
TEATRO DEI MARSI
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XVI – XVIII secolo

Marco Antonio Colonna, duca di Tagliacozzo. (Immagine da Wikipedia)
L’attività teatrale inizia ad Avezzano in epoca moderna precisamente alla fine del XVI secolo, allorquando Marcantonio Colonna, duca di Tagliacozzo, ristruttura i sotterranei del castello Colonna tra il 1565 e il 1575. Qui nel 1575 abbiamo le prime opere teatrali che vengono messe in scena ad Avezzano per soddisfare i Colonna.

Il castello di Avezzano alla fine del ‘700. (Immagine da Wikipedia)
Tra il XVI e XVIII secolo Avezzano continua a crescere d’importanza e di popolazione e questo anche perchè i Colonna considerano la città importante per la sua posizione. Ciò spinge la famiglia ducale a risiedere spesso ad Avezzano quando viene nella Marsica, pur mantenendo però la sede centrale del ducato a Tagliacozzo. All’interno di questa cornice troviamo l’attività teatrale continuare a svolgersi nei sotterranei del castello Colonna ininterrottamente fino al 1806 anno della fine del regime feudale.

Avezzano in un immagine di fine XVI – inizio XVII secolo
Se ciò avviene non è solo per i bisogni della famiglia Colonna, ma anche per la popolazione, che potendo partecipare alla visione delle rappresentazioni teatrali, tendono a mantenere un legame di benevolenza e simpatia per la famiglia ducale. Non è un caso che nonostante gli alti e bassi della storia la popolazione ha sempre avuto una forte simpatia per la famiglia ducale e questo anche per la presenza del teatro, visto come un tentativo dei Colonna di essere vicini ai bisogni anche ludici degli Avezzanesi del tempo.
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XIX secolo
Arriviamo all’inizio del XIX secolo e troviamo nuovamente i Francesi che dominano il regno di Napoli, dopo la breve parentesi tra il 1798 e il 1800. Questi nel 1806 ritornano a Napoli, provocando la caduta dei Borbone, che fuggono da Napoli protetti dagli Inglesi. A Napoli il nuovo governo francese vara diverse importanti riforme, tra cui l’abolizione dei diritti feudali. Questa riforma per la Marsica significa la fine del ducato di Tagliacozzo e della contea di Celano, quindi questo è un momento di passaggio storico importante.
In ambito locale con la nuova riforma amministrativa francese, Avezzano diventa capoluogo di distretto e questo è un riconoscimento importante per la piccola cittadina, perchè sta ad indicare chiaramente l’importanza che riveste la località rispetto alle altre cittadine marsicane, Tagliacozzo compresa. In qualche modo è come se si dicesse che Avezzano è ormai più importante di Tagliacozzo e ciò nonostante che il centro abitato sia ancora più simile ad un paese che ad una città.

Avezzano all’inizio dell’800
Nel 1815 cade il governo filo francese di Murat nel sud Italia e al suo posto tornano i Borbone nella persona del vecchio re Ferdinando. Durante i successivi 40 anni in cui dominano i Borbone, Avezzano pur migliorando d’aspetto, continua a rimanere un piccolo centro e sul piano culturale non si avvertono novità.
In questo contesto troviamo l’attività teatrale che non s’interrompe, continuando ad essere svolta nei sotterranei del castello come è sempre stato.

