AIELLI – PORTA NUOVA (O PORTA TERRA)


LE PORTE DELLA MARSICA


 

 

POSIZIONE DI PORTA NUOVA DI AIELLI

 

 

 

 


STORIA DI PORTA NUOVA DI AIELLI

 

 

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XVI secolo

 

– La Marsica (terra del regno di Spagna) alla fine del XVI secolo

 

Il regno di Spagna con il meridione italiano nel 1598. (Immagine da Wikipedia)

 

Alla fine del XVI secolo la Marsica come tutto il sud Italia è colonia del regno di Spagna, la grande potenza mondiale del tempo. Al livello  amministrativo la zona è divisa in due grandi feudi il ducato di Tagliacozzo dominato dalla famiglia Colonna e la contea di Celano dominato dai Piccolomini. Oltre a questi due grandi feudi ruotano attorno al loro feudi più piccoli come quello di Aielli.

 

 

– Nascita di Porta Nuova

Alla fine del ‘500 il paese di Aielli si trova in una fase di aumento demografico (nel 1595 il paese conta 1400 abitanti), quindi si pone la necessità di allargare il paese. Così avviene che Aielli si allarghi verso la Conca del Fucino, aprendo una nuova porta verso questo. La porta in questione è Porta Nuova (o Porta della Terra) costruita nel 1583. Da questo momento tale porta rappresenta la terza entrata del paese.

 

 

– Il paese di Aielli alla fine del secolo XVI

In questa fase come accennato prima il paese conosce un discreto sviluppo che porta a un deciso aumento di popolazione. Nel paese prevale l’agricoltura e la pastorizia. Sul piano amministrativo il paese è un piccolo feudo assestante di proprietà di Silverio de Silveris. In questa fase Aielli mostra un forte sviluppo. Di questo sviluppo sono simboli la nascita di una farmacia,  all’epoca chiamata spezieria, un forno. In questo periodo abbiamo che il comune  di Aielli si dota di catasti preonciari, attualmente conservati, insieme ad altri sei-settecenteschi, nel comune.

 

 

 

 

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XVII secolo

 

– Aielli all’inizio del secolo e Porta Nuova

Con il secolo XVII si ha un periodo di stagnazione e crisi economica dovuto a diversi raccolti andati a male e alla forte tassazione spagnola. Sul piano pratico il paese sembra ritirarsi in se stesso. Sul piano amministrativo il paese passa di proprietà alla famiglia Di Ruggiero nel 1601, che a quanto pare, gestirà il potere molto a lungo. Porta Nuova continua a fungere da punto di passaggio di uomini e donne, che nonostante la durissima crisi economica continuano a vivere la vita che hanno fatto sempre.

 

 

– L’Europa nel 1648

L’Europa nel 1648. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel primo ‘600 l’Europa combatte una guerra intestina che ha come epicentro la Germania divisa tra tanti staterelli e dove le grandi potenze regionali e continentali provano a metterci le mani per allargare i propri confini. La guerra ha caratteristiche religiose, ma la religione è solo una scusa per coprire le ragioni di potenza politica dei vari attori europei. La guerra dei 30 anni termina nel 1648 con il trattato di Westalfia.

 

 

– Aielli e la Peste del 1656-57

La Peste, il terribile morbo che sta investendo l’Italia e il continente europeo giunge anche nella Marsica seminando morte ovunque. In un anno nella Marsica muoiono 4000 persone. Ogni paese del posto è investito dal terribile morbo. Aielli in questo contesto ne esce con le ossa rotte. In solo anno muoiono tra le 700 e le 800 persone.

 

 

– Crisi di Aielli dopo la Peste

Il periodo che segue la Peste è triste e povero. La popolazione gravemente colpita nel numero e nell’animo dalla tremenda pestilenza fatica assai nel riprendersi. Nel 1669 a poco più di dieci anni dalla peste il paese conta 545 persone. Praticamente un crollo verticale.

 

 

– I briganti nella Marsica (1690-1700)

Nella Marsica iniziano a fiorire le prime importanti bande di briganti che tempestano la zona con le loro scorribande e spesso anche con la complicità di gente del posto. Anche nell’area di Aielli – Celano si notano alcune azioni.

 

 

– Terremoto di Bolsena (1695)

Nel 1695 un forte sisma si verifica nell’area del Lago di Bolsena. Questo sisma è avvertito distintamente anche nella Marsica, producendo nel celanese grandi danni. Anche ad Aielli sembra si verifichino diversi danni.

 

 

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XVIII secolo

 

 

– Terremoto dell’Aquila (1703) 

Il nuovo secolo si apre con il grande sisma dell’Aquila che distrugge la città e tutti i paesi limitrofi. Grossi danni si verificano anche nella Marsica. Aielli risente fortemente del sisma.

 

 

– Terremoto della Majella (1706)

Un nuovo grosso evento sismico si verifica in Abruzzo, questa volta sulla Majella provocando grossi danni nella vicina città di Sulmona che viene gravemente colpità. Anche la Marsica risente del sisma, dove sono molte le strutture che crollano o sono danneggiate. Ad Aielli la nuova scossa è sentita distintamente e qui si hanno diversi danni.

 

 

– La Madonna della Vittoria

Nella prima metà del Settecento viene creata una statua lignea dedicata alla Madonna, posta nella chiesa di San Rocco. Il settecento vede nascere il culto della Madonna della Vittoria nella chiesa di S. Rocco come documentato dalla statua lignea dipinta della chiesa, databile alla prima metà del XVIII secolo, detta anche “Madonna Piagniticcia”.

Un culto nato, come ricordato dalla tradizione orale, nel 1758 in occasione di una particolare siccità primaverile fermata dalle preghiere dei popolani rivolte alla statua descritta; da allora gli Aiellesi festeggiano la festa della Madonna della Vittoria, con la statua della Madonna posta all’ingresso del portale di S. Rocco nell’atto di invocare la pioggia proveniente dai monti dei Sirente (Nucci 1979). 

 

 

– La contea di Celano (1720)

La contea di Celano nel 1720

 

Aielli nel 1720

 

La contea di Celano nel 1720 dopo la fine della famiglia Savelli, avvenuta pochi anni prima, passa dopo una lunga contesa patrimoniale alla famiglia Sforza Cabrera e rimarrà sotto questa fino al 1806 anno dell’eversione feudale. La contea di Celano è il secondo grande feudo della Marsica dopo il ducato di Tagliacozzo e  il piccolo feudo di Aielli, che al momento è indipendente e appartiene ad altra famiglia, ruota comunque nell’orbita economica della contea celanese a cui comunque tornerà ad appartenere verso la fine del XVIII secolo.

 

L’Austria con il sud Italia nel 1720

 

In questa fase la contea di Celano come il ducato di Tagliacozzo provano molto faticosamente a riprendersi dal grave collasso economico-sociale vissuto nel ‘600 a causa della Peste e del disastro economico perpetrato dalla Spagna.

