
EPOCA MEDIEVALE – CONTEMPORANEA
– Dalla monarchia alla Repubblica in Italia e la ricostruzione di Cappadocia
Nel 1944 con la liberazione di Roma, anche se l’Italia non è ancora libera dal Nazi-Fascismo, si procede verso un periodo di transizione secondo l’idea dei governanti italiani, esponenti dei partiti antifascisti. Il primo passo in questo senso è il passo indietro di Vittorio Emanuele III re di un mondo crollato che non rappresenta più nessuno, che però ancora non riesce a distaccarsi dalla sua vecchia concezione di potere.

Il vecchio re Vittorio Emanuele III.
(Immagine da https://www.storiologia.it/biografie/vittorioem3.htm)
Il passo indietro di cui parliamo è il suo ritiro a vita privata e la nomina del figlio Umberto a luogotenente generale del Regno d’Italia, che in pratica viste le circostanze è più un’abdicazione che altro,ma formalmente salva le apparenze mantenendo se stesso come re.
Non riconoscere i propri limiti significa non avere coscienza di ciò che ha portato all’Italia con il suo modo di fare. Vittorio Emanuele III può in questo momento ancora salvare la monarchia, ma preferisce per egoismo farsi da parte solo praticamente e non formalmente. In questo caso la forma è sostanza, ma ci pensa Umberto a chiarire le cose nella pratica iniziando seppure informalmente il suo ruolo di re d’Italia.

Il re-luogotenente d’Italia Umberto II (1944-46)
Con l’ascesa di Umberto al potere si avvia anche formalmente il periodo di ricostruzione istituzionale dell’Italia che terminerà due anni dopo con il referendum.
Mentre l’Italia viene via via liberata, le varie zone d’Italia già libere iniziano dapprima la conta dei danni e poi piano piano la ricostruzione. Ciò è vero anche nella Marsica dove si procede da una parte nella ricostruzone e nell’altra nella ripresa della lotta al principe Torlonia per la questione delle terre fucensi.
A Cappadocia dove la lotta per le terre del Fucino non interessa non riguardando direttamente il suo territorio si procede nell’immediata ricostruzione, a cominciare dalla rete viaria gravemente danneggiata dai Tedeschi in fuga.
Come detto sopra nell’aprile del 1945 l’Italia è libera e Mussolini viene trucidato su ordine del Comitato di Liberazione. Pochi mesi dopo la guerra termina. Infine s’indice il referendum istituzionale per sciegliere lo status istituzionale fra monarchia e repubblica. In questo senso abbiamo l’ultimo atto di Vittorio Emanuele che abdica in favore del figlio Umberto il 9 maggio 1946. Ora Umberto è re anche di nome.

Umberto diventa re d’Italia in modo formale il 9 maggio 46


Immagini simbolo del passaggio dell’Italia da monarchia a repubblica.
Il referendum istituzionale avviene il 2 giugno 1946 tra una grande partecipazione pubblica. I dati del referendum ci mettono diversi giorni per essere accertati, ma infine sono trasmessi e viene sancita la nascita la nascita della Repubblica (12 giugno). Il 13 giugno Umberto II lascia l’Italia che diventa in automatico repubblica, i cui poteri di rappresentanza sono assunti temporaneamente da De Gasperi.
Nel frattempo il paese viene via via ricostruito e la stessa cosa avviene anche nella Marsica dove si cerca il più velocemente possibile di riparare la rete viaria e ferroviaria.
– Cappadocia tra il 1946 e il 1951

Cappadocia negli anni ’40 e ’50
Cappadocia nel 1946 è un paese da riparare non da ricostruire, come invece purtroppo accade ad altri paesi della Marsica. Sicuramente la comunità cappadociana risulta molto provata da 5 anni di guerra di cui due passati sotto controllo tedesco. E’ chiaro che la situazione parte in salita, ma la voglia è tanta e seppure le condizioni economiche e sociali non sono molto diverse dall’800, siamo comunque nel 1946 e lo spirito di ripresa è notevole.
Il paese nonostante la grande voglia di ricominciare si è incamminato ormai da molti anni, già sotto il regime fascista verso una discesa demografica, data principalmente da due fattori. Il primo è l’eterna transumanza di molti pastori della zona che comunque viene scemando.

