PALAZZO CORRADINO DI SVEVIA – STORIA


STRUTTURA DI PALAZZO CORRADINO DI SVEVIA


 

 

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XIII secolo

Palazzo Corradino di Svevia oggi. (Immagine personale)

 

Palazzo Corradino di Svevia è un edificio storico di Scurcola Marsicana costruito nel XIII secolo come attesta la targa fuori dal palazzo, ed è stato dedicato a Corradino di Svevia, protagonista della famosa battaglia dei Piani Palentini. Provando ad essere più precisi è probabile che l’immobile sia stato edificato alla fine del secolo, diciamo tra il 1270 e il 1300 e pare aver avuto una continuità abitativa rilevante nel corso del tempo. Ciò se è davvero andato così è servito a mantenere intatta la sua struttura, dandole forza e resistenza. 

 

Scurcola Marsicana oggi. (Immagine personale)

 

La storicità dell’edificio è poi testimomiata anche dal contesto in cui si trova, essendo posto come palazzo nella parte alta e più antica di Scurcola, quella cioè dove è presente il castello, che si pone sulla cima del paese.

 

Immagine a fumetti della battaglia dei Piani Palentini. (Immagine da I FUMETTI D’ITALIA di Enzo Biagi)

 

Sul piano politico dopo la battaglia dei Piani Palentini del 23 agosto 1268, la Marsica e tutto l’Abruzzo diventa territorio del regno angioino e le varie signorie locali, tipo quella dei Berardi pur sopravvivendo si riducono d’importanza, mentre sorge la potenza degli Orsini che si vengono inserendo nel territorio marsicano, sostituendosi alla signoria altomedievale dei DePontibus, che si viene rapidamente riducendo.

 

Il simbolo della famiglia De Pontibus. (Immagine personale)

 

I De Pontibus, signori anche di Scurcola fino al 1268, ancora per qualche tempo saranno presenti sulla scena politica marsicana, ma poi questi che in passato sono stati capaci di riunire sotto di se l’intera Marsica occidentale da Scurcola a Carsoli, con centro a Tagliacozzo, si ridurranno in breve a signoreggiare il solo paese di Corcumello.

Ebbene Carlo I per festeggiare la sua vittoria sugli Svevi fa costruire nel paese di Scurcola un grande convento e una grande chiesa, che nella sua idea deve diventare una grande abbazia al pari di Montecassino e Farfa.

Nella realtà l’abbazia di Santa Maria della Vittoria di Scurcola nasce e cresce diventando in breve si un grande feudo religioso, con a capo l’abate locale, ma non raggiungerà mai il peso politico delle abbazie di Farfa e Montecassino.

 

 

 

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XIV secolo

 

Il terremoto del 1349 è tra i più devastanti mai avvenuto in Appennino negli ultimi 1000 anni

 

Sul piano politico Scurcola continua ad essere per tutto il secolo il centro del grande feudo monacale di Santa Maria della Vittoria, crescendo ancora di dimensioni, ma a causa del forte terremoto del 1349 e di altri fattori inizia anche a decadere. 

 

Palazzo Corradino di Svevia oggi. Immagine personale

 

In questo secolo Palazzo Corradino ha sicuramente subito dei danni dal tremendo terremoto del 1349 che ha portato danneggiamenti e lutti ovunque. Il sisma infatti è tristemente noto come uno dei più devastanti avutosi in Italia, con una magnitudo attestata tra i 6,8 e i 6,9 Mw. Dopo questo sisma il palazzo verrà ristrutturato nel corso dello stesso secolo essendo il sisma avvenuto a metà secolo.

 

Scurcola Marsicana oggi. (Immagine personale)

 

Scurcola Marsicana, come il suo grande monastero cistercense subisce diversi danni dal sisma, ma ci vorranno molti anni prima che torni ad essere completamente ristrutturata e ciò a causa dei grandi problemi dell’epoca come la grande peste del 1348 che anche qui fa molti morti, o altre calamità successive.

 

 

 


 

 

 

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XV secolo

Palazzo Corradino oggi. (Immagine personale)

 

La ristrutturazione più profonda di Palazzo Corradino, come attesta la sua struttura, avviene nel corso del XV secolo. E’ possibile anche che l’edificio  dopo il terremoto del 1349 sia stato solo parzialmente restaurato e che sia stato in gran parte rifatto nella seconda metà del XV secolo. Questo lo diciamo in quanto nel 1456 un altro grave sisma si è verificato in Italia, la cui localizzazione sembra essere stata l’Irpinia.

 

Terremoto dell’Irpinia del 1456. (Immagine da internet)

 

Questo terremoto a differenza di altri avvenuti in seguito, ha avuto gravissimi effetti sulla Marsica, producendo danni ovunque, in special modo in alcune aree della zona dove ha prodotto effetti distruttivi come nella Piana di Carsoli. E’ pure possibile anche se questo non è accertato, che tale sisma, a cui è seguito l’altro grave terremoto dell’Aquila nel 1461, abbia causato gravi danni ai vari centri abitati tra cui proprio Scurcola e quindi è più possibile che anche Palazzo Corradino sia stato colpito duramente.

La distruttività del sisma del 1456 sulla Marsica è cosa certa, per certi aspetti anche maggiore rispetto al sisma del 1349.  Riguardo a Scurcola sappiamo con certezza che tale terremoto ha colpito duramente la grande abbazia di Santa Maria della Vittoria, che si trova appena fuori il paese, producendo su questa danni ingenti. Per cui di riflesso anche Scurcola ha subito sicuramente la stessa sorte e quindi risulta bisognosa di ristrutturazione.

