META – STORIA DI META – XVI secolo


STORIA DI META


 

 

 

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XVI secolo

 

– Il nuovo ducato di Tagliacozzo

Palazzo Ducale di Tagliacozzo. (Immagine personale)

 

All’inizio del XVI secolo, nel 1504, si forma quindi la nuova entità feudale del ducato di Tagliacozzo, il cui primo duca è Fabrizio Colonna. Dopo di lui vi saranno i suoi discendenti, che alternandosi alla guida del grande ducato lo guideranno ininterrottamente fino al 1806 assicurando in questo senso un governo stabile che sotto la stessa famiglia che contribuirà pur con tutti i limiti del caso a dare alla Marsica occidentale quella stabilità non avuta nei secoli precedenti.

 

Stemma della famiglia Colonna

 

I Colonna nella loro eterna contesa con gli Orsini registreranno altri momenti di tensione. Colonna e Orsini, che sono due importantissime famiglie dell’aristocrazia romana, nonostante varie tregue continueranno a scontrarsi per la Marsica fino alla fine del ‘500 con gli Orsini, che pur consapevoli di aver perso la Marsica, ogni qualvolta si manifesterà l’occasione di colpire la famiglia rivvale non esisteranno.

 

Immagine della Marsica oggi, precisamente la valle del Salto. (Immagine personale

 

La situazione tuttavia nonostante questo e vari momenti di tensione la Marsica godrà di un lungo periodo di stabilità politica, che porterà benefici verso  un evoluzione di tutti i castelli e paesi della zona. Questa ritrovata sicurezza si manifesta anche in un altro modo, ovvero la trasformazione di molte antiche rocche in palazzi rinascimentali, non più adibiti per guerre, ma bensì come grandi residenze private. Altra cosa che vi sarà con i Colonna nel tempo sarà l’emergere di una nuova classe dirigente locale, composta principalmente da notabili e piccoli baroni locali, rimasti un po’ ai margini durante il XV secolo e riemersi nel XVI secolo.

Ma in che modo si manifesta ciò?

Si manifesta con la burocrazia interna al ducato. In pratica i Colonna per guidare questo grande ducato, come anche gli altri territori a loro soggetti, hanno bisogno di un amministrazione efficiente, i cui membri vengono scelti fra i notabili locali o fra le piccole famiglie baronali del posto. Questo genere di servizio consentirà a queste famiglie di emergere socialmente, diventando nei secoli avvenire le nuove famiglie baronali di riferimento che guideranno in altri tempi la Marsica.

 

Ascanio Colonna 2 duca di Tagliacozzo

 

Per il momento Fabrizio Colonna e il di lui figlio Ascanio guideranno con mano decisa lo sviluppo del territorio marsicano che complice un clima migliore tenderà a portare ad un deciso aumento demografico. Nella Marsica infatti il XVI secolo è ricordato come un secolo di espansione demografica ed economica, che farà colmare alla Marsica il gap con altre zone più sviluppate d’Italia. Purtroppo questa dinamicità si verrà spegnendo verso la fine del secolo a causa del malgoverno spagnolo.

 

Scorcio di Palazzo ducale di Tagliacozzo. (Immgine personale)

 

La Spagna infatti dopo aver vinto il confronto con la Francia nel conflitto del 1494-1504, si assicura il sud Italia e altre importanti territori, ma inizia a governare questi trattandoli da semplici colonie da spremere per arricchire la madre patria. Inoltre nel corso dei primi decenni del XVI secolo crescerà a livelli esponenziale il risentimento di molti contro la corruzione papale romana.

Il papato raggiungerà il massimo della corruzione sotto i pontificati medicei e questo porterà ad uno sviluppo di eventi di grande portata, che prepareranno la strada al sacco di Roma del 1527, con la complicità proprio dei Colonna, che comandanti della difesa romana, ma al soldo dei Tedeschi di Carlo V, lasceranno entrare nella città eterna un esercito di uomini, i Lanzichinecchi, che sostenuti dall’idea della grande corruzione romana distruggeranno Roma e la corte pontificia nel 1527 sotto il pontificato di papa Clemente VII della famiglia dei Medici di Firenze.

