AIELLI – STREET ART – PREMESSA


STREET ART DI AIELLI


 

Sono diversi anni che nella Marsica si respira un’atmosfera nuova, dove dopo aver recuperato la propria memoria storica, celebrata in ciò con le manifestazioni del 2015, si sta ora cercando attraverso varie iniziative di lanciare il territorio in una condizione di modernità, con una veste nuova basata sulle potenzialità del territorio marsicano.

Per molti anni la Marsica non è riuscita a lanciarsi economicamente e socialmente in quanto aveva in parte perso la propria identità culturale, dovuto al tremendo terremoto del 1915 che le aveva inferto un duro colpo. Un’immane catastrofe di sangue con più di 30000 morti  e un azzeramento quasi completo  di tutti i suoi monumenti, come chiese o castelli medievali, che hanno rappresentato fino a quel momento la storia e l’identità dell’antichissimo popolo dei Marsi.

 

La Piana del Fucino. (Immagine personale)

 

I Marsi, ovvero il popolo che vive nella Marsica da tempo immemore, ha avuto sempre a che fare con un territorio aspro e duro, che ne ha strutturato il corpo e l’anima, permettendogli poi di superare avversità durissime come invasioni straniere, gli allagamenti costanti del grande Lago Fucino, o terremoti importanti ecc.

Tuttavia il terremoto del 1915 è stata una prova troppo dura e straziante, anche per un popolo così ben strutturato. Conseguenza di ciò è stato il lento recupero psicologico, sociale e materiale di questo popolo andato avanti per tutto il novecento fino al 2015.

Nel periodo successivo al terremoto del 1915, ovvero tra il 1915 e il 1990 circa., il recupero di questo popolo si è concentrato soprattutto in una ripresa sociale e materiale, che grazie a una grande forza e coraggio si è realizzata a metà anni ’80. Questi obiettivi sono stati infatti centrati grazie ad un lavoro durato decenni e costruito a tappe, che si è concluso a metà degli anni ’80 e celebrato in occasione della visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1985 ad Avezzano e Telespazio.

 

Monumento a ricordo della visita di Giovanni Paolo II nella Marsica nel 1985. (Immagine personale)

 

Durante questa storica visita, la Marsica ha potuto farsi vedere pienamente ricostruita e lanciata socialmente e industrialmente, segnando in questo modo il suo ritorno sulla scena nazionale con numeri da vero boom economico. Raggiunti gli obbiettivi di recupero materiale e sociale è iniziato per il territorio marsicano, più o meno intorno al 1990, anche un complesso recupero della propria identità storica, andata persa con il terremoto del 1915 che ha provocato una ferita profonda, segnando una cesura storica, morale e materiale per l’enormità degli edifici storici andati persi e personale per la quantità di persone morte. 

Questo recupero nella propria coscienza culturale si è così avviato a fine anni 80′ e si è tradotto attraverso varie iniziative a capire il perchè di tanto sfacelo, era un po’ come guardarsi allo specchio e ritrovarsi dopo tanto tempo. Ciò si è tradotto per i piccoli e grandi centri della Marsica in un iniziale lento restauro dei propri centri storici, che si è poi esteso a un discorso culturale più ampio.

D’altra parte una volta recuperato sul piano materiale bisognava valorizzarsi per essere più attrattivi anche sul piano turistico in quanto ciò significava un grande guadagno materiale. I modelli e i concorrenti in ciò erano i paesi del nord Italia e per stare al loro passo, si è imposto ai paesi della Marsica un vero sforzo di carattere strutturale-architettonico per risultare maggiormente attrattivi sia sul piano turistico che sul piano ricettivo.

 

L’antica chiesa di San Bartolomeo distrutta dal sisma del 1915

La distruzione di Avezzano dopo il sisma di Gioia dei Marsi dle 1915

 

Questo però ha comportato come detto prima, il fare anche i conti con la propria storia e per la Marsica ha significato fare i conti con la ferita del terremoto. Questa ormai si è ormai sanata, ma per riuscirci ci è voluto molto tempo e tanta forza d’animo. La chiave per questa rinascita è stato appunto il turismo, in quanto seguendo un po’ l’esempio dei paesi del nord Italia sono nate tante manifestazioni culturali che si rifacevano al territorio.

