
STORIA DI ROCCACERRO
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XIV SECOLO
– Roccacerro nella prima metà del XIV secolo

Italia nel 1300
Siamo quindi all’inizio del ‘300 con L’Italia che è un paese dominato da nord a sud da tante città stato. Solo il sud Italia appare unito intorno alla monarchia dei D’Angiò, ma anche qui troviamo qua e la delle eccezioni.
Una di queste eccezioni è proprio la Marsica, dove troviamo gli Orsini, potenti signori del Lazio papalino, che mirano a creare uno stato nello stato a cavallo tra lo stato pontificio e il regno di Napoli.

L’ex castello di Roccacerro ora chiesa del paese. (Immagine personale)
In questo quadro Roccacerro all’inizio del Trecento è un piccolo paese fortificato con un piccolo castello posto sulla parte più in alta del paese. In questo momento il castello di Roccacerro è un avamposto militare a controllo e difesa della via Tiburtina Valeria, nella zona dei Monti Carseolani.

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)
Francesco De Ponte signore di Roccacerro dal 1298 muore all’inizio del ‘300 e a lui succede il nipote Pietro, già signore di Tagliacozzo e di diversi altri feudi nella Marsica occidentale ereditati nel 1296 alla morte del padre Andrea II. Pietro De Ponte a sua volta si ritira a vita privata nel 1308 nel suo castello di Corcumello dove muore nel 1316. A lui succedono i figli Andreuccio, Nicola e Gianfrancesco, che si spartiscono i beni paterni, con Gianfrancesco che prende la quota di Tagliacozzo, mentre agli altri due vanno gli altri feudi.

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)
Ma ormai la stagione dei De Ponte volge al termine per cui mano a mano che passa il tempo essi perdono sempre più il controllo sui vari feudi della zona che ancora possiedono, come Roccacerro che più o meno intorno al 1310 passa alla famiglia Da Montagna nelle persone dei fratelli Andrea e Stefano. Questi sono gli esponenti di una famiglia altomedievale della Marsica che hanno i loro centri base nell’alta Valle del Liri presso i centri feudali di Verrecchie e Petrella Liri. Nello stesso periodo del primo ‘300 osserviamo come cresca il potere della famiglia Orsini, ora retta da Orso Orsini.

Stemma della famiglia Orsini. (Immagine da Wikipedia)
Orso Orsini mira a consolidare il potere sulla Marsica occidentale e lo fa attraverso varie compravendite o attraverso l’uso della forza. Orso diventa signore totale di Tagliacozzo nel 1329 attraverso la cessione della quota in mano ai De Ponte da parte di Gianfrancesco De Ponte, con l’avvallo del re Roberto I di Sicilia. Orso facendo perno su Tagliacozzo amplia il proprio patrimonio personale nella Marsica Occidentale tra il 1334 e 1346. In questi anni egli diventa signore di diversi castelli, ovvero di Sante Marie, Scanzano e Castelvecchio, mentre per Roccacerro deve fare ricorso alla forza.

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)
Nel 1346 Andrea e Stefano da Montanea provano a resistere a Orso Orsini trincerandosi dentro il castello di Roccacerro, che viene assediato da Orso.
Andrea e Stefano per resistere all’attacco dell’Orsini chiedono aiuto ai Colonna di Riofreddo, che inviano loro 200 soldati, ma inutilmente. Orsini sconfigge i due baroni e si prende gran parte di Roccacerro con tutte le proprietà circostanti. Il resto dei beni detenuti in Roccacerro dai Da Montanea vengono ceduti ad Orsini nel 1351. Roccacerro entra così nel gioco del potere orsino.
Mentre infuriano le lotte nella Marsica occidentale fra gli Orsini e i baroni locali avvengono due fatti molto gravi che spiazzano tutti, provocando morte e distruzione ovunque. Parliamo della Peste del 1348 e dei terremoti di Venafro e del Gran Sasso del 1349.

La Peste del 1348
(Immagine da https://www.darapri.it/immagini/nuove_mie/apprsecoli/peste1656.htm)
La Peste che si manifesta nel 1348 in tutta Europa è la più terribile di sempre in quanto in poco più di un anno miete in Europa 50 milioni di morti, lasciando vastissimi vuoti ovunque nel continente europeo. La Peste in breve raggiunge anche l’Italia e la Marsica. Qui si contano moltissimi morti, anche se al riguardo non sappiamo il numero preciso. Tra i luoghi colpiti vi è anche Roccacerro, dove miete diverse vittime, ma qui come nel resto del territorio non siamo al momento a conoscenza di quanti morti vi siano.

Terremoti di Venafro e del Gran Sasso del 1349
Poi l’anno successivo due importanti sismi si verificano nel centro Italia a breve distanza l’uno dall’altro. Parliamo del sisma di Venafro che accade pare l’8 settembre 1349 con forza pari a 6,7 Mw e poco dopo abbiamo l’altro sisma del Gran Sasso che si verifica il 9 settembre 1349 con una forza di 7 Mw. Ebbene la forza di questi sisma avvenuti a breve distanza l’uno dall’altro con tutto il carico di scosse di assestamento che si portano dietro, producono immani distruzioni in tutto il centro Italia.
Nella Marsica i due terremoti provocano crolli e danni ovunque, con relativi morti, tipo quanto accade alla abbazia di Santa Maria della Vittoria che registra crolli in più parti, diversi morti e feriti. Praticamente ogni paese della Marsica conta danni e morti e chiaramente Roccacerro non fa eccezione, ma non avendo dati diretti non possiamo andare oltre nella descrizione.
– Roccacerro nella seconda metà del XIV secolo

Il Lago Fucino in un dipinto di fine ‘700
Dopo i terremoti del 1349, la Peste del 1348 e la guerra prodotta qua e la dagli Orsini per imporsi sul territorio marsicano, questo risulta a pezzi, la popolazione ha paura che vi sia la fine del mondo. I risultati di queste tragedie sono diversi tra cui un forte abbassamento della popolazione nel corso del secondo ‘300 e le chiese che sono prese invase dalla popolazione. In pratica la popolazione temendo l’imminente fine del mondo frequenta le chiese locali in quanto bisognosa di mettersi in collegamento con Dio per il perdono dei propri peccati.

