CASTELLO DI PERETO


 

STORIA DEL CASTELLO DI PERETO

 

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X Secolo

 

Il castello di Pereto nasce come semplice torre di avvistamento, nella prima metà del X secolo, tra il 926 e il 950, per iniziativa dei Conti Berardi della Marsica.

Con il tempo intorno alla torre si costituisce anche il borgo di Pereto, che con il tempo acquisisce la forma e le dimensioni di un borgo fortificato, con delle proprie mura di cinta.

 

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XI Secolo

 

Nel corso del secolo XI verso il 1050-60, il conte Rianaldo, fratello di Berardo IV conte dei Marsi, si trasferisce a Pereto. Qui Rainaldo ristruttura la Torre di avvistamento e la trasforma in un vero e proprio castello.

Egli vivendo quasi stabilmente a Pereto fa acquisire alla rocca una maggiore importanza. I lavori di trasformazione della torre in un forte maniero durano diverso tempo, ma alla fine nelle sue linee principali, la struttura è formata.

Nel 1093 Rainaldo parte per la crociata e durante l’impresa muore combattendo.

La vedova di Rainaldo, Algegrima si trasferisce nel 1093 nel vicino castello di Oricola, abbandonando così il castello peretano che inizia una fase di lunga decadenza e incuria.

A questo punto il castello senza più un padrone, che vi dimori, diventa scarsamente importante, anche se mantiene intatto il suo valore strategico.

Berardo V nuovo conte dei Marsi, ordina che la struttura sia presidiata da uomini armati. In pratica il castello rimane presidio di difesa della popolazione inerme e dei loro beni, in caso di invasioni e razzie di genti straniere lungo la via Valeria.

Nel 1096 la contessa Algegrima muore e facendo testamento dona i territori di Oricola e Pereto all’Abbazia di Montecassino. A questo proposito considerando le successive vicende storiche, bisogna immaginare che la titolarità dell’Abbazia di Montecassino nei confronti di Oricola e Pereto rimane comunque subordinata al conte dei Marsi. Quindi il fatto che i monaci benedettini controllino le chiese e le strutture pubbliche dei due paesi, non implica che Tagliacozzo sia enucleata dalla contea dei Marsi. Anzi il territorio rimane sempre soggetto ai Berardi, conti della Marsica fino a quando essi risulteranno titolari di questo piccolo stato medievale.

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XII Secolo

 

– La contea di Carsoli diventa contea di Tagliacozzo

Finita nel 1143 l’indipendenza della Contea dei Marsi, per la conquista normanna, il castello e l’intero paese di Pereto finiscono verso il 1160-70 sotto il controllo della famiglia De Pontibus.

La famiglia De Pontibus originaria dell’Umbria si trasferisce nella Marsica presso Scurcola, dove acquista una parte del paese, siamo più o meno nel 1150. Sempre intorno al 1150 i De Pontibus acquistano anche il paese di Pereto.

Successivamente nel corso dell’XI secolo altri paesi della Marsica Occidentale finiscono nelle mani dei De Pontebus.

Tra questi vi è Tagliacozzo dove i De Ponte arrivano nel 1173, comprando dapprima una parte del paese, condividendo dapprima questo con altri signorotti e poco tempo dopo acquisendone l’intera proprietà.

Tagliacozzo in questo periodo inizia a diventare sempre più importante nell’ambito della contea di Carsoli, fino a divenirne più o meno a fine XI secolo il capoluogo principale. Da qui il passaggio del nome da contea di Carsoli a contea di Tagliacozzo.

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XIII Secolo

 

– Ascesa e declino dei De Pontibus 1200-94

Nell’ambito della contea di Tagliacozzo i De Ponte all’inizio del 1200 sono ormai signori unici, riuscendo a creare un forte stato feudale nell’ambito del regno normanno. Nell’ambito della contea di Tagliacozzo, Pereto si rivela un centro di una certa rilevanza.

Nel 1268 nell’ambito della battaglia in corso fra Corradino di Svevia e Carlo I d’Angiò, la contea di Tagliacozzo sotto i De Ponte si schiera con Carlo I d’Angiò. Poco dopo nella battaglia a Corradino, i De Ponte sono fedeli al re Carlo. Dopo che Corradino è stato sconfitto e poi decapitato, il regno di Sicilia è ormai saldamente in mano a Carlo I.