Avezzano e il lago Fucino in un immagine del 1860 circa.
Ma dalla metà del XIX secolo abbiamo l’arrivo di Torlonia, che dopo aver iniziato i lavori di prosciugamento del Lago Fucino nel 1854, per meglio gestire il tutto trasferisce il suo quartier generale ad Avezzano e questo rivoluziona la città. Avezzano come detto già da tempo, sta cambiando, ma il tutto avviene lentamente rendendo ogni cambiamento poco evidente, ma ora le cose accelerano e la città diventa di colpo un grande cantiere.
I lavori intorno al lago Fucino richiamano gente da tutta Italia, in quanto occorre molta manodopera, essendo questo un progetto enorme per l’epoca e di ampia durata. Il progetto è totalmente finanziato e gestito da Torlonia, che essendo un uomo estremamente ricco, garantisce direttamente lui per gli stipendi e tutto il resto. Per cui la Marsica vede crescere in questa fase in modo importante la propria popolazione. La maggior parte di coloro che si trasferiscono qui vengono ad abitare nei paesi a ridosso dei cantieri a cominciare da Avezzano, Luco, Capistrello ecc. e dopo una prima fase anche le famiglie degli operai si trasferiscono nella zona.
E’ chiaro quindi che essendo Avezzano la città più importante e relativamente vicina ai cantieri si riempie di genti, che fanno crescere la popolazione della città. Da qui ne viene che la città subisca una trasformazione urbanistica importante.
Nel frattempo si assiste ad una grande rivoluzione politica con la caduta del regno borbonico grazie alla spedizione dei Mille di Garibaldi e la successiva formazione del regno d’Italia. Garibaldi giunge in Sicilia con un gruppo di volontari e grazie alle sue straordinarie doti politiche attrae attorno a se un grosso gruppo di giovani volontari di ogni estrazione sociale, con i quali forma un esercito, con cui poi combatte contro l’esercito borbonico, che sconfitto a più riprese finisce per sfaldarsi.

Garibaldi consegna a Vittorio Emanuele II il sud Italia
A questo punto Garibaldi diventa il governatore del sud Italia, ma dopo pochi mesi consegna il governo al re sabaudo, che fonda poco tempo dopo il nuovo regno d’Italia.

Il nuovo regno d’Italia

Vittorio Emanuele II primo re d’Italia. (Immagine da Wikipeida)
Nello stesso periodo nonostante tutto questo cambiamento politico, i lavori di prosciugamento del Lago Fucino proseguono ininterrottamente fino al 1876. Questi non sono disturbati nemmeno dalla successiva lotta al Brigantaggio, molto attiva nella Marsica tra il 1860 e il 1862.

Dipinto degli anni 1860 durante i quali i lago Fucino viene man mano prosciugato
e viene emergendo la nuova piana fucense.
Negli anni 1860 – 79 la crescita della popolazione e la presenza di Torlonia spingono Avezzano ad una trasformazione urbanistica importante, con la città che con il tempo si riempie d’istituzioni e scuole. Per meglio interpretare quindi il suo ruolo di capoluogo della Marsica, Avezzano ha bisogno di dotarsi anche di un teatro degno di questo nome. Ciò avviene nel 1880 quando Ferdinando Ruggeri ex sindaco della città, fa costruire una struttura dove viene ospitato il nuovo teatro.

Avezzano all’inizio dell’900
ll nuovo teatro Ruggeri rimane attivo dal 1880 al 1915 e in questo arco temporale svolge un ruolo essenziale per Avezzano, garantendo con la sua presenza la centralità della città in campo culturale, facendola apparire ancor più il centro della Marsica.
La Marsica dall’inizio dell’800, per la prima volta nella sua storia sperimenta una condizione di monocentrismo, ovvero un solo centro amministrativo, che porta ad una rivoluzione dei costumi della zona, abituata ad avere tanti piccoli “capoluoghi”. Questa condizione di crescita di Avezzano nella Marsica si mostra già in atto nei secoli passati, ma si attiva come detto con l’arrivo dei Francesi a inizio XIX secolo, aumentando poi sotto i Borbone.
Ma è solo da metà ‘800 che la condizione di guida della città diventa definitiva e ciò grazie al progetto di prosciugamento del Lago Fucino, che vede Avezzano essere il motore amministrativo di questo grande cambiamento. Ebbene quando questo si realizza nel 1878 con la conseguente rivoluzione morfologica e sociale che ne segue, Avezzano risulta ormai pienamente riconosciuta come capoluogo di zona.

