STORIA DI CAPPADOCIA – XXI SECOLO (2000-22)


EPOCA MEDIEVALE – CONTEMPORANEA


 

 

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XXI secolo

 

 

– Cappadocia negli 2000

Negli anni 2000 Cappadocia continua a spopolarsi scendendo a 519 unità nel 2001, vale a dire il numero minimo di abitanti residenti da sempre. Nonostante ciò nel corso degli anni 2000 prosegue a Cappadocia il completamento dell’offerta turistica del paese con il recupero del centro storico e altre iniziative. Tuttavia nel 2009 a causa del terremoto dell’Aquila e complice un certa crisi economica alcune situazioni subiscono una battuta d’arresto.

 

 

– La Strada Statale 690 (Avezzano – Sora)

Nel corso degli anni 2000 è stata inaugurata la nuova strada di collegamento fra Avezzano e Sora. La nuova Strada Statale 690 ha accorciato di molto i tempi di percorrenza fra Avezzano e i vari comuni della Valle Roveto, rendendo più facile i collegamenti sia a nord con Avezzano che a sud con Sora.

 

 

 – Terremoto dell’Aquila (2009)

Terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. (Immagine da Wikipedia)

 

Una forte scossa sismica di 6,3 gradi Mw colpisce la città dell’Aquila nell’aprile 2009. La città viene distrutta del sisma che produce anche più di 300 morti.

 

Terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. (Immagine da Wikipedia)

 

Nella Marsica il terremoto pur sentendosi distintamente produce in linea generale meno danni, la maggior parte dei quali concentrati nelle chiese e monumenti. Nonostante ciò ci sono comunque alcuni borghi della Marsica che risentono maggiormente del sisma e che riportano molti danni, come i paesi dell’Altopiano delle Rocche come Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo e Ovindoli.

 

 

– Il monumento al mulo (2009)

Cerimonia d’inaugurazione a Cappadocia del 19 settembre 2009 per il nuovo monumento al Mulo.

(Immagini da https://www.freeforumzone.com/mobile/d/11174350/19-agosto-2009-inaugurazione-del-monumento-al-mulo/discussione.aspx)

 

Il 19 agosto 2009 viene inaugurato con una grande cerimonia il monumento al Mulo posto nella piazza centrale di Cappadocia ai piedi della scalinata della chiesa di Santa Margherita. L’evento molto sentito dalla comunità inaugura in un certo senso la ripresa della comunità cappadociana, dopo la brutta esperienza del terremoto dell’Aquila.

Il monumento del Mulo per Cappadocia è molto importante perchè viene a ricordare un  mestiere quello del mulattiere, che nella prima metà del ‘900 ha fatto la fortuna del paese, in quanto il mulo, animale molto resistente alla fatica, era richiestissimo nel centro Italia oltre che in Abruzzo e Cappadocia per un periodo si è specializzata in questo mestiere tanto da censire intorno al 1950 la presenza di circa 3000 muli nel paese.

 

 

– Cappadocia negli anni 2010

 

Immagini personali di Cappadocia negli anni 2010

 

Cappadocia nel corso degli anni 2010 vede una leggera ripresa della popolazione residente che sale leggermente a. Negli anni il paese ha cercato di rafforzare ulteriormente la propria offerta turistica con il turismo di montagna, da quello speleologico visto le tante grotte presenti nel territorio comunale, a quello sportivo con le arrampicate sulle pareti scoscese del territorio circostante. L’ulteriore restauro del centro storico seguito al terremoto dell’Aquila.

 

Immagini personali di Cappadocia negli anni 2010

 

Il paese oggi si presenta come un paese moderno dalla forte vocazione turistica, e a fare da capofila a questa situazione è sicuramente il villaggio di Camporotondo seguito dal capoluogo che ha rafforzato negli anni la propria edilizia in funzione dell’ospitalità per vacanzieri invernali ed estivi.

Il turismo è e rimane la forma economica su cui il comune ha maggiormente investito, ma è chiaro che se questo ha possibilità di sviluppo lo si deve in primo luogo al paesaggio naturale, che ha accompagnato da sempre Cappadocia e i vari paesi del comune. Questo paesaggio incontaminato fatto da boschi di faggi anche secolari è sicuramente il miglior biglietto da visita che il comune abbia. La sua aria straordinariamente pulita che regala a chi soffre di malattie respiratorie la possibilità di stare meglio e in alcuni casi anche guarire è un qualcosa di unico.