L’ex castello di Roccacerro ora chiesa del paese.
Roccacerro non fa eccezione e uscita danneggiata sia dai terremoti che dalla conquista orsina, per non parlare della Peste, fatica per molto tempo a riprendersi. D’altronde questo è comune a tutti i paesi della Marsica e quindi il territorio nella seconda parte del secolo è debole e impaurito, immerso in una grave crisi di sitema. Questo è quanto emerge sul piano sociale, invece sul piano politico abbiamo l’impegno degli Orsini di annettersi tutti i principali castelli della zona della Marsica occidentale e questo sia attraverso l’acquisto tramite soldi che tramite l’uso della forza come accaduto per Roccacerro.

Il castello di Alba Fucens oggi.
Allo stesso tempo abbiamo l’altro importante territorio della Marsica, ovvero la contea d’Albe che è in questa fase territorio demaniale e reale. In pratica Alba per la sua posizione logistica è in mano diretta agli Angiò che la governano tramite loro sottoposti, ma sul piano amministrativo risulta alternativamente dipendente da membri femminili della casa d’Angiò oppure appartiene direttamente allo Stato in forma demaniale.

La Peste del 1363
(Immagine da https://www.darapri.it/immagini/nuove_mie/apprsecoli/peste1656.htm)
Per il territorio marsicano il periodo è veramente difficile presentandosi episodi difficili da governare. Il primo di questi si verifica nel 1363 con la calata di Francesco Del Balzo, nobile abruzzese a capo dell’esercito reale che si ritrova ad affrontare l’esercito ungherese nella battaglia dei Piani Palentini. In questa battaglia Francesco Del Balzo batte gli Ungheresi nell’ambito della più complicata lotta per il trono napoletano conteso da più rami della famiglia d’Angiò.
Ebbene l’elemento distruttivo di questo episodio non si verifica con la battaglia del Del Balzo, ma con quello che succede dopo. In pratica le truppe di Del Balzo uscite vittoriose dalla battaglia si danno al saccheggio del territorio, attaccando tutti i paesi presenti in zona a cominciare da Avezzano, Albe.
La Marsica da questo saccheggio ne esce duramente provata e ci vorranno decenni per riprendersi da quest’altro duro colpo. Purtroppo le tragedie di questo secolo non sono finite poichè pare che poco tempo dopo sempre nel 1363 ricompaia la Peste con una nuova ondata che seppure molto meno violenta della precedente fa morti in zona.

La regina Giovanna I di Napoli
(Immagine da https://corrierearistocratico.it/giovanna-i-di-napoli-regina-titolare-della-sicilia/)
Due anni dopo nel 1365 avviene un altro duro colpo per il territorio marsicano e per il sud Italia, ovvero una grave carestia dei raccolti, dovuti a una incredibile invasione di cavallette, che divorano i raccolti in pochissimo tempo.
Passata questa ennesima prova il territorio marsicano occidentale vede l’ascesa degli Orsini che tra il 1350 e il 1370 hanno acquisito il controllo di molti territori. La forza orsina però per poter avere la meglio nella Marsica deve sostenere il potere reale degli Angiò, che in cambio di questo decidono di rendere il territorio marsicano soggetto agli Orsini un unicum feudale. In pratica nel 1380 la regina Giovanna I crea ufficialmente la contea di Tagliacozzo nominando gli Orsini detentori della contea.

Piazza Obelisco di Tagliacozzo. (Immagine personale)
Una contea quella di Tagliacozzo nata ufficiosamente nel 1143 come contea di Carsioli e una volta che questa località è venuta meno, è stata sostituita da Tagliacozzo, il centro più importante della zona venuto su sotto i De Ponte che lo hanno eletto loro centro principale e poi divenuto ancora più importante con gli Orsini che ora lo pongono come il centro amministrativo della contea.
Nel corso della fine del secolo gli Orsini acquisiscono nuovi castelli che aumentano l’ampiezza della contea che piano piano conquista anche i territori del feudo monacale di Scurcola.

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)
E Roccacerro? Roccacerro dopo la crisi di metà secolo, dovuta ai terremoti e alla battaglia degli Orsini per la conquista del paese, si è un po’ ripresa. Gli abitanti del borgo sono dediti principalmente all’agricoltura e alla pastorizia come quasi tutti i paesi della Marsica, sono gente molto devota, che pone al centro di tutto la chiesa. Essi vivono seguendo i tempi della feste religiose e stagionali dell’agricoltura.

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)
Roccacerro per un visitatore di oggi che s’inoltrasse nel borgo dell’epoca, sarebbe irriconoscibile in quanto irriconoscibile sarebbe la Marsica dell’epoca. Roccacerro è in questo momento un piccolo borgo fortificato con castello e mura che lo circondano, che però risulta seriamente provato a causa delle tante situazioni vissute durante la prima parte del secolo, soprattutto per la grave pestilenza del 1348 e in parte del 1363.