Per cui non resta che ammettere che la ristrutturazione profonda di Palazzo Corradino sia conseguenza di questo terremoto. Comunque siano andate le cose abbiamo che nella seconda metà del XV secolo il palazzo viene ristrutturato in stile rinascimentale secondo i gusti dell’epoca. Ne sono esempio le numerose caratteristiche architettoniche che si rifanno a questo periodo.

 

Scorcio di Scurcola oggi. (Immagine personale)

 

Sul piano politico Scurcola fino a metà secolo regge ancora come centro feudale monastico, ma complice il cambio di regime politico avvenuto nel regno di Napoli dopo la disfatta della dinastia angioina e l’ascesa di quella aragonese nel 1440 circa, e il terremoto del 1456 il suo territorio diventa disputa delle grandi famiglie nobili romane degli Orsini e dei Colonna che si contendono il territorio marsicano. Tra questi infine la spunteranno i Colonna nel 1497 che ingloberanno nel loro territorio anche il feudo monastico di Scurcola ormai in profonda decadenza.

 

 

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XVI – XVII secolo

 

Scurcola nel XVI secolo

 

Quindi sul piano politico Scurcola all’inizio del XVI vede la crisi definitiva del suo feudo monacale e il suo assorbimento nel nuovo ducato di Tagliacozzo retto dai Colonna, che rimarranno feudatari della Marsica ininterrottamente fino al 1806, ovvero fino all’eversione feudale.

Sul piano delle calamità naturali invece nei secoli XVI e XVII, sismi importanti che abbiano influito così profondamente sul territorio marsicano non ve ne sono stati, fatto salvo quello del 1654 che è stato molto pesante nell’area dove è avvenuto e ha avuto diversi effetti anche qui nella Marsica, ma non certo come quello del 1456.

 

Terremoto di Sora del 1654. (Immagine da internet)

 

Il terremoto del 1654 è un sisma con epicentro a Sora e ha avuto una magnitudo di 6,3 Mw. Quindi è stato un sisma molto forte che ha avuto riflessi pesanti con danni e morti anche nella Marsica concentrati perlopiù nella Valle Roveto e nell’alto Sangro (ovvero Opi e Pescasseroli). Il resto del territorio se l’è cavata con qualche danno e tanta paura.

A Scurcola diciamo che questa scossa è stata la più forte, mentre altri sismi accaduti in questo periodo non sembra abbiano influito sulla zona. Quindi in generale almeno nella zona palentina i sismi avvenuti fuori dalla Marsica non hanno generato effetti qui a Scurcola e quindi neanche a questo immobile e ciò fino al XVIII secolo.

 

Palazzo Corradino di Svevia oggi. Immagine personale

 

Per cui nel XVI e XVII secolo sembrerebbe di poter dire che la struttura di Palazzo Corradino sia la stessa  della ristrutturazione del XV secolo.

 

 Il regno di Spagna nel 1598. (Immagine da Wikipedia)

 

Sul piano politico l’Italia del sud diventa colonia della Spagna, che affama con gravose tasse l’intero territorio. Tuttavia la Marsica grazie alla sua posizione di confine registra una certa crescita economica per tutto il XVI secolo. Poi ad un certo punto complice il cambio di clima anche questa cade in depressione economica che dura fino agli inizi del XVIII secolo, condizionando in ciò anche e soprattutto il settore edile.

 

 


 

 

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XVIII secolo

 

Sisma dell’Aquila in una litografia.

(Immagine dahttps://www.ilcapoluogo.it/2021/02/02/laquila-2-febbraio-1703-il-grande-sisma-della-candelora-che-distrusse-la-citta/)

 

Arriviamo quindi al XVIII secolo allorquando due nuovi importanti sismi si verificano in Abruzzo producendo danni un po’ ovunque compresa la Marsica. I sismi in questione sono il sisma dell’Aquila del 1703 e della Maiella del 1706. Entrambi i terremoti sono stati molto violenti e laddove si sono generati hanno prodotto danni importanti con molti morti. Come detto ci sono stati tanti danni anche nella Marsica, che tuttavia a differenza dell’aree direttamente coinvolte ha subito meno danni, fatta eccezione per le zone più vicine alle aree crateriche come l’Altopiano delle Rocche e altri abitati limitrofi come quelli della parte nord del Lago Fucino. Gli altri pur subendo danni se la sono cavata meglio.

 

Terremoto della Maiella del 1706.

 (Immagine dahttps://www.meteoweb.eu/2016/11/3-novembre-1706-terremoto-della-maiella-sconvolge-appennino-centrale-ricordare-prevenire/778024/)

 

 

Su questi due sismi non abbiamo dati diretti riguardo ai danni registrati dall’abitato di Scurcola, ma è sicuro che le scosse sono state avvertite distintamente dalla popolazione, che ha avuto molta paura in entrambe le occasioni. Ricordiamo che il terremoto dell’Aquila è stato proceduto da numerosi piccoli sismi prima dell’evento finale, quindi è stato un sisma  più lungo che ha stressato maggiormente la popolazione.

