
PARCO TORLONIA
Il Parco Torlonia è l’area verde che circonda il palazzo Torlonia di Avezzano. Il parco comprende 3 ettari al cui interno sono presenti oltre al palazzo Torlonia, altre strutture che rappresentano le pertinenze di Palazzo Torlonia sia come uffici che come polo culturale. Il parco è stato voluto e costituito dal Principe Alessandro Torlonia negli anni 1870-1875 contemporaneamente alla costruzione del primo palazzo Torlonia.
Alla morte del principe, la figlia ed erede Anna Maria ha completato nel corso della fine dell’800 la struttura del parco, che nonostante alcuni necessari cambiamenti, ammiriamo ancora oggi come allora. Il parco Torlonia è poi parte integrante del più vasto Complesso Torlonia, che comprende anche i giardini esterni di Piazza Torlonia.

Palazzo degli Uffici posto dietro al palazzo principesco nel parco Torlonia. (Immagine personale)
Proviamo ora a scprire questo parco provando a fare un’ipotetica passeggiata al suo interno, partendo dall’atrio di Palazzo Torlonia. Spostandoci dall’atrio al parco la prima cosa che si nota è il palazzo degli Uffici presente davanti il palazzo principesco.

Parco Torlonia. (Immagine personale)
Da qui poi aggiriamo il palazzo degli uffici e ci dirigiamo verso il parco dove incontriamo quasi da subito un laghetto artificiale, che si trova dinanzi all’Immacolata Concezione scultura in ghisa realizzata da un laboratorio napoletano posta davanti alla ghiacciaia del principe, detta anche neviera, che è stata fatta costruire da Torlonia alla fine dell’Ottocento per la conservazione di alcuni alimenti.

Neviera del Principe Torlonia nel Parco Torlonia. (Immagine personale)
Andando avanti nella passeggiata ammiriamo le piante del principe e la struttura del parco stesso. Il parco voluto dal principe Alessandro Torlonia negli anni 1870 al momento della costruzione del primo palazzo Torlonia hanno lo scopo di abbellire e valorizzare il palazzo stesso. Questo è stato immaginato come giardino romantico con alberi e piante secolari di varie specie.
Nell’impostare il parco è stato immaginato questo volto al recupero di alcuni valori paesaggistici, che hanno attinto al modello del giardino all’italiana, ma soprattutto all’aspetto pittoresco e suggestivo del giardino romantico. Aspetti questi che hanno trovato maggiore risalto all’inizio del XX secolo quando Benedetto Croce nel 1912 favorisce l’estensione della legge 364, primo dispositivo a tutela dei beni culturali, ai parchi e ai giardini italiani.

Parco Torlonia. (Immagine personale)
In questo parco sono presenti varie tipologie di piante: abete, acacia, acero, agrifoglio, alloro, betulla, bosso, cedro del Libano, forsizia, frassino, ginkgo, mahonia, pauloxvnia, platano, quercia, sambuco, tasso e tiglio.

Macchine agricole in uso negli anni ’50 e ’60. (Immagine personale)
Inoltrandosi nel parco ad un certo punto ci si trova la bella mostra permanente dei primi mezzi agricoli o primi strumenti agricoli moderni. Come detto nella sezione sul Museo della Civiltà Contadina e Pastorale i mezzi agricoli presenti nel parco precedono il museo presente nel Padiglione Torlonia, ma in qualche modo sono parte stessa del museo in quanto indicano i primi mezzi agricoli sfruttati dagli agricoltori fucensi negli anni ’50 e ’60 per dissodare e arare il terreno e per trebbiare il grano e il granturco.

Macchina agricola Super Landini.
(Immagine personale)
Continuando nel percorso del parco si arriva davanti al Padiglione Torlonia, che come detto in altra sede è un vero gioiellino liberty nonchè una delle poche costruzioni rimaste in piedi dopo il sisma del 1915. In esso ha sede il museo della Civiltà Contadina e Pastorale.

Padiglione Torlonia – Museo della Civiltà
Contadina e Pastorale. (Immagine da Wikipedia)
Dopo aver fatto visita al museo della Civiltà Contadina e Pastorale torniamo indietro continuando ad ammirare i mezzi agricoli e il parco stesso.

Parco Torlonia. (Immagine personale)

Parco Torlonia. (Immagine personale)
Ad un certo punto dell’osservazione dei mezzi agricoli ci si imbatte in alcuni capitelli in pietra. Ebbene questi appartengono alla statua originale della Madonna dell’Incile innalzata nel 1876 su progetto di Carlo Nicola Carnevali e crollata con il terremoto del 1915. I suoi resti sono presenti ora nel parco.

Resti della statua della Madonna dell’Incile
distrutta dal terremoto del 1915. (Immagine personale)
Terminata la visita al parco usciamo da questo per l’uscita laterale che da su Via Roma, da dove riprendiamo la macchina per avviarci in altri luoghi di Avezzano da ammirare.

Parco Torlonia. (Immagine personale)
