CASTELLO DI ORICOLA


 

STORIA DEL CASTELLO DI ORICOLA

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X Secolo

 

– Nascita del castello e del paese di Oricola

Il castello di Oricola viene eretto nel X secolo, tra il 930 e il 1000, dai conti Berardi della contea dei Marsi.

La storia del Castello di Oricola si confonde con la storia del paese medievale. Bisogna considerare che intorno al 900 il vecchio sito della città romana di Carsoli era ancora abitato e questo si trovava nell’area dell’attuale comune di Oricola. I nuovi borghi tra cui Oricola, sarebbero nati qualche anno dopo.

 

– La riorganizzazione territoriale dei Berardi

Tra il 930 e il 1000 la famiglia Berardi, con i conti Berardo I, Berardo II e Rainaldo I, ristruttura lo stile di vita degli abitanti costruendo nuovi borghi fortificati, in grado di reggere l’assalto di genti straniere.

La maggior parte dei nuovi borghi vede la luce tra il 926 e il 970 e questo incastellamento è presente in tutto il territorio marsicano.

Nella costruzione dei nuovi paesi vengono seguiti tre criteri 1) erezione dei paesi posti su alture quanto più impervie , 2) costruzione dei paesi posti a breve distanza l’un con l’altro di modo da favorire la comunicazione visiva,  3) costruzione di ogni paese come presidio militare, ovvero costruzione di cinta murarie intorno al borgo e costruzione di una rocca o torre poste sulla cima più alta del paese.

 

– La costruzione di Oricola e del suo castello

Sulla base di quanto detto vediamo sorgere Oricola, come presidio militare. Viene dapprima edificato il castello e poi il resto del borgo, che si pone intorno ad esso.

Adottando questa organizzazione territoriale, la Marsica diventa nel breve periodo una vera fortezza militare, fatta da nuovi paesi fortificati con grosse mura esterne e castelli o torri di avvistamento posizionati nei luoghi più impervi ma capaci di comunicare visivamente fra loro, grazie alla breve distanza l’un con l’altro.

 

– L’invasione ungara e la battaglia di Forca Caruso

Il sistema messo in piedi dai conti Berardi produce subito effetti positivi.

Nel 936 gli Ungari invadono l’italia facendo razzie di ogni genere, poi nel 937 giungono nella Marsica e qui nella Piana del Cavaliere compiono altre razzie, ma la solidità dei paesi del carseolano come Pereto, reggono l’urto. Gli Ungari non riusciti a penetrare dentro il castello di Pereto, ottimamente difeso, lasciano la zona e giungono a Trasacco, che distruggono in poco tempo saccheggiando e uccidendo gli inermi abitanti. Qui anche la basilica di Trasacco viene distrutta. Quindi giungono presso Forca Caruso dove Berardo I insieme ad un esercito di gente locale addestrata nei dieci anni precedenti guerreggia contro gli odiati invasori. Dopo diverse ore di lotta gli Ungari sono sconfitti e trucidati e i Marsi si sono guadagnati il rispetto delle altre genti italiane e soprattutto hanno vendicato secoli di razzie ai loro danni. Berardo I da questa battaglia uscirà rafforzato nella sua guida e in quella successiva dei suoi familiari. Con questa battaglia inizia l’indipendenza della Marsica dal ducato di Spoleto.

 

– La struttura del castello di Oricola e Oricola nel X secolo

Il castello di Oricola come tutti gli altri castelli eretti dai Marsi sono possenti e hanno una struttura tendenzialmente quadrata con torri quadrate ai lati che si pongono nella parte alta dei Borghi.

Il castello di Oricola antico fatto costruire dai conti Marsi non esiste più, quello attuale è una versione successiva.

Tuttavia sul piano strutturale il castello all’epoca dovrebbe apparire di pianta quadrata con quattro torri quadrate poste ai lati. Più o meno questo è lo schema seguito dai conti Berardi nella costruzione di molte rocche presenti nella Marsica di questo periodo.

Dopo la battaglia di Forca Caruso Oricola diventa il paese di confine fra il neo stato dei Marsi e lo stato papale e anche in seguito il paese sarà sempre paese di confine fra il regno del sud e lo stato papale.

Oricola come tutti i paesi della Piana del Cavaliere consolidano la loro struttura difensiva nel corso del X secolo e del successivo XI.

 

– Piana del Cavaliere e il Fucino

Quindi osserviamo che il territorio della Piana di Carsoli è la zona più occidentale del neonato stato Marso con un sistema difensivo in forte crescita. Ma cuore del territorio marsicano rimane il lago Fucino con tutti i suoi pregi e difetti.

L’area della Piana di Carsoli, dopo essere stata preda di grandi scorribande, vede ora a metà del X secolo, la popolazione spostarsi verso i nuovi borghi fortificati.

Oricola si permea sempre più come luogo sicuro ed inespugnabile grazie al possente castello e alla mura che lo circondano.

 

– Lo splendore del governo di Rainaldo I

Durante il regno del conte Rainaldo I tra il 970 e il 1010 la contea marsa raggiunge il massimo della sua forza, tramite la guida sicura di questo personaggio.

Rainaldo più del padre e del nonno Berardo I si dimostra un’abile politico e uomo d’armi, capace di assicurare al suo territorio pace e prosperità per molti anni.

 

– Oricola sotto Rainaldo I

Oricola come tutta la Marsica si trova a vivere un periodo di ripresa economica e sociale, con lo sviluppo del borgo all’interno del suo centro fortificato.

Il castello di Oricola si pone come centro politico del borgo, con un rappresentante del conte ad assicurare la giustizia.

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XI Secolo

 

– Castello e paese di Oricola nella prima metà dell’XI secolo

Sotto i governi di Rainaldo I e del figlio Berardo III Oricola continua ad essere un centro di grande prosperità, anche se sotto Berardo III sorgono le prime crepe nella famiglia comitale, che porteranno a breve ad un indebolimento del potere granitico della contea.

Il castello di Oricola rimane per tutto il periodo suddetto fulcro della vita politica non solo di Oricola, ma anche della Piana del Cavaliere e tenuto in gran considerazione dai conti marsi

 

– I Normanni

Nel corso dell’XI secolo i Normanni, una popolazione nordica insediatasi da poco tempo nel meridione italiano costruisce nel giro di pochi decenni un forte stato centralista che ha in Palermo, la sua capitale.

I Normanni cercano d’ingrandire il loro regno e mirano a conquistare più zone possibili dell’Italia. Dopo aver preso tutto il meridione rivolgono il loro sguardo sulla zona centrale dell’Italia e quindi sulla contea dei Marsi, ultimo grande stato rimasto indipendente prima dei territori papali.