Fatto è comunque che dopo questi due sismi la Marsica e l’Abruzzo non sono riusciti a riprendersi subito e ciò sia economicamente che socialmente, come invece stava accadendo in altre zone del sud Italia. Ciò in gran parte era dovuto anche al clima rimasto freddo. Solo verso il 1730 la situazione è cambiata con clima più mite che ha generato raccolti abbondanti consentendo così un graduale recupero sul piano agricolo e dell’allevamento.

Ciò ha prodotto una discreta crescita economica, che ha poi consentito una buona ripresa demografica, dopo i tanti lutti seguiti alla Peste del 1656. Tale crescita si è manifestata su vari settori come quello edile, dove si   sono registrate importanti ristrutturazioni di varie tipologie d’immobili secondo il gusto Rococo dell’epoca. Ciò però è stato possibile anche grazie al ritorno all’indipendenza del sud Italia tornata ad essere regno indipendente sotto la nuova dinastia borbonica nel 1734.

 

                                   Re Carlo di Napoli (1734-59). (Immagine da Wikipedia)

 

L’Europa del 1748. (Immagine da Wikipedia)

Immagine da Wikipedia

 

All’interno di questo quadro di ripresa economica e sociale è fortemente possibile che vi siano stati interventi di restauro su vari palazzi dell’epoca nei vari centri abitati marsicani, tra cui naturalmente anche a Scurcola.

 

Palazzo Corradino di Svevia oggi. (Immagine personale)

 

Da ciò immaginiamo che che qualche nuovo intervento di restauro vi sia stato anche su Palazzo Corradino, essendo esso del XIII secolo e quindi  bisognoso comunque di cure, ma qui siamo nel verbo delle congetture non avendo alcuna conferma in proposito. Sicuramente tracce di Rococò nell’ambito di Scurcola se ne trovano tante soprattutto nelle chiese e in alcuni palazzi nobiliari dell’epoca.

 

Il Lago Fucino nel 1795 in un dipinto dell’epoca

 

Con la fine del XVIII secolo un nuovo cambiamento climatico si appresta ad intervenire con una nuova fase freddo-umida, che porta a varie conseguenze come l’innalzamento del Lago Fucino e i suoi numerosi straripamenti avvenuti tra il  1795 e il 1820. Ma ci sono tante altre caratteristiche di questo cambiamento come raccolti più magri e nuove desolazioni economiche.

 

Assalto alla Bastiglia da parte del popolo parigino nel 1789. (Immagine da Wikipedia)

 

La fine del secolo XVIII porta anche a nuovi assetti politici che iniziati con la rivoluzione francese colpiscono tutti gli stati europei. A seconda dei paesi poi questi assetti si sono tradotti in nuovi regimi politici, che sovrapposti alle strutture precedenti, hanno dato luogo a nuove idee e maggiori libertà di espressione.

 

 


 

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XIX secolo

L’Europa napoleonica. (Immagine da Wikipedia)

 

L’assetto politico uscito dal XVIII secolo con la rivoluzione francese e la successiva dominazione napoleonica termina nel 1815 con la sconfitta di Napoleone e il ritorno ad un assetto restaurativo precedente il 1792 deciso nel congresso di Vienna del 1815.

 

L’Europa dopo il Congresso di Vienna. (Immagine da Wikipedia)

L’Italia nel 1815. (Immagine da Wikipedia)

 

Ciò porta alla restaurazione dei vecchi regimi politici con i confini più o meno del 1792, ma anche qui ciò non è del tutto vero. La società europea e anche italiana era stata troppo coinvolta dal ciclone napoleonico, per cui seppure in apparenza la condizione politica sembrava essere ritornata indietro, molte leggi napoleoniche rimanevano in essere in tutti gli stati europei producendo nuove condizioni politiche, economiche, ma soprattutto sociali.

 

Re Ferdinando delle Due Sicilie. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel sud Italia erano tornati i Borbone con il vecchio re Ferdinando nella nuova dicitura di re delle Due Sicilie. Ma la società pur in una condizione di grande arretratezza era comunque cambiata.

Nella Marsica il problema principale in questa fase erano le grandi escrescenze del Lago Fucino, che producevano ora grossi problemi sociali ed economici. Anche Scurcola che sorgeva vicino il lago risentiva di questa condizione. Ebbene superata la fase critica delle escrescenze che si sono manifestate fino al 1816, che sono poi regredite in modo naturale, il re Ferdinando e i suoi governi si sono adoperati come potevano per intervenire sul problema.

Ciò è stato fatto ripulendo gli argini del lago, di modo da consentire a questo una migliore fuoriuscita delle acque verso i suoi canali sotterranei. Ma questo era troppo poco per come era fatto per migliorare in modo consistente il problema e solo un progetto idraulico importante poteva risolvere ciò.

 

Re Ferdinando II delle Due Sicilie. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel corso degli anni 1830 e soprattutto 1840 il nuovo re Ferdinando II si adopera fortemente per trovare una soluzione tecnica al problema che viene infine elaborata più o meno nel 1845. Il problema successivo era di ordine economico vista la portata dell’operazione idraulica. Alla fine nel 1850 un importante personaggio economico compare nel progetto, ovvero il banchiere Alessandro Torlonia, uno degli uomini più ricchi del suo tempo.

Egli si accorge da subito dell’enorme portata del progetto e soprattutto del grande ricavo economico che sarebbe seguito se esso fosse stato realizzato. In breve tutti gli imprenditori che si erano affacciati per finanziare l’opera si ritirano e rimane solo Torlonia che aveva in se una grande capacità imprenditoriale e procede da solo a finanziare e seguire l’intera operazione. E’ un operazione enorme sia per i tempi che per i costi, ma il tutto procede.

