CASTELLO DI SCURCOLA MARSICANA


 

STORIA DEL CASTELLO DI SCURCOLA MARSICANA

 

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X Secolo

 

 – I Berardi e la Contea dei Marsi

Nella seconda metà del X secolo abbiamo il processo di consolidamento della famiglia Berardi nella Marsica, specie nel periodo in cui essa è soggetta all’autorità di Rinaldo I conte dei Marsi tra il 970 e il 1010.

In questa fase storica nella Marsica, ma più in generale nel Centro Italia, abbiamo il permanere dei grandi centri monastici, che pur continuando la loro opera, vengono diminuendo d’influenza, e ciò a tutto vantaggio delle signorie laiche come quella dei Berardi nella Marsica.

I Berardi sono una potente famiglia alto medievale affermatasi nella Marsica nel 926, con l’ascesa al governo della contea marsa di Berardo il Francioso, capitano di ventura e discendente di Carlo Magno, giunto in Italia al seguito di Ugo di Arles.

Ebbene Berardo I conte dei Marsi si afferma da subito al livello personale, presso le popolazioni locali, attraverso una serie di riforme del territorio e soprattutto dopo una grande battaglia vinta contro un tremendo esercito invasore.

In seguito il prestigio di Berardo cresce sia al livello locale, che presso gli altri feudi o stati vicini. Ciò gli consente di affermare di fatto l’indipendenza del suo contado, senza contare su aiuti esterni. Ciò prosegue con i suoi successori.

Sotto Rinaldo I, nipote di Berardo I, prosegue la fase di incastellamento del territorio marso.
Ciò porta all’abbandono dei villaggi presenti sul territorio, chiamati casali, a tutto vantaggio dei nuovi paesi soggetti ad incastellamento.

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XI Secolo

 

Nella prima parte dell’XI secolo, avviene la costruzione sul Monte San Nicola di una prima struttura di torre cintata e di un primo villaggio costruito intorno a questa torre, la futura Scurcola Marsicana.

Scurcola come villaggio, probabilmente era già presente da diverso tempo, ma non possedeva ancora alcun castello.

Nel periodo di Rinaldo I con il declino delle realtà monastiche locali, abbiamo un potenziamento di una nuova realtà intorno alla famiglia comitale. In questo periodo si ha l’avvio del riassetto delle terre demaniali a vantaggio dei Berardi.

Contemporaneamente vediamo un forte sviluppo della locale proprietà contadina, e ciò proprio a causa del declino dei grandi monasteri. Questi mettono a disposizione dei Conti dei Marsi e di liberi contadini grandi estensioni di terre coltivabili, concesse loro a basso costo di affitto.

Questo nuovo processo economico che inizia sotto Rinaldo Berardi, che continuerà anche con il figlio Berardo III, permette di migliorare il sistema di produzione delle terre e di rafforzare il processo di incastellamento, tramite un’abile allenza fra i Berardi e i liberi contadini locali.

In questo sistema quindi la torre cintata di Monte San Nicola non si pone solo in termini di controllo territoriale per fini difensivi, ma anche per fini imprenditoriali, in quanto riferimento di autorità civile. Ciò si stabilisce attraverso un accordo fra la signoria laica dei Berardi, i monaci benedettini e i liberi contadini palentini.

Quindi le condizioni economiche avviate sotto Rinaldo e continuate con Berardo III, permettono al potere centrale dei Berardi di perdurare e consolidarsi. Secondo lo schema territoriale venutosi a formare con i Berardi, praticamente ogni paese posto in altura viene ad avere mura attorno e un castello al di sopra di esso. Ciò avviene anche per Scurcola.

Il castello di Scurcola Marsicana nella sua prima forma viene costruito dal conte dei Marsi Oderisio II, nella prima metà dell’XI secolo.

Oderisio II è conte dei Marsi solo al livello nominale, poichè l’unico autentico responsabile della contea è il fratello Berardo III.

Oderisio è un personaggio molto energico e pur non avendo l’effettivo controllo della contea, riesce comunquea ritagliarsi un certo potere che usa per minare o influenzare il potere del fratello. Egli come sembra dalle fonti, risiede a Poggio Filippo di Tagliacozzo all’epoca chiamato castrum di Pomperano.

 

– Costruzione del castello di Scurcola Marsicana

Oderisio fonda nella prima metà dell’XI secolo il primo nucleo del castello di Scurcola.

 

Primo impianto del castello di Scurcola Marsicana nell’XI secolo

(Fonte da Marco Bianchini – Edilizia storica della Marsica occidentale – Editrice Dedalo di Roma)

 

La struttura di questo primo impianto di castello è profondamente diverso dall’attuale pianta.

Questa struttura iniziale prevede una torre di avvistamento isolata, con una vicina cisterna coperta da volta a botte, recintata da un muraglione quadrangolare. In seguito questo impianto verrà demolito per far sorgere una struttura più complessa.