I Normanni cercheranno di ottenere la Marsica in battaglia di li a poco ma non ci riusciranno.

 

– Le crepe nella famiglia comitale, la diocesi di Carsoli e il combattimento con i Normanni.

Nel 1045 muore Berardo III e gli succede il figlio Berardo IV, dal carattere più sicuro e grintoso. Berardo IV è sostenuto nella sua azione di governo dai fratelli Rainaldo e Siginolfo. Oderisio zio dei tre fratelli ha molti figli ed è molto ambizioso. Egli stringe legami con il Papa Benedetto IX e il duca di Spoleto Ugo. Nell’ambito di questi rapporti Oderisio fa nominare il figlio Attone vescovo dei Marsi (1043-44 circa). Qualche anno dopo nel 1048 Attone, su forte spinta del padre, fonda la diocesi di Carsoli con sede nella chiesa di Santa Maria in Cellis.

L’idea di Oderisio è quella di rendere il territorio di Carsoli indipendente dalla contea marsa.

Attone in qualità di vescovo di Carsoli partecipa nel 1050 a un concilio tenuto da Papa Leone IX.

Berardo IV reagisce duramente alla politica di autonomia dello zio, mozzando le sue mire autonomiste su Carsoli. Berardo III sostenuto dai fratelli Rainaldo e Siginolfo, riesce a far nominare nel 1056 il figlio Pandolfo vescovo dei Marsi.

Papa Vittore II, in accordo con Pandolfo, convoca un concilio nel 1057. In questo concilio Vittore II riunisce il territorio della Diocesi di Carsoli alla Diocesi dei Marsi e riconosce a Pandolfo la sola autorità giuridico-ecclesiastica del territorio carseolano. Attone viene spogliato della diocesi di Carsoli e mandato a Chieti come nuovo vescovo.

Oderisio vistosi preclusa la possibilità di avere autorità su Carsoli decide di puntare a spodestare il nipote e mettere il figlio Balduino a capo di tutta la contea. Oderisio ricerca l’aiuto dei Normanni per questo piano e ottiene il loro aiuto anche facendo sposare la figlia Paterfranda a un congiunto del Principe di Capua.

Riccardo Principe di Capua da parte sua cerca d’ingrandire il regno normanno invadendo l’Abruzzo e la Sabina. Riccardo invadendo la Sabina manda su tutte le furie il papa che diventa nemico del normanno.

A questo punto Berardo IV non può più evitare di affrontare lo zio in battaglia. Coadiuvato dai fratelli Siginolfo e Rainaldo affronta lo zio nella battaglia del Lago Fucino del 1066. Oderisio a suo sostegno a i Normanni e con il loro aiuto batte i nipoti nella battaglia. Questi si rifugiano ad Alba Fucens chiudendosi all’interno delle sue mura. Oderisio sostenuto dai Normanni prova a lungo ad espugnare l’antica città romana, ma invano le possenti mura di Alba Fucens non vengono scalfite dall’assedio di Oderisio.

Poco dopo Papa Alessandro II infuriato con il Normanno per aver invaso la Sabina, manda rinforzi a Berardo IV. Questi liberatosi dalla morza dello zio e del normanno reagisce battendoli in battaglia.

Berardo IV e i fratelli relegano lo zio e il cugino Balduino nella contea di Comino, mentre la Piana di Carsoli viene riassorbita nel territorio nella contea marsa. Riccardo invece battuto da Berardo IV, decide di non interferire più nella Marsica. Ma sarò così per poco.

Berardo IV e i fratelli per ringraziare il papa dell’aiuto avuto, elargiscono molti beni ai principali monasteri. Nello stesso anno del 1066 Rainaldo, fratello di Berardo IV, dona in accordo con il fratello, le chiese di Pereto, San Silvestro, San Salvatore, Santa Maria e San Mauro all’abbazia di Farfa.

Rainaldo trattiene per il castello di Pereto. Egli si trasferisce nella zona carseolana abitando a Pereto e Oricola.

 

– Il castello di Oricola nella seconda metà dell’XI secolo

Nel 1066 quindi Rainaldo Berardi viene a vivere nel carseolano, vivendo tra i castelli di Oricola e Pereto. Qui vi passa i successivi 30 anni con la moglie Aldegrina.

Tra il 1066 e il 1093 il castello di Oricola viene particolarmente curato da Rainaldo, che ne potenzia le difese esterne. Con la presenza fissa di Rainaldo e Aldegrina nella piana carseolana, i paesi di questa zona mostrano una certa fioritura.

Poi nel 1093 Rainaldo al comando di 1000 uomini si muove sotto il comando di Boemondo. verso la Terra Santa per riportarla sotto il comando di Roma. Poco tempo dopo Rainaldo muore in battaglia.

 

– Oricola diventa proprietà dell’abbazia di Montecassino ma rimane soggetta ai conti locali

Aldegrina rimasta vedova di Rainaldo decide di vivere nel castello di Oricola. Nel 1096 anche Aldegrina muore e per testamento dona all’abbazia di Montecassino i castelli di Pereto, Oricola, Camerata e Fossaceca, oltre il monastero di San Pietro in Pereto, quello di San Giovanni con il suo ospedale e San Giovanni di valle Calvula.

La donazione fatta da Aldegrina secondo quanto inteso dalle fonti, è si effettiva ma non sempre reale nei fatti, poichè ritroviamo spesso che i paesi cosidetti soggetti all’autorità delle abbazie rimangono sotto autorità civile dei locali conti che usufruiscono dei castelli locali e se li tramandono nel corso delle generazioni, quindi non sempre tenendo conto delle donazioni fatte. Spesso infatti queste donazioni non sono sempre chiare e questo fa si che i signorotti locali siano spesso in contrasto con il potere religioso, soprattutto di derivazione benedettina che nella Marsica ha molti possedimenti.

La Marsica soggetta ai Berardi è inizialmente un corpo granitico soggetta all’autorità centrale del conte e ciò fino al 1010. Dal 1010 al 1040 cominciano le prime ingordigie nella famiglia comitale. Dal 1040 al 1090 queste ingordigie diventano crepe e l’autorità del conte è messa in discussione con guerre intestine, ma l’autorità centrale sa ancora farsi rispettare dentro e fuori. Dal 1090 al 1140 la forza dei conti marsi è ormai indebolita e la forza dei Normanni sta per sopravanzare il ricco territorio marso

Nel frattempo nella Marsica la famiglia Berardi, viene perdendo di forza, poichè emergono contrasti forti fra i vari rami della casata e ciò si manifesta con sempre maggiore forza.

