SAN VINCENZO VALLE ROVETO – STORIA CHIESA SANTA RESTITUTA


CHIESA DI SANTA RESTITUTA


 

 

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X secolo

 

 

– Possibile origine della chiesa di Santa Restituta nel IX secolo

La chiesa di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

 

La chiesa di Santa Restituta situata vicino il paese di Morrea e cuore della frazione omonima, ha un origine antichissima, risalente addirittura al IX secolo. 

Da indagini storiche sappiamo con certezza che la scelta di edificare qui una chiesa non è stata casuale in quanto questo posto è stato sempre considerato un luogo sacro anche nell’antichità. Difatti qui durante la costruzione di alcuni campi da tennis negli anni ’70, proprio vicino la chiesa di Santa Restituta sono venuti alla luce numerose tracce di sepolture risalenti al III e IV sec d.C. e non solo. Nella stessa area, ma in un luogo vicino sono venute fuori alla fine del ‘900 molte altre sepolture, segno che la zona nell’antichità era una necropoli e quindi quest’area era stata eletta luogo di culto dagli antichi abitanti.

Dunque siamo  in presenza di una zona sacra, che tale rimane anche dopo il Cristianesimo e forse proprio per questo qui poi nel IX secolo un devoto, probabilmente piuttosto ricco, costruisce una prima piccola chiesa, vicino la sua tomba, dedicandola a Santa Restituta, il cui martirio avviene a Sora al tempo dell’imperatore Aureliano.

 

La chiesa di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

 

Le prime fonti certe di cui disponiamo ci dicono che la chiesa era sicuramente presente qui nel X secolo. La prima fonte storica sicura dell’esistenza della chiesa è del 972 e si legge nel documento del Chronicom Antiquum di Leone Ostiense, nel quale si cita una piccola chiesa dedicata a Santa Restituta, nel luogo dove oggi sorge l’attuale e sarebbe qui presente già nel X secolo.

Nei secoli successivi  il nome di questa chiesa è presente in numerosi altri documenti ecclesiastici spesso legati al paese di Morrea, antichissimo castello e borgo medievale a cui faceva riferimento il primo nucleo di case costruito intorno alla suddetta chiesa.

Come detto sopra poi Santa Restituta è stata una martire cristiana morta ai tempi dell’imperatore Aureliano e nella zona di Sora ci sono diverse chiese dedicate a questa santa. Ma la vera conferma di questa prima chiesa di Santa Restituta, datata addirittura al IX secolo, arriverebbe da una grandiosa scoperta avvenuta nella chiesa stessa nei primi anni ’70 del XX secolo, in cui sarebbe stato ritrovato un affresco della santa, che restaurato e analizzato daterebbe IX secolo.

Come riferisco anche più avanti nella parte dedicata alla storia della chiesa del XX secolo, questo affresco una volta restaurato dal prof Biagio Cascone, emerge come figura della santa patrona di Sora del IX secolo.

 

 

 

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XI – XVII secolo

 

– Il villaggio di Santa Restituta e la chiesa di Santa Restituta tra XI e XVII secolo

Secondo noi è difficile parlare di villaggio di Santa Restituta in epoca medievale in quanto non ci sono molte prove al riguardo. Abbiamo prove della vera e propria costituzione di questo villaggio nel XX secolo, dopo il terremoto del 1915, quando una parte di popolazione appartenente ad altri borghi, si sposta nelle zone più in basso occupando anche l’area intorno alla chiesa romita di Santa Restituta, all’epoca distrutta dal sisma.

Tuttavia pur con tutte le riserve, accettiamo che si sia creato questo piccolo villaggio con poche famiglie intorno alla chiesa di Santa Restituta e proviamo a tracciarne una storia, che ripetiamo dovrebbe essere confermata da altre fonti.

 

Il castello di Morrea oggi. (Immagine personale)

 

Diciamo subito che il piccolo centro di Santa Restituta dovrebbe essersi formato più o meno nel X secolo ed essendo molto piccolo è sicuramente dipeso da qualche altro centro più importante, che corrisponderebbe al vicino paese-castello di Morrea, all’epoca il più importante centro abitato della zona dopo Civita d’Antino.

Accettando quanto detto il villaggio di Santa Restituta oggi avrebbe all’incirca 1100-1200 anni di storia e verosimilmente in questo lungo periodo rimane sotto la protezione e gestione del feudo di Morrea. Questa  chiesa è una sorta di chiesa romita, gestita da un curato, che si mantiene con il ricavato delle proprietà della chiesa.