 

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XII Secolo

 

 

– La Marsica sotto i Normanni

Nel 1143 dopo decenni di scontri, mai veramente forti, i conti dei Marsi decidono di sottomettersi alla nascente potenza normanna. La Marsica viene assorbita al regno di Sicilia, diventando in tal modo il confine nord del regno con lo stato papale.

I Normanni tempo dopo dividono la Marsica in tre tronconi corrispondenti a tre contee, la contea d’Albe, contea di Celano e contea di Carsoli. Tutte e tre le contee sono affidate a membri della famiglia Berardi.

I Berardi con il tempo si riprenderanno riuscendo a ricostituire gran parte del potere perduto, diventando una temibile minaccia per lo stesso regno siciliano.

Essi addirittura tenteranno di riprendersi la propria indipendenza con lo scontro fra Tommaso Berardi e l’imper. Federico II.

 

 

 – I Berardi e i De Ponte

Tuttavia con il tempo la Marsica pur rappresentando il cuore del potere Berardi, vedrà configurarsi una nuova geografia politica.

Da una parte ci sono i Berardi concentrati in Albe e Celano a cui aggiungeranno la Contea del Molise e dall’altra i De Ponte che vengono controllando la vecchia contea di Carsoli, che vedremo cedere il ruolo di capoluogo a Tagliacozzo.

Intorno al 1160-70 Tagliacozzo si rende indipendente da Albe portando con se diversi paesi, fra i quali Scurcola.

In questo periodo una famiglia, i De Ponte, che sembrerebbe originaria dell’Umbria della zona di Terni, si trasferisce nella Marsica nel paese di Scurcola, acquisendo con il tempo grande importanza.

I De Ponte tra il 1160 circa e il 1180 comprano quasi tutta Scurcola e allo stesso tempo vengono diventando i titolari di diversi paesi nei dintorni di Tagliacozzo.

Nell’aggiornamento del catalogo baronale del regno di Sicilia del 1168, i De Ponte, possedendo ormai Scurcola e altri paesi della zona, sono in grado di contribuire al rifornimento dell’esercito statale con una truppa di 28 cavalieri, 56 fanti con altrettanti scudieri.

Scurcola nel 1168 è il cuore del potere dei De Ponte, prima che questi si allarghino a Tagliacozzo.

Verso il 1190 la stessa Tagliacozzo vede la loro presenza, con alcune parti di paese rilevate da loro.

 

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XIII Secolo

 

 – I De Ponte

Nel 1200-1210 i De Ponte sono ormai la famiglia guida della Marsica Occidentale, possedendo importanti paesi e buona parte dell’importante centro di Tagliacozzo.

Nel 1210-1220 circa i De Ponte arrivano a possedere Tagliacozzo e si allargano ai paesi della Piana del Cavaliere

In questa fase Scurcola è per i De Ponte un importante feudo, che viene ristrutturato in funzione del suo ruolo.

 

 

– Restauro del castello nel XIII secolo

I De Ponte demoliscono, nella prima metà del XIII secolo, il vecchio impianto del castello di Scurcola Marsicana e ne costruiscono uno nuovo.

 

Secondo impianto del castello di Scurcola Marsicana nell’XIII secolo

(Fonte da Marco Bianchini – Edilizia storica della Marsica occidentale – Editrice Dedalo di Roma)

 

La ristrutturazione del Castello si concentra nella sostituzione del vecchio impianto murario quadrangolare, con il nuovo recinto murario pentagonale, in cui si ha la nuova presenza di un puntone, rivolto verso la cima della montagna.

Rivolgendo il puntone verso monte, si vuole dare maggiore consistenza all’impianto complessivo, così da offrire maggiore resistenza in caso di attacco dall’alto nella parte a nord, che è la parte più esposta.

La cinta muraria inoltre viene dotata dI tre-quattro torrette rompitratta ad U sporgenti all’esterno, con feritoie strombate.

 

 

 – Il castello di Scurcola sotto i De Ponte

Nel corso del XIII secolo tuttavia il castello sembra essere stato abbandonato dai De Ponte, che prediliggono altre residenze.

Questo pensiero è sostenuto dal fatto, che non vi sono aggiornamenti nel sistema militare del castello per tutto il periodo che precede la battaglia dei Piani Palentini (1268). In qualche modo il castello appare più come una residenza secondaria dei De Ponte.

Scurcola nel XIII secolo non è ancora un paese completamente cintato da mura, in quanto il paese appare ancora un insediamenteo sparso posto sul pendio ed intorno alla pieve di S. Egido di Scurcola.

 

 – L’arrivo degli Angioini

Siamo negli anni ’60 del XIII secolo, gli Svevi sono ormai nella loro fase discendente e gli Angioini in quella ascendente con Carlo I d’Angiò, presente nel regno siciliano per conquistarlo e farsi incoronare re.

Carlo I viene chiamato dal Papa per sconfiggere Manfredi di Svevia, figlio di Federico II, e rendersi il regno siciliano, che il papa vedeva come una minaccia per se stesso.

Carlo I sceso in Italia dopo poco tempo affronta e sconfigge Manfredi, nella battaglia di Benevento (1266). Dopo questa battaglia Carlo I diventa nuovo re di Sicilia.

