STORIA DI CAPISTRELLO
________________________________
XVI secolo
Il regno di Napoli diventa viceregno di Spagna

Ferdinando di Spagna diventa re di Napoli.
Nel 1501 re Federico I di Napoli viene destituito dal papa e il trono di Napoli rimane vacante. I due contendenti principali ovvero Spagna e Francia si lanciano alla conquista del regno napoletano, ognuno accampando diritti sul trono. Alla fine di una sanguinosa lotta che coinvolge anche tutti gli Stati italiani è la Spagna ad avere la meglio insieme ai loro sostenitori, fra cui i Colonna che hanno impegnato molte risorse per sostenere le pretese al trono degli Spagnoli.
Fatto è comunque che nuovo re di Napoli diventa Ferdinando V di Castiglia – Spagna. Il nuovo re non vuole avere una nuova corona, ma semplicemente una colonia e per ottenere questo abbassa il regno di Napoli a Vicereame. Questo atto arriva alla popolazione napoletana facendola esplodere di rabbia persone, ma loro ormai sono i padroni e sono troppo forti per metterli in discussione. Questa situazione rimane così per i successivi 2 secoli.
– Il nuovo ducato di Tagliacozzo (1504) e il grande condottiero Fabrizio Colonna

Fabrizio Colonna I duca di Tagliacozzo. (Immagine da Wikipedia)
Il re riconosce che la forza dei Colonna è stata importantissima nel conquistare il trono napoletano, per questo con un diploma reale eleva Fabrizio Colonna a I duca di Tagliacozzo (unendo in un unico feudo le contee di Tagliacozzo e Albe). Tagliacozzo diventa sede ducale e oltre al ducato tagliacozzano Fabrizio è confermato anche come barone di Carsoli, di Corvaro e della Valle Roveto.

Tagliacozzo oggi. (Immagine da Wikipedia)
Fabrizio Colonna è sicuramente fra tutti i Colonna colui che in qualche modo ha fatto fare un grande salto sociale alla famiglia da lui rappresentata. Come duca di Tagliacozzo si adopera direttamente e indirettamente nel rafforzare la propria posizione anche nei confronti della popolazione, che dopo molti anni di guerre si sente tradita dai propri governanti.

Scorcio del palazzo ducale di Tagliacozzo oggi. (Immagine personale)
In questo senso la possibilità per Tagliacozzo di emettere soldi avendo una propria zecca si rivela di buon auspicio sotto il piano economico. Nel 1505 Fabrizio per poter avere un controllo totale sul proprio territorio e facendosi forza per il gran numero di privilegi avuti dal re, tra i quali anche il titolo di Gran Connestabile, con un atto di forza assorbe al ducato il feudo dell’Abbazia di Santa Maria della Vittoria.

Abbazia cistercense di Fossanova, modello di riferimento
dell’abbazia di Santa Maria della Vittoria
di Scurcola Marsicana (Immagine da Wikipedia)
L’Abbazia di Santa Maria della Vittoria, eretta a Scurcola dal re Carlo I D’Angiò l’indomani della vittoria su Corradino, era a capo di un piccolo feudo monacale che comprendeva diversi paesi della Marsica tra cui Scurcola e una parte del territorio lacustre.
L’abbazia già in crisi da tempo per l’abbandono dei monaci viene ora cancellata. La stessa sorte tocca sempre nel 1505 all’Abbazia di S. Maria di Luco, che appartiene al monastero di Montecassino, che tramite questa abbazia controllava una parte di territorio marsicano. Ebbene d’ora in avanti questo territorio viene assorbito dal ducato di Tagliacozzo.
In generale le condizioni economiche del ducato non sono buone vista la continua presenza di eserciti di passaggio che hanno gravemente ferito il territorio con veri e propri saccheggi ai poveri feudi della zona. Fabrizio inaugura a partire dall’inizio del ‘500 una consetudine di casa Colonna, ovvero la concessione di affitto a un qualche potentato di sua scelta che deve rappresentarlo in lavori particolari. In questo senso si viene definendo nel corso del tempo la figura del luogotenente, in una sorta di governo viceducale.
Nel 1516 abbiamo la morte di re Ferdinando di Spagna e la successione del giovane nipote Carlo d’Asburgo che presto sarebbe diventato anche imperatore del S-R-I. Ebbene Carlo tra i primi atti di governo procede alla conferma, tramite diploma reale, dei beni feudali e patrimoniali a Fabrizio Colonna.

Parco Regionale del Velino Sirente. (Immagine personale)
Con Fabrizio fino alla sua morte avvenuta nel 1520 la Marsica gode di un periodo di relativa tranquillità, che serve al territorio per riprendersi dai duri anni di guerra d’inizio secolo. In questa fase si assiste a un miglioramento seppure minimo della situazione economica. Un dato positivo di questa situazione è la crescita della popolazione che andrà avanti con alterne fortune fino alla fine del secolo. Nella Marsica fra il 1505 e il 1545 anno dei due censimenti voluti dai Colonna si ha un incremento della popolazione di 17.000 unità, facendo passare la popolazione complessiva del ducato di Tagliacozzo dalle 25.931 unità del 1505 ai 42.870 del 1545.