Nel corso dei secoli la Valle Roveto è sempre stata zona di passaggio per i vari eserciti che da nord andavano a sud e viceversa. Morrea a e la Valle Roveto sono state spesso attaccate da questi eserciti, che senza distinzione di colore hanno razziato a più non posso in questi borghi.

 

Scorcio del borgo di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

 

 

Sul piano amministrativo la frazione Santa Restituta e il suo comune di Morrea, ma più in generale l’intera Valle Roveto sono appartenuti all’inizio al territorio della contea dei Marsi fino al 1143. Durante questo periodo sul lato religioso sappiamo che questa prima struttura religiosa di Santa Restituta alla fine dell’XI secolo viene donata, insieme a quella di Santa Maria da essa dipendente, dal conte  Gentile di Baldovino, appartenente alla famiglia comitale dei Berardi, al monastero di Santa Maria in Luco, importante  prepositura benedettina di Montecassino in territorio marsicano.

Cessata la contea dei Marsi nel 1143, in quanto inglobata nel regno normanno, l’area di Santa Restituta e di Morrea entrano a far parte al livello amministrativo della contea d’Albe, retto da un ramo della famiglia Berardi, come attesta il catalogo dei Baroni del 1173.

Successivamente nel 1223 viene di nuovo meno il rinato potere della famiglia Berardi con la risorta “contea dei Marsi”. In pratica dopo lo scontro fra Tommaso di Celano e l’imperatore Federico II in cui il secondo vince sul primo, questi territori sono dati dall’imperatore Federico II a suoi uomini. Quindi dopo un breve ritorno al potere dei Berardi tra il 1254 e il 1268, abbiamo la battaglia dei Piani Palentini nel 1268, che sancisce l’ascesa degli Angioini nel regno di Napoli e il venir meno degli Svevi.

Per la Valle Roveto questo significa entrare nel regno di Napoli retto dagli Angioini e al livello feudale rimanere inquadrati nella contea d’Albe retta ora da Filippa Berardi. Poi con il venir meno di questa grande contessa, il territorio albense viene incamerato nel patrimonio della famiglia reale degli Angiò che se lo tramandano tra il XIV e il XV secolo.

 

La chiesa di Santo Stefano di Civita d’Antino, la principale chiesa del periodo

da cui dipende anche la chiesa di Santa Restituta. (Immagine personale)

 

In questo periodo di alterni giochi di potere il villaggio di Santa Restituta e il suo centro di Morrea si trovano fra continue oscillazioni politiche che incidono anche sulla popolazione locale mai del tutto sicura. Santa Restituta in questo triste  e confuso periodo rimane un borgo piuttosto isolato con la sua chiesetta di campagna ora dipendente sul piano religioso dalla chiesa di Santo Stefano di Civita d’Antino. Diciamo che questo borgo è più un casale che un vero paese, che appartiene a Morrea.

Come chiesa di campagna, la chiesa di Santa Restituta, proprio per la sua posizione defilata è stata sicuramente un rifugio per coloro, che passavano per questi luoghi aspri e isolati. Nonostante le sue dimensioni la chiesetta ha avuto i suoi beni, che hanno consentito al prelato di turno di poter curare la struttura religiosa e pensare al proprio sostentamento.

 

Italia dopo la pace di Lodi nel 1454. (Immagine da Wikipedia)

 

In qualche modo questa chiesa sembra essere stata quasi un eremo per i religiosi che si sono succeduti alla sua guida. Quanto detto di questa cosa è puramente frutto delle poche fonti di cui disponiamo al momento.

La chiesetta ha sicuramente risentito nel corso della sua lunga storia delle varie scosse sismiche avvenute sia nella Marsica che nella zona di Sora. Quindi è più che probabile che abbia subito diversi interventi di restauro, anche solo per l’usura del tempo.

 

Varie scosse sismiche hanno interessato nel corso della storia la piccola chiesa di Santa Restituta

 

Sicuramente la zona di Morrea e di Santa Restituta hanno risentito seppure in modo superficiale dei terribili terremoti del 1456 dell’Irpinia e del 1461 del terremoto dell’Aquila. Sempre nello stesso periodo il piccolo borgo con buona parte della Valle Roveto appartiene alla contea di Celano, probabilmente dall’inizio del XV secolo. A questo punto Morrea e Santa Restituta rimangono nel territorio della contea di Celano anche nel XVI secolo sotto la nuova dinastia Piccolomini.