 

 Scurcola Marsicana ai primi del ‘900

 

Siamo quindi nel 1850 e mentre prende corpo il progetto del prosciugamento del lago torniamo ad osservare Scurcola. Scurcola appare in una condizione più o meno identica al 1815, sostanzialmente sul piano sociale ed economico non è cambiato nulla. Il paese continua ad andare avanti economicamente come ha sempre fatto appoggiandosi all’agricoltura condotta nei Piani Palentini e al pescato del Lago Fucino. Il paese al livello urbanistico continua a concentrarsi intorno al castello e alla chiesa della Santissima Trinità.

 

Palazzo Corradino di Svevia oggi. (Immagine personale)

 

Da ciò si ricava che anche Palazzo Corradino non sembrerebbe aver subito modifiche o restauri in questa fase, rimanendo quindi fedele a se stesso come appariva all’inizio del secolo.

 

Il lago Fucino in una foto del 1860

 

Il lago Fucino viene prosciugato tra il 1854 e il 1878 attraverso un’enorme e geniale operazione idraulica che proietta Torlonia e i suoi ingegneri nell’olimpo della storia ingegneristica idraulica.

In questi 20 anni di operazione idraulica l’intero territorio marsicano viene coinvolto sia direttamente che indirettamente, a cominciare dai paesi rivieraschi. Torlonia per realizzare l’opera ha bisogno di molto personale e vista la grande possibilità di lavoro sono molti gli uomini che sopraggiungono nella Marsica per lavorare all’opera.

La grande affluenza di manodopora genera una grande affluenza di persone residenti nei paesi intorno al cantiere. Paesi come Luco e Capistrello, ma anche Avezzano vedono un aumento di popolazione consistente comportando un aumento di nuovi fabbricati. Ciò avviene anche a Scurcola dove la popolazione tende ad aumentare.

Siamo ormai nel 1860 e si ha la grande rivoluzione dell’unità italiana con tutti i suoi annessi e connessi che però qui in questa sede sorvoliamo.

Palazzo Corradino rispetto a quella che è la proprietà e la situazione dell’epoca non sarà stato coinvolto in questo cambiamento, però quando si ha a che fare con immobili con una lunga storia alle spalle si ha molto rispetto di questi in quanto rappresentano anche la storia di questi momenti, perchè sai che sono li presenti come testimoni silenziosi di cambiamenti storici o semplicemente di attraversamento di epoche.

 

L’Italia nel marzo 1861. (Immagine da Wikipedia)

 

Vittorio Emanuele II primo re d’Italia. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel 1861 dopo due anni di guerra si arriva all’unità italiana sotto lo scettro dei Savoia. Mentre nel 1878 abbiamo il completamento del prosciugamento del lago che cambia completamente il volto ambientale e il microclima locale comportando rivoluzioni importanti nel settore agricolo. L’enorme distesa di terreno fertile che fuoriesce dal prosciugamento del grande lago produce di riflesso la fine di alcune colture al livello locale come la vite e l’ulivo, che rimangono solo in alcune zone della Marsica.

 

La Piana del Fucino oggi. (Immagine personale)

 

Nel corso degli anni successivi la grande capacità imprenditoriale di Torlonia cambierà direttamente e indirettamente il volto della Marsica innescando seppure a distanza di tempo un processo d’industrializzazione locale che sarà tra i più importanti del sud Italia.

Certo questo comporta anche lati negativi come una certa crisi agricola negli anni 1880 e il successivo processo di grande emigrazione da queste zone della Marsica per mancanza di lavoro.

 

Il castello di Avezzano alla fine del secolo XIX.

 

I giardini Torlonia di Avezzano alla fine dell’800.

 

Ma tra la fine del secolo e l’inizio del XX secolo la Marsica appare come un territorio in deciso sviluppo economico seppure in forma iniziale e concentrato perlopiù nei grandi centri locali. Ciò è dato anche dalla presenza della ferrovia introdotta nel territorio solo dal 1890 e ancora in fase di costruzione, che viene a passare per Avezzano e la Marsica. Ciò genera un nuovo afflusso di genti e uno sviluppo economico turistico non ancora del tutto indagato dagli storici.

La presenza della ferrovia, a partire dal 1890, favorisce una maggiore velocità di vendita dei prodotti agricoli fucensi e quindi dell’economia marsicana, che vede uno sviluppo sempre più consistente, determinato anche dalla nascita di piccole attività locali.

 

Tagliacozzo tra la fine dell’800 e l’inizio del’900.

 

Scurcola tra fine ‘800 e inizio ‘900.

 

Ciò piano piano si riflette su diversi centri abitati della Marsica che vedono sempre più la nascita di un miglioramento economico e sociale. Tra questi borghi compare anche Scurcola che seppure vede un certo deflusso di persone che va via, rimane un centro ad alta densità abitativa che viene migliorando nel tempo.

 

Palazzo Corradino oggi. (Immagine personale)

 

In questa cornice troviamo Palazzo Corradino posto nella parte più antica del paese, che rimane un immobile di pregio, degno di essere considerato già in questi tempi un vero monumento urbanistico di Scurcola.