Ciò spinge a un frazionamento di potere interno fra i membri della famiglia comitale, dove alcuni di essi diventano di fatto signorotti locali, che tuttavia ancora per qualche tempo saranno soggetti all’autorità centrale del conte dei Marsi, vero detentore del potere.

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XII Secolo

 

– La Marsica diventa provincia normanna

Nel 1100 è conte dei Marsi Crescenzio, figlio di Berardo IV, che nota con sempre maggiore fastidio l’aumentata pressione nornanna sul suo territorio.

All’inizio i Berardi riescono ancora a tener testa ai Normanni in più di un occasione. Tuttavia negli ultimi tempi la pressione sulla contea dei Marsi  aumenta e Crescenzio non sa che fare.

Poi Crescenzio muore nel 1135 e i figli di lui Berardo V e il fratello di Rainaldo II, gli succedono alla guida della contea.

Questi in un primo tempo provano ancora a rintuzzare le pressioni normanne, ma poi si rendono conto dell’impossibilità di questa politica e cedono il territorio marso ai Normanni, in cambio di un loro futuro ruolo politico.

Nel 1143 la Contea dei Marsi è quindi sottomessa ai Normanni; questi dividono il territorio in tre parti la Contea di Carsoli, la Contea di Albe e la Contea di Celano che vengono affidate a membri della famiglia Berardi.

 

– Il castello di Oricola prima e dopo la conquista normanna

Il castello di Oricola come anche il paese, prima sotto la  direzione della contea marsa, ma a maggior ragione  poi sotto la contea di Carsoli, divengono luoghi ambiti e questo a causa della loro posizione geografica. Oricola durante il periodo della contea di Carsoli, poi contea di Tagliacozzo, si ritrova in un contesto feudale-politico più piccolo, ma vicinissimo a Roma. Inoltre la sua posizione di paese di confine fra stato napoletano e stato del Papa, lo rendono ancora più interessante.

Per ora il castello dI Oricola pare non subire nuove trasformazioni, e continua ad operare come centro politico di zona. Da un punto di vista strutturale il castello appare nella sua forma originale di pianta quadrata con torri quadrate ai lati.

In questo contesto il paese di Oricola e il suo castello divengono luoghi ambiti, specialmente dalle ricche famiglie romane.

 

– La contea di Carsoli e i De Ponte

La contea di Carsoli nata nel 1143 è assegnata dai Normanni a un ramo dei Berardi. Nei trentanni successivi  Tagliacozzo diventa il nuovo capoluogo della contea, e i De Ponte emergono come nuova famiglia guida di questa.

I De Ponte sono una famiglia della piccola nobiltà originari della zona di Terni che si trasferiscono nella Marsica a Scurcola intorno al 1160. Da qui iniziano una veloce affermazione comprando prima parti e poi interi paesi, divenendo nel 1180-90 la famiglia guida della ormai contea di Tagliacozzo

Da un punto di vista geografico la Contea di Carsoli (poi contea di Tagliacozzo), ha in se il territorio della Piana del Cavaliere,  che si pone come confine tra il regno normanno e  quello pontificio.

Tornando ai De Ponte notiamo come questi divengano nel 1190 circa padroni di Tagliacozzo sostituiendosi interamente ai Bonaventura, discendenti diretti dei Berardi.

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XIII Secolo

 

– La potenza dei De Pontibus

La politica di affermazione dei De Ponte prosegue nel XIII secolo riuscendo tra il 1200 e il 1250, ad assorbire molti altri paesi della Marsica occidentale

Tra i centri assoggettati dai De Ponte in questo periodo figura anche Oricola. Per Oricola i De Ponte giungono ad essere dapprima signori di una parte del paese e successivamente  unici signori. In tal modo intorno al 1250 circa sostituiscono interamente i monaci nella direzione del borgo e del relativo castello.

 

– Il declino dei De Ponte e l’affermazione degli Orsini

Alla metà del XIII secolo si ha l’insediamento degli Orsini in Tagliacozzo grazie al matrimonio di una De Ponte con un Orsini. Gli Orsini in questa prima fase condividono la signoria della Marsica occidentale con i De Ponte, che ancora nel 1268 si trovano a primeggiare, con Andrea I di Tagliacozzo.

Gli Orsini insediatisi in Tagliacozzo, dispongono grazie al matrimonio con la De Ponte di una parte del paese, ma pur cercando di affrancarsi dai De Ponte devono sottostare per ora alla loro autorità che è ancora forte ed impersonata da Andrea I De Ponte.

Andrea si comporta da padrone ed è lui nonostante i nuovi parenti a prendere le decisioni per la contea di Tagliacozzo.

 

– Battaglia dei Piani Palentini

Nel 1268 Carlo I d’Angiò chiamato dalla Chiesa a sostituire gli Svevi, affronta in battaglia l’ultimo di loro Corradino, che è sceso in Italia per reclamare il trono di Sicilia. La battaglia dei Piani Palentini decide tutto con la vittoria schiacciante di Carlo d’Angiò e la sconfitta della casa Sveva. Gli Angiò da questo momento sono i nuovi re di Sicilia.

 

– La ricompensa di Carlo ad Andrea I De Ponte

Nel 1268 Andrea De Pontibus sostiene Carlo I nella battaglia dei Piani Palentini contro Corradino di Svevia, che una volta catturato viene decapitato a Napoli.

Carlo I ringrazia Andrea De Pontibus ricompensandolo di onori e privilegi. Da questa circostanza esce chiaro chi ancora comanda nella contea tagliacozzana, ovvero i De Ponte

 

– Il castello di Oricola nel secondo duecento

Oricola e il suo castello continuano a rivestire un ruolo centrale per la loro posizione geografica. Ciò si rafforza ancor più dopo il 1268, allorquando Carlo I e i suoi successori vengono a rafforzare le fortezze di confine nord, specialmente queste della Piana del Cavaliere. In questo modo abbiamo il castello di Oricola rafforzarsi nelle su difese esterne, esattamente come capita al castello di Celle-Carsoli.

 

– I De Ponte cedono il passo agli Orsini

Nel 1278 muore Andrea I di Tagliacozzo e gli succede il figlio Andrea II De Ponte. Andrea II a differenza del padre subisce di molto il rafforzamento degli Orsini nella contea e ad un certo punto si ritira dal paese marsicano vendendolo agli Orsini. Andrea II ritirandosi da Tagliacozzo negli altri suoi domini e cedendo il paese agli Orsini, stabilisce che non è più lui che rappresenta la contea ma loro.

I De Ponte a questo punto scavalcati dagli Orsini, iniziano un lento ed inesorabile declino che li porterà a scomparire completamente all’inizio del XV secolo. Per buona parte del XIV secolo mantengono ancora la proprietà di diversi paesi della Marsica occidentale, che via via vengono ceduti agli Orsini.