 

L’impero di Carlo V nel 1530

 

Nel corso del XVI secolo seppure la vita sociale non è facile all’epoca per le continue scorribande di bande o di eserciti, l’area della Valle Roveto egistra un sia pur minima crescita economica e demografica.  Morrea, per esempio con tutte le sue frazioni inclusa Santa Restituta, ha una leggera crescita economica e demografica dove passiamo dagli 850 abitanti nel 1550 ai 945 nel 1595.

 

Il castello di Celano oggi. (Immagine personale)

 

La contessa di Celano Costanza Piccolomini

 

Verso la fine del XVI secolo poi a causa del dissesto finanziario della contea di Celano, la contessa Piccolomini vende la baronia di Balsorano al proprio zio, la cui discendenza rimane al potere qui fino al 1700. Ebbene Morrea e Santa Restituta devono includersi nella nuova baronia di Balsorano a cui apparterranno fino al 1806 ovvero fino all’eversione feudale.

Durante il ‘600 Morrea e Santa Restituta registrano una certa crisi economica che si aggrava con il tempo, che infine sfocia con la tragedia della Peste del 1656 che si porta via molta popolazione. Tuttavia sembrerebbe che qui a Morrea e Santa Restituta la situazione sia stata molto meno grave che in altri centri.

 

La Peste del 1656. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel breve lasso di tempo della Peste anche a Santa Restituta sono comuni le numerose visite della popolazione alla chiesa locale per pregare per la propria anima in attesa della morte per Peste.

Per fortuna il periodo passa e piano piano la zona si riprende seppure molto faticosamente e lentamente. Inizia a ricrescere la popolazione che nella sola Morrea tocca 333 unità nel 1703, in crescita rispetto ai decenni precedenti.

La popolazione di Santa Restituta nel ‘600 rimane piuttosto isolata con il suo borgo, continuando a fare una vita legata alla pastorizia e all’agricoltura. Qui nella Valle Roveto sono molte le colture che vengono coltivate, ma per poter avere dei più felici raccolti bisognerà aspettare l’inizio del ‘700, allorquando terminerà questa lunga e fredda fase climatica iniziata a fine XVI secolo.

Nel corso del ‘600 inoltre la zona della Valle Roveto è scossa dal terremoto di Sora del 1654, che fa sentire i suoi tristi effetti anche qui a Santa Restituta e Morrea dove si registrerebbero  diversi danni.

 

 


 

 

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XVIII SECOLO

 

Il nuovo secolo si apre con l’ascesa della famiglia Testa nel governo della baronia di Balsorano in sostituzione della scomparsa famiglia Piccolomini. Poco dopo avvengono due nuovi importanti sismi che scuotono la Valle Roveto.

 

Terremoto dell’Aquila del 1703

 

Terremoto della Majella del 1706

 

Questi due importanti terremoti hanno epicentro proprio in Abruzzo, e riguardano il terremoto dell’Aquila del 1703 e della Majella del 1706. Entrambi i sismi sono molto violenti e scuotono profondamente l’intera regione producendo ovunque più o meno danni importanti. Nella Marsica è però il sisma dell’Aquila del 1703 quello che produce più danni distruggendo o danneggiando diversi centri abitati, compresi i paesi della Valle Roveto.

Ora con abbiamo fonti dirette al momento che ci dicano quali e quanti danni si siano verificati nella Valle Roveto per questo sisma, ma sicuramente ve ne sono stati. Non avendo comunque fonti importanti al momento rimaniamo sul superficiale indicando soltanto che diverse chiese in questo secolo hanno subito restauri importanti e che questi quasi sicuramente si sono verificati in seguito ai danni avuti per questi sismi.

 

La chiesa di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

 

Tuttavia nel caso della chiesa di Santa Restituta non abbiamo notizie al riguardo, quindi possiamo supporre che la struttura abbia retto bene ai sismi senza riportare lesioni importanti.

Nel corso dei primi anni del secolo l’occupazione spagnola ha ceduto il posto all’occupazione austriaca che si è protratta fino al 1734 ed è in questo periodo che si è avuta la fine del lungo periodo di freddo che ha caratterizzato il secolo precedente. In breve il clima è tornato a temperature miti permettendo raccolti importanti che hanno favorito la crescita della popolazione che ha interessato quasi tutti i centri abitati della zona marsicana e rovetana.

