
CHIESA SAN LIDANO
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XVII – XIX secolo
Sulla fondazione della chiesa di San Lidano c’è un’idea abbastanza precisa, seppure avremmo bisogno di ulteriori dati per confermare tale ipotesi. Tuttavia si penserebbe che la chiesa di San Lidano sia stata eretta ai piedi del Colle dove sorge Civita d’Antino, in suo onore nel XVII secolo, quindi nel periodo successivo alla sua acclamazione ufficiale da santo.
E’ possibile che il comune e il popolo residente a Civita possano aver sentito la necessità di dedicare a questi una chiesa, che viene però eretta al di fuori del paese, in un luogo dove probabilmente già esisteva un minuscolo gruppo di case.

Dipinto di Balsorano del 1791
E’ possibile infatti, (ma va confermato con altri dati che al momento non siamo riusciti a trovare), che se la chiesa è stata costruita qui è perchè forse qui sorgeva già un minuscolo gruppo di case, che necessitavano di un luogo di culto. E’ probabile anche che il piccolo borgo fosse stato creato come zona di sosta, per i tanti viandanti che passavano per la Valle Roveto, all’epoca zona di passaggio obbligata tra sud e centro Italia. Per cui è probabile che si sentisse la necessità di una chiesa, che potesse contribuire sia al benessere religioso della popolazione residente, che di coloro che passavano di qui.

Scorcio di Pero dei Santi oggi. (Immagine personale)
Se fosse vero ciò potremmo anche credere che il paese sia più antico della chiesa, ma anche in questo caso non pensiamo ad una data troppo indietro nel tempo, al massimo risalirebbe, e il condizionale è d’obbligo, alla fine del XVI secolo.
In ogni caso al di la di quando sia nato il borgo, pensiamo che questo con la sua piccola chiesa non ha avuto un grande sviluppo per tutto il XVII e XVIII secolo.

Balsorano in un dipinto d’inizio dell’epoca
Con l’inizio del XIX secolo finisce l’età feudale con l’abolizione del feudalesimo nel 1806 e il minuscolo Pero dei Santi segue il suo paese di riferimento, Civita d’Antino, dapprima nella sua inclusione nel distretto di Avezzano e poi nell’elevazione di Civita a comune sotto il governo di Murat.

Scorcio di Pero dei Santi oggi. (Immagine personale)
All’inizio il comune di Civita d’Antino comprende anche Morino e Rendinara poste come frazioni di Civita, ma nel 1831 Morino diventa a sua volta comune portando con se Rendinara.
A questo punto Civita d’Antino rimane comune come paese unico e ciò perchè Pero dei Santi in questo periodo è ancora un minuscolo villaggio di passaggio della Valle Roveto, quindi risulta poco più di una contrada che ricade nell’area di Civita d’Antino.

Civita d’Antino a fine ‘800 raffigurata in un dipinto dell’epoca.
A fine secolo dopo la formazione del regno d’Italia, iniziano i lavori della nuova ferrovia Avezzano – Roccasecca, che viene trasformando la Valle Roveto in una zona di più facile accesso. Contemporaneamente in molti paesi della Marsica la dura vita dell’epoca porta molte giovani persone ad abbandonare i propri borghi per trasferirsi all’estero, contribuendo ad impoverire queste aree. Tuttavia la forte crescita della popolazione locale di fine ‘800 riesce a compensare in gran parte la partenza di queste persone, permettendo a molti borghi di sopravvivere.
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XX secolo
All’inizio del secolo si concludono i lavori della nuova ferrovia Avezzano – Roccasecca, portando con se l’uscita della Valle Roveto dall’isolamento conosciuto nei secoli precedenti.

Scorcio, in un dipinto di fine ‘800 inizio ‘900,
della scalinata di Porta Flora a Civita d’Antino.
Grazie anche a questo si sviluppa ancora di più la scuola di pittura di Civita d’Antino creata a fine ‘800 da un gruppo di pittori scandinavi che hanno trovato qui la loro ispirazione decidendo poi di creare una vera e propria scuola di pittura che è andata avanti fino al 1915.