Questi ricompenda i De Ponte per la loro fedeltà. Tuttavia vediamo che a partire dal 1270 i De Ponte vengono decadendo e gli Orsini di Roma, con loro imparentati ormai da tempo, li vengono sostituendo.

Nel 1295 i De Ponte cedono il controllo di Tagliacozzo agli Orsini, ma mantengono ancora per qualche tempo il controllo di altri centri nella zona, come Pereto.

Pereto rimane sotto i De Ponte ancora per tutto il secolo XIV. Nel frattempo gli Orsini ormai stabilmente riconosciuti come nuovi conti di Tagliacozzo, vedono i De Ponte in fase discendente, solo come una delle più importanti famiglie nobili presenti nel contado di Tagliacozzo

Successivamente i De Pontibus perdono gran parte del loro potere cedendo via via  e verso il 1295 circa perdono il controllo del paese di Tagliacozzo a favore degli Orsini. Gli Orsini, potente famiglia romana, vuole estendere il proprio potere alla Marsica, per questo s’imparenta a inizio 200 con i De Ponte, signori di Tagliacozzo e di tutti i paesi della Marsica Occidentale.

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XIV Secolo

 

– Terremoto del 1349

Nel 1349 un forte sisma si verifica nel centro Italia, determinando danni in molte zone, tra cui la Marsica. Tuttavia nell’ambito del territorio marsicano, Pereto, pur avvertendo bene la scossa, non sembra risentirne di molto, riportando pochi danni.

 

– Restauro del XIV secolo

Nel corso del XIV i De Pontibus arricchiscono il castello di Pereto con la costruzione di nuove torri a base quadrata e mura di raccordo tra le torri. In questo modo il castello assume  la definitiva struttura di castello-recinto.

 

Immagine delle mura esterne del castello di Pereto (Immagine personale)

 

 

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XV Secolo

 

– Pereto diventa degli Orsini 1405

Nel corso del secolo XIV I De Ponte hanno via via ceduto il controllo di molti altri paesi della Piana del Cavaliere agli Orsini. Ora nel 1405 è la volta di Pereto, allorquando Antonio De Pontibus vende a Giovanni Orsini, conte di Tagliacozzo, la metà del feudo di Pereto ancora appartenente alla sua famiglia.

 

– Terremoto del 1456

Nel 1456 si verifica un tremendo terremoto con epicentro in Irpinia. Il sisma si manifesta con una potenza enorme pari al 7,1 Mw. Questo sconvolge tutto il centro Italia dalla Campania alla Toscana fino in Umbria.

In Abruzzo il terremoto è sentito fortemente producendo molti danni e morti. Nella Marsica i danni sono molti, ma sono Pereto e Oricola a riportare i danni maggiori con la totale distruzione del paese.

In questo quadro vediamo che il castello di Pereto riporta gravi danni, come il crollo dei solai, si lesionano le cortine e la parte alta delle pareti.

 

– Il castello 1456-97

Successivamente al terremoto del 1456, il castello di Pereto, gravemente danneggiato dal sisma, rimane per tutto il secolo XV abbandonato a se stesso. Ciò nonostante che i conti Orsini abbiano provato a restaurare le fortificazioni di Pereto.

 

– I Colonna nuovi conti di Tagliacozzo

Nel 1497 dopo circa cento anni di lotte continue e senza esclusioni di colpi tra le famiglie Orsini e Colonna per il possesso delle contee di Tagliacozzo e Albe, alla fine sono i Colonna a uscire vincitori dal lungo confronto. Re Federico I di Napoli con un diploma assegna ai Colonna le contee di Tagliacozzo e Albe nella persona di Fabrizio Colonna. Nell’assegnazione dei due domini ai Colonna, le contee vengono riunite nel territorio del ducato di Taglicozzo. In pratica la contea d’Albe viene completamente annessa a Tagliacozzo che viene elevata a ducato.

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XVI – XVII Secolo

 

– Conferma dei possedimenti ai Colonna

Una volta che il regno di Napoli viene annesso alla Spagna nel 1504, il suo re Ferdinando conferma in un nuovo diploma il possesso del ducato di Tagliacozzo ai Colonna.