 

Europa 1714 (Fonte Wikipedia

 

Durante questo secolo il piccolo borgo di Santa Restituta ha continuato ad essere frazione del comune di Morrea, mentre altri piccoli centri della zona rovetana hanno avuto una crescita importante, diventando a loro volta comuni autonomi, come nel caso di San Vincenzo Valle Roveto che ha visto salire in modo importante il numero dei residenti, ottenendo l’elevazione a comune autonomo verso la metà del secolo.

 

Re Carlo IV di Napoli (1734-59). (Immagine da Wikipedia)

 

Dal 1734 il sud Italia torna ad essere dopo due secolo regno autonomo sotto la nuova dinastia dei Borbone. Ciò favorisce una ripresa economica e sociale in tutto il regno, compreso l’Abruzzo dove nonostante l’arretramento presente da secoli, anche qui complice un clima mite, si registra un certo miglioramento sociale. Purtroppo l’endemico problema del brigantaggio che in queste zone pullula, frena questo miglioramento sociale.

 

L’Italia e il regno di Napoli nel 1748

 

Il brigantaggio presente nella Valle Roveto subisce in questo secolo un importante impennata e pur non manifestandosi con episodi di grave efferratezza, fa registrare comunque una certa crescita.

Il piccolo borgo di Santa Restituta pur crescendo nella popolazione rimane comunque al livello quasi di casolare che non permette sviluppi importanti. In questo quadro la chiesa del paese rimane il cuore pulsante dell’intera vita paesana.

 

Il Lago Fucino nel 1795 in un dipinto dell’epoca

 

Alla fine del secolo infine si registra l’inizio di una nuova fase climatica assai più piovosa e fredda della precedente, comportando con ciò raccolti più scarsi e problemi vari. Soprattutto però questo è il periodo della rivoluzione francese, in cui tutta la società tutta si ribella al vecchio ordine portando con ciò alla fine del regime feudale.

 

L’attacco alla Bastiglia a Parigi nel 1789. (Immagine da Wikipedia)

 

Tempo qualche anno in Francia si passa gradualmente da un regime di terrore dei primi anni 1790 ad un regime di semidittatura verso la fine dello stesso decennio con l’arrivo al potere di Napoleone Bonaparte che trasforma la Francia da  rivoluzionaria e repubblicana a una nuova forma monarchia con la creazione di un impero francese che dura dal 1804 al 1815.

 

L’arrivo dei Francesi a Napoli. (Immagine da Wkipedia)

 

In questo lasso di tempo invade tutti i paesi europei che la Francia ingloba o direttamente o indirettamente ponendo sui vari troni persone devote di Napoleone. In questo senso il regno di Napoli non fa eccezione. I Francesi raggiungono Napoli la prima volta nel 1798, cacciano i Borbone e vi instaurano una repubblica rimanendovi però solo fino al 1800 per la forte opposizione del ceto popolare. In questo primo frangente non riescono a fare nulla.

 

 


 

 

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XIX secolo

 

 

Con il nuovo secolo abbiamo la seconda occupazione del regno di Napoli da parte francese. Il dominio francese dura 10 anni e in questa fase vengono realizzate importanti riforme che portano a cambiamenti importanti.

 

L’Europa Napoleonica nel 1810

 

Tra questi abbiamo l’importante riforma dell’abolizione dei diritti feudali nel 1806, che porta nella Marsica e nella Valle Roveto alla fine del ducato di Tagliacozzo e della contea di Celano. Nel caso specifico si ha la fine della baronia di Balsorano sotto la famiglia Testa.

 

 

L’Italia napoleonica nel 1810

 

Con il venir meno di queste strutture sociali si crea un vuoto di potere, che viene però rimpiazzato con un nuovo schema amministrativo. Il punto però che al livello locale la nuova struttura in qualche modo viene a ripresentarsi più o meno come prima, ricalcandone in parte la forma.

Nel caso di Santa Restituta abbiamo che il piccolo villaggio diventa frazione, anche se sarebbe corretto non parlare ancora di frazione, di Civita d’Antino insieme agli altri centri della valle.

 

L’Italia nel 1815

 

Ferdinando I re delle Due Sicilie. (Immagine da Wikipedia)

 

Con il venir meno nel 1815 del governo francese e il ripristino dei Borbone nella nuova dicitura di re delle Due Sicilie, abbiamo un consolidamento della nuova struttura amministrativa avviata sotto i Francesi e ciò si ha sia al  livello sovraregionale che locale.

Nel caso locale della Valle Roveto viene creato nel 1816 il nuovo comune di San Vincenzo Valle Roveto a cui sono aggregati diversi centri, tra cui anche Morrea e Santa Restituta che rimarranno sotto questo in modo definitivo.