 

– L’arrivo di Corradino

Due anni dopo Corradino, figlio di Corrado IV di Germania e nipote di Federico II, decide di far ritorno in Sicilia per reclamare il trono dei suoi avi e scacciare Carlo.
Egli viene indotto in ciò, da diverse importanti famiglie nobili come i Berardi, che mal sopportano il nuovo sovrano con la sua politica fiscale.

Corradino scende in Italia, arrivando nella Marsica dove viene sostenuto dai Berardi e altri personaggi locali, attraverso un esercito costituito per lui. Qui arriva a soggiornare a Scurcola Marsicana dove è presente nei giorni precedenti lo scontro con Carlo I.

 

 – Sconfitta di Corradino e ascesa di Carlo I d’Angiò

Poco dopo nell’agosto 1268 avviene l’importantissima battaglia dei Piani Palentini fra Carlo I d’Angiò e Corradino di Svevia. Carlo I sconfigge le truppe di Corradino di Svevia e dopo poco tempo  cattura Corradino e lo fa decapitare.

Successivamente Carlo si vendica dei nobili, che hanno sostenuto Corradino e ricompensa chi gli è rimasto fedele. Carlo nella Marsica punisce i Berardi espropriandoli dei loro territori di Albe e Celano e ricompensa i De Ponte, minori per grado e fama, ma pur sempre importanti feudatari locali

 

 – Nascita del feudo monacale di Scurcola Marsicana

Carlo a ricordo della grande battaglia costruisce una grande Abbazia dedicata a Santa Maria della Vittoria.

Carlo costituisce intorno a questa abbazia un vero feudo monacale, che ha in essa il suo centro amministrativo.

Il feudo di Scurcola comprende un vasto territorio e viene riempito di privilegi che consentono a questo una sua autonomia.

Il feudo di Scurcola è destinato ad essere per il restante XIII e per tutto il successivo XIV secolo un vero e proprio centro di potere al pari dei vari feudi locali presenti come la contea di Celano e quella di Tagliacozzo. Poi con il sisma del 1349 questo feudo comincerà a decadere.

 

– I De Ponte, gli Orsini e Scurcola

La potente famiglia De Pontibus che ha in Scurcola il suo primo paese d’origine, viene man mano decadendo a favore degli Orsini cedendo loro il controllo della contea nel 1294. Gli Orsini da parte loro almeno in questa fase non contrastano la presenza del feudo monacale, permettendo a questo di prosperare.

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XIV Secolo

 

 

 – Gli Orsini

Tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo i De Pontibus cedono il passo agli Orsini, con i quali sono imparentati e con cui hanno condiviso per qualche tempo il potere nella Marsica occidentale.

Gli Orsini divenuti unici conti di Tagliacozzo cercano di consolidare il loro potere in ambito locale assorbendo i paesi vicini.

Il vicino feudo di Scurcola Marsicana sotto controllo monacale prosegue fino alla metà del secolo la sua fase più florida. Poi con il terremoto del 1349 inizia una rapida decadenza, che porta gli Orsini a espandersi verso Scurcola.

 

– Terremoto del 1349

Nel centro Italia nel 1349 si verifica un brutto terremoto che causa danni importanti in molti centri cittadini. Questo terremoto fa risentire in modo importante effetti anche nella Marsica.

A Scurcola per esempio sappiamo di danni importanti alla struttura dell’Abbazia di Santa Maria della Vittoria. Poichè vi sono questi danni all’abbazia è possibile che anche il vicino castello abbia avuto diversi danni, da cui è seguito il restauro

Nel corso del trecento anche a causa del terremoto del 1349, il potere dei monaci in Scurcola viene scemando portando a una diminuzione d’importanza del paese.

 

 – La decadenza della Scurcola monacale e l’ascesa degli Orsini

Con il terremoto del 1349 Scurcola è gravemente danneggiata compresa l’abbazia di Santa Maria della Vittoria. I monaci hanno problemi nel gestire i danni e iniziano a migrare altrove permettendo il deterioramento del feudo.

Gli Orsini ne approfittano e iniziano una penetrazione politica ed economica del borgo. Con essi il paese infatti si trasforma in vero e proprio borgo fortificato, con tanto di mura perimetrali, all’interno delle quali vengono a vivere tutte le persone, che vivono nei villaggi circostanti.

In questo quadro di ristrutturazione edilizia anche il locale castello evolve, attraverso alcune trasformazioni.

 

– Restauro del castello nel XIV secolo

Ristrutturazione edilizia del castello di Scurcola Marsicana nel XIV secolo.

(Fonte da Marco Bianchini – Edilizia storica della Marsica occidentale – Editrice Dedalo di Roma)

 

La nuova ristrutturazione del castello, che si ha nella metà XIV secolo, verso il 1350 – 1360, consiste nell’ispessimento delle mura perimetrali, che vengono ad inglobare anche le torrette rompitratta.

E’ possibile, ma non sicuro in quanto non abbiamo al momento notizie dirette, che il castello nella sua prima struttura, sia stato rinforzato anche in seguito a possibili danni avuti dal terremoto del 1349.