Avezzano – piazza Torlonia ad inizio ‘900.
Ne consegue che la città deve fare un salto urbanistico per meglio rappresentare la sua importanza interpretando al meglio questo cambiamento. Ciò avviene a partire dal decennio 1880 – 89 quando piano piano la Marsica si dota di tante infrastrutture stradali e ferroviarie, che vedono Avezzano al centro di questo cambiamento. Cambiamento che fa un ulteriore salto di qualità con la realizzazione nel 1897 dello Zuccherificio di Avezzano, prima grande fabbrica del territorio marsicano.
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XX secolo
Intorno allo Zuccherificio nel corso del primo novecento si realizzano diverse fabbriche che insieme allo zuccherificio stesso, vengono a costituire il primo nucleo industriale della città di Avezzano. Grazie alle nuove infrastrutture ferroviarie che vengono ad interessare Avezzano, nel 1902 viene inaugurata la tratta Avezzano – Roccasecca, aumenta in modo importante la possibilità dello smercio dei prodotti della nuova piana fucense, garantendo in questo modo ritorni economici importanti.

Lo zuccherificio di Avezzano a inizio ‘900.
I prodotti lavorati nello zuccherificio di Avezzano sono altamente produttivi e validi come qualità. Tutto questo consente ad Avezzano un salto di qualità importante nel panorama produttivo del centro Italia.
Essendo quindi Avezzano, motore di questo sviluppo, ha bisogno di una attività culturale importante che sia parte e cornice di questa fase. Questo è quanto accade con il teatro Ruggeri, che vede crescere l’attività teatrale in modo intenso, quasi come accade nel resto d’Italia.

Scorcio di Avezzano all’inizio del ‘900
Il periodo del primo ‘900 è la fase del melodramma italiano dove i nomi che dominano la scena sono Puccini, Leoncavallo, Mascagni ecc, ma soprattutto sono le opere di Verdi che nonostante la sua morte avvenuta nel 1901 sono ancora famose e attuali in questo periodo.
L’Italia del primo ‘900 è un paese che sta vivendo la prima fase di crescita economica e sociale della sua storia dopo aver vissuto una prima lunga fase di assestamento durata 40 anni in cui il paese ha dovuto porre le basi della sua convivenza sul piano economico e soprattutto sociale. Non facile quest’ultimo aspetto dovendo coniugare in un unico cono di luce più regioni divise fra loro in vari staterelli ognuno dei quali con una sua lunga storia alle spalle.

Scorcio di Avezzano con Palazzo Torlonia all’inizio del ‘900
Ora l’Italia di questo periodo affronta con maggiore sicurezza il proprio futuro cercando di trovare un suo spazio vitale nel contesto internazionale in ambito coloniale, anche per venire incontro alla grande moltitudine d’Italiani emigrati tra fine ‘800 e inizio ‘900 che non hanno trovato spazio in Italia.
Avezzano e la Marsica pur nella loro piccolezza rappresentano bene questo aspetto avendo migliaia di giovani partiti come emigranti soprattutto in America in cerca di fortuna, soprattutto nel primo decennio di questo nuovo secolo. Allo stesso tempo però Avezzano vive una piccola fase di sviluppo industriale, come sta avvenendo in nord Italia, seppure in tono minore e questo è importante perchè colloca la Marsica su un piano di sviluppo importante rispetto ai territori del centro Italia.

Il castello Orsini – Colonna all’inizio del ‘900
Avere quindi un luogo come il teatro Ruggeri dove si rappresentano le opere liriche italiane come avviene nel resto d’Italia, è per Avezzano e la Marsica un fattore sociale estremamente importante, in quanto fa sentire il territorio più vicino ai territori più sviluppati del resto d’Italia.
Nel 1915 purtroppo questa fase di crescita economica e sociale s’interrompe a causa del sopraggiungere di un gravissimo terremoto che si verifica la mattina del 13 gennaio. Una scossa fortissima distrugge l’intera Marsica in pochi secondi. Avezzano diventa da cittadina elegante e in ascesa un cumolo di macerie con migliaia e migliaia di morti. Un ecatombe!!!

Immagine di Avezzano distrutta dopo il terremoto di Gioia dei Marsi nel 1915.
Da subito si cerca d’intervenire salvando le persone e poi iniziando ad avviare una prima ricostruzione con le baracche, ma l’impresa è ardua sia per la cospicua distruzione che per il numero enorme di morti (più di 30.000 in pochi secondi).