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XIV Secolo

 

– Il castello di Oricola nella prima metà del XIV secolo

Oricola e il suo castello ricadono sotto la contea di Tagliacozzo guidata dagli Orsini, ma responsabili del paese sono ancora i De Ponte che in questo periodo vengono decadendo rapidamente.

 

– Gli Orsini nel 1300-1350

Gli Orsini in questa fase continuano nella opera di penetrazione della contea tagliacozzana attraverso l’aquisizione diretta di tutti i centri della contea, riguardo sia ai piccoli centri che a quelli più grandi.

 

– La Peste del 1348

La Peste del 1348 è una sciagura di tutta Europa che produce milioni di morti in tutta Italia compreso l’Abruzzo e tutto il meridione. A Oricola però la peste non attacca e i suoi abitanti sono salvi. Questo si spiega con la forte ventosità presente nel posto che spazza via ogni germe che si faccia avanti

 

– Il Terremoto del 1349

Un tremendo terremoto nel centro Italia con una potenza di 6,5 Mw si manifesta in tutta l’area, producendo moltissimi danni. Al momento non abbiamo notizie dirette di crolli e danni nella Piana del Cavaliere. Ma sapendo che l’epicentro è vicino e che i danni sono stati consistenti sia a Roma che in altre zone vicine, è logico supporre che la Piana del Cavaliere abbia risentito pesantemente del sisma. Per cui è possibile che Oricola e il suo castello possano aver avuto qualche danno.

 

– Gli Orsini signori di Oricola nel 1381

Come sta avvenendo in altri paesi, anche Oricola viene ceduta dai De Ponte agli Orsini nel 1381. Ora questi come avviene in altri paesi procedono con il tempo a ristrutturazioni  delle vecchie rocche e dei paesi stessi. E’ possibile che gli Orsini abbiano proceduto a riparare i danni, se sono avvenuti, del sisma del 1349, ma ancora per il momento non avvengono ristrutturazioni profonde.

Il castello di Oricola a questa data risulta ancora con una pianta quadrata, con quattro torri quadrate ai lati, un po’ come ci appare il castello di Tagliacozzo oggi.

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XV Secolo

 

– Oricola e il castello nella prima metà del 400′

Oricola come gli altri paesi della Marsica è soggetta agli scontri continui fra gli Orsini e i Colonna, che mirano a impadronirsi della contea di Tagliacozzo.

 

– Gli Orsini confermati conti di Tagliacozzo

Dopo un primo quarantennio molto instabile gli Orsini si vedono ancora riconosciuta dal nuovo re di Napoli Alfonso I nel 1441 la titolarità della contea di Tagliacozzo, ingrandita dalla contea d’Albe. In questa fase le due conte sono ancora amministrativamente divise seppure la contea di Tagliacozzo primeggia sulla prima.

 

– Terremoto del 1456

Un fortissimo terremoto si ha in Irpinia nel 1456. Questo sisma si risente con enorme forza in tutto il centro Italia, producendo danni enormi. Interi paesi scompaiono e molte città riportano danni importanti. In Abruzzo il terremoto si sente con grande intensità producendo molti morti e molti danni. Nella Marsica la zona più colpita è proprio la Piana del Cavaliere con i comuni principali di Carsoli, Pereto e Oricola completamente rasi al suolo. Nella sola Carsoli si contano 200 morti.

Oricola riporta danni enormi e lo stesso castello risulta gravemente compromesso.

 

– Terremoto del 1461

Un gravissimo terremoto si verifica all’Aquila che viene distrutta dal sisma. Questo sisma si risente in tutto l’Abruzzo, ma nella Marsica non produce i danni rovinosi del terremoto di qualche anno prima.

 

– Ristrutturazione del borgo di Oricola

Gli Orsini nella fase post sisma soprattutto del 1456, iniziano a ristrutturare tutti i borghi sotto di loro, come avviene a Tagliacozzo, a Scurcola e in molti altri centri.

A Oricola il paese viene avviato a ricostruzione, anche se verrà completato più avanti.

 

– Ricostruzione del castello dI Oricola

Gli Orsini ricostruiscono il castello, edificandolo in un sito vicino al castello originario. La pianta del nuovo castello poi non è più a impianto quadrato, ma bensì a impianto triangolare. Mentre le torri passano da quadrate a circolari. A fianco a ciò abbiamo la ricostruzione delle mura esterne o il loro rafforzamento.

 

– Gli Orsini cedono il passo ai Colonna

A fine quattrocento il regno di Napoli vede vacillare fino a cadere la dinastia regnante dei Trastamara di Napoli. La Francia e la neonata Spagna vogliono prendersi il regno napoletano e iniziano a guerreggiare fra loro. Dal canto suo i Trastamara di Napoli cercano di difendersi come possono e per qualche anno riescono a tener testa a Francia e Spagna.

In questo quadro si gioca la guerra fra Orsini e Colonna mai venuta meno nel corso del 400′, ora in forma di guerra fredda o in forma di guerra aperta.

A fine 400′ gli Orsini tendono a rigirarsi troppe volte ora passando dall’uno all’altro campo dei contendenti; questo produce un loro indebolimento di cui approfittano i Colonna che parteggiano per gli Spagnoli e a essi rimangono fedeli.

Nel 1497 il conte Orsini viene arrestato in quanto parteggiante per la parte francese, mentre prima parteggiava per la casa reale napoletana. I Colonna da parte loro si sostituiscono agli Orsini nell’appoggio alla casa reale dei Trastamara. Ciò segna la fine degli Orsini e la definitiva ascesa dei Colonna. Fabrizio Colonna è nominato duca di Tagliacozzo da Federico re di Napoli con l’inclusione della contea di Albe e barone di Carsoli.

 

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XVI Secolo

 

– Il consolidamento dei Colonna

Nel 1504 dopo un nuovo scontro fra Spagnoli e Francesi, gli Spagnoli vincono e si aggiudicano il regno di Napoli detronizzando il re Federico. I Colonna che hanno parteggiato per la Spagna sono riconfermati nei loro territori abruzzesi. Inoltre questi vengono anche nominati vicere di Napoli.

 

– Oricola nel 1500-1527

Oricola all’inizio del 500′ è un paese abbastanza ricco con una discreta popolazione, parliamo di 5000 individui. Un paese con questi numeri è un paese importante, probabilmente il più importante della Piana del Cavaliere.