 

 

 


 

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XX secolo

 

Con il nuovo secolo nella Marsica la situazione economica si mantiene stabile tendente in positivo. Nel Fucino vengono coltivate colture intensive soprattutto patate, barbabietole e altri generi di ortaggi utili a produzioni da subito esportabili. Riguardo alle barbabietole da queste si ricava lo zucchero che viene prodotto nello zuccherificio. Lo zuccherificio in questione si trova in Avezzano sorto qui alla fine dell’800 e questa si rivela la principale e più grossa fabbrica di tutta la Marsica e intorno a questa si creano tutta una serie di piccole attività.

 

Scorcio di Scurcola ai primi del ‘900.

(Immagine da https://scurcolamarsicanablog.blogspot.com/2022/02/terremotati-di-scurcola-marsicana-in.html)

 

La popolazione della Marsica aumenta un po’ in tutti i paesi, anche se ce ne sono alcuni che fanno eccezione come Scurcola dove invece la popolazione tende a scendere. Qui la popolazione residente si attesta a 3081 unità. I motivi di questa discesa potrebbero essere diversi, ma qui preferiamo solo accettare il dato senza entrare nel merito.

 

Terremoto di Gioia dei Marsi del 24-2-1904.

 

Purtroppo il ‘900 si apre nella Marsica con un brutto terremoto che si verifica nella zona di Magliano dei Marsi nel 1904 con una potenza di 5,7 Mw. Il sisma per fortuna non provoca morti, ma solo danni che si concentrano nei comuni di Magliano dei Marsi, Massa d’Albe e Scurcola appunto.

La fortuna in questo sisma è che non ci sono stati morti in nessun paese colpito. A Scurcola  alcuni edifici sono crollati, mentre altri si sono fortemente danneggiati riportando gravi lesioni e ciò lo si deve sia alla vecchiaia degli immobili che alla loro edilizia non buona. Oltre ai tanti edifici che vengono punteggiati nelle settimane successive al sisma, anche le chiese hanno risentito del terremoto riportando danni anche gravi, ma comunque riparabili.

 

 Case di Scurcola punteggiate dopo il sisma di
Rosciolo del 1904 nei giorni successivi al sisma.

(Immagine da  https://scurcolamarsicanablog.blogspot.com/2020/02/)

 

 

Ciò ci porta a chiederci ma Palazzo Corradino ha riportato danni? La risposta immediata è si, ma Palazzo Corradino ha subito danni da questo sisma, e se anche non abbiamo fonti oggi che ci dicano quanto gravi siano stati questi, l’edificio è stato però punteggiato come avvenuto a molti di Scurcola.

 

Militari tra le case di Via Corradino nel 1904 nei giorni successivi al sisma.

(Immagine da  https://scurcolamarsicanablog.blogspot.com/2020/02/)

 

Sopra abbiamo una rarissima e preziosa foto di via Corradino, dove è presente il palazzo, dove sono presenti militari intervenuti nei giorni successivi al sisma per punteggiare gli edifici presenti e dare una mano alla popolazione. Nel corso degli anni successivi a Scurcola la riparazione dei danni per il sisma procede lentamente e Nel 1915 a 10 anni dal sisma del 1904 molte case risultano ancora soggette a ponteggi, ma il peggio deve ancora venire e viene la mattina del 13 gennaio 1915.

 

 

La mattina del 13 gennaio 1915 avviene infatti un più grave e forte sisma del precedente.

 

Terremoto di Gioia dei Marsi del 13-1-1915.

 

 Parliamo del terremoto di Gioia dei Marsi che investe in pieno la Marsica con una forza dirompente pari a 7 Mw. Una forza enorme!!!

 

Aielli dopo il terremoto del 1915

 

Il sisma distrugge tutti i borghi che si affacciano sul Fucino, ma anche i borghi delle valli circostanti vengono completamente distrutti o gravemente danneggiati.

 

La chiesa di San Bartolomeo di Avezzano distrutta dopo il sisma del 1915

Avezzano distrutta dal sisma del 1915

Balsorano dopo il sisma di Gioia dei Marsi del 13-1-1915

 

Tra i paesi colpiti alcuni riportano danni molto meno consistenti di altri riuscendo a salvarsi, ma soprattutto si salva il proprio centro storico, come avviene a Ortona dei Marsi che supera il sisma quasi indenne, immergendosi in un cimitero di paesi limitrofi rasi al suolo.

Ortona come altri paesi simili, tipo  Scurcola Marsicana che vede salvare la parte di centro abitato posto sulla montagna, si salvano in quanto le loro fondamenta poggiano direttamente nella roccia e questa attutisce di molto gli effetti sismici, consentendo a questi centri storici di salvarsi.

 

Sfollati di Scurcola dopo il sisma del 1915

(Immagine da https://scurcolamarsicanablog.blogspot.com/2022/02/terremotati-di-scurcola-marsicana-in.html)

 

Nonostante ciò comunque Scurcola perde ugualmente una discreta fetta di popolazione pari  al 15% del totale, e molte abitazioni risultano gravemente lesionate, seppure come abbiamo detto il suo centro storico si salva anche se appare lesionato in più punti.

La foto presente sopra che apparentemente qualcuno afferma appartenere al terremoto del 1904, noi la collochiamo al 1915 e ciò lo diciamo per la chiarezza dell’immagine, ma soprattutto per la buona qualità delle baracche che si vedono dietro che dovrebbero essere meno buone se fossero del 1904.