 

Immagine personale della Valle di Nerfa oggi

 

Negli anni 2010 l’aspetto naturalistico ha fatto sicuramente un passo importante nelle dinamiche delle decisioni comunali. Non è un caso che a Petrella Liri sia stato allestito un centro visite per l’osservazione del grifone, reintrodotto in questo periodo sul Monte Aurunzo, e più in generale sui monti della Marsica.

 

Il mulino di Verrecchie. (Immagine personale)

 

Allo stesso tempo si cerca come può di salvaguardare le proprie radici contadine anche attraverso l’allestimento di un piccolo museo a Verrecchie in quello che è sempre stato uno dei mulini più attivi del vecchio ducato di Tagliacozzo.

 

 

– La chiesa di San Biagio riapre nel 2019

La chiesa di San Biagio oggi. (Immagine personale)

 

La chiesa di San Biagio viene riaperta al pubblico il 4 agosto 2019, ovvero dopo 10 anni di restauro seguiti al terremoto dell’Aquila. Sono stati Rinaldo e Salvatore D’Innocenzo, due bambini di 10 anni nati nel 2009, accompagnati dalle ultraottantenni Lucia e Cecilia ad aprire la porta della chiesa dove poi è entrata tutta la comunità di Cappadocia insieme al parroco don Renato Ciccarelli e alle statue dei santi patroni Margherita, Biagio e l’Assunta.

Le statue dei santi partite dalla chiesa di Santa Margherita sono passate per le vie del paese attraverso una solenne processione e poi sono entrate nella chiesa restaurata dopo che le porte di questa sono state aperte dai due bambini e le due anziane.

Una volta entrati i santi sono entrati anche tutto il resto della comunità del paese che aspettava questo momento dal 2009. L’edificio è stato restaurato grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero per i Beni e le attività culturali, il Mibact, la parrocchia e il comitato per il restauro della chiesa nato spontaneamente in paese.

Sul piano restaurativo gli interventi principali sono stati sul tetto e il campanile che sono stati completamente rifatti.

 

 

– Cappadocia e la Valle di Nerfa nel 2022

Cappadocia nel 2022. (Immagine personale)

 

Dopo due anni di pandemia in cui tutto il mondo è stato praticamente rinchiuso per proteggersi e proteggere dal virus del Covid19, si torna ora finalmente nel 2022 ad avere un minimo di libertà faticosamente conquistata che ora sembra reale.

 

Cappadocia nel 2022. (Immagine personale)

 

La situazione descritta fino al 2019 vedeva una evoluzione della storia dell’uomo con alti e bassi iniziata dopo la seconda guerra mondiale. Ora la pandemia ha riscritto nuove regole e comportamenti che però non sostituiscono le regole precedenti, ma vi si sovrappongono. All’interno di questo quadro si cerca una nuova normalità.

In questo senso vediamo come piano piano gli antichi borghi della Marsica, così come quelli di altri luoghi iniziano ad essere riscoperti da tanti. Forse questo potrebbe rappresentare una rinascita per i borghi marsicani semideserti. Questo lo scopriremo nei prossimi anni.

 

Cappadocia nel 2022. (Immagine personale)

 

Quello che notiamo ora è che borghi come Cappadocia, che sembrano isolarsi da tutto, in realtà mostrano di essere una risorsa per molti in quanto garantiscono, ma soprattutto portano alle persone che visitano questo luogo una nuova offerta, non turistica, ma di vita più tranquilla che pure fra molti disagi consente una vita serena e più che dignitosa.

 

Cappadocia nel 2022. (Immagine personale)

 

In questo senso vi è l’invito a visitare un posto come Cappadocia e le sue frazioni, ma pensando anche di vivervi poichè quello che sembra essere lontano, in realtà è più vicino di quanto sembri e con un po’ di spirito di adattamento tutto è possibile.

 

 


EPOCA MEDIEVALE – CONTEMPORANEA