Di pochi anni fa è il passaggio nel frattempo del sud Italia che dopo la guerra di successione spagnola è ora dell’Austria. Con l’Austria l’economia del sud Italia sembra andare un pochino meglio, ma rimane il fatto che l’area è ancora considerata una colonia alla mercè delle grandi potenza, dapprima della Spagna e ora dell’Austria

 

 

– Aielli e Porta Nuova nella prima metà del secolo (1740)

Il paese continua a rimanere isolato rispetto agli altri borghi della zona. Al livello urbanistico Il paese è ancora cinto dalle proprie mura medievali, al centro del quale si erge la possente torre d’età medievale. Le mura dispongono ancora delle tre porte di accesso tra cui Porta Nuova, la più importante area di accesso al paese

 

 

– Terremoto di Cerchio (1742)

Nel 1742 una forte scossa si verifica tra Cerchio e Celano con una gradazione di circa 4,5 Mw. Il sisma si sente anche ad Aielli, ma di questo non abbiamo conoscenza degli effetti sul borgo. Probabilmente rientrando pienamente nell’area sismica è assai probabile che vi siano stati molti danni e anche feriti.

 

 

– Italia dopo il trattato di Aquisgrana (1748)

 

L’Europa nel 1748

 

Il trattato del 1748 firmato ad Aquisgrana mette fine alla guerra di successione austriaca e ridisegna l’Europa che manterrà tali confini fino alla rivoluzione francese del 1789

In Italia invece l’assetto politico che esce dal vertice internazionale resisterà più a lungo fino al 1860, seppure con alcune rettifiche di confine figlie di una situazione geopolitica comunque in movimento.

 

L’Italia nel 1748

 

Il regno di Napoli nel 1748

 

La stabilità italiana così raggiunta a parte la parentesi francese tra il 1795 e il 1815 darà modo ai vari staterelli italiani di  consolidarsi come stati con delle loro identità. Nel 1748 la grande novità italiana è il ripristino del regno di Napoli come stato indipendente sotto la nuova dinastia dei Borbone, nella persona di Carlo di Borbone figlio di Filippo V di Spagna.

 

 

– La Madonna della Vittoria (1758)

Nel 1758 ad Aielli si afferma il culto della Madonna della Vittoria. In questo anno una grave siccità colpisce la località e gli Aiellesi invocano l’intervento della Madonna pregando la statua posta nella chiesa di San Rocco.

L’intervento divino si verifica regalando pioggia; da questo momento gli Aiellesi festeggiano la festa della Madonna della Vittoria, con la statua della Madonna posta all’ingresso del portale di S. Rocco nell’atto di invocare la pioggia proveniente dai monti dei Sirente (Nucci 1979).

 

 

– Aielli al barone Di Grazia (1767)

Nel 1767 il barone Nicola Di Grazia diventa il nuovo feudatario di Aielli. Egli mantiene la proprietà del feudo fino al 1788, allorquando questo torna ai conti di Celano.

 

 

– Terremoto di Celano (1778)

Questo sisma si verifica nel gennaio 1778 con epicentro nel territorio celanese manifestandosi con una magnitudo di 4.9 Mw. Il sisma provoca molti danni al borgo con molte case lesionate e addirittura il distacco di diversi massi dalla Serra di Celano, che travolge alcune case presenti alle pendici della montagna.

Essendo Aielli vicina a Celano il sisma si sente anche in questo borgo, dove però ignoriamo al momento se vi siano stati danni a cose o persone.

 

 

– Gli abitanti di Aielli nella seconda metà del ‘700

Gli abitanti di Aielli del secondo ‘700 sono in gran parte braccianti agricoli e non hanno commercio con i paesi vicini. Il territorio è coltivato con piante di oliveti, vigneti, piante di noci e mandorle, intercalati da campi seminati a grano, granturco e legumi.

L’alimentazione è povera con un modesto apporto di carne dato dalla caccia sull’alto piano di Cusano, nella località le “Pennine”, dove si cacciano lepri, lupi, starne e pernici (Febonio 1668, III, 239; (Giustiniani, cit.).

 

 

– Aielli e Porta Nuova alla fine del ‘700

Alla fine del secolo il paese di Aielli si presenta piuttosto isolato posto sul cucuzzolo del montarozzo su cui si erge. Gli abitanti sono piuttosto pochi (965 circa) e questo porta il tessuto urbano a rimanere immutato nel tempo.

Il paese sul piano urbanistico mantiene le sue tradizionali mura e le sue tre porte di accesso tra cui Porta Nuova, risalente al’ 500. Da qui continuano a  transitare in modo indisturbato persone e cose.

 

 

– Il ritorno dei conti di Celano (1788)

 

Nel 1788 il feudo di Aielli viene riassorbito nella contea di Celano dopo più di duecento anni d’indipendenza. Il conte Sisto Sforza-Bodavilla torna proprietario del piccolo feudo che la sua famiglia manterrà fino alla fine del feudalesimo nel 1806.

 

 

– I Francesi nel regno di Napoli (1798-1800)

Nel 1798 i Francesi giungono per la prima volta nel regno di Napoli che viene invaso e occupato da loro. Il re Ferdinando IV fugge con la corte in Sicilia, protetto dagli Inglesi. Gli abitanti del regno però vedono ai Francesi come degli invasori e non come liberatori, per questo si scatena una dura rivolta popolare contro il nuovo governante.

I Francesi sono battuti più volte dalle bande di briganti che prendono le difese del re napoletano. In questo sono sostenuti dagli stessi gendarmi borbonici. Alla fine a causa di queste continue rivolte i Francesi lasciano Napoli, dove ritornano i Borbone nel 1800.

 

 

– Aielli nella lotta contro i Francesi (1798-1800)

Nella lotta contro i Francesi gli Aiellesi contribuiscono come possono e tra essi emerge la figura di Padre Domenico Iacobucci, all’inizio frate del convento di Scurcola Marsicana e poi “brigante” al servizio delle forze borboniche della Marsica comandate dal generale Pronio.

Sono molto famose le azioni di Iacobucci nell’attacco a Celano e nel saccheggio di Avezzanodel 1806. Alla fine tuttavia questo frate si arrende alle forze francesi che tornate ad occupare il regno napoletano nel 1806 lo catturano il 27 ottobre.

 

 

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XIX secolo

 

– Il ritorno dei Borbone (1800-05)

Nel 1800 dopo due anni di lotte cadono i Francesi e si ha il ritorno dei Borbone con i vecchi sovrani Ferdinando IV e la moglie Maria Carolina. Nei 4 anni successivi il re non apporta quei cambiamenti che i Marsi e il resto del popolo napoletano si aspettavano. A questo punto i Napoletani divengono più tranquilli con i Francesi e quando poi questi ritornano la popolazione non si mostra più così ostile, favorendo con ciò il nuovo governo francese nel 1806.