Immagine di Avezzano distrutta dopo il terremoto di Gioia dei Marsi nel 1915.
A questo bisogna aggiungere il sopraggiungere della guerra mondiale in cui l’Italia aderisce nel maggio 1915. La guerra porta via con se i tanti giovani maschi sopravvissuti al sisma, in quanto trovatisi lontano al momento del terremoto. La guerra dura 4 lunghi anni fino al 1918 e sono anni di ristrettezze e grande povertà e tanti nuovi lutti.
Nonostante ciò Avezzano avvia una propria ricostruzione tra il 1916 e il 1918, con la costruzione di tante baracche. Proprio a causa dell’immane terremoto e la perdita di tante vite, il governo allestisce qui un campo di concentramento per prigionieri e questi mano a mano, che giungono nella Marsica sono avviati ai lavori di ricostruzione.

Campo di concentramento dei prigionieri tra il 1916 e il 1918
Tutti questi prigionieri giunti ad Avezzano non rinnegano il lavoro a cui vengono avviati, in quanto trovano non solo una popolazione bisognosa, ma accogliente e si generano fin da subito con i sopravvissuti un legame forte che durerà anche oltre la fine di questo periodo. Da subito a fianco all’opera di ricostruzione generale si pone la necessità di riavviare una ricostruzione culturale.
Per cui si decide di riavviare l’attività teatrale che viene ospitata in una costruzione provvisoria definita Cinema teatro Marsicano. Successivamente nel 1918 la guerra ha termine così come la grande attività lavorativa dei prigionieri di guerra, che vengono rilasciati e ritornano nelle proprie case.
Qui si riformano le vecchie famiglie e piano piano il numero dei Marsicani torna a crescere con nuove nascite. Già nel 1921 Avezzano torna ad avere una popolazione importante e insieme a questo prende sempre più corpo la ricostruzione della nuova Avezzano che torna ad avere edifici in muratura.

Il nuovo palazzo di Giustizia di Avezzano nel 1925
Siamo così al 1922 anno dell’ascesa del Fascismo, che porta con se tante aspettative, ma anche tante paure che si concretizzano con il tempo. Allo stesso tempo però merito del Fascismo è anche la ricostruzione dei centri della Marsica distrutti dal sisma e Avezzano è in cima alla lista.

La nuova Avezzano – Via Salandra nel 1929
La città viene ricostruita e riavviata a tornare il capoluogo naturale della Marsica. Nel corso degli anni ’20 mentre si procede alla ricostruzione della città, l’attività teatrale di canto, prosa e musica vengono spostate dalla prima baracca nominata, Cinema teatro Marsicano, a varie sedi tra cui il Teatro Margherita costruito negli anni Venti nella futura via Camillo Corradini.
Ma anche questa soluzione viene ritenuta provvisoria e viene messo nero su bianco la decisione nel 1922 di creare un nuovo teatro cittadino e per questo viene steso un nuovo progetto, che per ci mette molti anni per vedere la luce. In pratica alla fine degli anni 1920 il progetto non è ancora pronto.
Entriamo così negli anni ’30 e il Fascismo ormai governa da 10 anni con tutti gli annessi e connessi. Nella Marsica tuttavia ha il pregio di ricostruire tutti i paese distrutti dal terremoto. Avezzano nel 1930 è una città completamente ricostruita con una popolazione in forte crescita.
La città dimostra di guardare al futuro con un certo ottimismo. Tuttavia il progetto del nuovo teatro cittadino fatica a venire fuori. Solo nel 1935 il nuovo progetto è pronto, ma l’avvio dei lavori è lento e alla fine non se ne fa nulla.

L’Italia e le sue colonie nel 1938
Nel frattempo nel corso degli anni ’30 il Fascismo conquista l’Etiopia e ingrandisce la colonia della Libia. Siamo al massimo della popolarità per Mussolini e per tutto il Fascismo e nella Marsica Mussolini ottiene il massimo della popolarità.