 

Il sacco di Roma nel 1527. (Immagine da http://retedisapere.blogspot.com/2018/04/1527-il-sacco-di-roma.html)

 

Dopo il sacco di Roma i papi romani a cominciare dallo stesso Clemente VII dopo la ripresa della città e la sistemazione dei rapporti con Carlo V, condanneranno i Colonna per il tradimento verso Roma e li perseguiteranno fino alla fine del secolo, allorquando Marcantonio II Colonna riscatterà l’immagine della famiglia comandando la flotta cattolica, che assesterà una durissima sconfitta ai Turchi nel 1584 nella battaglia di Lepanto.

I Colonna a causa della condanna di tradimento inferta dai papi su di loro fino più o meno alla battaglia di Lepanto del 1584, saranno costretti a trasferire il loro quartier generale proprio a Tagliacozzo, capoluogo del ducato omonimo, presso il palazzo ducale.

 

Palazzo ducale di Tagliacozzo oggi. (Immagine personal)

 

Questa loro presenza continua tenderà a rafforzare il legame sociale della famiglia principesca con i Marsi, che avranno per loro sempre una grande stima e affetto, che si manifesterà nel corso dei secoli in varie occasioni fra cui i festeggiamenti nel 1584 per la vittoria di Lepanto da parte del duca di Tagliacozzo Marcantonio Colonna.

 

 


 

 

 

E la Marsica?

La Valle del Salto oggi. (Immagine personale)

 

La Marsica in questo secolo segue le vicissitudini buone e negative dei Colonna. Come detto il territorio del ducato di Tagliacozzo dopo il 1527 è in questo secolo il centro amministrativo della famiglia, a causa dell’interdizione papale. Per cui se da un lato Tagliacozzo vive in questa fase il suo momento d’oro per essere il capoluogo non solo del ducato, ma di tutti gli affari della famiglia principesca romana.

 

La Piana di Carsoli in direzione di Pereto. (Immagine personale)

 

Ciò comporta che intorno al territorio marsicano girino molti affari grandi e piccoli e poi consideriamo che la Marsica confina anche con il Lazio papale, per cui questo comporta anche una grossa presenza di commerci fra la Spagna e lo stato papale. D’altronde in questo momento l’Abruzzo marsicano segna il confine fra la Spagna e il Papato.

Tutto ciò favorisce l’economia locale sia agricola che artigianale, chiaramente parliamo sempre di situazioni adattate al ‘500, ma pur sempre sono condizioni migliori dei secoli passati. I paesi della Marsica quasi tutti registrano incrementi demografici e ciò è sicuramente dovuto ad un clima favorevole e raccolti discreti, ma anche la situazione politica favorisce in qualche modo la centralità del territorio e quindi un più ampio commercio.

 

Scorcio di Tagliacozzo oggi. (Immagine personale)

 

Detto ciò per la Marsica si ha anche il rovescio della medaglia, ovvero le ire papali spesso raggiungono anche l’Abruzzo con incursioni degne di nota e la prima in ordine di tempo è quella del 1528. L’anno prima vi era stato il sacco di Roma, causato dai Lanzichinecchi con la complicità dei Colonna che non hanno difeso la città, ma anzi hanno permesso l’entrata di questi briganti tedeschi permettendogli di abusare di Roma e della sua gente.

Per cui l’anno successivo, finito il pericolo e riorganizzato un minimo lo Stato, papa Clemente VII si vendica dei Colonna, dapprima scomunicandoli e requisendo i suoi averi nel Lazio e poi organizzando un esercito che saccheggiasse i loro territori presenti nel Papato. E per rendere il tutto ancora più tragico pone a capo di questo esercito un Orsini. Quest’ultimo è felice del compito assegnatogli in quanto può vendicare i torti subiti dalla sua famiglia anni prima.