 

 

– Il ritorno dei Francesi (1806)

Nel 1806 i Francesi tornano a Napoli rioccupandola e cacciando nuovamente il re borbonico, questa volta però Napoli rimane un regno e di questo ne diventa re Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, divenuto nel frattempo imperatore dei Francesi.

Il regno di Giuseppe Bonaparte dura fino al 1808, quando poi a causa del suo cambio di trono, diventa nuovo re napoletano Gioacchino Murat cognato di Napoleone. Sotto Giuseppe vengono approvate diverse riforme destinate ad intaccare profondamente l’assetto amministrativo del regno.

La più importante di tutte è probabilmente l’abolizione dei diritti feudali che diventa la base per la successive riforme che riorganizzano i vari territori del regno napoletano. Nella Marsica l’abolizione del feudalesimo porta alla fine del ducato di Tagliacozzo e della contea di Celano. Ultimo feudatario della contea celanese è Francesco Sforza Bodavilla.

 

 

– Gli anni francesi (1806-15)

Sotto il governo francese che dura fino al 1815, la Marsica pur riorganizzata al livello amministrativo non vede un forte cambiamento, seppure c’è da registrare una certo miglioramento economico che dura diverso tempo. Aielli in questo contesto continua a rimanere un borgo di montagna, continuando a mantenere immutata la sua struttura di borgo medievale. La principale porta del paese continua ad essere Porta Nuova da dove i cittadini e gli stranieri transitano in entrata e in uscita verso il Lago Fucino.

In questi anni continua ad imperversare il brigantaggio con tutto il suo carico di problemi e ansie per i cittadini del posto, per niente sicuri nelle case dove abitano. Il monte Sirente in questo quadro risulta, con i suoi angoli scoscesi e dolci e i vari boschi presenti, un rifugio sicuro per i briganti del posto. I Briganti abruzzesi presenti nella Marsica sfruttano l’occasione di una maggiore libertà d’azione per incrementare le loro azioni contro la popolazione

 

 

– La fine del governo francese (1815)

Nel 1815 in seguito alla sconfitta di Waterloo di Napoleone tutti i governi filo-francesi cadono uno dopo l’altro, compreso il regno di Murat. Questi che in un primo tempo si era allineato ai governi antinapoleonici finisce per appoggiare nuovamente Napoleone causando anche la sua fine. Murat viene in seguito catturato e fucilato. Successivamente ritornano i Borbone con il vecchio re Ferdinando con la nuova dicitura di re delle Due Sicilie.

 

 

– Aielli sotto i Borbone (1815-60)

L’Italia nel 1815. (Immagine da Wikipedia)

 

Con il ritorno al potere dei Borbone le cose non cambiano sul piano amministrativo, il nuovo governo non restaura l’ordine precedente, ma accetta la nuova situazione vigente migliorandola su alcuni aspetti amministrativi. In questa cornice Aielli rimane comune indipendente. Sotto il profilo economico la situazione non muta la popolazione continua ad essere povera e il miglioramento avutosi con i Francesi è ora svanito.

Nel corso degli anni il clima rigido e piovoso comporta un netto ritorno delle esondazioni del lago Fucino, specie negli anni 1815-16 allorquando il lago sale molto arrivando ad un livello mai visto negli ultimi secoli.

Un clima sfavorevole non favorisce i raccolti che sono piuttosto scarsi. In questo quadro nel corso degli anni 1820, 1830 e 1840 il comune si sostiene economicamente con l’affitto degli “erbaggi estivi della montagna di Aielli” (Montagna Grande del Sirente), usati dalle pecore e cavalli locai dei “locati” (= grandi proprietari di greggi)) pugliesi e marsicani di ritorno dai pascoli invernali pugliesi, mentre i terreni della “Difesa” vengono usati per il pascolo degli animali paesani (Di Pietro 1869, 155-156; Melchiore 1984).

 

 

– L’urbanistica di Aielli ai primi dell’800 (1800-1830)

Nella prima parte del XIX secolo il paese appare così come è stato nei secoli precedente senza cambiamenti sostanziali, come un paese sospeso nel tempo. In ciò notiamo come il paese mantenga perfettamente le sue perfette strutture militari con le mura e torrette rompitratta e la torre posta sulla cima più alta del paese. Le porte di Aielli continuano ad essere tre come nei secoli precedenti, di cui Porta Nuova rimane la porta più importante.

 

 

– Il Brigantaggio all’inizio del XIX secolo (1800-1830)

Incisione del 1817 di briganti all’opera

 

Le montagne marsicane con i suoi anfratti e la fitta boscaglia si rivelano un territorio perfetto per le diverse bande criminali che vivono nel territorio marso.

A ciò si aggiunge che la Marsica è da sempre terra di confine con il vicino stato pontificio, per cui alle bande stanziali si aggiungono le numerose bande migratorie che attraversano la Marsica, compiendo anche diversi reati, ma si recano spesso a fare razzia nel vicino stato pontificio. La presenza delle bande di briganti limita molto lo sviluppo della Marsica, che ancora si trova in una condizione assai arretrata.

Nel corso degli anni le cronache locali si riempiono di notizie circa la depredazione da parte dei briganti nei confronti di persone facoltose e dei poveri contadini presenti. Ciò accade anche ad Aielli e zone limitrofe dove i briganti vivendo sulle montagne scendono spesso nei paesi più isolati per depredare la popolazione locale. Le forze governative non riescono a fermare il fenomeno e anzi spesso si ritrovano ad essere complici di questi criminali.

 

 

– Risoluzione del problema del Lago Fucino (1845-78)

Il lago Fucino nel 1860

 

Dopo numerose richieste da parte della popolazione locale  al re affinchè s’impegni nel trovare una soluzione alle escrescenze del lago che determinano grandi disagi, questi procede alla ripulitura degli argini che però pur assicurando un deflusso più rapitdo delle acque non riesce a risolvere il problema di fondo.

Dopo numerosi studi alla fine si elabora un progetto molto costoso per il prosciugamento del lago Fucino. I costi enormi inizialmente scoraggiano molti investitori, ma alla fine si fa avanti il banchiere Torlonia, ricchissimo, che in cambio dell’usofrutto totale delle terre del Fucino s’impegna finanziariamente e fisicamente nel portare a compimento l’opera.

 

Immagine dei lavori di prosciugamento del lago Fucino (1868 circa)

 

Dopo un’iniziale fase procedurale si passa alla realizzazione del progetto che si avvia nel 1854 e termina nel 1878. Un progetto lungo e costoso che cambierà definitivamente il volto e l’economia della Marsica. Torlonia chiama a raccolta sia gente del posto che gente di fuori che vista la mancanza di lavoro si trasferisce con tutta la famiglia a lavorare nella Marsica.

