CASTELLO DI META


META


 

__________________________________

DESCRIZIONE

 

Meta, frazione di Civitella Roveto, è stata per tutto il periodo medievale uno dei castelli simbolo della zona della Valle Roveto, non solo come struttura, ma soprattutto come importanza e quando parliamo di castello non intendiamo solo la torre mastio e le mura circostanti, ma anche l’intero borgo fortificato, che nato più o meno tra XI e XII secolo, ha mantenuto la propria struttura medievale fino al terremoto di Gioia dei Marsi del 1915, come appare sotto in foto.

 

Meta all’inizio del ‘900. Sopra a tutto si scorge un
quadratino nero, che rappresenta la torre mastio del castello.

 

Il significato del nome di Meta è guglia di altura, di cima e in questo senso Meta è sempre stata un paese medievale arroccato su un monte intorno al suo castello ai piedi del più elevato Monte

 

Il monte Viglio. (Immagine personale)

 

Meta appare  nel Catalogus baronum del 1173 e nell’elenco di Carlo d’Angiò del 1273. Il paese è stato proprietà dei conti Berardi, che lo hanno fondato come conti dei Marsi e gestito poi fino all’inizio del XIII secolo come conti d’Albe. Il paese è stato da subito parte della contea d’Albe e ha seguito questa nelle varie traversie dei tempi.

 

Stemma della famiglia Berardi, conti dei Marsi. (Immagine da Wikipedia)

 

Alla fine del XIII secolo la contea d’Albe e quindi Meta, dopo la battaglia di Tagliacozzo del 1268 torna sotto i Berardi, con la contessa Filippa Berardi, per essere poi per tutto il XIV secolo compresa con la contea d’Albe, nell’ambito del patrimonio reale e statale dei D’Angiò. In seguito tra la fine del XIV e inizio XV secolo il castello e il paese annesso, finiscono sotto gli Orsini nuovi padroni della contea d’Albe.

 

Stemma della famiglia Orsini. (Immagine da Wikipedia)

 

 


 

 

 

 

Poi nel corso del XV secolo il paese seguendo quanto succede al grande centro di Civitella diventa proprietà dei Caldora e di nuovo degli Orsini dal 1442, per finire alla fine del XV secolo sotto i Colonna, che divenuti infine duchi di Tagliacozzo nel 1504, dopo la fusione delle contee di Albe e Tagliacozzo, ne mantengono la proprietà fino al 1806.

 

Stemma della famiglia Colonna. (Immagine da Wikipedia)

 

Tra il XV e XVI secolo l’antico castello medievale perde qualsiasi funzione politico militare, per essere completamente abbandonato pare alla fine del XVI secolo. In seguito il castello è rimasto muto osservatore della vita del borgo che ha accompagnato fino al tragico terremoto del 1915.

 

Meta e la torre mastio del castello all’inizio del ‘900

 

Con il sisma di Gioia dei Marsi del 1915 l’antico castello, ancora in parte visibile in una vecchissima foto di Meta d’inizio ‘900, viene completamente distrutto dalla furia del gravissimo sisma di 7 Mw insieme al resto del paese.

 

La Valle Roveto vista dal pianoro dell’antico castello

 

Oggi dopo quell’immane sisma rimangono pochissimi monconi di pietra a ricordare qui la sua presenza. Il ruolo del castello di Meta è servito per secoli, soprattutto tra l’XI e il XV secolo, come luogo di vedetta e controllo della sottostante Valle Roveto e in caso di pericolo come bastione di difesa per la popolazione sia locale, che sottostante presente nella Valle Roveto. In caso di pericolo gli abitanti di San Savino, di Civitella, risalivano il monte e andavano a difendersi dentro il maniero.

 

Il paese di Meta oggi. (Immagine personale)

 

 


 

 

 

Ancor più il castello di Meta serve il vicino paese di San Savino dove la popolazione in caso di pericolo si dirige in massa nel castello. Infatti nel corso del tempo più o meno tra XIII e XV, secolo capita che gli abitanti di San Savino in caso di pericolo abbandonano il paese, per trasferirsi nel vicino centro fortificato di Meta, dove si sentono più sicuri.

 

I resti del castello di Meta. (Immagine personale)

 

 

Oggi nel XXI secolo i pochissimi resti del castello di Meta e più ancora la sua posizione di grande rilievo sulla Valle Roveto rappresentano ancora un punto di veduta eccezionale. Salendo qui nei giorni di sole sembra quasi di toccare il cielo con un dito.

 

I resti del castello di Meta. (Immagine personale)

 

La staccionata in legno che circonda il luogo dove vi era la torre mastio, indica il circuito delle antiche mura del castello, di cui oggi sopravvive solo qualche moncone di muro.

 

La staccionata in legno indica il circuito delle antiche mura del castello.

 

La staccionata in legno indica il circuito delle antiche mura del castello.

 

La staccionata indica il circuito delle antiche mura del castello. (Immagine personale)

 

Resti del castello di Meta. (Immagine personale)

 

Purtroppo i pochi resti del castello non danno dimensione dell’antico maniero. Sarebbe bello se il luogo venisse meglio valorizzato indicando in modo più preciso i contorni dell’antico castello, con annesse didascalie a ricordo di questo.

 

 


BIBLIOGRAFIA

 

1) I CASTELLI D’ABRUZZO – TESTO DI IRENEO BELLOTTA – EDITORE NEWTON COMPTON EDITORI

 

 


META