Riguardo all’economia si ha una situazione stagnante seppure migliore rispetto al secolo precedente. Ogni territorio del sud Italia tende a continuare il lavoro in cui era occupato nel ‘700 e ciò vale anche per la Marsica a la Valle Roveto.

 

Italia nel 1829

 

Nel corso degli anni borbonici diciamo intorno al 1820 abbiamo un importante aumento del livello del Lago Fucino che provoca importanti disastri in tutta l’area lacustre, producendo ovunque grandi allagamenti e danni. Da questo momento la popolazione torna a chiedere al re una risoluzione definitiva del problema lago. Il re e i suoi successori cercano d’impegnarsi nel trovare  soluzioni adeguate, ma prima degli anni 1840 il problema appare senza soluzione con gli unici provvedimenti di ripulitura degli argini ì, ma nulla di più.

Nelle zone interne come la Valle Roveto dove il problema del lago non sussiste, esiste però una continua  situazione di grave disagio sociale dovuta a una povertà endemica difficile da gestire, a cui si aggiunge il triste problema del brigantaggio che in tutta la Valle Roveto è assai presente producendo molti problemi alla popolazione.

 

Scorcio della frazione di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

 

Santa Restituta così come gli altri borghi della zona soffrono questo disagio sociale, la popolazione non sempre riesce ad arrivare a fine mese con le attività che si fanno e qualcuno preferisce entrare nel brigantaggio.

 

Immagine della chiesa di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

 

La chiesa di Santa Restituta in tutto questo offre un ‘oasi di pace e serenità d’animo a quanti vadano a pregare o semplicemente meditare e per la popolazione locale questa piccola chiesa è importante.

 

Celano nel 1840, con vista sul Lago Fucino. (Immagine da Wikipedia)

 

Tornando al caso del Lago Fucino il problema viene finalmente avviato a soluzione con la stesura di nuovi progetti ingegneristici redatti negli anni 1840. Il progetto anzichè essere portato avanti dal governo di Napoli si decide di creare una società privata che svolgesse il pesante progetto.

Poco dopo la formazione della nuova società i privati che avevano sottoscritto il progetto si ritirano uno ad uno. Ma alla fine interviene Torlonia in persona che dopo aver rilevato una ad una le quote societarie dei precedenti soci, decide di procedere per contro proprio con la messa in campo del progetto che inizia nel 1854 e termina nel 1876. In questo lungo arco di tempo Alessandro Torlonia provvede in autonomia a tutte le spese, rischiando quasi di fallire, ma alla fine ci riesce e si gode i frutti di questa grande impresa.

Con lui la Marsica acquista una nuova identità riconoscendosi come unico territorio, intorno alla nuova capitale amministrativa di Avezzano, la quale assume il ruolo di centro amministrativo della Marsica proprio negli anni di Torlonia. La Marsica per la prima volta nella sua storia inizia a uscire dall’isolamento in cui si è trovata con la creazione delle nuove ferrovia Roma-Pescara, che vedrà la luce nel 1888, con il tratto definitivo nel 1903.

 

La chiesa di Santa Restituta oggi. (Immagine personale)

 

In tutto questo quadro la chiesa di Santa Restituta lungo i secoli si è trovata ad offrire riparo ai numerosi viandanti che hanno attraversato la Valle Roveto fino al 1850 circa. In pratica questa piccola chiesa termina il suo stato d’isolamento con il suo microscopico borgo, nel 1844, allorquando viene costruita la S.S. 82, che collega la chiesa e il borgo con gli altri paesi della zona. Da questo momento pur rimanendo ancora una chiesa di campagna viene maggiormente frequentata dalla popolazione che viene anche a costruire qui allargando seppure di poco il piccolo borgo.

 

Proclamazione del regno d’Italia (17-3-1861). (Immagine da Wikipedia)

 

Vittorio Emanuele II re d’Italia. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel frattempo nel 1861 si forma il nuovo stato nazionale italiano sotto la monarchia di Vittorio Emanuele II di Savoia e successivamente nel decennio 1861-70 il fenomeno del brigantaggio che infestava la Valle Roveto e l’intera Marsica da secoli, viene meno per lo sterminio dei Briganti da parte del nuovo governo nazionale che s’impone anche nelle zone interne dell’Italia.