Mussolini in visita ad Avezzano nel 1938
Nella sua visita di Avezzano del 1938 si nota un Mussolini raggiante e sicuro di se. Egli dapprima visita Carsoli dove si tiene un esercitazione militare e poi si dirige ad Avezzano, dove viene accolto con tutti gli onori.
Arriviamo quindi al 1940 e su ordine del genio mussoliniano l’Italia entra in guerra a fianco alla Germania nazista. E’ un completo disastro in due anni perdiamo tutte le colonie e poi nel 1943 l’Italia viene invasa dagli Alleati, che a suon di bombe cercano d’indebolire i Nazisti, che nel hanno invaso l’Italia nel 1943 fino a Frosinone, allestendo nella Marsica il loro quartier generale fra le sedi di Massa d’Albe e Avezzano.

Distruzione di Avezzano dopo i bombardamento del 1944
Avezzano ospitando una parte del comando nazista è esposta agli attacchi alleati, che non si fanno pregare e bombardano la città distruggendola per il 70%. Ma i crimini peggiori li fanno i Nazisti che mantengono saldo il controllo sulla città e su tutta la Marsica. Infine a giugno gli Alleati sfondano le difese naziste e liberano Avezzano e la Marsica tra il 7 e 12 giugno. Si ricomincia!!!
Finita la guerra si procede in fretta alla conta dei danni e poi alla ricostruzione. Ebbene nel giro di pochi anni grazie al lavoro di tutti Avezzano viene in gran parte riparata dai danni della guerra. Già nei primi anni ’50 Avezzano si presenta in gran parte rinnovata con nuovi caseggiati, come una città moderna in ascesa e ciò è confermato dalla costante crescita della popolazione che nel 1951 raggiunge 25.577 unità.

Avezzano nel 1950
Certo la Marsica negli anni ’50 si presenta ancora come una zona molto arretrata a causa di molte carenze, in linea con quanto accade in numerose parti d’Italia, ma la volontà dei Marsi di migliorare è sempre molto forte. E’ chiaro che affinchè la popolazione possa crescere e rendersi autosufficiente nella zona, ci vuole molto tempo e fatica, per cui nel frattempo che questo accade molti decidono di fare fagotto e di trasferirsi altrove. Da qui abbiamo nei primi anni ’50 la ripresa dell’emigrazione da molti paesi della Marsica con direzione il Nord Europa, gli USA, il Canada ecc.

Piazza Risorgimento di Avezzano nel 1955
E’ la seconda grande emigrazione di massa che si ha nella storia dell’Italia unita che si protrarrà fino all’inizio degli anni ’80. Tuttavia nonostante questa emigrazione che purtroppo svuota molti paesi marsi, prosegue seppure sottotono la crescita della Marsica attraverso la messa in opera di molti progetti che vedranno la luce nel proseguo degli anni.

Piazza Risorgimento di Avezzano nel 1960
Con questi progetti a cui lavorano le varie amministrazioni di Avezzano e della Marsica in genere la zona seppure molto lentamente cresce economicamente. Avezzano, nel corso degli anni ’50 e primi anni ’60, incarna bene la volontà di crescita della Marsica. Qui infatti nascono nuovi enti e allo stesso tempo inizia a riformarsi un solido nucleo industriale, ancora in fase di crescita, ma pur sempre promettente e a differenza del resto della Marsica la popolazione della città continua a crescere arrivando nel 1961 a 30.072 unità.
Nel corso degli anni ’60 molti nuovi progetti vengono avviati nella Marsica, con il fine di migliorare la zona rendendo questa attrattiva per i giovani, che però proseguono in modo intenso sulla strada dell’emigrazione. Segno questo che ancora la zona deve molto migliorare per essere attrattiva. Nel frattempo però i progetti vanno avanti, rendendo l’area piuttosto dinamica. Tra i progetti meglio riusciti di questi anni abbiamo l’avvio di Telespazio nel 1966.

Il centro di Telespazio nel 1966
Avezzano che rappresenta il capoluogo della zona oltre ad avere scuole, enti e una centralità economica che gli viene dal nascente nucleo industriale, ha bisogno di essere maggiormente attrattiva anche sul piano culturale e ludico e per questo ha bisogno di un nuovo teatro cittadino dove concentrare tutta l’attività culturale.