 

– Il ritorno degli Orsini nella Piana del Cavaliere e la loro vendetta contro i Colonna

I Colonna rimangono al potere nella Marsica fino al 1806, seppure tra il 1528 e il 1557 perdono il controllo momentaneo della Piana del Cavaliere a favore degli Orsini.

I Colonna infatti a causa del loro coinvolgimento nel sacco di Roma del 1527, subiscono le ire del papa l’anno dopo con l’invasione nei loro territori laziali e abruzzesi dell’esercito di Napoleone Orsini che prima batte i Colonna nella battaglia di Magliano e poi sconvolge l’intera Piana del Cavaliere, che rimane quest’ultima sotto possesso orsino.

 

– Il ritorno dei Colonna 1557

Nel 1557 gli Orsini in una controffensiva dei Colonna, subiscono la perdita della Piana di Carsoli che ritorna a loro stavolta stabilmente.

 

– Il castello di Pereto tra XVI e XVII secolo

Nel lungo periodo di potere dei Colonna, non si conoscono tracce di un loro intervento nel restauro del castello di Pereto, che sembra invece lasciato nel più completo abbandono sia durante il XVI che nel XVII secolo. Tuttavia una parte del castello relativa a una delle torri è ancora abitabile e in questa vanno a vivere i Maccafini.

I Maccafini sono una ricca famiglia insediatasi a Pereto nel XV secolo. Questi sono famosi per aver occupato la carica di vescovo dei Marsi  tra il XV e il XVI secolo, in una sorta di successione familiare con il passaggio della carica da zio a nipote.

Questi dal XVI secolo prendono dai Colonna per usucapione una parte del castello, restaurandone la parte da loro occupata.

Quindi per il XVI e XVII secolo il castello di Pereto rimane in stato di abbandono per la maggior parte del manufatto e per una restante parte è abitato dai Maccafini.

 

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XVIII Secolo

 

– I Terremoti del XVIII secolo

All’inizio del XVIII secolo abbiamo alcuni sismi che si verificano in Abruzzo con una certa intensità. Nella Marsica questi sismi specie il terremoto del 1703 dell’Aquila provoca molti danni nei paesi marsicani, ma al momento non abbiamo notizie su danni a Pereto e al relativo castello

 

– Il castello di Pereto nel XVIII secolo

Lo stato di abbandono del castello prosegue per tutto il XVIII secolo, fatta eccezione per la parte abitata dai Maccafini.

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XIX Secolo

 

Nel 1806 abbiamo l’invasione francese del regno di Napoli che permane fino al 1815. In questo lasso di tempo vengono fatte diverse importanti riforme tra cui l’abolizione della feudalità nel 1806. Questo al livello locale significa la fine del potere dei Colonna e del ducato di Tagliacozzo.

– Il castello a inizio 800

A inizio 800 il castello è ancora in stato di abbandono. Tuttavia i Maccafini che vivono in una piccola parte di questo, chiedono nel 1813 ai Colonna, ancora effettivi proprietari, di poter usufruire di una seconda torre da usare come piccionaia

 

– Il ritorno dei Borbone

Nel 1815 i Francesi vanno via da Napoli e al loro posto tornano i Borbone nella nuova dicitura di re delle Due Sicilie. Il loro governo dura fino al 1860, allorquando la rivoluzione garibaldina li detronizza. I garibaldini con la loro azione spingono poi il sud Italia a unirsi alle regioni del nord per formare il nuovo regno d’Italia. Il nuovo regno d’Italia viene proclamato nel 1861 sotto lo scettro dei Savoia.

Il nuovo stato italiano passa i successivi dieci anni a consolidare se stesso nelle frontiere con l’acquisizione di Veneto e Lazio, sul piano interno nel guerreggiare e sconfiggere i briganti e sul piano fiscale cercando di digerire i debiti dei precedenti staterelli

 

– Il castello di Pereto nella seconda metà del XIX secolo

In questa fase non si ha notizia di grandi restauri, per cui il maniero deve ancora apparire mal messo. Tuttavia pur in condizione di abbandono appare ancora come una struttura di grande forza.