Grazie alla venuta di queste persone cresce considerevolmente la popolazione di alcuni paesi come Luco dei Marsi, Avezzano o Capistrello, considerando che molte di queste persone rimarranno qui a vivere con la propria famiglia, mettendo quindi radici nella Marsica.

 

 

– La nascita dell’Italia

Il regno d’Italia nel 1861. (Immagine da Wikipedia)

 

Re Vittorio Emanuele II nel 1861. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel decennio 1850-59 gli stati italiani s’infuocano e si organizzano per cacciare lo straniero austriaco dall’Italia e poter finalmente costruire un paese unito. L’accettazione da parte della nobiltà dei vari staterelli italiani della conduzione della monarchia sabauda nella lotta all’Italia unita, porta nel giro di poco ad un’unica cabina di regia che determina l’unificazione del paese.

Nel 1859 scoppia la seconda guerra d’indipendenza tra il Piemonte guidato dal geniale 1 ministro Cavour, insieme alla Francia di Napoleone III contro l’Austria. Questa perde la Lombardia che passa al Piemonte e alla conseguente cacciata di tutti i governanti filo austriaci dagli staterelli del centro nord italiano. Risultato questi si uniscono al Piemonte nel regno dell’Altitalia nel 1859.

Nel 1860 sotto l’attenta regia di Garibaldi che con un piccolo gruppo di uomini invade il il regno delle Due Sicilie, questo riesce attraverso una fortunata spedizione e una grande e sagace politica di seduzione della classe nobiliare locale a rovesciare il governo borbonico. Risultato Garibaldi diventa per poco tempo responsabile del governo delle Due Sicilie. Nell’ottobre 1860 Garibaldi in uno storico incontro a Teano con Vittorio Emanuele II di Sardegna consegna lui il regno delle Due Sicilie. Il passo successivo si ha il 17 marzo 1861 allorquando Vittorio Emanuele II è nominato re d’Italia per se e i suoi discendenti. Nasce il regno d’Italia. Ne rimangono ancora fuori Roma e il Veneto

 

 

– La lotta al Brigantaggio (1860-70)

Incisione d’epoca di uno scontro a fuoco del 1865 tra Briganti e polizia italiana.

 

Con la formazione del regno d’Italia il governo centrale deve riuscire a controllare l’intero territorio italiano e nel sud questo non è ancora così. Esistono sacche di resistenza favorevoli al ritorno dei Borbone, ma soprattutto esistono le grandi bande criminali del sud che con spavalderia impongono il loro governo di terrore al livello locale. Francesco II di Borbone re esiliato delle Due Sicilie, prova un’ultimo contraccolpo contro i Savoia per recuperare il suo trono attraverso un’innaturale alleanza con le bande dei briganti del sud che diverrebbero secondo il suo disegno il nuovo esercito borbonico. La strana alleanza è benedetta dalla chiesa di Roma che vorrebbe riportare le cose a prima del 1859. Il clero locale si fa portavoce di questa alleanza e domina con la sua arte oratoria i contadini ignoranti del sud Italia, che pur non potendo vedere i briganti accetta di sostenerli per riportare i borboni a Napoli.

I Savoia dal canto loro mandano l’esercito nel sud Italia e con anche un’abile operazione simpatia nei confronti della popolazione locale convince alla fine questa ad abbandonare i briganti.

Questi dal canto loro dopo un primo breve periodo di sostegno ai Borbone finiscono per abbandonarlo, tornando alla loro vita precedente fatta di razzie a scapito della popolazione locale. A questo punto il popolo non potendone più di loro accetta i nuovi governanti piemontesi nella speranza di avere una situazione migliore.

L’esercito piemontese a questo punto a partire già dall’inverno 1861-62 comincia una dura lotta contro i Briganti che nell’arco di alcuni anni sono completamente annientati. I briganti che operano nella Marsica fanno la stessa fine degli altri, dopo essere ritornati alle loro crudeltà vengono totalmente abbandonati dalla popolazione e per questo vengono poi scoperti, arrestati e fucilati dai Piemontesi che li sterminano tutti entro il 1870.

 

 

– I Briganti e Aielli

Pur non avendo al momento un quadro storico locale d’informazioni, sappiamo della notevole presenza dei briganti nel territorio celanese – aiellese e di vari scontri fra Piemontesi e briganti. Alla fine anche qui i briganti sono sconfitti dalla polizia italiana.

 

 

– Aielli nel contesto del prosciugamento del Lago Fucino (1860-90)

Mano a mano che il lago viene prosciugato da Torlonia l’economia cambia a causa del cambiamento climatico locale. innescato dalla rivoluzione ambientale di Torlonia. In pratica alcune piante che vivevano grazie all’umidità innescata dal lago ora non nascono più, producendo un grande cambiamento di coltura.

Nel caso di Aielli vengono meno alcune produzioni come quella del vino, dove la difficoltà di coltivare la vite produce crolli di produzione. La stessa cosa capita con la coltivazione delle piante per l’olio, per lo zafferano, per l’anice e in generale per la frutta aiellese.

Nel 1878 abbiamo il completamento dei lavori di prosciugamento del lago, da cui nasce una ricca pianura fertile dominata ora dalla figura di Torlonia. La crisi agricola che si manifesta già negli anni 1860 con il cambiamento climatico locale, si accentua nel corso degli anni 1880 producendo un ulteriore povertà locale. 

 

 

– Nascita della ferrovia e di Aielli Stazione (1888)

Nel 1888 nasce la ferrovia Avezzano – Sulmona e porta con se la nascita della stazione di Aielli. L’avvento della ferrovia porta molte persone di Aielli Alto a costruirsi casa intorno a questa, nasce così la località di Aielli Stazione che diventerà nel tempo una frazione di Aielli e poi con il tempo in qualche modo parte di Aielli stesso.

 

 

–  Porta Nuova e l’Urbanistica di Aielli alla fine dell’800

Con l’avvento della ferrovia piano piano il borgo di Aielli si spopola per andare ad abitare la nuova frazione, determinando così un’evoluzione urbanistica importante del borgo antico, che rimane strutturato come borgo medievale , seppure la costante crescita della popolazione porta anche questo ad allargarsi rispetto al contesto antico. Sulla base di ciò vediamo che le tre porte del paese antico ora cominciano a perdere d’importanza determinando un semplice passaggio verso un’altra zona del paese. Da ciò si desume Porta Nuova inizia a diventare un’attattiva di un mondo che fu.

 

 

– Aielli e l’emigrazione di fine 800

Alla fine dell’800 Aielli è un paese in crescita demografica (nel 1881 si contano 1961 abitanti), ma in grave crisi economica che porta molte persone ad emigrare verso gli USA, il Canada, l’Argentina ecc. Nonostante questa emigrazione composta soprattutto da giovani, il paese continua a crescere demograficamente arrivando a contare nel 1901 2202 abitanti.

 

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XX secolo

 

– Aielli all’inizio del XX secolo

 La torre di Aielli prima del sisma del 1915.