Scorcio di Avezzano nel 1960
(Immagine da http://www.adamoli.org/vecchio_cassetto/cartoline/paesaggistiche/capa048.jpg)
Nel 1968 finalmente il progetto della costruzione di un nuovo teatro viene ripreso. L’amministrazione comunale e il Genio civile ottengono il riconoscimento dei diritti vantati dal comune per il finanziamento del teatro distrutto nel 1915 dal terremoto. Inizia così una lunga fase di riprogettazione e rilancio dell’opera.

Giardini di Piazza Torlonia nel 1968
Siamo così al 1970 anno in cui vengono inaugurate le nuove autostrade A24 e A25. Queste opere rendono finalmente la Marsica raggiungibile in modo semplice da ogni parte del centro Italia, ma soprattutto rende la Marsica facilmente raggiungibile da Roma dove si concentrano numerosi emigranti che tramite le nuove autostrade riescono in modo veloce a mantenere forti legami con i propri borghi marsicani.

Inaugurazione della nuova autostrada A24 nell’uscita a Carsoli nel 1970
Negli anni ’70 Avezzano continua a crescere di popolazione e di ambizione cercando di avviare progetti sempre più importanti per rendere la città e la Marsica sempre più attrattive. In questo quadro troviamo la riprogettazione del nuovo teatro cittadino nel 1971.
Nel 1971 l’amministrazione comunale, abbandonando l’antico progetto del 1935, decide di avviare un nuovo progetto per un teatro maggiormente moderno e affida la stesura dell’opera all’architetto Furio Cruciani. Questi nel giro di poco tempo stende un nuovo progetto, ma anche questo viene abbandonato nel cassetto per diverso tempo.

Scorcio di Avezzano nel 1975
Nel frattempo nel corso degli anni ’70 l’antico castello di Avezzano viene avviato al recupero e poi al restauro. Il restauro è lungo e tortuoso e non è sicuramente possibile riportarlo alla forma di prima del 1915, in quanto troppo alto è stato il danno provocato dal sisma del 1915. Tuttavia nonostante questo, con caparbietà si riesce a salvarlo e a riportarlo ad una condizione di riuso civico. Si parte con la rimozione delle macerie del sisma del 1915 a inizio anni ’70 e poi dal 1978 parte il restauro vero e proprio che dura fino al 1985.
Il restauro del castello nelle intenzioni delle varie amministrazioni comunali degli anni ’70 serve non solo per ridare dignità ad un bene storico importante per la città, ma anche per dare una sede giusta all’attività culturale della città.
Nel frattempo la città di Avezzano cresce sia demograficamente che industrialmente con nuove realtà produttive che si nascono e fioriscono nel corso del decennio e proseguono con una crescita importante nel corso degli anni ’80.

Avezzano nei primi anni ’80.
Siamo quindi all’inizio degli anni ’80 e Avezzano continua a crescere demograficamente raggiungendo nel 1981 le 33.885 unità. Ma Avezzano cresce soprattutto nello sviluppo economico attestandosi ormai fra le principali realtà industriali dell’Abruzzo. I numeri del nucleo industriale di Avezzano sono di tutto rispetto e questi numeri uniti a quelli degli altri centri produttivi della Marsica portano questa a crescere in modo importante, fino ad esplodere con il boom economico di metà anni ’80. Il boom economico sta nel fatto che in questo periodo oltre all’industria, la Marsica vede crescere in modo esponenziale il turismo di montagna che contribuisce in modo importane alla crescita.

Dipinto di Papa Giovanni Paolo II a ricordo della
visita del pontefice ad Avezzano nel 1985.
La visita del papa nel 1985 sancisce l’avvenuta crescita economica di Avezzano, regalando con questa visita la popolarità che le mancava. Nello stesso periodo si prosegue con il restauro del castello di Avezzano, che viene adibito per lo sviluppo culturale della città.

Il castello di Alba Fucens nei primi anni 080
Nel 1985 ha termine la prima fase di restauro del castello e si comincia con la seconda fase. La seconda fase del restauro parte da subito e si protrae per tutto il restante decennio. L’idea generale è che la struttura una volta terminata venga ad ospitare una volta terminato il restauro anche l’attività teatrale. Ma facendo così si giustifica l’abbandono del progetto del nuovo teatro per tutti gli anni ’80.