All’interno di questo grave episodio pur in mancanza di fonti certe, immaginiamo che Palazzo Corradino pur subendo danni anche di una certa rilevanza sia sopravissuto al grave sisma. Ciò lo diciamo in virtù del fatto che il palazzo è posizionato nella parte alta del paese, dove i danni sono stati minori e ciò ha consentito a differenza di altri borghi di mantenere inalterato il proprio centro storico.

Negli anni successivi dopo la grave fase della 1 guerra mondiale e dell’epidemia di Spagnola, che anche qui semina morti, si arriva al 1922 con l’ascesa del Fascismo, non certo il meglio di cui aspettarsi, però il regime è riuscito a velocizzare diverse procedure che permettono ai paesi marsicani di ricostruirsi e restaurarsi prima cominciando con i palazzi pubblici e poi via via restaurando gli edifici privati.

Immaginiamo che ciò abbia riguardato anche Palazzo Corradino che dovrebbe aver avuto un minimo di restauro, magari avvenuto molto in la nel tempo rispetto al sisma del 1915.

 

Scurcola negli anni ’30.

 

Scurcola nel corso degli ’30 è un paese che viene di nuovo crescendo sul piano demografico, ciò è forse frutto anche di una legge fascista che tendeva a mantenere le persone nel posto dove si nasceva.

 

Scurcola Marsicana nel 1932  vista dalla zona della chiesa di S. Antonio.

(Immagine da https://scurcolamarsicanablog.blogspot.com/2021/07/scurcola-marsicana-in-una-splendida.html)

 

Fatto è comunque che Scurcola negli anni ’30 è un paese in ripresa, che nella seconda metà del decennio si lega fortemente al Fascismo.

 

Scurcola nel 1938 in occasione della visita del Duce nella Marsica.

(Immagine da https://scurcolamarsicanablog.blogspot.com/2020/03/quando-mussolini-passo-scurcola-e-volle.html)

 

Ciò in qualche modo è comune a tutti i borghi italiani visto che il Fascismo raggiunge l’apice del consenso tra il 1936 e il 1938 ovvero dopo la conquista dell’Etiopia nel 1936.

 

L’Italia nel 1936

 

Siamo ora al 1940 e la guerra incombe. Nel 1939 è iniziata la seconda guerra mondiale e Mussolini nel 1940 dopo un anno d’attesa entra in guerra a fianco della Germania. Una vera pazzia!!! ma purtroppo succede anche questo alla povera Italia.

Tra il 1940 e il 1943 l’Italia perde prima tutte le colonie, poi abbiamo il crollo del Fascismo, seguito dal crollo ufficioso della monarchia e quindi l’ecatombe con la guerra in casa. A settembre del 1943 i Tedeschi invadono l’Italia da nord arrivando fino a Frosinone dove instaurano la linea Gustav che separa in due il paese. A sud invece gli Alleati hanno invaso la Sicilia e risalito lo stivale italiano fino a Frosinone, fermandosi davanti alla linea Gustav.

La Marsica si ritrova nella parte tedesca, occupata dai barbari che la tengono  in ostaggio insieme al resto del territorio fino al giugno 1944. La gente deve sopportare umiliazioni e danni di ogni genere da questi barbari che tengono la popolazione sotto scacco terrorizzandola.

 

Bombardamenti alleati su Avezzano.

 

A questo si aggiungono i bombardamenti alleati che falcidiano il territorio nella speranza d’indebolire i Tedeschi inducendoli alla ritirata. Manco morti, questi resistono con ogni mezzo e solo dopo molti mesi crollano. Nel frattempo in prossimità della linea Gustav si scatena la battaglia fra Alleati e Tedeschi. I primi provano a sfondare e dilagare nel territorio e i secondi si difendono. Entrambi sono forti e la guerra dura.

 

Carsoli devastata dai bombardamenti alleati nel 1944.

 

Nella Marsica che si trova sul confine la situazione è disastrosa. La gente soffre e cerca di andare avanti come può. I Marsi nel loro buon cuore aiutano anche moltissimi fuggitivi dal campo di concentramento tedesco di Avezzano, nascondendoli e nutrendoli. Ma alla fine quando la situazione degenera con i bombardamenti molti fuggono sulle montagne o nei vecchi centri distrutti dal terremoto.

 

L’Abbazia di Montecassino durante i bombardamenti alleati del 1944 e subito dopo.

 

Durante questo tremendo periodo molte case sono sventrate dai Tedeschi in quanto usate per loro, ed è possibile che anche Palazzo Corradino possa essere stato usato in quanto struttura molto grande e nascosta.

Arriviamo infine al giugno 1944. Gli Alleati hanno sfondato la linea Gustav dopo diversi tentativi e ora i Tedeschi battono in ritirata, distruggendo tutte le vie di comunicazione e vendicandosi con  la popolazione inerme attraverso atti di vero terrorismo.

La Marsica è liberata dai Tedeschi tra il 7 e il 12 giugno 1944. SI RICOMINCIA!!! NON HA IMPORTANZA COME MA SI RICOMINCIA!!!

Successivamente gli Alleati e gli Antifascisti liberano completamente il paese il 25 luglio 1945, il 28 aprile Mussolini viene catturato e fucilato.  Successivamente nel 1946 si tiene il referendum sulla Monarchia – Repubblica. Vince la Repubblica, l’Italia diventa repubblicana.