 

Incisione di un assalto a una carrozza da parte di Briganti nel 1865

 

Le popolazioni della Marsica così come quelle del meridione italiano erano fortemente ostili al nuovo ordine nazionale, in quanto ancora fedeli al vecchio regno delle Due Sicilie, decaduto nel 1860 sotto i colpi di Garibaldi e poi annesso all’Italia. Ebbene queste popolazioni pur di non sottostare ai Savoia inizialmente accettano i Briganti nell’atto di ribellarsi al governo torinese. Ma presto la situazione cambia per il forte malcontento popolare nei confronti dei Briganti, che saccheggiano le povere popolazioni di montagna spingendole ad accettare il nuovo governo nazionale, pur di togliersi di mezzo i Briganti.

 

Scorcio della frazione di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

 

Dopo il 1870 non presentandosi più il pericolo dei briganti, molta gente inizia a trasferirsi più in basso, e qualche casa inizia a vedersi anche qui a Santa Restituta.

 

Immagine della chiesa di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

 

La chiesa invece rimane sempre un punto di riferimento per la tanta gente che giunge qui o per raccogliersi in preghiera in qualche luogo appartato come questo, o perchè abita nelle vicinanze della chiesa.

 

Emigranti al porto in attesa di salire sulla nave. (Immagine da Wikipedia)

 

Alla fine del XIX secolo la zona della Valle Roveto con i vari borghi di montagna o di pianura come Santa Restituta, soffrono di una povertà importante della zona emigra all’estero in cerca di fortuna verso l’America del nord (Canada e USA) o verso l’America del sud (Argentina e Brasile).

 

 

 


 

 

 

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XX secolo

 

Scorcio del borgo di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

 

All’inizio del ‘900 il comune di San Vincenzo Valle Roveto è in piena crescita demografica raggiungendo la cifra record di 4169 unità dislocate sull’intero territorio comunale. Quindi riguardante anche Santa Restituta, che però ricordiamo si strutturerà meglio come paese solo dopo il terremoto del 1915, fino a questo momento rimane solo un piccolo casale.

 

Balsorano ai primi del ‘900.

 

All’inizio del secolo coloro che vivono a Santa Restituta svolgono una vita dura e povera ed è solo da poco tempo che sono stati collegati da una strada che li mette in comunicazione con il resto del comune, tramite la quale possono raggiungere anche la più vicina stazione ferroviaria eretta a fine  ‘800, l’Avezzano – Roccasecca.

Nel 1915 abbiamo quindi il tremendo terremoto di Gioia dei Marsi, che fa sentire i  suoi effetti devastanti anche nella zona della Valle Roveto, riuscendo a causare la distruzione d’interi borghi, come avvenuto a Morrea, San Vincenzo, Balsorano e altri centri, che sono stati o rasi al suolo o gravemente danneggiati.

 

Il racconto del terremoto del 1915 a Balsorano in un disegno di molti anni fa

 

Balsorano dopo il sisma del 1915

Le rovine di Avezzano dopo il sisma del 1915

 

Per esempio il paese di San Vincenzo a causa del grave sisma è stato distrutto completamente e la successiva ricostruzione del borgo ha portato questo ad essere ricostruito in una zona diversa dalla precedente ponendolo più in basso vicino ai collegamenti principali.

Tuttavia alcuni vecchi borghi come appunto San Vincenzo con il tempo vengono ricostruiti e iniziano una nuova vita come frazioni del nuovo comune San Vincenzo Valle Roveto, assumendo un nuovo nome che caratterizza il nuovo corso. San Vincenzo per esempio assume il nome di San Vincenzo Superiore.

E Santa Restituta?

Come accennato, è con il nuovo secolo XX, soprattutto dopo il terribile terremoto di Gioia dei Marsi del 1915, che si forma il vero e proprio borgo di Santa Restituta che vediamo oggi. L’antico borgo di Santa Restituta viene distrutto completamente dal sisma del 1915, come la chiesa stessa che crolla su se stessa. 

 

Scorcio della frazione di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

La chiesa di Santa Restituta oggi. (Immagine personale)

 

Dopo la prima guerra mondiale e il terremoto del 1915 nei primi anni ’20 viene ricostruito ex novo il nuovo borgo intorno alla rinata chiesa di Santa Restituta, ricostruita insieme al borgo negli anni ’20.

 

L’impero coloniale italiano nel 1936 riprodotto su un muro di Aielli Stazione.

 

Successivamente nel corso dell’epoca fascista (negli anni ’30) Il giovane villaggio cresce  rapidamente portandosi ad un certo livello, tanto da far elevare la chiesa di Santa Restituta a chiesa parrocchiale del nuovo centro abitato. Questi sono anni in cui tutti i centri abitati marsicani registrano un vero e proprio boom di nascite, portando molti paesi a raggiungere cifre importanti di residenti.