 

– Il sacco di Roma

Nel 1527 Roma è messa a ferro e fuoco dai Lanzachinecchi su istigazione di Carlo V. Il sovrano tedesco e spagnolo decide di dare una lezione al papa e istiga un corpo di mercenari a marciare su Roma. Questi mercenari entrano nella città eterna anche con la complicità dei Colonna. Il papa scampato per miracolo alla morte perchè rinchiusosi in castel S’Angelo vede Roma soccombre.

 

– La vendetta degli Orsini.

L’anno successivo scende a patti con Carlo V, ma medita vendetta per quanto fatto alla città eterna dai Colonna.

Papa Clemente VII perdona gli Orsini e li restaura nei loro antichi possedimenti papali, chiedendo loro di invadere e distruggere le terre dei Colonna in Abruzzo. Nel frattempo il Papa requisisce le proproietà dei Colonna a Roma e provincia.

Napoleone Orsini al comando di un suo esercito passa all’azione contro i Colonna in Abruzzo. Egli con l’esercito penetra nella Marsica accampandosi a Magliano, dove incontra poco dopo l’esercito colonnese al comando di Scipione Colonna.

Napoleone Orsini dopo alcune ore di battaglia fa strage di 400 uomini colonnesi, tra cui anche Scipione Colonna e cattura i rimanenti 800.

 

– Il sacco di Oricola e il ritorno degli Orsini nella Piana del Cavaliere

Fatto ciò torna nella Piana del Cavaliere che saccheggia con crudeltà e poi si dirige a Oricola. Qui a Oricola Napoleone Orsini vuole vendicare un suo congiunto trattato male molto tempo prima dagli amici dei Colonna.

Le truppe orsine assaltano il paese di Oricola. La maggior parte della popolazione cerca rifugio nel castello, ma solo poche centinaia riescono ad accedervi, il resto si rifugia nella chiesa locale.

Qui le truppe orsine fanno un massacro. Questi mettono a ferro e fuoco il paese e assaltano il locale castello che gli oppone una valida resistenza. Il resto del paese è distrutto.

Le truppe orsine non risparmiano nulla, addirittura assaltano la locale chiesa massacrando tutte le settecento persone presenti nello stabile. Le 700 persone presenti nella chiesa, tra cui donne e bambini, vengono massacrati, ma in generale è l’intera popolazione di Oricola ad essere sterminata.

Delle 5000 persone presenti nel paese nel 1527, solo le trecento che hanno trovato scampo nel castello si salvano, le altre 4700 vengono uccise. A molte delle persone uccise, gli vengono poi asportate le teste e appese in un luogo vicino.

Napoleone Orsini prova a lungo a penetrare nel maniero, ma il forte non cade e pur riportando gravissimi danni salva le persone presenti al suo interno.

In questa circostanza il castello di Oricola si dimostra essere non solo una sicuro rifugio per chi vi sta dentro, ma anche un sicuro punto di riferimento militare per l’intera area carseolana.

Il castello alla fine nella sua nuova struttura trigonale si rivela enormemente possente e in  grado di resistere molto allungo a qualsiasi attacco.

Napoleone prendendo Oricola si prende tutta la baronia di Carsoli, staccandola dal resto del territorio colonnese.

 

– Oricola e il castello dopo 1528

Dopo il 1528 il paese era completamente azzerato per strutture e persone. I 4700 morti del saccheggio avevano disastrato il paese peggio del terremoto del 1456. il castello ricostruito dagli Orsini dopo il 1456 che aveva saputo resistere al sacco era comunque gravemente compromesso. Ora la Piana del Cavaliere appartiene di nuovo agli Orsini.

Negli anni successivi o comunque dopo un breve tempo di ripresa mentale viene piano piano ricostruito a partire già dal 1529.

Coloro che lo ricostruiscono sono i 300 sopravvissuti del sacco che erano richiusi nel maniero.

Tra il 1530 e il 1550 il paese viene in minima parte riedificato almeno nelle povere case che possono ospitare i pochi sopravvissuti.

 

– Il castello di Oricola dopo il 1528

Il castello di Oricola che tanto aveva saputo resistere al saccheggio dell’Orsini, viene ora ricostruito dagli abitanti rimasti del borgo con il contributo di alcuni nobili, forse anche degli stessi Orsini. Il castello riparato in questo periodo viene restaurato rispettando la pianta trigonale con le sue torri circolari.

 

– I Colonna 1530-55

I Colonna dopo la morte di Fabrizio nel 1520 hanno visto ascendere il figlio Ascanio, il quale decide di appoggiare seppure indirettamente il sacco di Roma nel 1527. Da questo momento il Papa sopravvissuto al sacco e i suoi successori non perdonano più i Colonna, sequestrandogli tutti i beni nel loro territorio. I Colonna dal canto loro divengono sempre più potenti nel regno di Napoli, grazie al loro forte sostegno alla monarchia asburgica di Carlo V.

In Abruzzo i Colonna mantengono seppure a fatica il controllo del ducato di Tagliacozzo, ma vedono perso la baronia di Carsoli in mano orsina. Ma soprattutto cercano il perdono papale per rientrare in possesso dei beni laziali.

Alla fine Ascanio Colonna nel 1552 stanco di aspettare il perdono papale procede da solo e rioccupa tutti i vecchi territori compresa Carsoli. Papa Giulio III per guadagnarsi l’affetto dell’imperatore riconcede ufficialmente ad Ascanio tutti i territori persi. Ascanio e Giulio III rimangono i buoni rapporti e lo stesso accade con il pontefice successivo. Ma nel 1555 il nuovo Papa Paolo IV, nemico di Colonna si scaglia contro di lui e requisisce i suoi territori soprattutto il ducato di Paliano a cui Ascanio è molto legato.

 

– La guerra del Sale 1556-57

Nel 1555 Papa Paolo IV in funzione antispagnola sigla un alleanza con Enrico II di Francia per la presa del meridione italiano. Nello stesso tempo il Papa si scaglia contro Ascanio Colonna prendendogli tutti i territori nel Lazio.

Filippo II nuovo re di Spagna gioca d’anticipo e manda un forte esercito a Napoli per la sua difesa. L’esercito spagnolo attacca il papato conquistando il Basso Lazio fino ad Ostia. Il papa è costretto a capitolare e anche l’intervento tardivo dei francesi si rivela infruttuoso.

Filippo II visto il dilatarsi nel tempo e nelle spese si accorda con il papa nella pace di Cave del 1557. Filippo poi chiede al papa di ridare a Colonna le sue terre ma lui rifiuta.

 

– L’arresto dei Colonna

I Colonna nella guerra del Sale sostengono a spada tratta gli Spagnoli, dando il loro contributo alla vittoria. Ma quando nell’accordo di Cave loro non ottengono il perdono papale reagiscono male. Il papa decide di arrestare padre e figlio per evitare danni.

