
MURALES DI AIELLI ALTO
L’importante artista di Street Art Aris ha prodotto ad Aielli nel 2017 un monumentale murales, che ha tra le su e caratteristiche il fatto di fondersi nel contesto nel quale nasce. Solo per questo il murales di Aris è davvero notevole e merita un bel 10.
Il murales di Aris ha ormai anno, ma nonostante tutto ogni volta che lo si vede, non si può non fare a meno di rimanerne catturati e meravigliati per la tanta bellezza che esprime. Il murales di Aris è uno dei primi ad essere visti ad Aielli in quanto spicca per le sue dimensioni.

Aris ad Aielli con il suo murales. (Immagine personale)
Ma quale significato contiene questo murales?
In questo murales l’artista parla di Aielli, o meglio di borgo universo esprimendolo con i grandi volti visibili nel Murales. Essi sono pensati per esprimere una sorta d’incontro fra cielo e terra tendendo a riflettersi ognuno nel volto dell’altro, ma anche a contenersi uno nell’altro, un po’ come avviene in una Matrioska.
In pratica Aielli è un po’ un volto che rivolgendosi al cielo tende a protendersi verso l’immensità dell’universo e viceversa l’universo si protende verso Aielli in una sorta di dialogo continuo.
Tuttavia volendo estendere questo concetto potremmo associarlo anche all’individuo dove una singola persona possiede dentro di se l’infinito, esprimibile come textures ovali, dove la persona umana contiene dentro di se più persone che confrontandosi fra essi tendono a integrarsi a vicenda esprimendo infine la persona stessa.

Il murales di Aris ad Aielli. (Immagine personale)
I grandi volti che guardano verso il cielo vengono a raccontarci della curiosità umana, che da sempre si è spinta nello studio dell’altro, del lontano dell’universo infinito e imprescrutabile dove l’uomo tende a ritrovare parti di se. Questi volti che si scrutano, studiano e si riflettono rappresentano secondo me la duplicità dell’animo umano e tendono a contenersi a vicenda un po’ come in una Matrioska.
Sul piano visivo Aris voleva riuscire a realizzare un murales che s’integrasse quanto più possibile con il carattere del paese di Aielli e per ottenere ciò si è confrontato a lungo con gli abitanti del posto. Egli ha preso per oggetto di pittura uno spazio proiettato verso l’altro e alla fine ha ottenuto un murales letteralmente incastrato tra edifici e confini che lo contengono.

Il murales di Aris ad Aielli. (Immagine personale)
Queste caratteristiche vengono amplificate dai toni di colore scelti dall’autore. Il volto nero in basso ad esempio crea continuità con il passaggio ad arco generando un effetto visivo dove non risulta chiaro dove inizi l’opera e dove inizi la costruzione umana. Nella parte superiore si apre e si estende la texture che nell’idea dell’artista getta le basi per un dialogo con il cielo, con il paese e con la torre dell’osservatorio e di conseguenza con le sfere celesti.
La relazione tra i diversi elementi risulta caratterizzata da una interazione con la superficie di lavoro. Le linee sottili che li connettono, vengono modificate in base alla luce del giorno, moltiplicandosi attraverso effetti di luce ed ombra dei cavi e dei pali presenti intorno, e sottolineando quelli che sono i temi cardine dell’intervento.
MURALES DI AIELLI ALTO
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