CAPPADOCIA – MONUMENTO AL MULO


STRUTTURE E MONUMENTI MEDIEVALI – CONTEMPORANEI


 

 

– L’opera

La scultura del Mulo viene realizzata nel 2009 dal maestro – scultore Francesco Marcangeli di Carsoli. La scultura è interamente fatta in bronzo e misura in lunghezza 2,20 m e alta circa 1,80 m.

Come accennato il monumento rappresenta un mulo, vero e proprio simbolo del paese, che è stato fatto in modo armonico senza scivolare in un eccesso del cavallo o dell’asino. L’altra difficoltà di realizzazione è stato il carico di legna ci sono state modalità precise da seguire per far apparire la rappresentazione delle corde sull’animale.

 

Immagine personale del monumento al Mulo di Cappadocia

 

 

– Perchè il mulo

Il mulo è il tema del monumento per ricordare ai presenti e alle future generazioni quanto importante sia stato il mulo per il paese di Cappadocia. Con il mulo per chi lo possedeva ha significato la certezza di avere un lavoro, in quanto il suo utilizzo in paesi di montagna come Cappadocia, è risultato indispensabile per numerose attività. La cosidetta attività di mulattiere è stata  per oltre 50 anni, diciamo dal 1900 al 1960 circa, uno dei lavori meglio pagati esistenti, certamente molto usuranti e non adatto a tutti. Questo genere di attività ha fatto in un certo senso la fortuna di Cappadocia, in quanto ha fatto caratterizzare a lungo il paese con questo lavoro.

 

Immagine personale del monumento al Mulo di Cappadocia

 

Il mulo quindi è stato per decenni un protagonista per questi paesi. Da chi lo possedeva veniva trattato come un membro di famiglia da accudire e vezzeggiare come un figlio. Ciò veniva fatto nel primo novecento allorquando i redditi erano scarsi. Avere un mulo è stato come avere un titolo di studio, ovvero una chance sicura verso il mondo del lavoro.

Grazie alla presenza del mulo molte famigliedi Cappadocia e dintorni, sono riuscite non solo a vivere, attraverso il trasporto e la vendita del legname, ma proprio a migliorare la propria condizione economica e sociale.

 

 

– Inaugurazione del monumento al Mulo il 19 agosto 2009 nella piazza principale di Cappadocia

 

Immagini dell’inaugurazione del monumento al Mulo
posto ai piedi della scalinata che conduce alla chiesa di Santa Margherita.

(Immagini da https://www.freeforumzone.com/mobile/d/11174350/19-agosto-2009-inaugurazione-del-monumento-al-mulo/discussione.aspx

 

Il sindaco di Cappadocia Bruno Murzilli inaugura il 19 agosto 2009, alla presenza di numerose personalità politiche e imprenditoriali locali e della regione Abruzzo, il monumento al mulo. Nella circostanza il sindaco dichiara, che

 

Immagini dell’inaugurazione del monumento al Mulo
posto ai piedi della scalinata che conduce alla chiesa di Santa Margherita.

(Immagini da https://www.freeforumzone.com/mobile/d/11174350/19-agosto-2009-inaugurazione-del-monumento-al-mulo/discussione.aspx

 

 

“Per celebrare, quindi, questo prezioso compagno di vita, il Comune di Cappadocia ha deciso di realizzare un monumento, interamente in bronzo, che rappresenti e custodisca la memoria e l’identità dei suoi abitanti”.

 

 

Immagini dell’inaugurazione del monumento al Mulo
posto ai piedi della scalinata che conduce alla chiesa di Santa Margherita.

(Immagini da https://www.freeforumzone.com/mobile/d/11174350/19-agosto-2009-inaugurazione-del-monumento-al-mulo/discussione.aspx

 

Molte le pesonalità intervenute all’evento: l’onorevole Marco Marsilio; Daniela Stati, assessore alla Protezione civile e all’Ambiente della Regione Abruzzo; Angelo Di Paolo, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Abruzzo; Dino Rossi, sindaco di Tagliacozzo (AQ); Mario Mazzetti, sindaco di Carsoli (AQ); Aurelio Maurizi, sindaco di Castellifiume (AQ); Italo Taccone, presidente della Comunità montana Marsica 1; Pino Angelosante, sindaco di Ovindoli (AQ). Presente anche monsignor Don Ezio Del Grosso. La cerimonia è stata presentata da Luca Di Nicola, noto presentatore di Unomattina (RAI1)

 

 

– Il mestiere del Mujaro

 

 

il Mulattiere di Cappadocia (AQ)

 

I mujari altro non sono che i mulattieri che è stato tra i maggiori mestieri praticati a Cappadocia tra il 1900 e il 1960 circa. Possedere un mulo in passato non comportava un costo elevato, ma comunque per la famiglia o il mujaro che lo possedeva significava comunque dover rinunciare ad una mucca che comunque faceva latte, formaggio e vitelli.

Il mulattiere di solito gestiva un gruppo di cinque muli, che in dialetto locale si diceva “mmasciata”. Tramite questi cinque muli venivano trasportati diversi tipologie di prodotti come la legna da ardere, il carbone, le traverse ferroviarie, le fascine, l’uva durante i periodi della vendemmia.

Il mestiere del mulattiere ha cominciato ad essere impiegato già da fine 800 allorquando il mulo veniva utilizzato per il trasporto del materiale di costruzione di tralicci elettrici in zone impervie o anche per il trasporto di materiale per le miniere.

Il mulattiere in genere è stato sempre un lavoro per esigenze di trasporto a carattere stagionale, per questo i mulattieri si trasferivano spesso nelle zone dove c’era maggiore richiesta come Toscana, o addirittura in Francia. Per questo chi faceva il mulattiere tendeva a fare una vita quasi da nomade.

 

 

 


 


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