Ascanio e il figlio Marcantonio vengono arrestati su ordine del Papa. Ascanio e Marcantonio durante la prigionia si riconciliano. Poco dopo Ascanio muore e Marcantonio gli succede nei domini.

 

– I Colonna si riprendono i territori laziali e la Baronia di Carsoli

Marcantonio uscito dal carcere fa occupare tutti i suoi territori occupati dal papa e dagli Orsini.

Marcantonio poco dopo fa occupare anche la Piana del Cavaliere dal duca d’Alba.

I Colonna in questo modo recuperano nella pratica se non ancora ufficialmente tutti i territori laziali.

 

– Il saccheggio di Oricola da parte del Duca d’Alba

Nel caso della piana di Carsoli è il duca d’Alba ad avere il comando delle operazioni. Egli procede ad occupare tutti i centri della Piana del Cavaliere saccheggiandoli uno ad uno.

A Oricola però le operazioni sono più dure. Qui Il duca d’Alba attacca Oricola e con crudeltà la saccheggia distruggendo di nuovo il borgo appena ripresosi dal saccheggio di 30 anni prima.

Il castello in questa operazione viene duramente attaccato riportando numerosi problemi strutturali

Alla fine dell’attaco Oricola cade e l’intera Piana del Cavaliere torna ai Colonna.

 

– I Colonna tornano padroni della baronia di Carsoli

Nel 1559 Papa Pio IV accorda il perdono papale a Marcantonio Colonna e gli restituisce definitivamente tutti i territori perduti nel 1555 e prima ancora nel 1528.

In Abruzzo Filippo II conferma a Marcantonio per i servizi resigli nella guerra del Sale i territori del ducato di Tagliacozzo e della baronia di Carsoli

 

– Oricola e il castello  nella seconda metà del XVI secolo

La Piana del Cavaliere tornata saldamente nelle mani dei Colonna vi rimarrà stabilmente fino al 1806. In questo lungo periodo ad amministrare o comunque a influenzare le vicende locali sono le famiglie nobili di secondo ordine.

Sul piano edilizio Oricola e il castello vengono restaurati dai danni del saccheggio del 1559.

Il castello di Oricola nel corso del XVI secolo viene completamente restaurato nella sua forma trigonale e la stessa cosa riguarda le tre torri laterali.

Tuttavia il paese di Oricola fatica a riprendersi sul piano demografico e ci vorranno decenni perchè il paese torni minimamente a crescere come numero di residenti.

 

– Battaglia di Lepanto

Marcantonio Colonna guida la grande vittoria navale di Lepanto contro l’impero Ottomano nel 1571. Dopo questa enorme vittoria che abbatte la potenza ottomana sui mari, il papa gli conferisce il titolo di Trionfatore.

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XVII Secolo

 

– Oricola e la Marsica nella prima metà del XVII secolo

Riguardo al XVII secolo non abbiamo notizie particolari ne su Oricola ne sul castello. Ciò probabilmentre è anche imputabile alla crisi economica generale che attraversa il meridione italiano.

L’area della Marsica dopo il fantastico periodo romano non ha più conosciuto momenti di prosperità economica, ma solo crisi economiche e sociali imputabili a tutta una serie di motivi. Tuttavia la crisi economica perdurante nel 600′ è sicuramente se la più importante, sicuramente tra le più rilevanti, e ciò a causa di raccolti andati male e alla forte tassazione spagnola che vede nell’Italia solo una colonia da sfruttare.

La successiva rivolta di Masanilello nel 1647 trova un terreno assai fertile proprio nella Marsica, dove il popolo abituato a cadere e rialzarsi da solo senza chiedere aiuto, si trova questa volta in seria difficoltà e solo l’intervento reale, può aiutarlo. Ma l’aiuto non arriva e pochi anni dopo abbiamo la peste.

 

– La Peste del 1656

La crisi economica generale, che ha portato sull’astrico e alla povertà moltissime famiglie, cede ora il posto alla Peste. Questa si presenta nel 1656 e se ne va misteriosamente nell’ agosto del 1657.

Durante questo lungo anno sono centinaia di migliaia le persone che muoiono. Interi paesi del meridione italiano scompaiono in pochissimo tempo.

Nella Marsica la Peste è un flagello, in capo a un anno quindi settembre 1857, muoiono intorno alle 4.000 personae. A Oricola la Peste contrariaramente a quanto accade in altri paesi, non attacca.

Oricola sorgendo su un colle, è immerso in  un’aria salubre e ventilata, che impedisce ai morbi di attecchire, consentendo agli abitanti di sopravvivere.

 

– Oricola 1656-1700

Oricola per sua fortuna non subisce la Peste, e quindi non deve contare morti e lutti. Tuttavia un po’ la fatica di riprendersi dai tragici lutti che l’hanno toccata nel XVI secolo, un po’ la perdurante crisi generale fatica a riprendersi. Anche per tutto questo forse non abbiamo grandi notizie del periodo che risulta piuttosto morto, o comunque privo di particolari notizie.

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XVIII Secolo

 

– I terremoti d’inizio 700′

A Inizio 700′ alcuni importanti terremoti si verificano in Abruzzo ripercuotendosi in tutto il centro Italia. Nella Marsica i sismi si risentono fortemente, specialmente il sisma dell’Aquila del 1703, che produce molti danni e morti.

Ma dalle notizie che abbiamo a Oricola, questo sisma non ha grandi ripercussioni sul paese, pur sentendosi distintamente e producendo qualche lesione.

 

– Oricola nel corso del XVIII secolo

Oricola attraversa senza più scossoni il secolo XVIII arrivando al 1798 allorquando i Francesi invadono la Marsica e il meridione italiano. In questa circostanza il paese partecipa ai combattimenti in difesa del re borbonico. Tuttavia i francesi prendono lo stesso il territorio occupandolo fino al 1800, quando ritornano i Borbone.

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XIX Secolo

 

– Restauro dei Borbone

I Borbone con Ferdinando I, tornano sul trono napoletano fino al 1806. In questo periodo la gente abruzzese non nota una corrispondente aiuto alla popolazione da parte del re e questo è giudicato male.

 

– Il ritorno dei Francesi

I Francesi nel 1806 tornano nel regno napoletano non incontrando grandi resistenze dalla popolazione, avendo così facile accesso a Napoli. I Borbone saputo dell’imminente ritorno francese fuggono in Sicilia, protetti dagli inglesi.

I Francesi questa volta rimangono a lungo fino al 1815, producendo in questo periodo importanti riforme.