Ascanio Colonna 2 duca di Tagliacozzo
In generale sia sotto Fabrizio, che sotto il figlio Ascanio, si ha un discreta crescita dei feudi di Albe e Tagliacozzo e ciò nonostante che in questo arco temporale il territorio del nuovo ducato sia coinvolto in alcune guerre. egli anni di governo di Fabrizio, è la moglie Agnese a curare tutti gli affari del marito a Tagliacozzo e Roma essendo lui spesso occupato in guerra.

Scorcio di Capistrello oggi. (Immagine personale)
Agnese Colonna in qualche modo si rende capace di gestire bene tutti i beni di famiglia, mostrando una certa scioltezza nella cura del restauro del palazzo ducale, ma anche del castello di Avezzano che viene completato in questi anni sia sotto forma di castello militare che come palazzo rinascimentale.
– Capistrello nel XVI secolo

Scorcio di Capistrello. (Immagine personale)
Con la nascita del ducato di Tagliacozzo nel 1504 retto dai Colonna, si viene a creare uno dei feudi più grandi del regno di Napoli e in posizione di cerniera fra la Spagna e il Papato, in quanto logisticamente rappresenta un confine fra i due stati.
E Capistrello?

Scorcio di Capistrello oggi. (Immagine personale)
In questo contesto il ruolo di Capistrello si semplifica trovandosi ora in un contesto assai più stabile del precedente e i Colonna nell’ambito di un maggiore controllo territoriale confermano Capistrello come centro di dogana.
Sul piano sociale all’inizio del ‘500 a Capistrello i vecchi lavori di molitura e dell’attività agricola sono in leggero miglioramento. A questi si aggiungono lo sviluppo di nuovi mestieri come la pastorizia transumante e nell’artigianato prendono piede la lavorazione delle pelli, del cuoio e della pietra calcarea, che in seguito acquisterà maggiore sviluppo. Sempre sul piano sociale il paese sembra crescere di numero.

Il paese di Capistrello alla fine dell’800.
Tendenzialmente quindi Capistrello pur in un contesto sempre difficile, mostra margini di miglioramento e con una certa crescita demografica, che mostrerebbe anche ai primi del ‘500.
In questo contesto continuiamo ad avere la ristrutturazione del borgo con la nascita della nuova dimora dei Lusi, una famiglia locale in ascesa. La nuova abitazione è un edificio grande che si sviluppa sulla vecchia cinta muraria trecentesca, a poca distanza dalla vecchia chiesa di San Pietro, (oggi chiamata chiesa di S. Antonio da Padova).
Ma soprattutto si sviluppa la costruzione della 3 cinta muraria che viene a racchiudere l’intero borgo compresa la parte nuova.
– Il ducato di Tagliacozzo alla fine del XVI secolo

Tagliacozzo oggi. (Immagine personale)
Nel corso del ‘500 i Colonna si rendono protagonisti come non mai della storia del papato e della storia europea e solo su questo secolo bisognerebbe scrivere fiumi d’inchiostro sulla famiglia romana. Tralasciando però qui le varie vicende ci limitiamo a dire che dopo il sacco di Roma per sfruggire alle ire dei papi, i Colonna si trasferiscono per un lungo tempo nella Marsica a Tagliacozzo, dove in qualità di vicere spagnoli e soprattutto come duchi di Tagliacozzo dominano la scena politica ripartendo in più di un occasione verso il papato per riprendersi l’antico potere perduto.

Scorcio di Tagliacozzo oggi. (Immagine personale)
Nel risiedere nella Marsica pur con tutti gli alti e bassi della situazione i Colonna tra il 1520 e il 1570 portano il ducato di Tagliacozzo ad una certa floridezza. Grazie ad Ascanio il ducato di Tagliacozzo migliora molto sul piano economico per la sua decisione di tenere gratuiti i passaggi di confine per i greggi di pecore. Questo innesca un processo produttivo nei commerci locali che servono per rendere ricca Tagliacozzo e tutti i paesi facenti parte del ducato.
Segno inconfondibile di questa ripresa è anche la crescita della popolazione che si evince chiaramente dal censimento del 1542. Qui infatti emerge una crescita importante della popolazione, sicuramente presente in tutto l’Abruzzo, ma qui acquista un significato maggiore grazie alla dinamica economica presente in questi anni. Tagliacozzo è la città più popolosa con 307 fuochi, seguita da Albe con 252, Pereto 195 e Carsoli, Scurcola e Magliano con 150-170 fuochi. Insomma una crescita vigorosa.
Nel 1557 muore Ascanio e gli succede il figlio Marco Antonio sotto il quale prosegue anche se di meno la crescita economica del ducato.

