CASTELLO DI ORTONA DEI MARSI

 


 

PRESENTAZIONE DEL CASTELLO DI ORTONA DEI MARSI

 

Il castello di Ortona dei Marsi è in realtà una torre cintata. Questa struttura è stata eretta dapprima come semplice recinto murario nel 1100 dalla famiglia Berardi, detentrice del titolo di Conti dei Marsi e poi Conti di Celano.

I Berardi ereggono nel corso dell’XI – XII secolo la maggior parte dei castelli e torri presenti nella Marsica, e ciò per avere un controllo diretto sia all’interno del territorio che all’esterno.

Successivamente nel 1500 al recinto murario è stata aggiunta la torre, con finestrelle stecche, rivolte verso il paese, di modo da controllare meglio rivolte popolari ad Ortona

Il castello di Ortona è costruito in posizione dominante su un colle per il controllo del passaggio tra la Valle del Sagittario e il Fucino, e come  riferimento per il controllo della Valle del Giovenco, parte integrante del dominio della Contea dei Marsi.

 

 


STORIA DEL CASTELLO DI ORTONA DEI MARSI

 

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XII Secolo

 

Nel 1100 circa i Berardi, conti dei Marsi fondano una piccola torre di vedetta in cima al colle dove poi sarebbe sorta Ortona. La torre ha lo scopo di controllare la presenza di qualche incursione straniera tra la Valle del Saggitario verso la conca fucense.

Dopo il 1143 allorquando la contea dei Marsi è assorbita dai Normanni, il villaggio di Ortona viene inserito al livello amministrativo nella contea di Celano, alla cui direzione ci sono ancora i Berardi.

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XIII Secolo

 

Nel secolo successivo Ortona come tutta la conca fucense è interessata dallo scontro tra Federico II e il conte Tommaso Berardi che tenta senza successo di ottenere l’indipendenza dal governo svevo.

Successivamente i Berardi dopo un lungo periodo di oblio tornano in possesso della contea celanese privata da Federico II nel 1223. Ortona continua ad essere ancora parte della contea celanese.

Nel 1266 sopraggiunge nel meridione italiano Carlo I d’Angiò che sconfigge nell’arco di due anni gli eredi di Federico II, l’ultimo di essi Corradino è sconfitto nella battaglia dei Piani Palentini (1268).

Dopo la battaglia dei Piani Palentini i Berardi, che sono stati tra coloro, che hanno appoggiato lo svevo, vengono puniti da Carlo I, con la requisizione delle contee di Celano e Albe.

A questo punto vediamo che il feudo di Ortona viene distaccato dalla contea celanese e dato alla famiglia Cantelmo.ù

 

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XIV Secolo

 

Nel 1314 i Cantelmo vendono il castello e il feudo ai Piagnone, che tengono la proprietà fino al 1454.

Nel corso del secolo la piccola torre e il villaggio di Ortona, pur scossi dal tremendo terremoto del 1349, non riportano grandi danni, che vengono presto riparati.

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XV Secolo

 

Successivamente a metà quattrocento i Piagnone rivendono il feudo e il castello ai Cantelmo, che ne tengono di nuovo la proprietà fino al 1579.

Due anni dopo, nel 1456, si verifica il forte sisma dell’Irpinia che scuote la Marsica e anche Ortona producendo diversi danni, che vengono poi riparati.

I Cantelmo nella gestione del feudo di Ortona hanno diversi problemi a causa dei numerosi casi di bande di briganti che infestano la zona, non permettendo una vita tranquilla agli abitanti dei borghi e neppure l’arrivo nei paesi come Ortona.

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XVI Secolo

 

A causa di questi problemi i Cantelmo nel primo cinquecento decidono di ristrutturare la vecchia torre medievale, trasformandola in un piccolo castello, a guardia sia del paese che della zona.

Così nel corso del primo cinquecento la vecchia torre medievale diventa un castello, in grado di resistere sia alle rivolte popolari, che alle bande di briganti infestanti la zona.

Nonostante ciò il feudo di Ortona risulta di difficile gestione, sia per la zona isolata, che per i continui attacchi dei briganti, che per altri motivi.

Fatto è comunque che nel 1579 i Cantelmo cedono il feudo di Ortona dei Marsi a Fabio degli Afflitti di Anfedena.

Le difficoltà di gestione della zona di Ortona sono testimoniate anche dalla lettera di mons. Colli, vescovo dei Marsi, che denuncia la presenza di bande violente, di cui molte composte da briganti, che impediscono il transito nelle aree di montagna.

 

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XVII Secolo

 

Nel 1602 Fabio degli Afflitti vende il feudo di Ortona alla famiglia Fibbioni dell’Aquila.

Nel corso del seicento continua la difficile gestione della zona di Ortona per le cause endemiche del brigantaggio. A ciò si aggiunge una tremenda crisi economica che spinge nella povertà più nera molte famiglie. Nel 1656 infine arriva la Peste in tutto il meridione causando migliaia di vittime. Anche a Ortona pare che vi siano state vittime.