 

– L’abolizione della feudalità e le sue conseguenze

Nel 1806 fra le prime leggi varate dal nuovo governo francese vi è l’abolizione della feudalità. Questa riforma segna uno spartiacque nel meridione italiano, poichè segna la fine di un’architettura di potere durato secoli. Nel caso della Marsica abbiamo la fine dei due grandi feudi del ducato di Taglicozzo e della contea di Celano. Venuto meno il ducato di Tagliacozzo, viene meno anche il governo dei Colonna. A causa di questo cambiamento a cascata si ha un grosso processo di riforma amministrativa, che disegna nuove geografie territoriali. Infatti una riforma ammnistrativa del 1811 porta i comuni più piccoli con una popolazione inferiore a 1000 abitanti ad essere aboliti e aggregati a quelli più importanti sul piano demografico.

 

– Oricola diventa frazione

Il comune di Oricola sopravvissuto indipendente fino al 1811, viene abbassato al livello di frazione. Ciò determina l’accorpamento a Pereto insieme all’altro paese di Rocca di Botte.

Da questo momento per i successivi cento anni inizierà una dura battaglia locale amministrativa con Rocca di Botte per riottenere l’agognata indipendenza.

 

– Il ritorno dei Borbone

Nel 1815 Napoleone viene sconfitto e imprigionato sull’isola di Sant’Elena nell’Oceano Atlantico. Questa sconfitta determina la fine dei vari governi francesi in Europa, tra cui quello napoletano. Al posto dei Francesi a Napoli tornano i Borbone con il vecchio re Ferdinando nella nuova dicitura di re delle Due Sicilie

 

– Oricola

Nel corso del periodo borbonico gli oricolani sono concentrati nel riottenere l’indipendenza amministrativa da Pereto.

 

– Castello di Oricola

Notizie dirette sul castello di Oricola non ve ne sono a questo periodo, ma sembra che il castello sia oggetto di alcuni passaggi di proprietà. Sul piano strutturale non si segnalano rifacimenti di qualche genere.

 

– Il regno d’Italia

Nel 1860 la rivoluzione messa su da Garibaldi e i suoi mille uomini porta alla fine del regime borbonico, che dopo un iniziale resistenza vede la fuga dei sovrani.

La rivoluzione poi spinge l’intero meridione a unirsi con le regioni del Nord Italia nel nuovo regno d’Italia. Ciò accade ufficialmente l’anno successivo allorquando il 17-3-1861 viene proclamata la nascita del regno d’Italia sotto lo scettro dei Savoia

 

– Il nuovo Stato italiano e il suo consolidamento

L’Italia passa i dieci anni successivi a consolidarsi sul piano economico, su quello delle frontiere e poi su quello interno, con la lotta contro il fenomeno del Brigantaggio, molto presente nel sud. Il brigantaggio con la sua presenza diffusa viene ad ostacolare in modo pericoloso la riuscita stessa dell’unità politica appena raggiunta.

Francesco II dal suo esilio nello stato del Papa prova inizialmente ad accordarsi con alcune bande di briganti per riprendersi il trono. A questo proposito vi è da segnalare l’appoggio popolare a questa iniziativa con alcune rivolte presenti nella Marsica a favore di Francesco di Borbone. I briganti dopo un iniziale accettazione del patto, tradiscono questo e tornano a fare razzie contro le povere popolazioni. Questo determina il loro isolamento dal popolo e la successiva sconfitta nel 1870 ad opera dell’esercito nazionale.

 

– Oricola

Nel corso dell’ultimo quarto di secolo XIX, gli oricolani proseguono in una forte opposizione locale cercando il modo di tornare indipendenti da Pereto

 

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XX Secolo

 

– Oricola torna indipendente

Finalmente dopo molto tempo Oricola e Rocca di Botte riottengono nel 1907 di tornare comuni indipendenti.

 

– Terremoto del 1915

Nel 1915 un tremendo terremoto si verifica a Gioia dei Marsi con una potenza devastante, capace di sbriciolare interi paesi. La Marsica è completamente in ginocchio, tutti i paesi del Fucino, della Valle Roveto, della catena Velino-Sirente vengono distrutti e tutti gli altri danneggiati. Si contano 30.000 vittime

Nella Piana del Cavaliere il sisma produce molti danni, che però pur essendo gravi, non sono devastanti e questo consente una ripresa più veloce che in altri centri.

A Oricola sono diverse le case lesionate o anche solo leggermente danneggiate, ma il paese nel suo complesso è salvo.

Il castello nel suo complesso riporta solo pochi danni che verranno riparati negli anni successivi.

 

– Oricola durante la prima guerra mondiale e il fascismo

La prima guerra mondiale blocca in parte la ricostruzione del paese, che seppure tra enormi problemi procede con la costruzione di baracche, laddove le precedenti case sono inagibili.

Finita la guerra il paese procede più velocemente nella ricostruzione. Sotto il fascismo il paese vive in maniera distratta il regime, poichè c’è molta fame e si vive di pastorizia e agricoltura. La vita non è facile, però la vita nonostante tutto scorre tranquilla.

 

– La 2 guerra mondiale

Nel 1940 l’Italia entra in guerra e dopo tre anni viene perdendo su tutti i fronti. Ciò porta prima al crollo del fascismo e poi all’invasione tedesca del settembre 43. Si forma la linea Gustav che tagli l’Italia in due. Tedeschi e Alleati combattono intorno a questa linea tra ottob 43 e giugno 44. La gente abruzzese subisce in pieno sia lo stato di polizia tedesco che i bombardamenti alleati. Il periodo è durissimo per tutti.

A Oricola il periodo tedesco è vissuto come in tutti i paesi in modo sofferto e duro. La gente di Oricola di nascosto ai tedeschi nasconde antifascisti e militari stranieri.

I tedeschi in questo periodo occupano l’intero castello e su una delle torri hanno costituito un punto di osservazione contro il nemico.

Gli Alleati nel 1944 sganciano alcune bombe anche ad Oricola. Una di queste bombe centra in pieno la chiesetta di Santa Restituta distruggendola. I tempi sono veramente duri, ma un giorno che i cannoni sparano contro Oricola, grazie all’intervento di un certo Curzio Nitoglia, importante imprenditore locale, i cannoni cessano di sparare e Oricola si salva.

Più avanti i Tedeschi perdono e gli Alleati liberano la Marsica nel giugno 44. Nell’aprile 45 l’Italia è completamente liberata dai nazifascisti.

 

– Oricola e il 2 dopoguerra

Negli anni del secondo dopoguerra Oricola vive in una condizione ancora di arretratezza. Dopo la guerra si procede alla ricostruzione dei danni di guerra e poco a poco si completano le strutture importanti del paese, vengono fatte le fogne, costruite le strade che in molti casi erano solo sterrate, vengono costruite la scuola elementare e l’asilo, ecc.