Scorcio di Civita d’Antino all’inizio del ‘900,
immortalato in un dipinto dei pittori scandinavi a inizio ‘900
Per il paese di Civita d’Antino avere ospiti nel paese questi artisti, tra fine ‘800 e inizio ‘900, è stato motivo di grande orgoglio e il paese finchè vi sono state le condizioni ha offerto loro le migliori condizioni di vita possibile. Poi il terremoto di Gioia dei Marsi e la guerra mondiale hanno posto fine a questa bella storia.
All’inizio del ‘900 il paese di Pero dei Santi con la nascita della ferrovia, ha un iniziale sviluppo con la costruzione di nuove case, ma rimane per il momento poco più di un villaggio di campagna che fa da transito verso Alba Fucens.
La chiesa di San Lidano rimane in questa fase una piccola e antica chiesa di paese, che immaginiamo essere frequentata ogni tanto anche da persone estranee al paese, che si trovino di passaggio in questo.

Terremmoto di Gioia dei Marsi del 1915
Nel 1915 si verifica nella Marsica, precisamente nel Fucino vicino a Gioia dei Marsi, un tremendo terremoto di magnitudo 7Mw. Il sisma colpisce orrendamente tutti i paesi della Marsica a cominciare dal uo suo capoluogo Avezzano che viene distrutta completamente.

Le macerie di Avezzano dopo il sisma del 1915

Le macerie di Balsorano dopo il sisma del 1915
Tutti i paesi del Fucino, Valle Roveto, Vallelonga, Valle di Nerfa, Valle del Giovenco, Piani Palentini, Altopiano delle Rocche e in parte Piana del Cavaliere sono distrutti o gravemente danneggiati. Si contano alla fine più di 30.000 morti, di questi la stragrande maggioranza rimane vittima nei pochi secondi in cui si verifica il sisma, gli altri muoiono sotto le macerie nei giorni successivi.
Civita d’Antino viene gravemente danneggiata dal sisma e tutti i suoi monumenti dell’epoca sono distrutti o gravemente danneggiati. Il piccolo borgo di Pero dei Santi viene raso al suolo, compresa la prima chiesa di San Lidano presente nel paese.

Il monumento ai caduti delle guerre posto a Pero dei Santi. (Immagine personale)
Siamo negli anni della prima guerra mondiale e i ragazzi del comune di Civita sopravvissuti al sisma partono insieme a tutti i loro coetanei per la 1 guerra mondiale. Sarà una carneficina, di questi la maggior parte non tornerà a casa o ritornando accuserà problemi di traumi per l’orrore provato in guerra.
successivamente negli anni ’20 il paese di Pero dei Santi viene ricostruito, secondo un nuovo criterio urbanistico dovendo ospitare secondo le prime previsioni i sopravvissuti al sisma di Civita d’Antino. Secondo il primo progetto si sarebbe dovuto ricostruire qui il nuovo paese di Civita d’Antino per via della sua posizione più accessibile, ma alla fine si optò per la costruzione di un nuovo borgo da affiancare all’antico centro.

L’Italia e le sue colonie negli anni ’30.
Rinascerebbe così Pero dei Santi e in seguito nel corso degli anni ’30 verrebbe ricostruita la chiesa di San Lidano, secondo il nuovo stile neoromanico diffuso in Abruzzo tra le due guerre mondiali.

La chiesa di San Lidano oggi. (Immagine personale)
La nuova chiesa accompagna il paese come luogo di preghiera nel corso della seconda guerra mondiale. Alla fine di questa nel 1945 la chiesa esce indenne dai bombardamenti alleati e continua ad essere il punto di riferimento del nuovo borgo di Pero dei Santi, che prosegue a consolidarsi nel corso degli anni ’50 e ’60, divenendo un centro residenziale importante e sede di piccole attività commerciali.
Tale sviluppo lo si deve alla vicinanza alla stazione ferroviaria di Civita Scalo e al fatto di essere un luogo di passaggio obbligato al livello locale. Tale posizione strategica è sfruttata al massimo dal comune rendendo il centro abitato sempre più funzionale e funzionante per i cittadini, immettendo in questo numerosi servizi, tra cui una scuola elementare eretta negli anni ’30 e pare ristrutturata negli anni ’50.