(Immagine  da https://www.terremarsicane.it/ritrovata-una-rara-foto-della-torre-di-aielli-scattata-piu-di-un-secolo-fa/)

 

 

Con il nuovo secolo si accentua ad Aielli la situazione presente alla fine del precedente secolo, vale a dire il fenomeno migratorio, la crescita della popolazione, lo spopolamento del borgo antico in favore del nuovo borgo di Aielli Stazione e la crisi economica perdurante.

Iniziamo da quest’ultimo commento, a inizio secolo l’azione di Torlonia nel Fucino porta nell’arco di alcuni decenni alla nascita di una piccola struttura industriale collegata all’agricoltura nel Fucino, di ciò ne beneficiano i commerci locali collegati ai principali centri di Avezzano, Tagliacozzo e altri ancora.

E Aielli? Aielli a quanto pare non sembra interessata da questa nuova dinamica territoriale, pur essendo qui presente, ma questo deve essere ulteriormente approfondito.

La crisi economica perdurante non sembra però scoraggiare e si ha nel primo quindicennio del nuovo secolo un aumento consistente della popolazione che passa dai 2202 unità del 1901 alle 2422 unità nel 1911.

A questo quadro di locale crescita demografica notiamo come il borgo antico pur ancora pienamente vissuto dalla popolazione veda sempre più gente trasferirsi nella nuova borgata  di Aielli Stazione. In questo quadro si nota come il fenomeno migratorio s’intensifichi nel primo decennio del secolo con diverse persone del borgo aiellese che partono in cerca di fortuna.

 

 

Porta Nuova a inizio XX secolo

Porta Nuova pur rimanendo una porta di accesso non serve più come ingresso nel borgo di Aielli, ma come ingresso nel centro storico.

 

 

– Terremoto di Gioia dei Marsi (1915)

Aielli nel 1915 dopo il terremoto di Gioia dei Marsi. (Immagine da Aielli.it)

 

Il 13 gennaio 1915 si verifica nella Marsica il più forte sisma che questa terra abbia visto da 2000 anni a questa parte. Il sisma con epicentro nella Conca del Fucino nei pressi di Gioia dei Marsi ha una potenza enorme pari a 7 Mw. Il terremoto distrugge tutti i borghi fucensi a cominciare dal capoluogo Avezzano, per interessare con uguale forza tutti i borghi della Valle del Giovenco, Valle Longa, Valle Roveto e con minore forza la Piana di Carsoli. I  danni sono gravi ovunque e ovunque vi sono molti morti e feriti. Alcuni borghi però registrano un minore danno a causa della diversa geologia dei terreni su cui poggiano che meglio riescono a sopportare l’oscillazione del sisma.

Aielli come il vicino centro di Cerchio viene distrutta, i danni interessano l’intero centro abitato sia di Aielli Alto che del nuovo centro di Aielli Stazione e i morti che si contano in paese sono 205.  Tutti i monumenti del borgo sono più o meno interessati dal sisma, ma non pare ci siano danni a Porta Nuova.

 

 

– La prima guerra mondiale (1915-18)

Successivamente al terremoto, un’altra grave tragedia si affaccia ovvero la prima guerra mondiale. I ragazzi Marsi sopravvissuti al sisma del 1915 devono partire per il fronte per difendere la patria dagli invasori. La guerra non voluta dal popolo, ma subita porta con se molti morti anche ad Aielli. Qui infatti sono diverse decine i ragazzi caduti al fronte per la patria.

 

 

– La ricostruzione (1921-40)

La guerra dura per l’Italia ben tre anni e si conclude nel 1918 con la vittoria del paese su Austria e Germania. L’Italia uscito vincitore dal conflitto ne esce martoriato sul piano di vite umane, sul piano economico e sociale.

Il successivo ritorno alla normalità non è facile e ad Aielli come nel resto della Marsica si deve far fronte anche alla ricostruzione edilizia seguita al sisma del 1915. Le persone vivono in questo momento nelle baracche che riporta molta gente indietro nel tempo.

Con il tempo l’Italia cambia e negli anni ’20 alle agitazioni sociali seguite alla prima guerra mondiale s’impone un nuovo equilibrio, quello fascista, che con la forza impone una nuova normalità. Il Fascismo in Italia sale al potere nel 1922 e vi rimane fino al 1943. Quindi un ventennio molto vissuto e con la precisa idea di trasformare il popolo italiano da popolo oppresso a popolo invasore. Da qui seguono tante riforme che vengono a potenziare il paese sul piano economico, militare e sociale. La potenza impressa all’Italia dal Fascismo la porta a riprendersi una Libia quasi perduta che viene allargata territorialmente e alla conquista dell’Etiopia nel 1936 che segna l’apice del regime.

Ma Aielli cosa centra con ciò?

Aielli è un paese della Marsica che ha vissuto in pieno la stagione del Fascismo. L’inizio della ricostruzione post sismica è avvenuta sotto il Fascismo che nel bene e nel male ha influenzato anche sul piano architettonico la ricostruzione. Però ad Aielli questo è più evidente.

Il paese esce distrutto dal terremoto del 1915 e va ricostruito, però il vecchio borgo si trova sulla cima di un montarozzo e all’epoca quasi tutti i vecchi centri storici si decide di abbandonarli in quanto costruiti lontano dalle nuove vie di comunicazione. Aielli già prima del terremoto aveva una piccola frazione Aielli Stazione costruita in modo scoordinato e veloce intorno alla stazione ferroviaria.

Ora in epoca fascista si decide di darle un assetto più ordinato e strutturale in vista di un possibile passaggio della sede comunale, ma anche in funzione della forte crescita della popolazione che si ha in epoca fascista e che necessita perciò di nuove strutture abitative. Aielli in epoca fascista mostra una discreta crescita demografica passando dalle 2383 unità  del 1921 alle 2562 unità del 1936.

Tornando al nuovo centro di Aielli Stazione vediamo che dopo aver strutturato meglio la  viabilità interna ed esterna, vengono costruiti gli edifici simbolo, che ancora oggi caratterizzano il suo centro storico. Nel 1937 infatti sono eretti  la chiesa di S. Adolfo (rinominata in seguito di San Giuseppe), Il Sacrario e la Casa Littoria.

Con la costruzione del nuovo abitato molte persone vi si trasferiscono abbandonando il vecchio centro storico, che però non muore come accaduto per altri paesi e ciò perchè sono molte le persone che continuano a preferirlo come luogo di abitazione.

 

 

– Porta Nuova in epoca fascista (1922-40)

In epoca fascista le antiche porte del paese come il resto del vecchio abitato sono messe in ombra dalla nuova realtà cittadina costruita poco sotto. Ciò porta ad un certo distacco almeno di una parte della cittadinanza nei confronti del vecchio centro storico e quindi anche delle porte medievali che nonostante il sisma sono ancora in piedi.

