ROCCACERRO – STORIA DI ROCCACERRO – XII secolo


STORIA DI ROCCACERRO


 

 

 

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XII SECOLO

 

– Roccacerro nella prima metà del XII secolo

Scorcio di Roccacerro oggi.

 

Roccacerro nella prima metà del XII secolo è ancora inserita nella contea dei Marsi. La contea dei Marsi dalla fine dell’XI secolo e fino alla metà dell’attuale secolo XII, ovvero fino al 1143, è oggetto  continuo delle mire di conquista dei Normanni, che sia con la forza, che con l’astuzia provano ad espugnarla.

 

Stemma della famiglia Berardi nel X secolo. (Immagine da Wikipedia)

 

 

Fino al 1143 i conti Berardi riescono a neutralizzare gli attacchi normanni respingendoli sempre in modo efficace, ma poi dall’inizio del XII secolo la difesa della contea appare meno convinta via via che passa il tempo, fino a quando  si rendono conto che non possono più sostenere questa guerra e decidono di scendere a patti con i Normanni.

 

Celano nell’XI secolo

 

Il patto che i Berardi, conti dei Marsi, propongono ai Normanni è semplice, loro accettano di sottomettersi alla corona di Sicilia e in cambio ottengono da loro il permesso di continuare a governare come feudatari le loro terre come prima. I Normanni dal canto loro accettano l’accordo, ben capendo la durezza di questa guerra, ma lo adattano alla loro volontà, andando a dividere il territorio.

Il castello di Alba Fucens oggi.

 

E’ così che nascono le tre contee di Albe, Celano e Carsioli. Le prime due sono affidate ai fratelli Berardo VI e Rainaldo II, ultimi conti dei Marsi, rispettivamente al primo viene assegnata la contea d’Albe e al secondo secondo la contea di Celano, mentre la terza, la contea di Carsioli, dal nome dell’antica città romana ancora parzialmente attiva, viene data agli eredi di Oderisio Berardi.

 

L’ex castello di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

All’interno di questo nuovo quadro amministrativo troviamo Roccacerro, che diventa parte della contea di Carsioli. La contea di Carsioli a differenza di Celano e Albe assai più unite al loro interno, non ha la stessa forza e nel giro di un paio di decenni massimo tende a dividersi in una moltitudine di micro signorie locali. Questo processo di disgregazione territoriale va di pari passo con la definitiva caduta di Carsioli, già ampiamente abbandonata nel 1143, per divenirlo del tutto nel corso dei successivi decenni.

Ma il destino della zona non sarà esattamente quello di un territorio frammentato, in quanto contemporaneamente a questa frammentazione emerge dal caos una famiglia della media nobiltà locale, i De Ponte, feudataria di alcuni feudi che inizia più o meno nel 1150-60 una serie di conquiste locali, che la porteranno a prendere numerosi borghi locali, tra cui Tagliacozzo.

 

Scorcio di Tagliacozzo oggi. (Immagine personale)

 

Tagliacozzo nel 1150 è un piccolo borgo fortificato intorno al suo castello sul monte Civita. Signori di questo borgo saranno i De Ponte che pur condividendo la proprietà del paese con altre famiglie locali, diverranno la principale famiglia guida del paese.

 

Stemma dei DePonte. (Immagine personale)

 

I De Ponte con Bartolomeo I e il di lui figlio Oderisio, pongono la loro base a Tagliacozzo e grazie poi ad un forte sistema famigliare, che via via acquisisce numerosi piccoli feudi, divengono i più importanti feudatari di zona. Con questa loro forza feudale, pongono al centro del loro sistema, Tagliacozzo, che diventa in breve il centro politico più importante, che diventa in qualche modo il nuovo centro amministrativo  di zona, raccogliendo in ciò l’eredità di Carsioli, venuta meno nel corso degli ultimi decenni.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Ebbene in questa condizione di estrema sintesi, in un quadro locale assai più articolato di quanto descritto, troviamo Roccacerro che quasi sicuramente verrà fagocitata dai De Ponte, ma inizialmente diciamo a questo punto della storia, (prima metà del XII secolo) è possibile che non sia ancora di questa famiglia, ma appartenga a qualcun altro, ma su questo non avendo informazioni sicure ci fermiamo qui.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Al di la comunque rispetto a chi appartiene Roccacerro è nel 1150 un borgo fortificato ancora piuttosto giovane, probabilmente con poche persone ad abitarlo e soprattutto in via di consolidamento.

Ma su che base sosteniamo questo?

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Certo le informazioni in proposito sono poche e frammentate, per cui è possibile che la storia sia diversa da come la enunciamo noi. Tuttavia dal contesto generale crediamo che Roccacerro alla fine del secolo XI sia un borgo attivo già esistente da diversi decenni, che si completa poi come strutturazione nel corso della prima fase del XII secolo.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Il castello di Roccacerro d’altronde è datato come periodo di formazione all’XI secolo e credendo che sia stato eretto nella sua prima versione all’inizio del secolo XI dai Berardi che desideravano difendere il territorio, si sia poi consolidato nel corso dello stesso secolo, per definirsi definitivamente nel corso del XII secolo.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Credendo che sia questo il filone storico corretto pensiamo che durante l’XI secolo la popolazione al suo interno sia ancora scarsa e che divenga maggiore solo con il XII secolo andando di pari passo al consolidamento del borgo fortificato.