 

Immagine della chiesa di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

 

A San Vincenzo Valle Roveto dopo il crollo demografico dovuto al terremoto ora il paese è in pieno boom raggiungendo la cifra di 3921 residenti e chiaramente parte di questi comprendono anche le persone residenti a Santa Restituta.

Poi con la seconda guerra mondiale la piccola frazione viene travolta dagli eventi prima con la partenza di alcuni uomini per la seconda guerra mondiale e successivamente tra il 1943 e 1944 per la guerra che entra in casa.

Nel 1943 infatti i Tedeschi invadono l’Italia fino a Cassino occupando tutti i borghi del paese compresa Santa Restituta. Il periodo d’occupazione nazista è duro per la popolazione e le recrudescenze tedesche si manifestano anche qui a  Santa Restituta, producendo diverse situazioni di forte disagio per la popolazione. Soprattutto sono però i bombardamenti alleati ad allarmare la popolazione. La Valle Roveto diventa tra il 1943 e il 1944 zona di confine, stando vicinissima al fronte di Cassino, che si trova sulla linea Gustav, confine fra la zona tedesca e alleata dell’Italia. Qui si affrontano gli eserciti tedesco e alleato per il controllo del Centro Italia.

 

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Bombardamento alleato su Avezzano tra gennaio e maggio 1944

Crateri dei bombardamenti ad Avezzano (1944)

 

All’inizio del 1944 avvengono numerosi bombardamenti nella Valle Roveto e nella Marsica, da parte alleata come azione d’indebolimento contro i tedeschi. I bombardamenti alleati sulla Valle Roveto cadono a pioggia colpendo l’intero territorio e terrorizzando le popolazioni locali che fuggono disperate sulle montagne vicine. Alcuni di questi bombardamenti colpiscono anche il borgo di Santa Restituta distruggendo la chiesa di Santa Restituta e diverse case presenti nelle immediate vicinanze.

 

Immagini simbolo del passaggio dell’Italia da monarchia a repubblica.

 

 

La guerra finisce completamente l’anno successivo nel 1945, portando alla completa liberazione dell’Italia e alla creazione di un nuovo clima politico e amministrativo libero e democratico che si consolida con il referendum del 2 giugno 1946 allorquando l’Italia diventa repubblica.

 


 

 

All’inizio nella Marsica e nella Valle Roveto sono ricostruite tutte le vie di comunicazione distrutte dai Tedeschi in fuga e subito dopo i vari borghi della Marsica, compresa Santa Restituta. Nel giovane borgo sono riparate case e vie di comunicazioni e già all’inizio del 1950 il borgo appare ricostruito, ma soprattutto nello stesso periodo viene ricostruita in modo più grande l’antica chiesa di Santa Restituta che viene ad inglobare l’antica struttura e quella rifatta negli anni ’20. Pochi anni dopo i lavori della nuova chiesa terminano e all’inizio degli anni ’50 la nuova chiesa è restituita alla cittadinanza.

 

Scorcio del paese di Santa Restituta negli anni ’60.

(Immagine https://web.archive.org/web/20060514072725fw_/http://www.prolocoroscesantarestituta.it/S.Restituta/015.jpg)

 

Poi nel corso degli anni ’50 e ’60 anche il paese di Santa Restituta subisce il fenomeno dell’emigrazione, a causa della povertà economica presente nella zona, portando inevitabilmente a un veloce spopolamento.

 

Scorcio del paese di Santa Restituta negli anni ’70.

(Immagine da https://web.archive.org/web/20060514072742fw_/http://www.prolocoroscesantarestituta.it/S.Restituta/004.jpg)

 

Successivamente nel corso degli anni ’70 avviene una scoperta sensazionale che riguarda la chiesa chiesa di Santa Restituta, dove viene scoperto un sarcofago molto antico nella cripta usata fino ad allora come ripostiglio. Da indagini successive viene fuori un affresco che raffigura Santa Restituta.

 

La chiesa di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

 

All’inizio però il cattivo stato dell’affresco non aveva permesso una reale identificazione con la santa, e solo dopo un accurato restauro è stato possibile accertarne l’identità con Santa Restituta.