 

 

– Il regime fascista in Italia

L’Italia nel 1937.

(Creazione artistica dell’impero italiano prodotta nel 1937 insieme ad altre opere presenti ad Aielli Stazione)

 

Mussolini  preso il potere nel 1922 attanaglia l’Italia con la sua dittatura cercando di forgiare il paese nel diventare una grande potenza militare e coloniale. Egli favorisce l’autarchia dell’Italia sia in ambito economico che militare. Questa sua politica crea come normale che sia una grande  opposizione che lui  zittisce mandando al confino tutti i suoi oppositori.

Sul piano coloniale dopo aver rafforzato l’esercito con nuove armi procede all’allargamento della Libia (1929-31) quasi persa dopo la prima guerra mondiale e alla successiva conquista dell’Etiopia (1936). Purtroppo poi la politica miope di Mussolini di asservimento alla Germania porta al crollo di  tutto con enorme spargimento di sangue innocente italiano.

 

 

– La seconda guerra mondiale (1940-45)

L’Italia sotto la spinta del “genio” di Mussolini entra in guerra a fianco della Germania nazista e ciò per emulare il paese nordico nella sua corsa alla vittoria finale. Mussolini ingenuamente pensava che la guerra sarebbe durata solo pochi mesi e qualche morto avrebbe portato l’Italia a sedere al tavolo dei vincitori. Invece accade l’esatto contrario. Nel giro di tre anni L’Italia prima perde tutte le sue colonie e poi viene invasa dagli Anglo-Americani.

Così il re e i gerarchi fascisti preoccupati per lo stato di cose provocano la caduta di Mussolini e affidano il governo del paese al Maresciallo Badoglio. Questi per il paese non fa quasi nulla tranne organizzare la fuga dei comandanti militari, del governo e del re che si attua la mattina dell’8 settembre. Questi fuggono con grande velocità passando per la Tiburtina.

La fuga del re lascia il paese senza guida alla mercè dei truci tedeschi che invadono da nord l’Italia attestandosi fino a Frosinone. Da sud gli Americani risalgono la penisola fermandosi presso Frosinone dove vi è la linea Gustav imposta dai Tedeschi e da questi fortemente difesa.

Tedeschi per controllare meglio il confine militare stabiliscono il loro quartier generale proprio nella Marsica, presso il paese di Massa D’Albe. Questi impongono un controllo ferreo su tutto il territorio e su tutti i paesi del Fucino e della Marsica in genere a cominciare da Avezzano. A questo punto la povera gente marsa si trova improvvisamente in mano tedesca e deve subire le loro continue vessazioni, dato che questi si comportano in modo rude e violenta contro la popolazione.

Sono tante le storie di Tedeschi che si comportano male con gli abitanti del posto, storie presenti anche ad Aielli. 

Con  settembre 1943 e l’invasione tedesca si apre il periodo più duro di  tutta la guerra per gli abitanti della Marsica, vessati da ogni parte dai Tedeschi. In dicembre per la Marsica iniziano anche i bombardamenti alleati che  prodotti per indebolire il morale e la forza tedesca finiscono per creare il panico nella popolazione civile che in massa inizia ad abbandonare i centri abitati costruiti dopo il terremoto del 1915 per rifugiarsi nei vecchi paesi d’altura o nelle montagne vicine.

Nello stesso periodo la gente marsa si occupa anche di proteggere tutti i prigionieri stranieri che riescono a fuggire dal campo di concentramento di Avezzano.

 

 

– Aielli, Antonio Milone e i partigiani marsi

Dal gennaio 1944 operano nel territorio marso le bande partigiane. Queste operano nella Marsica in uno dei momenti più cupi della sua storia a causa di una duplice situazione dovuta da un lato per il controllo tedesco asfissiante e molto rude contro la popolazione e dell’altro per i terribili  bombardamenti alleati, che si abbattono spesso sui paesi inermi distruggendoli e  seminando morte e terrore tra i civili.

Le formazioni partigiane che si formano nella Marsica, combattono l’occupazione nazista attraverso interventi mirati per meglio mettere in crisi il controllo  territoriale.

In questo contesto Aielli e il suo territorio è di grande importanza per i barbari nazisti, in quanto lungo la Statale 5 e la Statale 83 del Parco Nazionale sono presenti numerosi depositi di armi e viveri.

Ad Aielli è posto un deposito di cibo “Veilchen Neu” e nella vicina Massa d’Albe come anticipato vi è il comando tedesco della X armata che controlla la linea Gustav all’altezza di Cassino e Sora.

Le principali formazioni partigiane che operano nella Marsica sono le seguenti:

 

– la banda Aielli (“GAP di Aielli”) di Carlo Piccone, 

– la banda di Ovindoli capeggiata da Manfredo Santucci, del distaccamento del  gruppo “Patrioti Marsicani”;

– la banda “Monte Velino” costituita da due gruppi comandati da Domenico di Mattia e Fileno Blasetti;

la banda “Giovenco”, guidata dal medico Giovanni de Gasperis e la  banda “Fontamara” di Pescina.

 

Questi gruppi appena citati da soli o insieme compiono spesso su tutto il territorio  marsicano azioni armate anche di notevole rilevanza contro i barbari Nazisti. Le azioni di questi gruppi vanno avanti da gennaio a giugno del 1944, quindi fino  alla totale liberazione del territorio da parte alleata.

Tuttavia grazie alla forte azione partigiana alcuni paesi vengono liberati dall’infestante nazista prima che giungano i soccorsi alleati o comunque vengono compiute grandi azioni a difesa dei paesi che vengono spesso  saccheggiati da questi barbari.

Ebbene  in una delle azioni compiute dai partigiani contro i tedeschi ha trovato la morte il valido partigiano Antonio Milone, che è stato trovato morto nei  pressi di Aielli il 3 giugno 1944, a pochi giorni dalla liberazione del  territorio marso da parte alleata.

A quanto pare il gruppo a cui apparteneva Milone aveva già operato con successo contro i Tedeschi nel gennaio 1944, allorquando fu lanciato un assalto al comando fascista repubblicano posto nelle scuole elementari di Aielli. In quel momento nell’edificio era presente un reparto del battaglione paracadutisti “San Marco”, comandato dal sottotenente Valfio Padovano.

Il gruppo partigiano di Milone si ripropone con una nuova azione contro i Tedeschi nella notte del 1 giugno 1944, ma questa volta il gruppo composto da 4 uomini  (Ernani Alessandro, Quirico Cornelio, Antonio Milone e il cecloslovacco Ignaz) viene scoperto e costretto alla fuga.

Ne segue un conflitto a fuoco dove i truci Tedeschi sparano contro il gruppetto uccidendo il giovane Ignaz (il nome vero non si sa) e ferendo alla gamba  Antonio Milone che però riesce comunque a dileguarsi.

Successivamente nel corso di un rastrellamento tedesco Antonio Milone viene trovato ferito e  poi arrestato.