La chiesa di San Lidano nel 1960
La chiesa di San Lidano rappresenta negli anni ’50 e ’60 il fulcro del paese, da cui partono tutta una serie di manifestazioni religiose e laiche, tramite le quali il paese acquista una maggiore consapevolezza di se come comunità locale.
Grazie a ciò Pero dei Santi, pur manifestando una diminuzione della popolazione nel corso degli anni tra il 1950 e il 1980, riesce a mantenere un numero di abitanti superiore ad altri paesi limitrofi, non subendo un crollo di popolazione, come invece avviene per altri borghi della Valle Roveto o della Marsica.

La chiesa di San Lidano nel 1970
All’inizio degli anni ’70 la costruzione delle nuove autostrade A24 e A25 consente un maggiore e più veloce collegamento con altre parti dell’Abruzzo e del centro Italia tra cui Roma. Ciò favorisce un maggiore contatto tra residenti e persone emigrate negli altri centri più sviluppati come Avezzano, oppure più importanti come Roma. Ciò avviene anche se le nuove autostrade non interessano direttamente la Valle Roveto, ma comunque apportano benefici importanti anche alla popolazione della Valle Roveto.

Pero dei Santi negli anni ’70
Nel corso degli anni ’80 assistiamo al boom economico della Marsica con il quale la zona si risolleva economicamente raggiungendo alti livelli di vita tipici del nord Italia. Questo miglioramento nel giro di qualche anno si allarga anche alla Valle Roveto, manifestandosi in vari modi come il boom economico delle seconde case. Questa tendenza indica la costruzione di nuove abitazioni nei borghi di origine da parte di emigranti, che tornano a popolare il paese durante i mesi estivi.
Tale tendenza consente un notevole supporto al paese e alla comunità locale che non si sente più abbandonata come prima. La crescita di Pero all’interno della zona sud della Valle Roveto è ormai un fatto acquisito e seppure oscillante sul piano demografico si mantiene più o meno stabile sui 500-600 abitanti.
Negli anni ’90 prosegue la crescita economica e culturale di Pero dei Santi, sostenuta anche dalla chiesa di San Lidano. Grazie a ciò la chiesa viene sempre più acquisendo centralità sul piano comunale, accompagnando in un gioco di specchi la crescita della frazione di Pero dei Santi, che viene sviluppandosi sia sul piano culturale che amministrativo.
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XXI secolo

La chiesa di San Lidano negli anni 2000. (Immagine da Googlemap)
Con il nuovo secolo il paese continua a registrare una certa crescita economica, che si accompagna alla crescita culturale che si manifesta con l’avvio di nuove manifestazioni culturali, incentivate in ciò anche dalla chiesa di San Lidano che si fa da portavoce e promotrice di numerosi eventi locali, che vengono ad arricchire il paese e il comune tutto.

Terremmoto dell’Aquila del 2009
Nel 2009 abbiamo poi il terremoto dell’Aquila, che al livello locale distrugge l’intera città aquilana e numerose frazioni limitrofe. Per fortuna pare che qui a Pero dei Santi a parte molta paura e qualche leggero danno a qualche casa, non vi sono stati problemi.

Scorcio di Pero dei Santi negli anni 2010. (Immagine da Googlemap)
Ciò consente al paese di riprendere velocemente la sua vita tradizionale, pur manifestando un arretramento economico, dovuto alla crisi economica generale del 2008-09, che ha trascinato con se numerosi stati, tra cui l’Italia.

La chiesa di San Lidano negli anni 2010. (Immagine da Googlemap)
Nel corso degli anni 2010 vengono avviate nuove manifestazioni culturali come il carnevale di Pero dei Santi, che partito in sordina è divenuto nell’arco di alcuni anni una manifestazione fissa di valorizzazione territoriale. A fianco a queste feste laiche continuano a crescere anche quelle religiose che sempre più richiamano gente dai paesi limitrofi.

La chiesa di San Lidano negli anni 2020. (Immagine personale)
Con la pandemia del 2020 purtroppo tutto si ferma, per ripartire con più slancio dopo nel 2022. Anche durante questo triste periodo la chiesa di San Lidano ha mantenuto la sua centralità spirituale e culturale, che le ha consentito di rimanere centrale nelle dinamiche locali. Ormai la chiesa di San Lidano rappresenta il paese stesso che dopo 100 anni di sviluppo continuo ha sviluppato ormai una propria identità.