Nel 1975 Padre Raffaele, parroco di Santa Restituta, dopo aver informato le autorità ecclesiastiche, procede a far restaurare l’affresco dal prof. Biagio Cascone, maestro restauratore dei Musei Vaticani. L’accertamento dell’identità della santa è stato possibile grazie all’emersione durante il restauro, di una scritta a caratteri longobardi, posta sulla destra della santa. Ebbene Infatti questa scritta una volta risistemata ed esaminata ha dato l’effettiva conferma che l’affresco era di Santa Restituta.

 

Affresco di Santa Restituta (IX sec.) dopo il restauro nel 1975.

L’affresco è conservato nella chiesa di Santa Restituta della frazione omonima.

 

La perizia inoltre ha indicato che l’affresco è di stile longobardo risalente al IX secolo d.C. Da ciò è stato possibile accertare e dedurre due cose importanti, la prima è che nella piccola chiesa di Santa Restituta vi è la più antica immagine della patrona di Sora e della diocesi e la seconda riguarda la data di nascita della prima chiesa di Santa Restituta che risale al IX secolo.

Tornando agli eventi nel corso degli anni ’80 abbiamo il boom economico marsicano, che produce un notevole salto di qualità per tutta la Marsica. I numeri economici di questo periodo dimostrano come i Marsi dopo aver lavorato molto sulla zona e fatto nascere negli anni precedenti numerose piccole attività in diversi settori sia industriali che nel terziario, raggiungono ora numeri di tutto rispetto che porta la zona ad essere fra le più dinamiche del centro Italia con standard di vita molto simili al nord Italia.

 

 

Avezzano negli anni ’80

 

Con il boom economico marsicano prende avvio il fenomeno delle seconde case tipico di questo periodo, che consente a molti, come accade in altri paesi della Marsica, di rimettere radici nei propri paesi d’origine come a Santa Restituta, pur rimanendo ad abitare in altre città. Si rinsaldano così i rapporti familiari e il piccolo paese va avanti, in modo meno inquieto.

Nel corso degli anni ’90 la situazione continua ad essere discreta e molti abitanti del piccolo paese pur continuando a risiedere nelle città dove si è trovato lavoro, riprendono in modo importante le relazioni con il vecchio paese d’origine.

 

 


 

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XXI secolo

 

Negli anni 2000 il comune di San Vincenzo Valle Roveto si lancia nel miglioramento dell’accoglienza turistica, cercando di promuovere iniziative culturali e avviando un piccolo restauro di vari beni storici presenti nel comune.

 

Scorcio di San Vincenzo Valle Roveto oggi. (Immagine personale)

 

Certo parliamo di un comune forse non fra i più ricchi, ma certamente fortemente motivato a far crescere il proprio territorio in modo sano e giusto puntando molto sul turismo ambientale, visto l’immensa ricchezza da cui è circondato. La Valle Roveto infatti è un vero e proprio gioiello ambientale formato da alte montagne, colline e sorgenti dense d’acqua, un vero paesaggio da favola.

 

Il borgo di Santa Restituta oggi. (Immagine da internet)

 

In questo contesto troviamo il piccolo borgo di Santa Restituta, che sull’onda del comune più grande, avvia seppure in formato più piccolo iniziative che promuovano il contesto culturale del borgo, partendo chiaramente dalla chiesa di Santa Restituta da cui prende il nome.

 

La chiesa di Santa Restituta nel 2009. (Fonte GoogleMap)

 

Oggi la chiesa di Santa Restituta a causa della sua lunga e comprovata storia è divenuta un importante bene storico nell’ambito del comune di San Vincenzo Valle Roveto. Insieme a ciò rimane il riferimento sociale più importante del borgo di Santa Restituta.

 

La chiesa di Santa Restituta nel 2018. (Immagine personale)

 

La chiesa di Santa Restituta nel tempo è stata valorizzata inserendola in un percorso culturale all’interno dei beni storici del comune di San Vincenzo Valle Roveto.

 

Scorcio della frazione di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)

 

 

Con il nuovo secolo infatti il borgo di Santa Restituta si struttura meglio nella ricezione turistica per accogliere visitatori che passano di qui, e una delle idee portate avanti è appunto l’inserimento della chiesa di Santa Restituta all’interno di un percorso culturale presente nel comune di San Vincenzo.

 

Fermo immagine del video Youtube della festa patronale del 2022

 

Chiaramente parliamo di un piccolo borgo niente a che vedere con altre realtà più strutturate, ma nonostante ciò anche questo piccolo paese sta cercando di competere con centri abitati meglio organizzati, diversificando come può l’offerta turistica locale.

 


CHIESA DI SANTA RESTITUTA