 

Papa Clemente VII 1523-37. (Immagine da Wikipedia)

 

Fatto sta che Orsini procede contro i Colonna dapprima saccheggiando i territori laziali e poi puntando sulla Marsica. L’esercito papale arriva presso i Piani Palentini sotto il paese di Magliano dei Marsi , dove trova ad aspettarlo l’esercito colonnese comandato da Scipione Colonna. La battaglia di Magliano dei Marsi del 1528 vede i due eserciti affrontarsi in una battaglia campale che dopo diverse ore di lotta vede la vittoria dell’esercito orsino che sconfigge pesantemente gli avversari arrivando a uccidere il loro comandante Scipione Colonna.

 

Immagine della battaglia di Pavia del 1525 come
similitudine della battaglia di Magliano dei Marsi del 1528 fra le truppe
orsine e quelle dei Colonna

(Immagine da https://www.alamy.it/foto-immagine-francesco-i-1494-1547-re-di-francia-catturata-dalle-truppe-di-habsburg-battaglia-di-pavia-1525-165775474.html?imageid=B3EC5A6A-9594-4288-900C-C220D2CCA2F3&p=1711626&pn=1&searchId=f082b634c8a92c92e66e183f5524aae4&searchtype=0)

 

 

A questo punto l’esercito papale procede a saccheggiare i vari paesi attorno al luogo dove è avvenuta la battaglia e poi si ritira verso il Lazio, ma di ritorno si fermano presso il paese di Oricola e presi da una furia incontrollata mettono a ferro e fuoco il borgo. La popolazione a questo punto prova a rifugiarsi nel castello, ma non essendoci posto per tutti vanno nella chiesa locale sperando non entrino, essendo un luogo sacro. Ma nulla le forze orsine entrano nella chiesa e uccidono tutti i presenti, donne, bambini, uomini, vecchi, tutti. A questo punto tornano a Roma.

 

Ascanio Colonna 2 duca di Tagliacozzo

 

I Colonna dopo questo grave episodio abbozzano il colpo e tentano varie riconciliazioni, ma per il momento nulla. Nel frattempo nel ducato di Tagliacozzo vengono riparati i danni in tutti i paesi coinvolti nella mattanza. Come detto la Marsica in questa fase segue i Colonna nel bene e nel male. L’economia marsicana nonostante questo grave episodio non subisce altri scossoni gravi e la situazione tornando presto sotto controllo, permette a tutto il territorio di rifiorire.

 

Capistrello in un disegno di fine ‘800.

 

I vari paesi della Marsica nonostante alcuni episodi come questo del 1528 è in una situazione di miglioramento che non vede solo l’economia migliorare, ma anche la popolazione crescere, per cui molti paesi decidono di allargare i propri borghi con nuovi quartieri che verranno poi inseriti in nuovi circuiti murari. Altra cosa importante di questo periodo è la trasformazione di molti piccoli villaggi in comuni indipendenti sul piano amministrativo, rendendosi capaci di eleggere i propri rappresentanti. Questo è importante perchè renderà più stabili e vivi la maggior parte dei paesi della Marsica.

 

 


 

 

 

E Meta?

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)

 

Meta come molti  paesi della Marsica facenti parte del ducato di Tagliacozzo e non solo, diventa comune indipendente e tale resterà per i successivi tre secoli. La novità amministrativa di Meta, come degli altri borghi marsicani, avverrà nella prima parte del ‘500 e si consoliderà nella seconda parte del secolo.

Questa trasformazione amministrativa noi pensiamo che abbia influito sul successivo sviluppo del paese, trasformando questo da borgo militare, inteso come fortilizio di difesa e controllo territoriale, a borgo residenziale di montagna. Questa evoluzione chiaramente non avviene da subito, ma nel corso del secolo XVI, considerando che ancora per tutto il secolo Meta e il suo castello rimangono attivi sul piano del controllo militare della Valle Roveto.