Tra queste ce ne sono state diverse nel corso degli anni che guardavano alla rivalorizzazione della propria memoria storica e ogni paese l’ha poi articolata a suo modo. Per esempio attraverso la nascita di nuove compagnie teatrali che in questi anni 2000 hanno iniziato un percorso, rappresentando la realtà della Marsica prima del terremoto e del periodo immediatamente successivo, quello di epoca fascista. 

 

Locandina di eventi a ricordo del 1915 organizzati dalla Proloco di Avezzano nel 2015

 

Locandina di eventi a ricordo del 1915 organizzati dalla Proloco di Avezzano nel 2015

 

Tutte queste iniziative hanno trovato infine un loro punto di approdo nelle manifestazioni del centenario del terremoto nel 2015. Durante queste si è infatti discusso non solo di quanto avvenuto nel sisma di cento anni prima, ma soprattutto si è preso coscienza delle cause di questo e di come riuscire ad evitare quel bagno di sangue che c’è stato nella Marsica.

Per questa circostanza sono state numerosi gli eventi organizzati, e di diverso tipo, che hanno permesso a ogni paese di confrontarsi con quanto avvenuto all’epoca e recuperare anche solo  attraverso vecchie foto sbiadite, quella coscienza storica, che si era appannata nel novecento.

Lo sforzo fatto per giungere a un tale risultato è stato enorme e ciò nonostante la crisi economica successiva al 2008, ma fare questo ha aperto la strada non solo alla risoluzione della questione del terremoto del 1915, ma anche a un recupero completo di memoria storica più ampio a partire dall’età antica dei Marsi e dei Romani.

Ciò è avvenuto allargando il restauro dai vecchi spazi storici ai palazzi dei vari paesi, fino alle rocche o alle torri disseminate per il territorio marsicano, terminando con il riavvio d’importanti campagne di scavo negli anni 2000 come avvenuto ad Alba Fucens e Luco dei Marsi per i siti archeologici romani.

Nel corso degli anni 2010 mano a mano che questo recupero avveniva e in parte avviene tutt’ora, diversi centri piccoli e grandi hanno avviato anche nuove iniziative culturali, con lo scopo di avviare i propri borghi verso nuovi percorsi sociali.

 

Piazza principale di Aielli. (Immagine personale)

Chiesa della Santissima Trinità ad Aielli. (Immagine personale)

 

Fra questi vi è il paese di Aielli, che oltre a restaurare il proprio borgo, sta avviando da diversi anni e con grande successo una nuova fase culturale, imperniata nella costruzione del nuovo polo astronomico della Marsica, che unico nel suo genere sfrutta le felici caratteristiche geografiche e fisiche presenti del borgo, per affermarsi come una nuova realtà.

 

(Immagini personali)

 

In appoggio a questa specificità si è avviato in Aielli, dal 2017, un percorso di Street Art, che ha permesso a diversi importanti artisti del settore di confrontarsi e allo stesso tempo arricchire il paese, con questa nuova forma culturale.

Questa forma culturale ha permesso al comune di Aielli, nelle sue due componenti abitative di Aielli Alto e Aielli Stazione, di ridefinirsi Borgo Universo, accompagnando in ciò la nuova realtà del polo astronomico, con sede nella vecchia torre medievale del paese.

In pratica partendo dal tema del cielo, diversi artisti italiani e internazionali di Street Art, come Aris, Guerrilla Spam, Never2501, Dem, Nic Alessandrini, Gio Pistone, Luca Zamoc e Sam 3 e altri, hanno realizzato murales nel comune di Aielli, per riqualificare gli spazi vuoti e decadenti del borgo creando però al tempo stesso un nuovo percorso di sviluppo per questo piccolo paese.

 

 


Bibliografia

 

1) https://ealloraparto.it/street-art-in-abruzzo-borgo-universo-ad-aielli/

2) https://orizzontecultura.com/aielli-il-borgo-dei-murales-in-abruzzo/

 

 

 


STREET ART DI AIELLI