Egli viene quindi curato dal dottor Tattoni che ne consiglia un ricovero presso Celano. Ma questi non vi arriverà mai, in quanto non si sa come egli  sparisce e viene trovato morto nelle campagne di Aielli il 3 giugno 1944.

La morte di Antonio Milone è da imputare a un colpo di arma da fuoco alla  nuca (Alvaro Salvi). Probabilmente coloro che hanno accompagnato Antonio hanno preferito ammazzarlo che portarselo dietro.

 

 

– La fine della guerra

Ciò che è successo ad Antonio Milone è solo uno dei tanti episodi di cui la Marsica è ricca. Ma siamo in tempo di guerra e la guerra fa morti in un modo o in un altro e quasi sempre sono giovani o giovanissimi. La morte di Antonio Milone è del 3 giugno 1944, pochi giorni dopo gli Alleati sfondano la linea Gustav e liberano tutto l’Abruzzo e il Lazio. La Marsica è liberata dai Tedeschi tra il 7 e il 12 giugno 1944. Passa un anno e anche il resto d’Italia si libera dai Tedeschi il 25 aprile 1945. Qualche mese dopo la guerra finisce e gli Alleati vincono. Ora si ricomincia…

 

 

– Si ricomincia

Nascita della Repubblica italiana il 2 giugno 1946. (Immagine da Wikipedia)

 

Dopo l’esperienza della guerra i Marsi ricominciano a vivere dapprima partecipando  insieme a tutti gli Italiani al referendum del 2 giugno 1946 che sancisce  l’inizio della Repubblica e poi avviando la ricostruzione post bellica con la lunga ricostruzione di Avezzano e degli altri borghi distrutti dai bombardamenti alleati, per non parlare delle strade e ferrovie fatte a pezzi dai Tedeschi in fuga. I Marsi oltre che della ricostruzione iniziano a rioccuparsi della lotta per le terre del Fucino contro Torlonia.

 

 

– La guerra contro Torlonia. (1945-51)

Tra il 1945 e il 1950 i Marsi combattono lo strapotere del principe Torlonia sulle terre del Fucino. Lo scontro fra Torlonia e i contadini fucensi è aspro econtinuo. Il principe tramite i suoi scagnozzi cerca di opporsi anche in modo forte portando il livello dello scontro a momenti di forte tensione collettiva fino a quando non ci scappa il morto.

Ci riferiamo all’eccidio di Celano del 1949, dove inerme persone vengono uccise in un assurdo conflitto a fuoco tra polizia e manifestanti. La morte di queste due  persone scatena la rabbia che porta alla defenestrazione di Torlonia dalla guida delle terre fucensi.

La successiva legge Sella (1951) regola definitivamente la questione assegnando in modo ufficiale le terre del Fucino ai contadini marsi.

 

 

– Fine della ricostruzione (1945-55)

La ricostruzione post bellica nel frattempo procede spedita, grazie alle accorte  amministrazioni comunali dei paesi marsi e questi vedendo una sempre maggiore popolazione locale, costruiscono nuovi quartieri posti fuori dai centri storici  locali. Più o meno nel 1955 la ricostruzione principale può dirsi completata, pur rimanendo scoperte parti importanti dei paesi.

Aielli in ciò non è diversa dagli altri paesi e nel 1955 vediamo una generale ricostruzione post bellica del paese che però mantiene vive le cosidette case di fango costruite dopo il terremoto del 1915 e che ancora sono vissute dalla popolazione.

 

 


Aielli e la nuova emigraziome (1955-90)

Aielli alto nei primi anni ’70

 

A partire dai primi anni ’50 a causa della perdurante e grave crisi economica in cui versa la Marsica e Aielli molte persone soprattutto giovani iniziano ad emigrare all’estero, si apre così la seconda emigrazione storica della Marsica.

Aielli a causa di questa nuova emigrazione inizia un lento spopolamento dopo aver raggiunto nel 1951 il suo massimo storico demografico con 2778 unità. Nel 1961 i segni di questo spopolamento sono già molto evidenti con la popolazione residente che scende a 2225 unità.

 

Il comune di Aielli negli anni ’60

 

La nuova crisi comunque non impedisce alla comunità residente d’impedire che la sede comunale sia trasferita nella frazione di Aielli Stazione. Ciò è importante perchè sarà la base per la ripresa  futura del borgo storico.

La nuova emigrazione si lancia dapprima verso l’estero con il Canada e gli USA come mete principali e poi si sposta in Europa del nord e infine nelle città del nord Italia in pieno boom economico e verso la vicina Roma.  Nonostante questa emigrazione il paese cerca faticosamente di sopravvivere mantenendo vive le proprie tradizioni.

 

Aielli all’inizio degli anni ’70

 

Siamo  così agli anni ’70 e l’emigrazione ha fatto ulteriormente scendere la popolazione residente che cala a 1562 unità. Nello stesso periodo sono  inaugurate le autostrade A24 e A25 che portano ad ulteriore facilitazione di spostamento per gli abitanti di Aielli che vedono aprire una variante  dell’autostrada A25 con direzione Aielli – Celano.

Le nuove autostrade consentono una netto calo dei tempi di percorrenza tra la Marsica e Roma a cui sempre più si rivolge l’area marsicana, soprattutto  in virtù delle numerose persone che vi si trasferiscono.

Negli ’80 prosegue la discesa demografica del paese che scende a 1414 unità. La discesa demografica rimane figlia di una situazione stagnante che non da sbocchi ai giovani del posto. Nonostante ciò nella Marsica vi è una nuova linfa vitale che nel corso degli anni ’70 ha dato luogo a numerose attività commerciali collegate ad un turismo sempre più in crescita specie dopo la nascita delle nuove autostrade.

Questo si traduce in un netto miglioramento economico che si concentra dapprima nella zona di Avezzano, Carsoli, Magliano, Ovindoli e altri centri e poi s’irradia nel resto del territorio e più o meno tutti i paesi iniziano a beneficiarne compresa Aielli.

Questo miglioramento economico diventa importante a metà degli anni ’80 allorquando i conti delle aziende locali diventano numeri importanti, la zona cresce e alcune grandi aziende internazionali v’impiantano importanti stabilimenti come la Cocacola e la Texas Instruments. Abbiamo ciòè il Boom economico marsicano.

Ad  Aielli nascono in questo periodo piccole attività che diventeranno più importanti nel proseguo. I vari comuni compresa Aielli iniziano ad investire nella propria ricettività e nella ristrutturazione del proprio centro storico.

 

 

– Porta Nuova negli anni ’60 e ’70 

Porta Nuova e la Torre dell’Orologia negli anni 60′

 

 

Negli anni ’60 e ’70 Porta Nuova o Porta della Terra è ormai solo un rudere dell’antico borgo aiellese, che però rimane di esso un simbolo, prova ne è alcune cartoline dell’epoca che la ritraggono.