Nel 1666 i Fibbioni dopo 60 anni di gestione vendono il feudo e il castello di Ortona a  Francesco Antonio Paolini di Magliano.

Nel 1667 in seguito all’assassinio di Francesco Antonio Paolini, tutte la sua eredità va alla figlia molto piccola.

In seguito a ciò per alcuni anni a dirigere il feudo di Ortona vi è Giacinto Paolini, fratello del vecchio barone e zio di Petronilla Paolini.  

Dopo alcuni anni Giacinto è cacciato e al suo posto vanno uomini fidati della famiglia Paolini.

Petronilla Paolini, proprio per l’eredità che portava con se è oggetto dell’interesse di diverse famiglie nobiliari.

Papa Clemente X si occupa della piccola e della madre di lei, al fine di mettere le mani sul patrimonio della piccola.

Infatti la giovanissima Petronilla viene fatta sposare al nipote del papa, Francesco Massimo, di molto più grande di lei, che gli porta in dote il feudo di Ortona.

Il matrimonio pur rallegrato da prole è un disastro e alla fine nel 1690 i due sposi si separano. In seguito Petronilla rimane vedova e seppur il figlio Angelo eredita la sua fortuna, ella torna ad occuparsi per un po’ delle sue terre abruzzesi.

Nel 1695 un brutto terremoto si verifica nel centro Italia producendo danni importanti a Celano. Non sappiamo al momento se questo sisma ha ripercussioni su Ortona, ma immaginiamo, vista la forza, che possa aver prodotto dei danni.

 

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XVIII Secolo

 

A inizio XVIII secolo altri terremoti si verificano in Abruzzo arrivando a scuotere anche Ortona e producendo verosimilmente danni anche al maniero, che però essendo su roccia, dovrebbe non aver riportato danni importanti.

La contessa Petronilla muore nel 1726 e la famiglia Massimo ereditato il feudo ne mantiene la proprietà fino all’abolizione del feudalesimo.

 

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XIX Secolo

 

Finito il feudalesimo nel 1806 con la riforma del nuovo governo francese, il castello diventa proprietà pubblica, che però non se ne è più servito, riducendolo allo stato di rudere.

La decadenza strutturale del castello perdura per tutto il successivo periodo borbonico (1815-60).

Ma anche dopo con la nascita del nuovo regno d’Italia, il castello rimane di grave abbandono che portano a una ulteriore decadenza strutturale.

Osservando il castello come si presenta oggi, che seppure appare un rudere, si notano ancora chiaramente le mura perimetrali, che rimangono intatte in diverse parti intorno alla torre cintata, anch’essa in buone condizioni strutturali.

Per cui sulla base di ciò nel XIX secolo precedentemente al terribile terremoto di Gioia dei Marsi, siamo portati ad immaginare una struttura, che nel suo complesso se restaurata all’epoca poteva ancora essere usata per varie tipologie di mansioni.

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XX Secolo

 

Poi nel 1915 il grave terremoto di Gioia dei Marsi provoca ulteriori danni, che però sono attenuati dalla presenza della roccia di base, che in qualche modo attutisce la distruzione, mantenendo salve diverse parti, che ancora oggi possiamo ammirare.

Dalle fonti osservate non risulta che il castello abbia subito danni dalla guerra e dall’occupazione nazista del 1944.

Successivamente seguendo le sorti del paese, il castello è diventato suo malgrado il simbolo della decadenza del paese, che ha visto moltissime persone emigrare negli anni 60 e 70.

 

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XXI Secolo

 

Ad oggi nel XXI secolo il castello rimane un simbolo per eccellenza di Ortona dei Marsi, che andrebbe recuperato e valorizzato, esattamente come è accaduto per il resto del borgo.

Il castello purtroppo per il trascorrere del tempo si trova allo stato di rudere, ma un’attento restauro lo porrebbe, come struttura decisiva per un rilancio turistico dell’area di Ortona dei Marsi.

Un castello così che ha comunque mantenuto gran parte delle sue mura e la torre è più che mai candidabile a divenire un autentico gioiello nel panorama architettonico abruzzese.

 

 

 


STRUTTURA DEL CASTELLO DI ORTONA DEI MARSI

 

 Torre e cinta muraria. (Immagine personale)

 

Il castello di Ortona viene costruito intorno al 1100 dalla famiglia Berardi, inizialmente come semplice avamposto militare per scopo difensivo.

Successivamente nel 500′ la struttura si arricchisce di una torre mastio, diventando una sorta di piccolo castello, posto sulla parte più alta del paese di Ortona.

Il cambiamento probabilmente è avvenuto, allorquando oltre alla funzione di semplice controllo per le genti di fuori, si è sentito il bisogno di avere un presidio militare a protezione da possibile rivolte interne o a maggior ragione per controllare possibili incursioni di briganti dalle montagne.