 

– Terremoto del 1349

Nel centro Italia nel 1349 si verifica un brutto terremoto che causa danni importanti in molti centri cittadini. Questo terremoto fa risentire in modo importante effetti anche nella Marsica.

A Scurcola per esempio sappiamo di danni importanti alla struttura dell’Abbazia di Santa Maria della Vittoria. Poichè vi sono questi danni all’abbazia è possibile che anche il vicino castello abbia avuto diversi danni, da cui è seguito il restauro

Nel corso del trecento anche a causa del terremoto del 1349, il potere dei monaci in Scurcola viene scemando portando a una diminuzione d’importanza del paese.

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XV Secolo

 

 – Decadenza dell’Abbazia di Scurcola e crescita dell’influenza della contea di Tagliacozzo

Con l’inizio del nuovo secolo viene sempre più scemando il potere feudale dei monaci dell’Abbazia di Santa Maria della Vittoria, che risulta in piena decadenza. Decadenza che si viene sempre più accentuando con la diminuzione del numero dei monaci rimasti nell’Abbazia.

Al decadere dei monaci viene decadendo anche l’importanza di Scurcola, che risulta sempre più soggetta all’influenza della vicina contea di Tagliacozzo.

Gli Orsini riescono ad inserirsi nel gioco di potere locale e tramite una politica audace, riescono ad espandersi verso Scurcola e Magliano.

 

 – L’arrivo dei Colonna e i contrasti con gli Orsini

Mentre gli Orsini si espandono verso Scurcola e Magliano, i Colonna fanno il loro ingresso nel contesto locale riuscendo ad acquisire il controllo della contea d’Albe. 

I Colonna all’inizio del Quattrocento mirano alla Marsica da annettere ai loro territori laziali, ma la concorrenza orsina determina l’inizio di grandi ostilità fra le due potenti famiglie romane.

I contrasti iniziano già a inizio Quattrocento e si protraggono per tutto il secolo XV. Tra alti e bassi gli Orsini e i Colonna non riescono ad annientarsi, anzi a causa delle lotte perdono anche i territori ad essi soggetti.

Poi a partire dal 1441 con un audace politica di alleanze gli Orsini prevalgono temporaneamente sui Colonna.

Nel 1441 infatti la contea di Tagliacozzo, insieme alla contea d’Albe, vengono cedute dal re di Napoli Alfonso I agli Orsini che ne detengono il dominio fra alti e bassi fino al 1497.

 

– Tagliacozzo e Avezzano

Con l’ascesa degli Orsini e l’unione delle contee d’Albe e Tagliacozzo,  vediamo Tagliacozzo divenire capitale del territorio e Avezzano rafforzarsi come importante centro amministrativo secondario

 

 – Scurcola sotto gli Orsini

In questo quadro Scurcola seppure diminuita d’importanza, rimane centrale nella contea di Tagliacozzo e gli Orsini provvedono ad un nuovo restauro del maniero nella seconda metà del quattrocento.

Gli Orsini nell’ambito della Marsica occidentale cercano di rafforzare il loro potere anche attraverso importanti restauri; non bisogna poi dimenticare, che molte di queste ristrutturazioni si rendono necessarie anche in seguito ai crolli avvenuti per il terremoto dell’Irpinia del 1456, che nella Marsica ha provocato molti danni.

 

– Terremoto del 1456

Il 5 dicembre 1456 avviene un importante sisma in Irpinia, che produce effetti disastrosi in tutto il centro Italia. In Abruzzo sono molti i paesi colpiti dal sisma con effetti più o meno importanti.

A Scurcola il terremoto è sentito distintamente, ma non sappiamo quali e quanti danni abbia provocato.

 

– Restauro del castello nel XV secolo

Non sappiamo quali effetti abbia avuto questo terremoto sul castello di Scurcola, quindi può essere che non vi siano stati danni e quindi non vi siano relazioni con la ristrutturazione

Fatto è però che a fine quattrocento, precisamente nel 1490, abbiamo un nuovo profondo restauro della struttura del castello, che è poi la medesima che osserviamo ancora oggi.

Gentile Virginio Orsini, conte di Tagliacozzo, verso il 1490 chiama il grande architetto Francesco Giorgio Martini, affinchè modifichi la rocca di Scurcola, ridefinendola con un aggiornamento militare e allo stesso tempo trasformandola in una rocca rinascimentale per signori.

Francesco Giorgio Martini ridefinisce così la rocca rendendola più imponente e capace di resistere molto meglio ad attacchi esterni.

La nuova ristrutturazione si concentra nel mantenimento della stessa impostazione strategica presente fino ad ora, che viene però modificata aggiornandola in molte parti.

Ristrutturazione edilizia del castello di Scurcola Marsicana nel XV secolo.

(Fonte da Marco Bianchini – Edilizia storica della Marsica occidentale – Editrice Dedalo di Roma)

 

Le modifiche consistono in un potenziamento delle mura del castello, che sono ulteriormente ispessite nelle parti laterali e nella parte nord, dove a ridosso della torre mastio, viene creato un bastione semiellittico con mura molto spesse, in linea con quelle laterali.