 

L’edizione del Corriere della Sera del 6 giugno 1946

Umberto II abbandona l’Italia qualche giorno dopo il referendum

 

Nel frattempo a Scurcola così come nella Marsica si procede alla ricostruzione di strade e ponti distrutti dai Tedeschi nonchè della Ferrovia. Il tutto viene completato nel giro di alcuni anni. Purtroppo la fame e la miseria è troppa e dopo aver battuto il principe Torlonia nell’annosa questione delle terre fucensi, molti marsi stanchi di una vita di stenti riprendono la via migratoria per avere una vita migliore.

 

Scurcola Marsicana negli anni ’50

 

L’emigrazione nella Marsica riparte  più o meno dal 1951 e viene aumentando negli anni successivi. Prima si va in nord Europa, (Francia, Germania ovest, Belgio, Svizzera, Olanda), USA e Canada e poi a partire dal 1958 con il boom economico del nord Italia si va nelle città di Milano, Torino, Genova, ecc.

Anche Roma è meta di trasferimenti marsicani. Fatto è che molti borghi si spopolano letteralmente lasciando nuclei familiari scoperti delle leve più giovani. Chi rimane si fa forza come può…. I borghi così svuotati non vengono restaurati e molti rimangono con le macerie del sisma del 1915.

Addirittura nel 1975 a 60 anni dal sisma tutti i borghi della Marsica hanno ancora persone che vivono dentro le casette asismiche costruite dopo il terremoto e allo stesso tempo ci sono ancora molte macerie che devono essere tolte.

Ma chi lo fa se la gente se ne sta andando?

Risposta Nessuno e queste macerie rimangono li come muti testimoni di una storia dura ad essere chiusa. Ovvero la ferita del terremoto del 1915 che nella Marsica ha prodotto un’ecatombe di morti e distruzione che solo all’inizio del nuovo secolo si potrà davvero considerare superata. Nel frattempo si convive con le dinamiche dei tempi.

 

Scurcola Marsicana nel 1960.

 

Scurcola come gli altri borghi marsi subisce un tracollo demografico che nel giro di 20 anni o poco più dimezza la popolazione locale, ma comunque nonostante tutto procede ad andare avanti. Si cerca sfruttando fondi statali di far crescere il territorio e i suoi borghi. Chi rimane si adopera come può per dare un’opportunità a questa zona e nonostante tutto si creano le premesse per uno sviluppo successivo.

 

Palazzo Corradino oggi. (Immagine personale)

 

In questa fase non sappiamo le condizioni di Palazzo Corradino, ne se la proprietà dell’epoca sia riuscita a restaurare questo importante bene storico. Fatto è comunque che il palazzo sopravvive e muto testimone dei tempi rimane sempre li quasi a guardia del vecchio centro storico di Scurcola.

E’ un momento duro per la Marsica, ma lo Stato non lascia solo il territorio che viene interessato da vari progetti come l’installazione di Telespazio nel 1966, che diventerà il fiore all’occhiello dell’intero territorio marsicano. Ma soprattutto sono costruite le nuove autostrade A24 e A25 che sono aperte nel 1969-70 e diventano da subito il volano di una nuova primavera economica.

 

Inaugurazione dell’uscita dell’A24 a Carsoli nel 1969

 

Scurcola Marsicana nel 1971

 

Per tutti gli anni ’70 nonostante il continuo esodo dei Marsi, il territorio marsicano cresce economicamente. Nascono infatti nuove aziende che si consolidano con il tempo e che fanno sempre più ricco il territorio.

 

Magnifico dipinto presente presso il santuario di Pietraquaria a ricordo della visita del Papa nella Marsica nel 1985. (Immagine personale)

 

Allo stesso tempo prende piede il turismo di montagna soprattutto invernale nelle località montane come Tagliacozzo, Ovindoli e Pescasseroli soprattutto invernale e grazie all’intrecciarsi di tutte queste cose si arriva al boom economico marsicano del 1985. La visita del papa nel 1985 sancisce il definitivo decollo della Marsica e il suo arrivo a standard economici da nord Italia.

 

Scurcola Marsicana nel 1980.

 

Nel corso degli anni ’90 tutti i paesi e borghi della Marsica, compresa Scurcola, iniziano un lavoro di riqualificazione urbana che ha lo scopo di migliorare la fruizione del paese sia per coloro che vi abitano, che soprattutto per i visitatori, per lanciarsi nel ricco mercato del turismo che qui nella Marsica è molto indietro rispetto ad altre zone sia dell’Abruzzo che del resto d’Italia.

Il lavoro è faticoso ma continuo e con questo lavoro di recupero dei borghi e delle vecchie tradizioni s’inizia senza saperlo un percorso di superamento del danno psicologico e materiale del terremoto del 1915 ancora ben presente nella Marsica.

A Scurcola viene avviata nella seconda metà degli anni ’90 un attività di rilancio culturale (celebrazione di ricorrenze, conferenze, mostre ecc.) e soprattutto un recupero della propria memoria storica, attraverso una feconda opera di restauro dei propri beni storici a cominciare dalle chiese e dal castello. 

A ciò si aggiunge la ristrutturazione dei giardini pubblici e la creazione di un moderno parco pubblico segno evidente di una volontà di rilancio sul piano turistico e identitario. Cultura e turismo diventano così i fari di un rilancio identitario per Scurcola e l’intera Marsica che occorrono al territorio per superare la tragedia del terremoto con il suo carico di morte e distruzione.