Dal XVIII secolo in avanti il castello è in stato di abbandono. Nonostante ciò quello che rimaneva del maniero non è stato per nulla danneggiato dai sismi del 1915 e del 2009.

Il maniero è composto da una cinta muraria e da una torre eretta in un secondo momento.

 

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– Cinta muraria del castello

La cinta muraria, che circonda il castello, è stata costruita a scopo difensivo ed è stata la prima struttura del castello ad essere eretta.

 

Ambienti con volte a botte nel castelo di Ortona dei Marsi. (Immagini personali)

 

Questa struttura presenta ancora ambienti con volte a botte.

 

Immagini delle mura del castello con le volte a botte. (Immagine personale)

 

La cinta muraria in precedenza era munita 1) di una forte scarpatura esterna, che tuttavia risultava priva di redondone,  2) di sistemi di fiancheggiamento

 

Parti della cinta muraria. (Immagini personali)

 

Attualmente della vecchia cinta muraria si conservano ancora diversi tratti murari ancora ben conservati.

 

Struttura muraria con merli del castello. (Immagine personale)

 

Sul piano strutturale sia la cinta muraria che la torre sono costruiti su roccia calcarea e di roccia calcarea sono fatti entrambi. Attualmente sono sette i tratti murari ancora ben conservati che si dispongono tutto intorno al castello. La pietra calcarea che forma il tutto è stata lavorata con la massima semplicità.

 

 

Struttura muraria con entrata nell’area esterna del castello. (Immagini personale)

 

Nei tratti murari si nota la salita sugli spalti e nelle zone che prima erano coperte, come nel mastio, abbiamo che il soffitto aveva le volte a botte.

 

 

 

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– Torre Mastio del castello

 

Immagine della Torre mastio del castello. (Immagine personale)

 

L’attuale torre è il risultato di un restauro avvenuto nel 500′, che ha sostituito la piccola torre di osservazione precedente, con una grossa torre mastio più grande e imponente che ha trasformato la struttura in un piccolo castello.

L’attuale torre di età rinascimentale è a base cilindrico-conica a forte scarpatura.

La torre ricorda come struttura la torre di Bominaco, mentre i recinti murari ricordano i recinti di Calascio e Oricola.

Nel 500′ la trasformazione della torre di osservazione in un castello si rende necessaria per meglio controllare il paese da parte dei feudatari, di modo da poter fronteggiare meglio eventuali rivolte popolari, ma allo stesso tempo anche per meglio gestire i traffici di merci e uomini passanti tra la Conca del Fucino verso la Valle del Sagittario.

Attualmente la torre non conserva più la parte superiore, e ciò impedisce di sapere quanto fosse alta e se fosse decorata.

 

Torre del castello di Ortona dei Marsi. (Immagine personale)

 

Di questa grande struttura sono ancora visibili le aperture delle feritoie, collocate lungo le pareti, della torre.

 

 

La torre con la sua finestrella principale. (Immagini personali)

 

Queste feritoie in caso di attacco esterno potevano ospitare armi per la difesa del maniero.

 

  

 

La torre di Ortona si presenta con una forma cilindrica con basamento a scarpa e con un unico ingresso posto nella parte nord, presentandosi come ingresso sopraelevato a scala retraibile, sormontato da un elemento monolitico triangolare.

 

 

Interno della Torre di Ortona dei Marsi (Immagini personali)

 

La torre strutturata in questo modo, risultava chiusa per uno straniero invasore o per un assalto popolare, per cui l’unico modo per accedervi era scalarla e invaderla.

Anche per questo si nota che le feritoie sono strutturate rivolgendosi verso il paese e ciò proprio per prevenire e controllare le rivolte intestine o le incursioni dei briganti.

Le incursioni dei briganti tra l’altro su queste fortezze secondarie erano frequenti, in quanto poste in paesi più isolati rispetto alle principali vie di comunicazione maggiormente controllate e batture. Quindi i timori delle popolazioni per questi assalti erano molto sentiti e ben giustificati.

 

 


CONSIDERAZIONI FINALI

 

Attualmente la torre nonostante sia cimata appare ancora ben conservata, anche se necessita con urgenza di restauro.

Ciò vale anche per la struttura muraria, che pur risultando abbastanza ben conservata in numerosi tratti, necessita di un restauro urgente, soprattutto in funzione di un futuro utilizzo pubblico di sicuro interesse storico, che darebbe valore all’intero borgo di Ortona.

Ciò è soprattutto vero, se si considera la facile accessibilità del maniero dal borgo vecchio di Ortona, posto a sua volta in posizione panoramica all’interno della Valle del Giovenco.

 

 


BIBLIOGRAFIA

 

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31) Testo di Ireneo Bellotta ” I CASTELLI D’ABRUZZO” – Newton Compton Editori

 


TORRI E CASTELLI DELLA MARSICA


ORTONA DEI MARSI