessa cattedrale di San Bartolomeo viene colpita dai bombardamenti riportando per fortuna danni non irreparabili.

Avezzano è devastata da questi bombardamenti, che distruggono nuovamente la città per il 70%. Si contano anche diversi morti.

Addirittura, in una mattina del 1944 gli Alleati intendevano procedere al definitivo azzeramento della cittadina, ma una miracolosa e fitta nebbia evita il bombardamento e ciò che resta di Avezzano si salva.

Nel giugno 1944 Avezzano e la Marsica sono liberate. Nell’aprile del ’45 l’intera penisola italiana si libera dai tedeschi e in agosto finisce la Seconda guerra mondiale.

 

 

La ricostruzione di Avezzano

Avezzano risulta distrutta per il 70%, ma come per miracolo la
nuova cattedrale di San Bartolomeo è salva.

Gli avezzanesi iniziano da subito la ricostruzione della cittadina, che nel giro di alcuni anni viene completata nelle strutture mancanti e riparata nelle parti danneggiate.

Nel 1949 insieme ai lavori nel resto della città, parte il restauro della cattedrale di San Bartolomeo danneggiata superficialmente dai bombardamenti del 1944.

 

 

Ristrutturazione del 1949-1955

La cattedrale di San Bartolomeo uscita malconcia, ma per fortuna in piedi dai bombardamenti del 1944 viene restaurata tra il 1949 e il 1955.

Approfittando del nuovo restauro della chiesa si decide tuttavia di modificare l’assetto interno non del tutto soddisfacente.

Il vescovo Valeri incarica l’architetto Pasquarelli di eseguire lavori di restauro modificando l’interno della cattedrale.

I nuovi lavori vengono a creare sopra i gli archi, tre cornicioni di linea classica per diminuire sul piano ottico l’altezza della chiesa e renderla più vicina ai fedeli. Oltre a ciò vengono rafforzate in modo strutturale, le sottili colonne della chiesa, mutandole negli attuali pilastri cruciformi.

La ristrutturazione della chiesa termina nel 1955 e ci lascia una struttura imponente, che ammiriamo ancora oggi, degna della funzione che riveste come sede della diocesi dei Marsi.

 

 

Il ruolo della cattedrale nella società marsa

La società marsicana, dopo le lotte per la riforma agraria, inizia un lento ma costante cammino di crescita nei più diversi settori fino all’esplosione del boom economico degli anni ’80.

In questo quadro la diocesi dei Marsi accompagna in modo sapiente la crescita economica dell’area, smussando in diverse circostanze controversie e problemi che si vengono a generare nel corso del tempo.

Anche grazie a questo, nel corso negli anni la cattedrale si afferma non solo come centro religioso, ma come importantissimo riferimento sociale che accompagna la crescita della società marsicana.

 

 

La visita di Giovanni Paolo II

 

Affresco di Pietraquaria di Papa Giovanni Paolo II a ricordo della
visita del 1985 ad Avezzano. (Immagine personale)

 

Nel 1985 Avezzano e la Marsica ricevono per la prima volta la visita di un Papa. Nel marzo di quell’anno papa Giovanni Paolo II visita infatti Avezzano e Telespazio.

Questa visita, certamente storica sotto il profilo religioso, è in realtà importante anche sotto il profilo civile, perché consente alla città e al suo territorio di mostrarsi al mondo in una forma rinnovata ed energica dopo il terremoto del 1915 e i bombardamenti del 1944.

La visita del Papa sancisce in un certo modo la definitiva rinascita del territorio marsicano sotto il profilo economico e sociale.

 

 

Avezzano negli anni 90′

Negli anni ’90 Avezzano e la Marsica si consolidano sul piano industriale e sociale: tutti i paesi marsicani, chi più chi meno, iniziano una lunga fase di recupero della propria storia, interrotta dal terremoto del 1915. Ciò si realizza sia attraverso una riscoperta del proprio patrimonio storico e culturale, sia attraverso il lancio di nuove iniziative che facciano emergere la nuova vitalità del territorio.

 

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XXI Secolo

 

La cattedrale e la diocesi dei Marsi negli anni 2000

 

La cattedrale di Avezzano in una foto degli anni 2000. (Immagine personale)

 

 

La cattedrale e la diocesi dei Marsi, all’inizio del nuovo secolo, proseguono nel sostegno delle iniziative culturali e sociali a favore della comunità, insieme alle varie amministrazioni. Ciò si accompagna a una maggiore consapevolezza della propria cultura millenaria, che seppure non famosa come altre culture regionali, certamente non è priva di importanti contenuti.
Questo recupero dell’identità culturale proprio di questi anni
è attivamente sostenuto dalla chiesa marsicana, anche perché la cultura locale si identifica profondamente con la cultura religiosa che, essendo molto sentita, diventa essa stessa un punto di riferimento sociale.

 

 

Ristrutturazione degli anni 2000

All’inizio del nuovo secolo vengono viene condotto un nuovo restauro della cattedrale. I lavori provvedono a consolidare il tetto e rifare il manto di copertura del tetto delle navate, della cupola e del campanile.

 

 

Lavori nel vecchio sito della chiesa di San Bartolomeo dell’Ottocento

Nel 2002-03 vengono compiuti lavori di recupero e valorizzazione del sito della vecchia chiesa di San Bartolomeo crollata nel terremoto del 1915.

Durante questi lavori sono venuti alla luce resti di una struttura religiosa precedente, che risale al Medioevo.