 

Palazzo Corradino oggi. (Immagine personale)

 

Palazzo Corradino alla fine degli anni ’90 è una struttura importante, ma bisognosa di un restauro poichè mostra segni di decadenza estetici.

 

 


 

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XXI secolo

 

La Piana del Fucino con lo sfondo del Monte Velino. (Immagine perrsonale)

 

Con il nuovo secolo la situazione economica nella Marsica rimane favorevole almeno fino al 2008, allorquando la crisi economica generale pone un brusco stop alla lunga fase di crescita del territorio marsicano. Il terremoto dell’Aquila del 2009 fa poi il resto, portando l’intera provincia a fare i conti con danni economici e d’immagine che si protraggono nel decennio successivo.

 

Scurcola negli anni 2000. (Immagine da Googlemap)

 

A inizio secolo tuttavia la situazione economica è ancora positiva e tutti i borghi e comuni del territorio proseguono feconda l’opera di rilancio culturale ed edile di tutti i centri abitati. Nascono così nuove iniziative culturali come feste a tema, conferenze, mostre ecc, che sono organizzate dalle locali proloco, ma anche musei, centri culturali ecc.  in questo modo non passa anno che tutti i centri abitati si adeguino sul piano turistico rendendosi appetibili per vacanze invernali ed estive.

 

Scurcola negli anni 2000. (Immagine da Googlemap)

 

A Scurcola prosegue fecondo il recupero del proprio centro storico a cominciare dalla ristrutturazione del castello che partito come lavoro negli anni ’90 continua per tutto il decennio e oltre. Anche le chiese sono oggetto di ristrutturazione così come piazze ecc.

 

Terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009.

 

Con il terremoto dell’Aquila purtroppo anche molti beni storici ristrutturati in questi anni risentono del sisma e vengono via via recuperati di nuovo nel corso degli anni 2010.

 

Terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. (Immagine da Wikipedia)

 

In generale però tutto questo lavoro pur con la battuta di arresto del terremoto dell’Aquila e della crisi economica del 2008 non viene mai interrotto, ma solo diminuito di velocità.

Ciò consente di completare a Scurcola come nel resto della Marsica, il percorso di rinascita culturale e superare infine nel 2015 la lunga ferita del terremoto di Gioia dei Marsi del 1915, attraverso un ritorno all’indietro di quanto successo e soprattutto di quanto fatto per ridare vita alla Marsica e dargli un degno futuro.

 

Iniziative ad Avezzano in ricordo del terremoto del 1915 nel 2015.

 

Questo lungo lavoro si conclude quindi nel 2015, grazie alle numerose iniziative di approfondimento della situazione presente nei paesi marsicani prima del 1915, degli approfondimenti sul terremoto e le cause che lo avevo indotto, dei modi in cui era stata affrontata la ricostruzione, e sulla prevenzione da eventuali nuovi sismi futuri.

 

Terremoti di Amatrice del 2016-17. (Immagine da Wikipedia)

 

Successivamente tra il 2016 e il 2017 si verificano importanti scosse sismiche che colpiscono l’area di Amatrice in Abruzzo. Queste scosse provocano importanti danni in tutta l’area sismica portando al crollo dei vari centri storici dei paesi interessati direttamente.

 

il centro di Amatrice distrutto dal sisma del 24-8-2016. (Immagine da Wikipedia)

 

Anche All’Aquila le scosse fanno sentire i propri su di un territorio e una città in corso di ricostruzione che seppure lentamente e ciò anche per queste nuove scosse va comunque avanti. Nella Marsica per fortuna pur avvertendo in modo importante questi terremoti, i vari paesi marsicani reggono bene l’urto di queste, non manifestando nessun particolare accadimento.

 

Immagine di Scurcola Marsicana nel 2016. (Immagine personale)

 

Negli anni 2010 pur in un contesto difficile in ambito economico e sociale, Scurcola prosegue con un certo successo il suo consolidamento come centro abitato, ottenendo addirittura nel 2011 la dicitura di città con decreto del presidente della Repubblica. Questa e altre attestazioni fanno di questa piccola città un punto di riferimento per l’intera Marsica. 

 

E Palazzo Corradino?

Palazzo Corradino oggi. (Immagine personale)

 

Palazzo Corradino alla fine del ‘900 era una struttura attiva, in quanto abitata e questo è già importante per dire che il palazzo non era in stato di abbandono. Poi nel corso degli anni 2000 è sopraggiunta un’altra proprietà, che lo ha completamente ristrutturato riportandolo a una condizione di grande valore storico-monumentale e oggi questo immobile è giustamente considerato uno dei più bei monumenti storici di Scurcola Marsicana.

 

La parte storica di Scurcola Marsicana posta intorno al castello. (Immagine personale)

 

Visitare oggi Palazzo Corradino, osservandolo nel contesto storico medievale presente nella parte alta di Scurcola Marsicana, significa fare un salto nel passato, a un’epoca storica densa di avvenimenti che a pensarla oggi tende a risultare quasi magica.

 

Palazzo Corradino oggi. (Immagine personale)

 

Il palazzo, per come si presenta oggi e per come viene da noi interpretato, è la rappresentazione di un abitazione quattrocentesca tipica dell’Abruzzo del XV secolo, appartenente a famiglie della media borghesia dell’epoca.

 

 


STRUTTURA DI PALAZZO CORRADINO DI SVEVIA