Inoltre nella zona opposta al bastione vengono aggiunte due torri circolari che servono da ulteriore rinforzo per tutta la struttura.

 

– Caduta degli Orsini e ascesa dei Colonna

Nel 1497 nell’ambito della ben più ampia guerra di Spagna e Francia per la conquista di Napoli, i Colonna, alleati degli Spagnoli, riescono a provocare la caduta degli Orsini con l’arresto e la successiva condanna a morte di Gentile Virgilio Orsini.

Con questo atto si ha la definitiva ascesa dei Colonna, che sono nominati dal re di Napoli Federico I nuovi detentori del titolo di conti di Tagliacozzo e Albe.

La contea d’Albe ormai decaduta da anni e solo formalmente indipendente ha il suo centro amministrativo ad Avezzano, cresciuto molto come importanza durante il XV secolo.

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XVI Secolo

 

– I Colonna diventano duchi di Tagliacozzo

L’enorme potere acquisito alla corte napoletana dai Colonna e il loro valido sostegno ai reali spagnoli nella presa del potere del regno napoletano, li porta ad essere elevati dal nuovo re napoletano Ferdinando re di Castiglia, duchi di Tagliacozzo.

L’atto formale arriva nel 1504, in cui Ferdinando re di Spagna eleva i Colonna a duchi di Tagliacozzo.

Il ducato di Tagliacozzo comprende le ex contee di Tagliacozzo e Albe che perde anche formalmente la sua indipendenza feudale.

Tagliacozzo è ora capitale di un ducato, mentre Avezzano diventa il secondo centro più importante del territorio.

 

– Scurcola Marsicana nella nuova geografia del potere

Scurcola dopo la formazione del nuovo ducato di Tagliacozzo nonostante un diminuita importanza, rimane in posizione centrale ancora per tutto il XVI secolo. Ciò risulta evidente dal consistente miglioramento economico, che interessa il borgo.
Miglioramento che si osserva anche nella crescita demografica e nel settore edilizio.

In questa fase i Colonna cercano in molti modi di venire in contro alla popolazione locale attraverso diversi atti migliorativi nell’economia, primo fra tutti il settore edile dove vi è in questo secolo una forte espansione

In questo senso vediamo una serie di ristrutturazioni edilizie, finanziate dai Colonna, che interessano il borgo come l’allargamento delle mura cittadine, la ristrutturazione delle chiese di S. Antonio e di S. Egidio, la realizzazione della nuova chiesa di Santa Maria della Vittoria.

La costruzione della nuova chiesa di Santa Maria della Vittoria interessa direttamente anche il castello con la demolizione di una sua torre. Ciò porta a una nuova ristrutturazione del maniero.

 

– Restauro e utilizzo del castello nel XVI secolo

Come accennato il maniero viene privato di una sua torre, tramite demolizione, che serve per far posto alla nuova chiesa eretta a fianco del maniero. La costruzione della nuova chiesa avviene tra il 1570 e il 1580.

Parallelamente alla costruzione della chiesa abbiamo anche la ristrutturazione del castello, che diventa sempre più un castello residenziale, diminuendo in tal modo il suo carattere militare.

Il castello nel corso del XVI secolo è usato diverse volte dai duchi Colonna, che però tendono sempre più a usare il castello di Avezzano.

 

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XVII Secolo

 

Con il nuovo secolo le cose cambiano profondamente, poichè la forte tassazione economica spagnola, unita ad alcuni raccolti andati male, portano ad una gravissima crisi economica piuttosto lunga, con riflessi importanti sul tessuto sociale.

Ciò interrompe il lungo slancio edilizio presente in Scurcola nel secolo precedente e apre le porte alla stagnazione e alla depressione di molte persone.

Scurcola già dalla fine del Cinquecento è ormai un borgo fortemente ridotto d’importanza, che perderà completa importanza verso la fine del secolo in favore delle più dinamiche realtà di Avezzano e Tagliacozzo.

Il castello di Scurcola in questo quadro viene completamente abbandonato dai Colonna. che preferiscono altre residenze come il castello di Avezzano o il palazzo ducale di Tagliacozzo.

Con il XVII secolo nella Marsica imperversa la povertà assoluta, posta a sua volta all’interno di un territorio, il meridione italiano che declassato a vicereame spagnolo è ora solo una colonia di Madrid.

 

 –  La peste del 1656

La situazione peggiora a metà secolo, allorquando nel 1656 nel meridione italiano scoppia la Peste.

Nella Marsica la Peste devasta il territorio provocando molti decessi in poco tempo. La situazione è tanto disperata che molti paesi vedono dimezzare la propria popolazione. Ci vorranno decenni prima che la situazione torni a migliorare.

 

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XVIII secolo

 

– I terremoti del Settecento

Con il Settecento abbiamo una serie di terremoti che avvengono in Abruzzo e che scuotono profondamente anche la Marsica producendo molti danni. In questo quadro si registrano danni anche al castello di Scurcola, che verrà negli anni successivi sottoposto a restauro dai Colonna

 

– Restauro del castello nel settecento

Dopo i terremoti dell’Aquila e della Majella il castello di Scurcola subisce un nuovo restauro per i danni conseguenti questi sismi.