Scorcio di Tagliacozzo oggi. (Immagine personale)
Con Ascanio Il ducato di Tagliacozzo migliora molto sul piano economico grazie alla decisione di tenere gratuiti i passaggi di confine per i greggi di pecore. Questo innesca un processo produttivo nei commerci locali che sono serviti per rendere ricca Tagliacozzo e tutti i paesi facenti parte del ducato. Anche con Marco Antonio il miglioramento economico prosegue ma in tono minore e questo considerando i tempi complicati e i disastri economici in cui versa il sud Italia è già di per se un miracolo. Ciò poi è anche dovuto alla forte ascesa di Marco Antonio Colonna data dal suo estro militare.
Grazie a questo estro militare il re di Spagna Filippo II ricompensa il duca concedendo la libera tratta di frumento da tutte le terre del regno. Anche questo privilegio insieme ad atri avuti precedentemente fanno veramente ridere. Ma all’epoca si pensava in un certo modo e si agiva in quel modo. Comunque siano andate le cose è certo che i massicci guadagni avuti da questa situazione si protraggono ancora per un bel po’ di tempo. Il ducato insomma seppure in posizione più defilata continua a macinare utili, che vengono in parte spesi per migliorare il territorio e le varie comunità.

Il castello di Avezzano a inizio ‘900
Marcantonio quando non si occupa di cose militari si rifugia nei suoi feudi, soprattutto quelli abruzzesi, specialmente ad Avezzano, risiedendo nel castello locale. Qui Marcantonio usa una parte dei fondi ricavati dai feudi per potenziare il castello di Avezzano a cui è molto attaccato. Qui nel 1575 innalza di un piano il castello precedentemente eretto dagli Orsini, fa realizzare una loggia che si affaccia sul lago Fucino, trasforma il parco retrostante in giardino all’italiana e fa costruire il nuovo portale a fianco a quello ogivale con iscrizione sovrastante al ricordo della vittoria di Lepanto.

Scorcio della Marsica vista da Tremonti. (Immagine personale)
A questo si aggiunge l’accorta politica di Marcantonio verso i suoi feudi, che riorganizza nel decennio 1562 – 1571 attraverso un’intrapendente politica, che si giova peraltro dell’enorme retroterra politico che è riuscito a conquistarsi.
Per oltre due secoli, fino al 1806, i Colonna garantiscono a Tagliacozzo un periodo di relativa pace e di modesto sviluppo, anche se in un contesto rigidamente feudale e nei termini con cui questo può essere inteso dalla ideologia del tempo come elemento di celebrazione e di prestigio.
– Capistrello alla fine del XVI secolo

Capistrello zoommata sul paese in un dipinto del 1877
Grazie a questo contesto favorevole, anche Capistrello ne beneficia con una certa crescita economica che favorisce anche la crescita della popolazione. Le cose chiaramente non sono rose e fiori considerando anche la geografia del posto assai impervia e quindi gli spostamenti da un paese ad un altro non sono semplici, ma rimangono complicati. Certo è anche vero che essendo il ducato di Tagliacozzo sul confine aumenta gli scambi commerciali con il papato e altre zone, quindi chi abita qui in questo momento potrebbe trovarsi agevolato e ciò chiaramente si riflette prima di tutto sulla lana da pecora uno dei prodotti più ricercati del periodo.

Immagine di pastore al
pascolo su uno dei tratturi nel centro Italia.
(Immagine da https://www.informatoreagrario.it/filiere-produttive/labruzzo-vieta-la-transumanza-con-lalibi-covid/)
La gestione delle pecore è sempre affidato ai più poveri e coloro che pascolano tutte queste pecore sotto intemperie e pericoli vari non sono i padroni, ma solamente i custodi stipendiati dai superiori. Il patrimonio di solito è dei Colonna a cui vanno i benefici ultimi. Quindi coloro che pascolano questi greggi sono gli ultimi nella catena sociale del tempo. E’ chiaro che in un contesto favorevole comunque anche gli ultimi ne traggono qualche misero guadagno.
Ma il periodo che stiamo tracciando è già in una fase di grande mutamento a causa del cambiamento climatico che s’innesta in quest’epoca con inverni sempre più rigidi ed estate molto piovose. Questo comporta un impoverimento generale a cominciare dai raccolti che diverranno semprepiù scarsi. Tutto ciò vedrà il suo apice nel ‘600.

Capistrello oggi. (Immagine personale)
A Capistrello alla fine del ‘500 la popolazione continua ad occuparsi principalmente di agricoltura, piccolo artigianato e soprattutto di pastorizia. La popolazione fatta qualche rara eccezione è ignorante ed è molto osservante al livello religioso. Viste poi le difficoltà di muoversi tra un paese e l’altro, il paese dove si vive è tutto il mondo. Ovvero qui si nasce, si cresce, ci si sposa e si muore, andando avanti con questo meccanismo ormai da molto tempo. La figura del frate è centrale nelle piccole comunità come Capistrello.
Inoltre Capistrello essendo un paese dove vi è acqua in abbondanza conta anche diversi mulini, che all’epoca sono l’industria di oggi, chiaramente con tutte le varianti temporali. Fatto è comunque che chi possiede i mulini possiede molto.

