STORIA DI CAPISTRELLO – XIII SECOLO (1 PARTE)


STORIA DI CAPISTRELLO


 

 

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XIII secolo

 

 

 

– Capistrello nel XIII secolo (1200-66)

Capistrello in una immagine dell fine dell’800

 

Siamo quindi all’inizio del XIII secolo e immaginiamo che la baronia di Capistrello sia ancora indipendente tramite vari signorotti o eventuali discendenti dei due fratelli Simone e Crescenzio.

Con ciò in mancanza di altri dati si pensa che questo feudo e gli altri connessi rimangano indipendenti fino alla battaglia dei Piani Palentini nel 1268. E’ probabile ma non sicuro, che dopo l’esperienza di Simone e Crescenzio, il paese sia finito sotto il controllo della famiglia De Ponte all’epoca la famiglia baronale più importante della Marsica, però questa è solo un’ipotesi.

Mentre invece abbiamo ampie possibilità che Capistrello, vista la sua posizione strategica e viste le forze in campo, sia stata coinvolta seppure di striscio nella guerra fra Tommaso Berardi e Federico II negli anni 1220 – 23. Al momento però in mancanza di dati chiari ci limitiamo solo ad alcune ipotesi come il fatto che per Capistrello siano passati per diverse volte gli eserciti di Federico II, attraversando da nord a sud e viceversa la Valle Roveto.

Per il resto al momento ci fermiamo qui ricordando che nel 1223 la potenza dei Berardi sia stata momentaneamente defenestrata a favore di un maggior controllo territoriale da parte della corona sveva. Non sapendo però al momento se Capistrello come baronia sia ancora indipendente o se sia stata inserita in un contesto più ampio tralasciamo al riguardo.

In mancanza di dati significativi continuiamo a pensare che Capistrello sotto gli Svevi (1200-66) viva una fase di calma fino al 1266, anno della conquista angioina. In questa fase gli abitanti di Capistrello continuerebbero a dedicarsi soprattutto all’agricoltura e alla pastorizia. Le cose per Capistrello cambieranno con la battaglia di Benevento e la successiva ascesa di Carlo I d’Angiò.

 

 

– Il tentativo di Federico II di ripristinare il canale di Claudio

Il lago Fucino in un dipinto di fine ‘700

 

Tra il 1230 e il 1250 l’imperatore Federico II tra le tante opere che cerca di compiere, prova a ripristinare il canale di Claudio nel Fucino con l’intento di controllare le acque del lago e assicurare un po’ di pace agli abitanti della zona fucense. Nel regno di Sicilia il Lago Fucino è famoso per le sue escrescenze e per i tanti disagi che provoca in zona e nei borghi che si affacciano su di esso.

 

L’imperatore Federico II in un’immagine ricostruita.

(Immmagine da https://manganofoggia.it/federico-ii-di-svevia/)

 

Ma Federico II purtroppo dopo aver cercato invano con i suoi ingegneri una soluzione, deve abbandonare l’impresa per gli alti costi  dell’intervento e per le gravi difficoltà logistiche. A questo punto per cercare comunque di limitare i danni opera una ripulitura totale degli argini, che da comunque un contributo nell’alleggerire il fenomeno del lago.

 

 


 

 

– Il passaggio dagli Svevia agli Angioini: la battaglia di Tagliacozzo (1266-68)

Manfredi I re di Sicilia in una ricostruzione 3d.

(Immagine da video Youtube https://www.youtube.com/watch?v=wL3g4Cf5jXE)

 

Nel 1266 Carlo I d’Angiò, fratello del re di Francia, viene chiamato dal papa a scalzare dal regno siciliano gli Svevi, nel caso specifico il re Manfredi I, che lui aveva in odio. Carlo accetta l’incarico papale e giunge in Italia dove viene incoronato dal papa nuovo re di Sicilia. Successivamente Carlo affronta in battaglia Manfredi di Svevia.

 

L’esercito  angioino sconfigge l’esercito
svevo. (Immagine da video  Youtube https://www.youtube.com/watch?v=wL3g4Cf5jXE)

 

Manfredi I e Carlo d’Angiò si scontrano nel 1266 intorno a Benevento in una battaglia campale durata diverse ore. Alla fine di questa l’esercito di Manfredi I ha la peggio e lo stesso re svevo muore sul campo di battaglia. A questo punto Carlo diventa nuovo re di Sicilia e inizia a riorganizzare il regno sul piano amministrativo.

Passano due anni e all’inizio del 1268 molti nobili siciliani si ritrovano scontenti del nuovo re che impone tasse pesanti, quindi provano a scalzarlo richiamando in Sicilia Corradino di Svevia, ultimo rappresentante del vecchio casato e soprattutto legittimo erede al trono.

 

Immagini di Corradino di Svevia prese dal Libro di
Enzo Biagi “Fumetti d’Italia

 

Corradino ormai sedicenne accetta la richiesta della nobiltà siciliana e viene in Italia nella speranza di riprendersi il trono siciliano. Carlo I saputo della discesa dello svevo si prepara ad affrontarlo. Tra i nobili che sostengono Corradino incontriamo anche gli Antiochia che sono in questo momento signori di Celano e Albe e quindi grandi feudatari marsicani.

 

Immagini di Corradino di Svevia prese dal Libro di Enzo Biagi “Fumetti d’Italia

 

Ebbene dopo poco tempo abbiamo lo scontro nell’agosto 1268 fra Corradino di Svevia che marcia a capo di un grosso esercito e Carlo I d’Angiò con il suo esercito. Lo scontro avviene proprio nella Marsica presso i Piani Palentini il 23 agosto 1268. Lo scontro è molto sanguinoso e dopo diverse ore di battaglia è Carlo a vincere. Corradino sconfitto prova a fuggire, ma viene presto preso e dopo poco tempo condannato a morte. Finisce per sempre la casa sveva.

 

 

– La vendetta di Carlo I sulla Marsica

Carlo I di Sicilia.

(Immagine  da https://www.meisterdrucke.it/stampe-d-arte/French-School/603108/Ritratto-di-Carlo-I-di-Napoli-%28Carlo-d%27Angi%C3%B2%29-%281227-1285%29,-Re-di-Sicilia.html)

 

 

Con la definitiva vittoria sugli Svevi, Carlo cambia nuovamente il volto della Marsica, ma prima si occupa di vendicarsi di quei nobili e paesi che hanno sostenuto Corradino.

Questo nella Marsica ha significato privare gli Antiochia dei feudi di Albe e Celano. Quanto ai paesi marsicani che hanno sostenuto Corradino ne troviamo diversi che vengono distrutti, a cominciare da Alba.

Alba Fucens poco tempo dopo la battaglia dei Piani Palentini viene attaccata e distrutta e i suoi abitanti dispersi, la stessa cosa avviene per il borgo fortificato di Pietraquaria che viene raso al suolo.

 

 

– La distruzione di Capistrello nel 1268

Scorcio di Capistrello oggi. (Immagine personale)

 

Tra i paesi attaccati da Carlo compare Capistrello, che colpevole ai suoi per aver dato asilo ai soldati avversari sbandati e in fuga dopo la sconfitta ai Piani Palentini, viene ora duramente colpita. Capistrello viene saccheggiata duramente dai soldati di Carlo che la distruggono parzialmente.

 

 


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