Il restauro settecentesco operato dai Colonna è consistito nell’inserimento nella struttura di archi a sesto ribassato e rifacimenti delle cortine degli ambienti interni.

 

 – La nuova indipendenza del sud Italia

Sotto il profilo politico il vicereame di Napoli passa agli austriaci e poi nel 1734 torna ad essere regno di Napoli sotto la nuova dinastia dei Borbone, rappresentata prima da Carlo IV, poi Carlo III di Spagna, e poi dal figlio Ferdinando IV.

 

– Il regno borbonico 1734-98

Sotto i Borbone il sud Italia conosce una fase di rinascita economica seppure moderata e funzione delle condizioni locali. Nella Marsica l’arretratezza economica e culturale è più forte che in altre zone, ma anche qui seppure in modo moderato si percepisce un certo miglioramento, che però sparisce con la fine del secolo a causa di una molteplicità di fattori.

 

– I invasione francese del 1798

Sotto il nuovo governo l’economia marsicana torna un po’ a migliorare, ma a fine Settecento arrivano i Francesi.

Questi invadono il regno napoletano nel 1798, ma riescono a tenerlo solo per due anni, a causa della forte resistenza popolare.

Il popolo abruzzese, ma un po’ di tutto il regno insorge contro i Francesi che non riuscendo a domare le continue rivolte sono alla fine costretti ad andar via.

In questo contesto Scurcola, trovandosi sulla via Valeria è interessata dall’arrivo dei Francesi, che però ne trascurano il territorio, preferendo altri paesi.

Infine nel 1800 i Francesi se ne vanno permettendo il ritorno di Ferdinando di Borbone

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XIX Secolo

 

– II invasione francese 1806-15

I francesi tornano nel regno di Napoli nel 1806 scacciando nuovamente i Borbone, che riparano in Sicilia.

Durante questo secondo periodo francese, vengono fatte importanti riforme come l’abolizione nel 1806 della feudalità. Questo significa nella Marsica, la fine del ducato di Tagliacozzo e quindi la fine del regime dei Colonna.

Il castello di Scurcola dalle poche fonti, che abbiamo del periodo, sembra essere in totale stato di abbandono, preda della vegetazione e dell’incuria.

 

– I Borbone 1815-60

Nel 1815 tornano i Borbone che con la nuova dicitura di Re delle Due Sicilie instaurano un regime conservatore.

Il periodo è interessato dalle grandi escrescenze del Lago Fucino che tanti disastri semina in questo periodo.

Nel 1845 abbiamo l’arrivo del banchiere Alessandro Torlonia, che pochi anni dopo avvia da solo a proprie spese il completo prosciugamento del Lago Fucino.

I lavori durano vent’anni e tutti i paesi del Fucino e della Marsica sono interessati all’opera sia direttamente che indirettamente.

In questo lungo periodo abbiamo il passaggio della Marsica dal regno delle Due Sicilie al nuovo regno d’Italia.

 

– Il nuovo regno d’Italia e il brigantaggio 1861-70

La nascita del nuovo regno italiano a scapito di quello borbonico porta ad una guerra mai dichiarata fra i Savoia e Francesco II re delle Due Sicilie aiutato da varie tra cui gli abruzzesi, che appoggiano pienamente  il vecchio sovrano.

La guerra definita del brigantaggio porta in Abruzzo nel 1860-62 ad un’alleanza fra Francesco II, i briganti abruzzesi e la popolazione locale.

Tuttavia la notevole presenza del nuovo esercito nazionale, insieme a una sostanziale incapacità dei briganti, che interrompono dopo un po’ l’alleanza con il re, porta ad una loro sconfitta specie quando essi tornano a colpire la popolazione locale.

 

– I lavori di prosciugamento del lago 1854-78

Nel 1854 prendono avvio i lavori operati dal principe Torlonia riguardo il prosciugamento del lago.

I lavori durano 20 anni e portano ad una rivoluzione ambientale e sociale della Marsica.

Nel 1878 quando si concludono i lavori di prosciugamento del Lago Fucino e nasce la Piana del Fucino la rivoluzione sociale inizia in tutte le sue componenti.

In questo quadro il castello di Scurcola continua a risultare abbandonato pieno d’incuria.

Continuando brevemente sul piano politico Scurcola collegata con gli altri paesi alla nuova attività agricola del Fucino non vede un miglioramento economico con molte famiglie ridotte in stato di povertà

 

– L’emigrazione di fine secolo

Molti giovani così se ne vanno in cerca di fortuna verso altre nazioni e continenti. Inizia l’emigrazione di fine secolo.

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XX Secolo

 

– Primo sviluppo della Marsica

L’emigrazione perdura anche a inizio XX secolo, nonostante s’inizino a vedere i primi segnali di un piccolo boom economico, che però si concentra solo nei grandi centri della Marsica come Avezzano e Tagliacozzo, che vedono la nascita della ferrovia e un piccolo incremento economico.