 

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)

 

Diciamo i tempi stanno cambiando a causa della nuova situazione politica del sud Italia più “tranquilla”, quindi molte antiche fortezze che sono state per molto tempo considerate importanti, vengono ora dismesse compresa quella di Meta.

Allo stesso tempo Meta si consolida anche sul piano religioso sviluppando una propria identità locale con la propria chiesa madre della Santissima Trinità. In pratica il paese nel primo periodo medievale che si veniva costituendo è stato dipendente dalla chiesa del vicino borgo di San Savino, più sviluppato di Meta.

 

La chiesa della Santissima Trinità. (Immagine personale)

 

Mano a mano che il borgo si consolidava anche la chiesa del paese della Santissima Trinità cresceva e ciò proprio a discapito di quella di San Savino che nel corso del XVI secolo vive il suo ultimo periodo. Chiaramente dire che un paese si consolida sul piano amministrativo e religioso non può non prescindere anche dalla sua condizione demografica, che vede Meta crescere per tutto il secolo passando dai 245 abitanti del 1540 circa ai 285 del 1590 circa.

 

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)

 

Questa crescita è una cosa molto importante per un minuscolo borgo di montagna come Meta, in quanto significa dire che il paese non muore con il suo declino militare, ma sopravvive adattandosi ai tempi, permettendo all’abitato di attraversare i secoli e consolidarsi nel tempo. Gli abitanti di Meta del XVI secolo sono povera gente, impegnata soprattutto nell’agricoltura e nella pastorizia.

 

I monti Cantari intorno a Meta. (Immagine personale)

 

La zona è ricca di fonti d’acqua e questo assicura un apporto costante, rendendo il paese semindipendente sul piano alimentare. Il borgo poi si trova in una zona dove sono presenti diversi boschi, quindi si ha anche legna per le costruzioni e il riscaldamento domestico. Le case sono povere costruite in pietra locale, ma nonostante tutto la popolazione mantiene un proprio stile, che rende questa parte d’Abruzzo bella e originale.

Importante da aggiungere è un discorso sull’aspetto politico di questi borghi come Meta e non solo. Escluse le famiglie un po’ più agiate che potevano permettersi di imparare a leggere e scrivere e si riusciva a mantenere collegamenti con la politica del territorio. 

Per le restanti persone era difficile girare e stare in contatto con gli altri borghi più lontani in quanto si viveva in montagna e scendere e salire era faticoso, lento perchè ci voleva tempo e poi pericoloso vista la presenza dei primi briganti. Quindi l’universo era e restava il borgo di nascita sia per crescere che per sposarsi.

 

Scorcio di Meta antico. (Immagine personale)

 

Questa condizione d’isolamento tuttavia presente per secoli nella Marsica se da un lato non ha consentito lo sviluppo della zona marsicana con altre realtà regionali, ha comunque permesso le comunicazioni fra i paesi della Marsica, in quanto nonostante la lentezza delle comunicazioni e del pericolo i vari paesi marsicani tendevano comunque ad avere molteplici rapporti fra loro, sia di carattere amichevole che non, ma questo ha permesso alla zona di trovare e mantenere una sua precisa identità.

 

 

– La chiesa della Santissima Trinità alla fine del ‘500

Resti dell’antica chiesa della Santissima
Trinità distrutta dal sisma del 1915. (Immagine personale)

 

Informazioni sull’antica chiesa della Santissima Trinità di epoca trecentesca (2 versione della chiesa 1360 circa – 1639) sono poche, ma questa vale la pena segnarla, in quanto proviene da uno dei vescovi che l’hanno visitata alla fine del XVI secolo precisamente il 22 settembre 1593. 

 

Resti dell’antica chiesa della Santissima Trinità
distrutta dal sisma del 1915. (Immagine personale)

 

La descrizione è del vescovo Marco Antonio Salomone che visita la chiesa il 22 settembre 1593. Egli dice che la chiesa conserva il titolo di Abazia e non essendo soggetta a giustpatronato la nomina dell’abate viene fatta dal vescovo.

 

 

– Il regno di Spagna nel 1598

 

 

 


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