Come questa anche le altre due porte sono allo stesso modo delle entrate in un centro storico di un borgo in crisi d’identità dato proprio dalla veloce discesa della popolazione residente

 

 

– Aielli negli anni ’80 e ’90

Come detto sopra Aielli vede una certa ripresa economica nella metà degli anni ’80 sull’onda del boom economico presente nella Marsica. Ciò si traduce in un investimento del paese sulla propria capacità ricettiva e su una lenta ristrutturazione del borgo antico.

Inizia a nascere la nuova Aielli e un segnale di questa rinascita è la costituzione del monumento dedicato a Filippo Angelitti posto nel centro del borgo antico nel 1989.

In tutto ciò notiamo come le vecchie porte medievali del paese riprendano quasi a rinascere, chiaramente non nella funzione originaria, ma come elementi antichi da ammirare. Ci sono molte cartoline del periodo che vedono queste porte come simboli del paese.

 

 


 

 

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XXI secolo

 

– Aielli all’inizio del nuovo secolo

Il paese di Aielli all’inizio degli anni 2000 prosegue nel rilancio del propria offerta ricettiva e nel restauro del borgo storico. Forse figlia anche di questa politica d’investimenti vi è una piccola risalita demografica che attesta il numero di abitanti sulle 1477 unità.

 

 

– Restauro della torre medievale (2002)

L’emblema del  recupero del vecchio borgo è il restauro della torre medievale che dopo essere stata parzialmente distrutta dal terremoto del 1915 era rimasta per circa 100 anni abbandonata. Ebbene ora il comune procede a recuperare la torre e a darle nuova vita trasformandola in un polo astronomico. Nel 2002 infatti dopo il restauro della struttura durata alcuni anni sotto l’impulso dell’Unione Astrofili F. Angeletti la torre diventa la sede di un piccolo polo astronomico. Qui infatti trovano sede il Museo del Cielo,  una biblioteca-videoteca scientifica e un osservatorio astronomico. Nasce insomma la Torre delle Stelle, orgoglio e vanto di Aielli.

 

 

– Aielli e il Parco del Velino – Sirente (2000-2008)

Aielli è un paese che si trova a 1030 m di altezza e questo ne fa uno dei più alti comuni della Marsica da cui si gode un panorama di straordinaria bellezza sia che si guardi verso il Monte Sirente che verso il Fucino. Non a caso il paese è stato definito il balcone della Marsica. Questa sua particolarità è stata molto valorizzata in questi primi anni 2000 consentendo al paese di accrescere la sua attrattività per il turismo.

 

 

– La crisi economica del 2008

Una forte crisi economica mondiale  si verifica nel 2008 e raggiunge con i suoi effetti l’Italia l’anno successivo provocando tra l’altro l’interruzione del lungo periodo di crescita economica che vive la Marsica dalla metà degli anni ’80. Anche Aielli risente della crisi, ma un sapiente lavoro amministrativo prosegue comunque il rilancio del borgo.

 

 

– Terremoto dell’Aquila (2009)

Un forte sisma si verifica all’Aquila nell’aprile 2009 distruggendo la città e uccidendo diverse centinaia di persone. Il sisma si risente anche nella Marsica, ma qui fatta eccezione per le chiese e alcuni borghi il sisma provoca pochissimi danni e nessun ferito. Anche Aielli risente del sisma soprattutto nella chiesa madre della Santissima Trinità che viene leggermente intaccata.

 

 

– Torre delle Stelle 2010-18

L’osservatorio astronomico delle stelle di Aielli. (Immagine personale)

 

Il comune di Aielli nonostante la mancanza di soldi, trova i fondi per comprare e inserire nella torre delle Stelle computer, telescopi, proiettori e anche un planetario civico di ultima generazione. Questi investimenti servono non solo nel rilancio del vecchio borgo in chiave turistica, ma anche per aprire una nuova stagione identitaria del borgo stesso in una nuova veste di carattere scientifico.

 

 

– Porta Nuova nel 2010

Porta Nuova è ormai a pieno titolo uno dei simboli del paese di Aielli, che a fianco alla Torre dell’Orologio compare spesso nelle cartoline e nei video che  ritraggono il paese marsicano. Ormai sia Porta Nuova che le altre tre porte del paese sono un elemento caratterizzante del borgo antico che segnano in qualche modo l’entrata nel  centro storico.

 

 

– Aielli e i Murales (2017- attuale)

Aielli oggi. (Immagine personale)

 

Aielli nel corso degli anni 2010 ha proseguito con successo il rilancio turistico del proprio borgo dapprima completando il restauro del suo centro storico e poi lanciandosi
come meta di riferimento di una nuova forma artistica la Street Art. Ciò
avviene a partire dal 2017 allorquando il comune aielle lancia l’iniziativa dei Murales con il tema di fondo dell’universo, quindi in continuità con la propria tradizione collegata all’universo e alle stelle.

 

Murales di Aielli.  (Immagine personale)

 

In pratica Aielli si colora attraverso la STREET ART rilanciando se stessa al livello nazionale e internazionale attraverso l’avvio del Festival di Borgo Universo, che è un manifestazione artistica nella quale artisti nazionali e internazionali di STREET ART giungono nel paese marsicano per raffigurare le loro opere sugli antichi muri del centro storico producendo murales con il tema dell’universo espresso in varie forme. Il festival nel giro di qualche anno diventa molto famoso e si viene a collocare fra le manifestazioni più importanti del centro Italia.

La conseguenza di ciò è una crescita consistente del turismo nel piccolo borgo, con persone che vengono anche dall’estero per ammirare i dipinti della Street Art e godere del magnifico posto e dell’ottima cucina di Aielli.

 

 

– Porta Nuova nel 2020

Porta Nuova di Aielli. (Immagine personale)

 

Come già accennato il restauro del centro storico di Aielli operato nel corso degli anni 2000 e 2010 e poi il lancio di Aielli nella Street Art pongono il paese in una chiave di lettura nuova, ovvero lo pongono fra i paesi emergenti nella Street Art internazionale.

Il successo di questa iniziativa di riflesso si estende a tutti i monumenti di  Aielli compresa Porta Nuova, che rimane sicuramente simbolo del paese, ponendosi però ora come entrata nel paese dei Murales abruzzesi.

 

 

 

 


STRUTTURA DI PORTA NUOVA DI AIELLI

 

Porta della Terra o Porta Nuova. (Immagine personale)

 

Come detto nella parte storica questa porta risale al 1583 ed è l’ultima  delle tre porte del paese medievale ad essere stata fatta. Lo stile della porta  è chiaramente tardo – gotico e questa è introdotta da una  scalinata di 9 gradini che la rendono molto suggestiva nel momento dell’attraversamento.

 

 


 

 


STRUTTURE E MONUMENTI MEDIEVALI – CONTEMPORANEI

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AIELLI