Allo stesso tempo tra la fine degli anni 40′ e l’inizio degli anni 50′ si procede alle lotte per la terra contro i possidenti più importanti, come sta avvenendo nel vicino Fucino contro i Torlonia.

Nell’ambito ben più piccolo della Piana del Cavaliere la lotta significa lotta contro un ramo dei Nitoglia, importante e storica famiglia proprietaria di vasti appezzamenti di terreno,

Con gli anni insomma Oricola si struttura in un luogo più moderno. Tuttavia la sua strutturazione non avviene subito, ma ci vogliono molti anni di duro lavoro. Nel frattempo diversi giovani si trasferiscono altrove facendo diminuire la popolazione residente.

Nel 1951 i residenti sono 942, ma nel 1961 scendono a 911 e nel 1971 addirittura a 748. Questo però non scoraggia chi rimane e con l’apertura dell’autostrada A24, il traffico verso Roma acquista velocità e questo permette una crescita del benessere. Le case vengono costruite di tutto il necessario bagni compresi.

Negli anni 80′ con il boom economico della Marsica anche a Oricola vi è una notevole crescita e piano piano anche la cittadinanza torna a salire di numero.

 

– Castello di Oricola

Nel secondo dopoguerra le amministrazioni del paese sono riuscite ad ottenere il trasferimento degli uffici comunali in una parte del castello di Oricola, che con il tempo è venuto anche ad ospitare i locali uffici postali.

 

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XXI Secolo

 

– Oricola all’inizio del XXI secolo

Nel nuovo secolo Oricola come molti comuni della Marsica, nonostante gli alti e bassi economici, viene procedendo ad un recupero della sua memoria storica.

Ciò viene condotto attraverso un recupero dei propri beni storici e allo stesso tempo nel lancio d’iniziative culturali tese a far conoscere le grandi doti del territorio, che con le sue ricchezze ambientali e storiche, può ben dire di essere un autentico gioiello nell’ambito dei comuni marsicani.

Tutto questo lavoro fatto porta con se molti frutti, che si riassumono nei numeri della crescita demografica che passa dalle 897 unità del 1991, ai 950 del 2001, fino ai 1155 del 2011.

Parliamo cioè di un territorio sano, ben gestito, facile da raggiungere e dove la vita è a misura d’uomo.

 

– Castello d’Oricola

(Immagine personale)

 

Nel corso del primo decennio del nuovo secolo sembrerebbe, che il castello abbia un’importante ristrutturazione.

Fatto è che oggi questo antico maniero è perfettamente conservato e ciò nonostante la lunga storia che ha alle spalle. Questo bene storico oggi si pone come uno dei castelli meglio mantenuti e più spettacolari di tutta la Marsica, con una visuale degna di un’opera d’arte.

Il castello oggi comprende un’ala adibita agli uffici comunali, una parte agli uffici postali, e il resto è ancora proprietà privata dei vecchi proprietari.

 

 


STRUTTURA DEL CASTELLO DI ORICOLA

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Sintesi storica strutturale del castello

(Immagine personale)

 

Il Castello di Oricola nasce nel X secolo su un sito diverso dall’attuale con una pianta quadrata e torri quadrate poste ai lati.

Successivamente al terremoto del 1456 il castello viene ricostruito su un sito diverso dall’originario dagli Orsini. Questi ricostruiscono il maniero su base triangolare con tre torri circolari ai lati.

Nel 1497 il castello passa dagli Orsini ai Colonna e da questi alle famiglie nobili locali.

Nel 1528 il castello subisce importanti danni dopo l’invasione orsina. Tra il 1528 e il 1552 il castello è restaurato, ma viene nuovamente danneggiato con l’invasione dei Colonna del 1557.

Dopo di ciò il castello è nuovamente restaurato nel corso del XVI secolo, giungendo così inalterato senza particolari problemi e superando indenne i numerosi terremoti che attraversano la zona nel corso dei secoli successivi.

A inizio 1915 il maniero riesce a superare bene il tremendo terremoto di Gioia dei Marsi. Occupato dai tedeschi tra il 1943 e il 1944 supera indenne anche i bombardamenti alleati.

Nel corso del dopoguerra il castello diventa la sede del comune di Oricola e nel primo decennio del XXI secolo viene sottoposto a restauro e riportato in toto all’antico splendore.

Il castello attualmente appare nella strutturazione quattrocentesca, ovvero impianto trigonale con ai lati le tre torri a base circolare.

 

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Impianto strutturale

Pianta del castello di Oricola. (Immagine da GoogleMap)

 

Il castello, come abbiamo detto, è costituito da un corpo triangolare compatto con tre torri cilindriche ai vertici.

 

– Le murature

Le murature del castello sono a scarpa alla base, mentre nella parte alta appaiono impostate su un cornicione continuo in laterizi, prodotto delle trasformazioni che si sono avute in epoca moderna.

 

 

Lato orientale del castello. (Immagine personale)

 

Quindi le mura del castello sono alla base fatta a scarpa in modo molto pronunciato, e hanno il paramento esterno fatto in pietre irregolari disposte su filari e corsi di orizzontamento in pietre più sottili con frequenti laterizi.

 

– Le torri

1) Le due torri orientali, come si vede nelle figure, sono ben restaurate; ciò si spiega poichè nel corso del tempo subiscono alcune ristrutturazioni, che ne modificano in parte l’aspetto originario

 

  

1 torre sul lato orientale. (Immagine personale)

 

2 torre sul lato orientale. (Immagine personale

 

2) La terza Torre del lato ovest mostra ancora i caratteri della costruzione primigenia.

Questo è dato dal fatto che la torre del lato ovest ha un diametro maggiore rispetto alle altre due, presentando diverse analogie con le torri del castello orsini di Scurcola.

 

 

Immagine della torre ovest. (Immagini personali)

 

Questo indica che la torre ovest è la più antica delle tre probabilmente risalente al XV secolo.

 

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Uffici postali e comunali del castello

 

– Gli uffici postali

Attualmente il castello ospita al piano terra gli uffici postali.

 

 

Castello di Oricola con gli uffici postali (Immagini personali)

 

 

– Uffici comunali

Al primo piano, posti al di sopra degli uffici postali, si trovano gli uffici del comune.

 

Il primo piano ospitante gli uffici comunali

 

 

– Dimora privata

La parte restante del castello è la dimora privata dei vecchi proprietari.

 

 

(Immagine personale)

La parte del castello a dimora privata (Immagini personali)

 


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TORRI E CASTELLI DELLA MARSICA


ORICOLA