Scurcola vede comunque migliorare la propria economia, per la presenza della vicina Tagliacozzo. Certo per gli abitanti di Scurcola è ancora poco, ma comunque un piccolo miglioramento si segnala a inizio secolo.

 

– L’emigrazione

L’emigrazione iniziata alla fine dell’Ottocento prosegue decisa anche a inizio XX secolo. A Scurcola nonostante qualche lieve miglioramento economico, si registrano diverse persone che partono in cerca di fortuna verso altri paesi sia europei che americani.

 

– Terremoto del 1904

Nel 1904 un brutto terremoto avviene tra Magliano e Scurcola e questo comporta diversi danni al paese. Non si hanno vittime di questo sisma, però ci sono diverse strutture lesionate.

Tra le strutture che hanno risentito del terremoto vi è sicuramente anche il castello di Scurcola, che seppure non in modo evidente, ha comunque avuto qualche danno, che però a causa delle scarsissime informazioni in proposito non è possibile quantificare almeno per il  momento

Dopo questo terremoto diverse persone hanno dormito per un po’ in strutture di fortuna e le abitazioni che hanno avuto il terremoto non sono state riparate bene, ciò ha portato conseguenze con l’altro sisma.

 

– Terremoto del 1915

Nel 1915 il timido sviluppo di inizio secolo viene interrotto bruscamente dall’atroce terremoto di Gioia dei Marsi.

Il terremoto del 7 grado della Scala Richter distrugge tutti i paesi fucensi, della Valle del Giovenco, della Valle Roveto e della catena del Velino.

Invece i paesi da Tagliacozzo verso la Piana del Cavaliere, pur riportando danni consistenti, non sono annullati dal sisma.

A Scurcola i danni sono consistenti e anche il castello manifesta dei cedimenti. Ma il castello comunque si salva e la sua struttura rimane sostanzialmente integra. Invece si registrano molti crolli nelle case già lesionate dal sisma del 1904.

Superato il 1915, la grande guerra e la Spagnola arriviamo al periodo fascista, dove viene iniziata la ricostruzione dei paesi distrutti, chi più lentamente, chi più velocemente.

Il castello tuttavia appare dimenticato da tutti. Forse questo lo salva anche nella successiva guerra mondiale.

Fatto è che superata anche la seconda guerra mondiale, il maniero rimasto integro nella sua struttura viene invaso dalla vegetazione e lasciato nei successivi decenni nel più completo stato di abbandono.

 

– Recupero del castello a fine anni ’90

Nel 1997 i residenti di Scurcola iniziano da soli un lento recupero del maniero, che si avvia verso un restauro che diventa finalmente reale a partire dal 2001, allorquando seppure lentamente si avvia una lunga fase di restauro, ancora in corso.

Questo restauro ha visto inizialmente fra 1997 e 2001 la pulizia dal castello dalle sterpaglie, l’inizio del restauro vero e proprio

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XXI secolo

– Restauro del 2001-attuale

A partire dal 2001 il castello di Scurcola è sottoposto a restauro che va avanti tuttora seppure lentamente.

Il restauro è consistito fino ad ora nella ripulitura esterna ed interna della vegetazione infestante, nel consolidamento murario esterno ed interno, nel rifacimento del percorso tra le torrette e il torrione e sembra anche nella struttura interna.

Ad oggi il restauro non è finito, sembra vi siano ancora due anni di lavori, che speriamo finiscano al più presto, di modo da restituire il maniero quanto prima alla pubblica utilità.

 


STRUTTURA DEL CASTELLO DI SCURCOLA MARSICANA

 

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Pianta del castello

 

Il castello di Scurcola, posto in cima alla cittadina suddetta, è una struttura a pianta trapezoidale, posto all’interno di una potente muraglia quadrangolare.

 

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Struttura esterna della cinta muraria

La struttura esterna appare diversa per forma e dimensioni dai altri castelli marsicani.
Questa è una struttura militare creata nel XV secolo proprio per far fronte alla prima forma di artiglieria, che si andava affacciando in questo periodo.

 

Immagine rielaborata del castello visto dall’alto.
(Immagine base da Googlemap)

 

Le porte del castello

Gli ingressi del maniero sono due: il portale d’ingresso principale posto sul lato sudoccidentale, la facciata principale, e il portale laterale presente sul versante nord orientale.

 

– Il portale d’ingresso principale è stato ridefinito nel XIV secolo con la ristrutturazione del castello nel secolo XIV e mantenuto anche con l’ultima ristrutturazione del XV secolo.

 

Portale d’ingresso principale del castello di
Scurcola Marsicana. (Immagine personale)

 

– Il portale secondario posto verso la chiesa della Madonna della Vittoria, era inizialmente il portale principale operante nei secoli XI e XII.

 

La possente muraglia del castello ha una struttura trapezoidale, caratterizzata da una zona a monte, data da un puntone semiellittico, e a valle da due torri cilindriche.

Immaginando di percorrere l’intero recinto murario del castello, proviamo a tracciarne le caratteristiche più importanti.