 

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XX Secolo

 

– Cambio di proprietà

Nel 1900 i Maccafini vendono il castello di Pereto ai Vicario e questi provano ad abbozzare qualche restauro che però non avviene.

 

– Terremoto del 1915

Nel 1915 il terribile terremoto di Gioia dei Marsi si verifica nella Marsica con una forza spaventosa distruggendo molti borghi e spezzando la vita a 30.000 persone.

A Pereto il grande sisma si abbatte in modo meno violento che rispetto ad altri borghi della Marsica. Ma anche qui provoca molti danni tra cui al castello di Pereto.

Questo subisce ulteriori e forti danni dalla scossa principale e necessita dopo il sisma di un grosso intervento di restauro, pena il possibile crollo.

 

– Il castello negli anni del fascismo

Nei successivi anni della 1 guerra mondiale e poi del fascismo il castello non viene restaurato dai Vicario, soprattutto dopo il sisma del 1915. Essi per quel che si è capito, provano a improntare un qualche intervento, ma lo sforzo è enorme.

 

– La 2 guerra mondiale

Nel 1940 l’Italia entra in guerra e dopo tre anni viene perdendo su tutti i fronti. Ciò porta prima al crollo del fascismo e poi all’invasione tedesca del settembre 43. Si forma la linea Gustav che tagli l’Italia in due. Tedeschi e Alleati combattono intorno a questa linea tra ottob 43 e giugno 44. La gente abruzzese subisce in pieno sia lo stato di polizia tedesco che i bombardamenti alleati. Il periodo è durissimo per tutti. Ma alla fine i Tedeschi perdono e gli Alleati liberano la Marsica nel giugno 44. Nell’aprile 45 l’Italia è completamente liberata dai nazifascisti.

Il castello di Pereto sembra non riportare ulteriori danni dal conflitto appena finito

 

– Il 2 dopoguerra e l’arrivo del professor Aldo Maria Arena

Con il secondo dopoguerra tutti i paesi della Marsica vengono via via ricostruiti, ma a causa di una difficile situazione economica vivono un nuovo spopolamento durato per tutti gli anni 50′, 60′ e 70′. I ragazzi dei borghi marsicani attratti, da nuove condizioni di benessere vanno a vivere per la maggior parte nelle grandi città del nord Italia.

Il castello di Pereto continua a trovarsi in una grave condizione strutturale. I Vicario non riescono a far fronte alle spese di restauro e cedono la proprietà del maniero nel 1966, al prof. Aldo Maria Arena.

 

– La grande ristrutturazione del castello di Pereto 1968-75

Questo nuovo castellano inizia da subito una ristrutturazione attenta e precisa del maniero, che dura dal 1968 al 1975.

I lavori di restauro sono affidati all’architetto Alfred Cochrane di Dublino. Oltre a lui hanno lavorato duramente Francesco, Ferdinando e Bruno Staroccia, Enrico Malatesta, Franco Conti, Mario Giustini, Luigi Iannole, Giuseppe Sciò, Giorgio Eboli, Giovanni e Claudio Mariani, Antonio Eboli, Antonio, Domenico e Santino Meuti, Ruggero Leonio, Ovidio Giammarco, Giuseppe Toti.

 lavori si sono concentrati sul restauro delle torri rovinate sulla sommità dai fulmini, sulla ricostruzione dei piani crollati durante alcuni terremoti, sul Mastio dove sono presenti gravi lesioni. Nel 1975 i lavori sono ultimati e il castelo di Pereto rinasce a nuova vita.

 

– Il premio per il miglior restauro 1983

L’ottimo restauro condotto da Arena sul castello di Pereto non passa inosservato e alcuni anni dopo un attento giudizio, gli viene assegnato nel 1983 un riconoscimento ambitissimo nella Comunità Europea quale miglior restauro in Italia nel 1983

 

 

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XXI Secolo

 

 – Il castello all’inizio del nuovo secolo

Il castello all’inizio del XXI secolo risulta pienamente funzionante ed è l’abitazione della famiglia Arena. Tuttavia il castello rappresenta il bene storico più importante e attrattivo del paese, per vedere il quale molta gente si muove per visitarlo.

 

– Il restauro della cinta muraria medievale di Pereto

Tra il 2002 e il 2006 avviene l’importante restauro delle mura civiche, ancora perfettamente conservate, che consentono di definire Pereto, con la presenza del grande castello, un magnifico esempio di borgo medievale.

