
STORIA DI CAPISTRELLO
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X-XI secolo
– La Contea dei Marsi sotto i Berardi e la fondazione della Capistrello medievale
Nel 926 diventa conte dei Marsi Berardo il Francioso, discendente di Carlo Magno e fondatore della longeva e valida famiglia Berardi. Egli giunto al potere nella Marsica, rende il territorio strutturato alla difesa da attacchi esterni attraverso la costituzione di villaggi d’altura fortificati con mura difensive e con torre o castello posti sulla cima più alta.

Scorcio della Marsica vista da Tremonti. (Immagine personale)
I villaggi sono costruiti in modo che possano comunicare l’un con l’altro per dare segnali in caso di attacco esterno. Nell’area fucense sono posti a contorno del lago, vero cuore pulsante del dominio marsicano. Berardo costituisce infine un valido esercito locale composto cioè da uomini del posto che imparano velocemente l’arte della lotta.
Questo serve a Berardo per la difesa della contea da attacchi esterni, attacchi che si verificano puntualmente nel 937 allorquando un esercito ungaro dopo aver depredato altre zone penetra all’interno dell’Italia centrale, quindi nella Marsica saccheggiando tutti i villaggi presenti in pianura. Il risultato è una carneficina con molti villaggi rasi al suolo.

Immagine di fantasia della battaglia di Forca Caruso.
Berardo però non resta a guardare e tende un agguato agli Ungari presso Forca Caruso, con il suo nuovo esercito. I Marsi sterminano gli Ungari che mai più ritornano nella Marsica e allo stesso tempo riscattano il loro territorio dopo secoli di terrore. Berardo con questa vittoria consolida al livello interno il suo potere e quello della sua progenie e grazie a ciò poco tempo dopo la Marsica si rende indipendente dal ducato di Spoleto.

Il paese di Tremonti. (Immagine personale)
Sotto Berardo I i vari villaggi d’altura già esistenti si consolidano e si moltiplicano poi con i suoi successori. Con gli immediati successori di Berardo, ovvero il figlio Berardo II e il nipote Rainaldo l’indipendenza della Marsica si consolida e grazie anche ai numerosi monasteri che si vengono formando in questo periodo il territorio riesce a vivere una piccola ripresa economica e sociale.
Chiaramente parliamo di un periodo assai turbolento e pericoloso, ma la Marsica sotto i primi Berardi è forte all’interno e rispettata all’esterno e ha nel lago Fucino il suo motore economico che verte oltre che sul pescato, e oltre a questo abbiamo l’agricoltura che non va male e ciò anche grazie all’insegnamento dei monaci che in periodi bui come questo rappresentano spesso per la popolazione locale una vera luce. La popolazione cresce quindi anche grazie ai monaci benedettini che grazie alla loro sapienza riescono a creare un piccolo ma proficuo ceto di contadini e artigiani.
Verso la metà dell’XI secolo si affacciano i Normanni che dopo aver creato un regno del sud Italia premono per annettere anche la Marsica, ma i Berardi nonostante un certo declino, sono ancora abbastanza forti per respingerli e mantenersi indipendenti.
Anche a causa dell’interessamento dei Normanni alla Marsica proseguono da parte dei conti dei Marsi il rafforzamento della zona attraverso la costruzione dei villaggi ortificati in altura. Tra questi vi sarebbe anche Capistrello che proprio in uesto periodo verrebbe eretta.

Capistrello con vista sulla sua gola in una
ricostruzione ottocentesca. Sulla cima si nota ancora l’antico castello.
Come sempre accaduto all’inizio viene costruita la torre o un castello nel punto più alto in una posizione strategica e Capistrello è sicuramente tra i paesi più strategici della Marsica. Noi immaginiamo come tempistica di costruzione della Capistrello medievale la seconda metà dell’XI secolo (1050-1100) anche in virtù dell’età della sua chiesa madre San Pietro, attualmente chiamata la chiesa di S. Antonio di Padova.