 

– Torre laterale destra.

Questa torre si pone sull’angolo della facciata principale che guarda al paese. Questa è una torre cilindrica con una base a scarpa.

 

Immagine rielaborata da Googlemap

Immagine personale

 

– Facciata principale:

La parete che si affaccia verso il paese, comprende la facciata principale del castello, che mostra la presenza del portale d’ingresso principale.

 

Immagine rielaborata da Googlemap

Immagine personale

 

Su questa parete come sulle altre troviamo fori per cannoni e merloni superiori impostati su beccatelli

 

– Bastione Semiovato:

Proseguendo nel percorso lungo le mura, incontriamo il Bastione Semiovato.

Questo si presenta con una forma ellittica e curvilinea, caratterizzata da una massiccia muratura.

 

Immagine rielaborata da Googlemap

Immagine del bastione semiellittico del castello di
Scurcola Marsicana. (Immagine personale)

Immagine personale

 

La struttura curvilinea viene ideata nel quattrocento, per rispondere meglio e in modo più efficace alle nuove istanze difensive e alla moderna guerra di artiglieria, che si viene costituendo proprio in questo periodo.

 

– Parete laterale
sinistra. Questa parete posta sul lato nord orientale del castello, raffigura meglio delle altre la struttura del maniero, e ciò perchè mostra in modo più preciso dettagli che nelle altre facciate si notano di meno.

 

Immagine del lato nord orientale del castello
rielaborata da Googlemap.

Lato nord orientale del castello di Scurcola Marsicna.
(Immagine personale)

 

Qui infatti sono molto più visibili i fori per cannoni e i merloni superiori impostati su beccatelli.

 

Particolari della facciata laterale sinistra del
castello. (Immagini personali)

 

– Torre laterale
sinistra: Osserviamo infine l’ultima torre, che appare identica all’altra posta dalla parte opposta. Anche questa ha una forma cilindrica con una base a scarpa, e una struttura fatta in pietra locale.

 

Immagine rielaborata da Googlemap

Torre laterale sinistra. (Immagine personale)

 

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Struttura interna

 

 

Immagine rielaborata del castello visto dall’alto.
(Immagine base da Googlemap)

 

Lo spazio interno alle mura del castello, vedono la presenza di alcune strutture.

In primo luogo si osserva il cortile interno dove si riscontrano alcune strutture più piccole.

Quindi abbiamo la torre Mastio di forma quadrangolare. Questa rappresentava il cuore del castello, in quanto qui aveva sede il responsabile del maniero militare.

Oltre a ciò si rileva la presenza di una struttura abitativa, posta a fianco alla torre sul lato sinistro.

Immaginiamo che questa possa aver rappresentato gli alloggi dei militari presenti nel castello, o comunque essere stata usata anche a scopo abitativo in un momento secondario.

Importante è da notare il camminamento di ronda ininterrotto posto al di sopra delle torrette del castello.

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Francesco Giorgio Martini

– Introduciamo qui la figura Francesco Giorio Martini, (Siena, settem 1439 – Siena, 29 novembre 1501), architetto del castello.

La sua impostazione da difesa militare immaginata qui, spiega che la struttura del castello era impostata per ridurre al minimo il numero di lati offerto agli assedianti.

Il sistemadifensivo era stato ristrutturato nel quattrocento anche per adattarsi alla nuova diffusione delle armi da fuoco. Ciò spiega la presenza di casematte in basso per la difesa radente e lo spessore dei muri adatti a resistere all’uso delle bombarde.

Inoltre, il camminamento di ronda, come si nota dalle immagini del castello visto dall’alto, risulta ininterrotto per l’intero perimetro, e ciò per consentire rapidi spostamenti in caso di attacco.

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Strutture esterne al castello

Nei dintorni del castello si sono riscontrati alcuni recinti difensivi, presenti su Monte San Nicola. Ebbene questi recinti si trovavano molto distanti dal centro abitato e posti esclusivamente in posizione apicale nelle vicinanze del maniero.

All’interno di questi recinti sono stati trovati resti di edifici o ambienti (anche cisterne come a Monte San Nicola), che farebbero pensare alla strutturazione di un piccolissimo villaggio, che potrebbe aver ospitato una piccola comunità militare, che vi doveva stazione stazionare a lungo.

Questo pensiero è rafforzato dalla posizione isolata del castello, che portava le persone, che vi lavoravano, ad aver bisogno di alloggi e altre infrastrutture per poter vivere in quell’isolamento.

La presenza di questa possibile piccola comunità militare, riporta alla mente gli antichi castra dei Romani, dove ai confini dell’impero romano erano organizzate piccole comunità militari con le proprie famiglie, a causa del lavoro dei militari nella difesa dei confini imperiali.

 


 

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29) www.albafucens.info,

30) www.mondomedievali.net

31) Testo di Ireneo Bellotta ” I CASTELLI D’ABRUZZO” – Newton Compton Editori

 

 


TORRI E CASTELLI DELLA MARSICA


SCURCOLA MARSICANA