 


STRUTTURA DEL CASTELLO DI PERETO

 

– POSIZIONE E PIANTA

Il castello di Pereto è una struttura posta ai piedi del Monte Forcellese, e in cima al paese di Pereto in posizione strategica per il controllo della Piana del Cavaliere e della via Tiburtina, allora l’unica strada di collegamento verso la Marsica.

Questo castello proprio per la sua posizione particolare è stato uno dei primi manieri ad essere realizzati in epoca medievale, e si presenta con una struttura più volte restaurata nel corso dei secoli.

 

Pianta del Castello di Pereto (fonte da www.pereto.info)

 

Il castello viene eretto dai conti Berardi, nel corso del XII secolo, su di una precedente costruzione di torre vedetta, costruita da essi stessi un secolo prima. Il castello in seguito all’ultimo restauro avvenuto negli anni ’70 del XX secolo ha mantenuto la sua struttura originale e la piantina qui sopra da un’idea di questa.

 

– LE TORRI

 

1) PRIMA TORRE: IL MASTIO

Il Mastio rappresenta la torre più grande del castello, quella cioè dove vi sono gli alloggi principali.

In questo caso il Mastio del castello di Pereto è una grande e massiccia torre a base quadrata di 11,70 m di lato ed un altezza di 27 m.

 

Il Mastio del castello di Pereto (Immagini personali)

 

La struttura è costruita con grossi blocchi di pietra perfettamente squadrati e connessi, aventi dimensioni molto grandi nella parte inferiore e di media grandezza nella parte superiore.

Il Mastio si compone di quattro piani:

 

Il Mastio del castello di Pereto (Immagine personale)

 

Anticamente questi quattro piani erano suddivisi nel modo seguente:

– Il piano terra era adibito al corpo di guardia, i magazzini e le prigioni.

– Il primo piano ospitava la sala di giustizia

– I piani secondo e terzo formavano la residenza signorile.

– Il piano quarto era adibito a zona di vedetta e difesa.

 

Nel XIV secolo infine i nuovi proprietari i De Ponte costruiscono due nuove torri e le mura di raccordo fra esse definendo in tal modo la struttura definitiva del castello – recinto che vediamo oggi.

 

2) SECONDA TORRE: TORRE DELLA FUGA

 

 

Seconda torre (Immagine personale)

 

La seconda torre, definita Torre della Fuga, è posta a est e ha una pianta di 6,60 m di lato ed un’ altezza di 24 m. Anche questa torre si compone di quattro piani

 

3) TERZA TORRE: TORRE NORD

La terza torre, la Torre Nord la più piccola delle tre, è posta a Nord ed ha un’altezza di 16 m con un lato di 4,60 m.

 

Terza torre (Immagine personale)

 

Questa torre a differenza delle altre due non ha piani e probabilmente è servita solo da raccordo tra le mura e come punto di vedetta.

 

 

 LE MURA

 

Cortina Nord

Le mura Nord uniscono la Torre Nord più piccola con il Mastio. Le dimensioni della cortina si compongono di una lunghezza di 23 m, una larghezza di 1,55 m e un’altezza di 15 m.

 

Mura Nord del castello (Immagini personali)

 

In questa cortina troviamo l’ingresso principale al castello, posto ad un’altezza di circa 4 m, rinforzato da un parapetto e da un’apertura superiore piombante che lo rende impenetrabile.

Questo ingresso risulta ancora sovrastato da uno stemma di casa Orsini, probabilmente creato nella cortina nel periodo dell’acquisto operato dal conte Giacomo Orsini a inizio ‘400.

 

 

Cortina Est

Le mura Est collegano la Torre della Fuga alla Torre Nord. Queste mura hanno lunghezza di 22,40 m, larghezza 1,40 m e un altezza di 14 m.

In questa cortina Est troviamo posti all’esterno due contrafforti verticali, definiti dal popolo peretano l’impiccatora.

Le mura est dispongono di una postierla che all’origine era posta a 4 m da terra. Successivamente con la nuova costruzione di una cisterna (distrutta nel 1950) si è ritrovata al livello della volta di questa.