 

 


 

 

 

 

– Roccacerro nella seconda metà del XII secolo

Stemma dei DePonte. (Immagine personale)

 

Nella seconda metà del XII secolo nella contea di Carsioli emerge una famiglia locale, discendente per via femminile dai Berardi, i De Ponte. Questa famiglia nell’arco di tre generazioni fra il 1160 e il 1230 diventa padrona di buona parte dei feudi della vecchia contea di Carsioli e stabilisce come nuova sede comitale Tagliacozzo, dove loro hanno il loro quartier generale. I De Ponte pur condividendo il possesso di Tagliacozzo e altri centri limitrofi si ritrovano a divenire la famiglia guida della zona tra XII e XIII secolo.

 

Piazza Obelisco a Tagliacozzo. (Immagine personale)

 

Questa famiglia pur non potendosi fregiare del titolo di conti di Tagliacozzo, agisce sempre di più con una politica accentratrice intorno al centro principale di Tagliacozzo, raggiungendo il culmine del potere con Bartolomeo II De Ponte (1190-1251). Bartolomeo diventa tra XII e XIII secolo il principale esponente della famiglia De Ponte, orientando con il suo potere tutti gli altri membri della casa che detengono il potere di signori nei centri limitrofi.

 

I Monti Carseolani visti da Roccacerro con lo sfondo del Monte Velino. (Immagine personale)

 

Ma facciamo un passo indietro la Marsica occidentale, corrispondente grossomodo al territorio che va da Scurcola a Rocca di Botte, diventa contea nel 1143, al pari di Albe e Celano, intorno al centro più importante dell’epoca, Carsioli.

Ma Carsioli pur rappresentando ancora un centro abitato è in piena fase di decadenza e nell’arco di pochi decenni diventerà terra di nessuno. Gli abitanti di Carsioli si sposteranno più o meno alla fine del XII secolo nel nascente borgo fortificato di Celle, che diventerà poi la nuova Carsoli.

 

Scorcio di Carsoli antica oggi. (Immagine personale)

 

Ciò più o meno tenendoci larghi avviene nella seconda metà del XII secolo inizio XIII. E poi c’è anche un altra cosa da considerare, ovvero la contea di Carsioli perde prestissimo consistenza, diciamo che già nell’arco di 10 anni si sfalda in una serie di signorie locali. In questo senso è anche ciò che vogliono i Normanni, che non desiderano avere forti e grandi feudi di confine rendendosi conto della forza che questi possono avere.

 

Tremonti uno dei paesi feudi dei De Ponte nel XII secolo. (Immagine personale)

 

E’ in questo quadro che come detto emergono i De Ponte, già da tempo insediati nella Marsica con alcuni feudi e discendenti dei conti Berardi per via femminile. Sono loro che con Bartolomeo I, signore di una parte di Tagliacozzo e il di lui figlio Oderisio, iniziano ad emergere tra il 1150 e il 1190 andando a conquistare diversi feudi locali e ciò viene fatto in un contesto famigliare ovvero anche altri membri della famiglia partecipano a questa conquista generale.

Ma sono Bartolomeo I e poi Oderisio ad emergere sugli altri membri famigliari e tramite loro anche Tagliacozzo cresce d’importanza, fino a diventare alla fine del XII secolo il centro più importante della Marsica occidentale.

 

Tagliacozzo oggi. (Immagine personale)

 

Grazie a questa rete di dominio famigliare Tagliacozzo diventa di fatto il centro amministrativo di questo territorio, ricostituendo in tal modo una cornice di contea, chiamando il territorio, seppure ancora erroneamente, contea di Tagliacozzo e ciò dato che non c’è un riconoscimento formale. Ma che volete da sempre in molti casi prima si costruisce di fatto un territorio e poi lo si riconosce ufficialmente in seguito. E questo è quanto capita alla contea di Tagliacozzo, che viene avviata dai De Ponte e poi completata dagli Orsini, che infine nel 1380 ottengono il tanto sospirato riconoscimento formale dai reali di Napoli.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Roccacerro all’interno di questo quadro è possibile che sia territorio dei De Ponte già dalla fine del XII secolo. Su questo purtroppo non abbiamo certezza, in quanto non sono state trovate fonti in merito, ciò viene detto nell’ambito del contesto socio-politico del momento. Il castello di Roccacerro non è enorme, in quanto è un piccolo borgo arrocato, ma funge da vedetta su quanto accade lungo la via  Tiburtina Valeria.

 

L’ex castello di Roccacerro oggi chiesa del paese. (Immagine personale)

 

Alla fine del XII secolo, diciamo più o meno nel 1180, la vecchia contea di Carsioli, ora di Tagliacozzo, si presenta a questa data ancora ampiamente disgregata in tanti piccoli feudi indipendenti, di cui però molti di questi vengono ora conquistati via via dai De Ponte, come dovrebbe essere accaduto anche a Roccacerro. Questi divengono in questo periodo baroni di numerosi castelli locali, riunendo il tutto in modo informale intorno al comune di Tagliacozzo.

 

 


STORIA DI ROCCACERRO