 

 

Terremoto del 2009

Nel 2009 un violento terremoto distrugge la città dell’Aquila. Nella Marsica il sisma viene avvertito in modo limitato e produce nel complesso pochi danni, anche se nelle zone più vicine all’area del sisma i danni sono maggiormente consistenti. Durante questo terremoto la cattedrale di Avezzano non riporta danni.

 

 

La cattedrale di Avezzano negli anni 2010

La cattedrale avezzanese prosegue anche negli anni 2010 la sua azione di guida religiosa e sociale della comunità di Avezzano, e della diocesi dei Marsi in generale. La struttura religiosa accompagna in accordo anche con le autorità civili le varie iniziative, che vengono affermando il senso di comunità e di recupero della lunga storia di questa terra. A questo proposito ricordiamo le molte iniziative portate avanti anche dalla comunità religiosa nel 2015 in occasione delle celebrazioni per il centenario del terremoto del 1915.

 

La nuova fontana di Piazza Risorgimento con sullo sfonfo la
cattedrale di San Bartolomeo (settembre 2018). (Immagine personale)

 

Nel 2018 infine abbiamo una felice azione restauratrice della piazza antistante la cattedrale, che con questa risistemazione tende a far risaltare meglio anche la stessa cattedrale.

 

 


STRUTTURA DELLA CATTEDRALE DI SAN BARTOLOMEO DI AVEZZANO

 

La cattedrale di Avezzano.

(Immagine personale)

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Pianta

La pianta della cattedrale ha uno schema planimetrico a croce latina divisa da tre navate.

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Interno

 

L’assetto interno si presenta diviso molto allungato suddiviso in tre navate, intervallate da forti pilastri cruciformi.

Le navate risultano coperte con volte a crociera e transetto con cupola ottagonale.

 

– La navata centrale risulta lavorata in pietra bianca locale e verso la fine appare con la grande cupola che rilascia luce all’ambiente. la navate finisce con un abside semicircolare coperto con semicupola.

 

Navata centrale.

(Immagine personale)

 

Al di sotto della semicupola troviamo l’altare maggiore che risulta elevato di alcuni gradini  rispetto al piano di calpestio. Questo si caratterizza per il baldacchino centrale che si pone nella parte dietro dell’altare. All’interno di questo è presente un grande crocifisso visibile anche da lontano.

Per il resto abbiamo un normale altare che s’integra bene con l’ambiente in cui si trova.

Due elementi che sicuramente non passano inosservati sono i due organi laterali, posti su due balconcini interni delle pareti della semicupola e che quindi contornano l’altare maggiore.

 

 

Altare maggiore della cattedrale.

(Immagine da Wikipedia)

 

La navata destra e la navata sinistra si presentano entrambe nello stesso ordine di grandezza e stile della navata centrale, mostrandosi in tutta la loro imponenza accentuata dal rivestimento delle pareti e dalle luci interne.

 

Navata destra. (Immagine personale)

 

Navata sinistra. (Immagine personale)

 

Sul piano strutturale la cattedrale ha una struttura intelaiata di travi in cemento armato su cui poggia il sistema spingente delle coperture composta da solette inclinate anch’esse in cemento armato.

Il tetto presenta un parte a due falde disposta sulla navata centrale e a falda unica su quelle laterali. Mentre abbiamo un tetto a poligonale sulla cupola e sull’abside. Il manto di copertura è fatto in laterizio.

 

Pavimento della cattedrale di Avezzano.

(Immagine personale)

 

I pavimenti sono composti di lastre di marmo rettangolari.

 

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Facciata

 

Facciata della cattedrale di San Bartolomeo.

(Immagine personale)

 

La facciata della chiesa si presenta in stile neorinascimentale con una geometria lineare e simmetrica rivestita in travertino bianco.

La sua struttura si caratterizza per essere a tre navate, segnate in facciata dalla presenza di quattro paraste.

Suddividendo la facciata in tre livelli e partendo da quello più in alto troviamo la parte centrale sormontata da un’alta cornice con timpano, al di sotto del quale troviamo un grande rosone centrale, posto in perfetto asse con il portone centrale.

Nel secondo livello osserviamo i due rosoni laterali che sono in asse con i due portali laterali.

Nel primo livello infine si notano i tre portali d’ingresso, ovvero quello centrale e i due laterali. I tre portali si caratterizzano per avere tre lunette a loro sovrastanti completamente affrescate.

Nella lunetta centrale troviamo raffigurato Cristo e nelle due laterali vi sono San Bartolomeo e la Madonna di Pietraquaria protettori di Avezzano

L’attacco a terra invece è dato da una scalinata a pianta piramidale in pietra.

 

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Campanile

 

Campanile della chiesa.

(Immagine personale)

 

La torre campanaria risulta a base quadrata posizionata sul fianco destro retrostante la navata laterale. La Cella campanaria ha un trifore ed un orologio nelle faccie. il tetto della torre risulta a cuspide piramidale.

 

 


BIBLIOGRAFIA

1) www.italiavirtualtour.it

2) http://necrologie.ilcentro.geolocal.it

3) http://www.abruzzo24ore.tv

4) https://www.comune.avezzano.aq.it/pagina3924_la-villa-avezzani-della-contea-di-albe.html

5) https://www.youtube.com/watch?v=zXZyBc2HJh8

6) https://www.youtube.com/watch?v=RmrzJgl7pgw

7) http://www.avezzano.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=63&phpMyAdmin=253a5892176f40771ad1b46998e39ee1

 


CHIESE DELLA MARSICA


AVEZZANO