 

Mura del lato est del castello (Immagini personali)

 

Oggi ciò che si osserva è la presenza di una posterla d’ingresso (o meglio una porta d’ingresso) al castello ad un’altezza di 6 m da terra. Questa portella sembra abbia dato il nome alla piazza antistante. Nel tempo quest’ingresso è stato murato fino all’atto dell’acquisto del nuovo proprietario.

 

Cortina Sud Ovest

Le mura a Sud Ovest collegano il Mastio con la Torre della Fuga. Questa cortina ha una lunghezza di 24,5 m, larghezza 1,45 m, con un’altezza di 13 m.

 

Mura del lato Sud-Ovest del castello (Immagini personali)

 

 

– Il CAMMINAMENTO DI RONDA E I BECCATELLI

 

CAMMINAMENTO DI RONDA

Le varie cortine di raccordo fra il mastio e le altre due torri dispongono di camminamenti di ronda continui. Ciò ha consentito per molto tempo una difesa manovrata in caso di attacco con la possibilità di andare agevolmente lungo tutto il perimetro del maniero.

In questo modo si poteva combattere e colpire il nemico in modo agevole. Se infine vi fosse stato qualche infiltrato nella corte interna, vi sarebbe stata la possibilità ultima di rifugiarsi nel mastio, ultimo baluardo difensivo.

 

I BECCATELLI

Sulla cima delle mura non sono mai stati presenti i merli, come invece ritroviamo su altri manieri. Qui invece vi erano i beccatelli, fatti in pietra, che poggiavano sui camminamenti di ronda in legno.

Alcuni di questi beccatelli sono presenti sul lato Nord, ed erano anticamente presenti anche sul lato Est.

Molti di questi sono stati ritrovati ai piedi delle mura, all’esterno del castello e sulle rocce del Largo della Portella, durante l’ultimo restauro del 1968-75.

 

– GIARDINO E CANTINA

Nella parte esterna del castello, posta a ridosso della vecchia cisterna è stato costruito un terrapieno, adibito a giardino, sotto cui è posto un locale riadattato a cantina

 

 


BIBLIOGRAFIA

 

1) www.trasacco.terremarsicane.it

2) http://www.fucino.altervista.org/pagina-875327.html

3) LA STORIA D’ITALIA A FUMETTI di Enzo Biagi

4) http://santanatolia.it/storia/capitolo-iv

5) http://www.comune.avezzano.aq.it/index.php?id_sezione=427

6) http://www.pereto.terremarsicane.it

7) http://www.celano.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=26

8) http://www.icastelli.it

9) www.lucodeimarsi.terremarsicane.it

10) Articolo scientifico : “Tracce archeologiche di un terremoto tardo-antico nella Piana del Fucino (Italia centrale)” di F. Galadini, E. Falcucci, A. Campanelli, E. Ceccaroni.

11) www.terremarsicane.it/marsica/?qnode/187

13) V.D’Ercole, L’italia prima di Roma, Pescara 1998

14) Van Wonterghem, I Peligni e il loro territorio prima della conquista romana

16) www.spaziovidio.it

17) www.wikipedia.org

18) Santellocco A.F. (2004) – MARSI STORIA E LEGGENDA – TOVTA MARSA (Luco dei Marsi)

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21) http://www.itisavezzano.it/pagine/b00012.asp

22) http://www.santemarie.terremarsicane.it/

23) http://www.terremarsicane.it/category/luco-dei-marsi/

24) http://www.tagliacozzo.terremarsicane.it

25) www.civitellaroveto.org

26) www.civitellaroveto.terremarsicane.it

27) Marco Bianchini – Edilizia storica della Marsica occidentale – Editrice Dedalo di Roma

28) http://www.santemarie.terremarsicane.it/

29) www.albafucens.info,

30) www.mondomedievali.net

31) Testo di Ireneo Bellotta ” I CASTELLI D’ABRUZZO” – Newton Compton Editori

32) http://www.pereto.info/terremoto_5dicembre1456.htm

33) Articolo Storico: “Dai Frammenti una cronaca. Peritum: Il castello” di Massimo Basilici –  Comune di Pereto e  Lumen (Onlus)

 

 


TORRI E CASTELLI DELLA MARSICA


PERETO