CAPISTRELLO – VECCHIA CENTRALE IDROELETTRICA


 

DESCRIZIONE DELLA VECCHIA CENTRALE ELETTRICA DI CAPISTRELLO

 

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XX secolo

La vecchia centrale idroelettrica di Capistrello, che rappresenta oggi un bellissimo esempio monumento di archeologia industriale, è stata costruita dal Principe Torlonia nel 1906.

 

La vecchia centrale idroelettrica oggi monumento di
archeologia industriale. (Immagine personale)

 

La vecchia centrale idroelettrica viene costruita nel 1906 dal Principe Torlonia in località Pisciacotta, poco dopo lo sbocco dell’Emissario romano sul Liri. 

La struttura all’inizio del ‘900 era rappresentata da un mulino ad acqua, poi Torlonia cambia il mulino trasformandolo in una vera centrale elettrica.

La struttura della centrale nel 1906 comprende due parti: quella avanzata verso il fiume, che ormai in gran parte non esiste più, e la parte posteriore che rimane elevata e che si caratterizza per la presenza delle tre fornaci.

La vecchia centrale così come è stata eretta produce energia elettrica per circa 40 anni fino al 1944, allorquando durante la seconda guerra mondiale gli alleati, per indebolire i tedeschi, hanno bombardato diversi siti e paesi della Marsica, tra cui appunto la suddetta centrale.

Finita poi la guerra la vecchia centrale è stata abbandonata, determinando così la cessazione della sua attività industriale.

 

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XXI secolo

 

Nei primi anni del nuovo secolo la vecchia centrale è stata recuperata per farne un sito di archeologia industriale.

Il sito inoltre trovandosi in una zona di grande valore ambientale viene apprezzata molto anche per il suo contesto fatto di una rigogliosa vegetazione tipica delle zone fluviali di mezza montagna.

 

La struttura della vecchia centrale attorniata da vegetazione

(Immagine personale)

 

La zona è oggi frequentata per scopo turistico per ammirare sia la bellezza paesaggistica che archeologica.

 

Postazione turistica per la visita della centrale
idroelettrica (Immagine personale)

 

Qui infatti vi è lo sbocco dell’emissario Torlonia tramite il quale l’acqua raccolta nel bacino fucense si getta nel Liri. Tale sbocco si trova a poca distanza dalla vecchia centrale.

Nello stesso posto vi si svolge una discreta attività di pesca attiva soprattutto in certi periodi dell’anno.

Con queste premesse ci auguriamo che il sito della vecchia centrale, in parte recuperato all’inizio del secolo XXI, ma oggi in stato di semiabbandono, venga di nuovo valorizzato, in quanto rappresentante di una storia che riguarda da vicino Capistrello, ma che tocca tutta la Marsica.

La vecchia centrale se recuperata, rappresenterebbe un valore archeologico di notevole importanza con interessanti ricadute economiche.

 


BIBLIOGRAFIA

1) G. Grossi e F. D’Amore, autori del volume “Capistrello Storia Arte Archeologia”

 


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