Scorcio di Avezzano nel 1990
Siamo quindi agli anni ’90 e Avezzano continua a crescere demograficamente ed economicamente, portando molti giovani a interrogarsi se provare a cercare un futuro qui nella Marsica e ad Avezzano in particolare. il restauro del castello termina nella prima metà degli anni ’90 e nel 1994 si ha il trasferimento qui di tutte le attività ludiche e teatrali.

Scorcio di Avezzano nel 1990
Tuttavia nonostante che l’attività teatrale sia tornata al castello Orsini, ciò viene giudicata come una soluzione temporanea, visto che prima o poi ci sarà bisogno di costruire un nuovo teatro, che dovrà tra l’altro rappresentare la città. Ebbene dopo un breve periodo di riflessione si decide di procedere nel costruire il nuovo teatro riprendendo il vecchio progetto del 1971 dell’architetto Cruciani. I Lavori del nuovo teatro iniziano alla fine degli anni ’90.
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XXI secolo
Con il nuovo secolo Avezzano prosegue in modo ancor più intenso nella sua crescita economica e sociale, soprattutto sul piano demografico dove continua la crescita vigorosa della popolazione. Nel censimento del 2001 si registra un aumento di 1000 unità rispetto a 10 anni prima portando la popolazione a quota 38.337.

Scorcio di Avezzano in un immagine del 2009 su Googlemap
Per crescere ancora di più sul piano locale e regionale la città mette in campo diversi nuovi progetti e prosegue con altri già in corso. Tra questi troviamo il nuovo teatro cittadino dove proseguono i lavori di costruzione che si concludono nel 2005.

Scorcio di Avezzano in un immagine del 2009 su Googlemap
L’inaugurazione del nuovo teatro dei Marsi (il nome è un tributo alla popolazione primigenia dei Marsi, che tanto lustro ha portato alla zona) avviene il 13 marzo 2006, concludendo così dopo quasi un secolo un lungo percorso di ricostruzione sociale della città. Avezzano ancor più di un secolo fa è ora riconosciuta da tutti come il capoluogo della Marsica e quindi anche in virtù di questo c’era bisogno di un nuovo teatro che in qualche modo celebrasse meglio la città.

Il teatro dei Marsi oggi. (Immagine personale)
Da subito dopo l’inaugurazione del 2006 l’attività teatrale di Avezzano si è svolta quasi interamente nel nuovo teatro dei Marsi, dove hanno trovato collocazione diverse compagnie teatrali, ma allo stesso tempo questa è una struttura nata per eventi diversi. Qui infatti oltre agli spettacoli teatrali sono andati in scena molti concerti con un grande successo di pubblico.

Il Teatro dei Marsi oggi.. (Immagine personale)
Nel corso poi degli anni 2010 e 2020 sono state numerose le associazioni amatoriali e dialettali che hanno trovato qui la loro collocazione naturale. Sono poi presenti nel territorio anche associazioni corali che spaziano dalla musica sacra alla polifonica ed altre organizzazioni culturali che si occupano di vari generi musicali, che hanno trovato e trovano qui la loro giusta sede scenica.

Scorcio della nuova Piazza Risorgimento nel 2018.
Quindi nell’arco questi quasi 20 anni di vita il teatro dei Marsi ha accompagnato e accompagna in modo egregio la crescita della città, che non si arresta, crescendo culturalmente e socialmente con una popolazione in crescita continua, arrivando negli anni 2010 addirittura a toccare le 42.509 unità.
Video dell’evento del 6 luglio 2019 svoltosi in parte presso il teatro dei Marsi.
(Video Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=iKzPLkZu_Co)
Oltre alle già citate manifestazioni culturali, che si sono avute in questi quasi 20 anni di vita, sono state presenti qui anche molte manifestazioni pubbliche, anche molto importanti, come la cerimonia del 6 luglio 2019. In questa epica giornata si è svolta nel teatro dei Marsi la cerimonia ufficiale conclusiva del 750 anniversario della battaglia dei Piani Palentini nel 1268, alla presenza del presidente della Repubblica Mattarella e delle autorità locali e regionali.