La Valle di Nerfa e Cappadocia negli anni ’40
L’altro motivo è proprio il desiderio di una vita migliore che spinge molti giovani del posto in altri luoghi residenziali, ma soprattutto verso altri stati all’estero a cominciare da USA ed Europa del nord come Germania ovest, Francia, Belgio, Olanda e Lussemburgo.
In questa fase comunque il mestiere più ricercato è quello del mulattiere e in questo senso Cappadocia ancora nel 1946 la fa da padrone. Bestie e persone servono come il pane e vengono spesso ingaggiati per lavori pesanti.
Sul piano edilizio già dal 1946 si procede nella ricostruzione materiale sia degli edifici distrutti o comunque danneggiati in periodo bellico sia quelli che ancora hanno bisogno di essere riparati a distanza di 30 anni dal terremoto del 1915.
– L’Italia, l’Europa e il mondo diviso in due blocchi (1949)

L’Europa divisa in due blocchi negli anni ’50. (Immagine da Wikipedia)
Con la fine della seconda guerra mondiale l’Europa perde il suo ruolo centrico nel mondo per passarlo a URSS (Russia) e USA i veri vincitori nel conflitto mondiale.
Gli USA con la loro forza economica e i suoi valori di libertà e uguaglianza riescono in qualche modo ad agganciare tramite la formazione della NATO ad agganciare anche Francia e Inghilterra le altre due nazioni vincitrici, che pur esprimendo una loro dimensione mondiale finiscono per ridursi al ruolo di potenze regionali poste nel campo USA. Invece l’URSS con la sua carica militare e politica riesce a creare un valido controaltare all’occidente e risponde alla NATO creando il Patto di Varsavia, un alleanza militare fra i paesi dell’est Europa soggetti indirettamente a Mosca e Mosca stessa.
In questo contesto l’Italia è nel campo occidentale portata in questo contesto dalla valida guida di Alcide De Gasperi che riesce con sapiente maestria ad assicurare all’Italia un passaggio ordinato dal regime monarchico e a quello repubblicano e poi consolidare questo con l’ancoraggio italiano al campo occidentale. Gli aiuti economici americani, oltre a sancire il passaggio dell’Italia nella sfera USA, gli garantiscono un rinnovato e forte sviluppo economico che si tradurrà nel boom economico degli anni 1958-63.
– Cappadocia tra il 1951 e il 1961

Cappadocia nel 1954
Nel 1951 la popolazione di Cappadocia scende a 2303 unità ovvero ben 400 persone in meno rispetto al 1936. Ciò porta a considerare che dal paese per motivi diversi si sta verificando un vero e proprio spopolamento che viene aumentando nel corso degli anni ’50. Nel 1961 infatti la popolazione residente scende ancora raggiungendo i 1546 individui residenti.
Considerando ora che lo stesso fenomeno avviene in tutti gli altri paesi della Marsica si può parlare di nuova ondata migratoria che si dirige soprattutto all’estero, USA e paesi del nord Europa (Germania ovest, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia) in primis.
Le motivazioni di questo esodo volendo rimanere alla sola Cappadocia sono da imputare alla posizione geografica estremamente isolata e montagnosa e quindi difficile da raggiungere e da vivere.

Cappadocia nel 1961
Alla fine degli anni ’50 tuttavia qualcosa cambia in quanto il flusso migratorio non è più verso i paesi esteri, ma verso le città del nord Italia e rispetto alla vicinanza con l’Abruzzo a Roma che sta vivendo una delle stagioni più dinamiche al livello sociale ed economico.
Fin verso il 1960 il mestiere di Mulattiere viene sempre più richiesto diventando uno dei vanti di Cappadocia, sia al livello locale che nazionale, ma già alla fine del decennio qualcosa cambia e la situazione diventa stagnante. Il miglioramento della meccanizzazzione porta poi ad ovviare al lavoro del mulattiere, in quanto non serve più come prima. Ciò porta ad un declino inarrestabile di questo mestiere sempre più visto poco attraente e quindi poco remunerativo.
– Cappadocia e la valle di Nerfa nel 1961-81

Cappadocia nel 1962
Cappadocia all’inizio degli anni 60 è un paese di montagna dove l’aria è pulitissima, ma purtroppo a causa del continuo spopolamento la città non riesce ad organizzarsi efficaciemente per intercettare la nuova offerta turistica. Nel 1961 troviamo il territorio di Cappadocia spopolarsi sempre più arrivando a contare 1546 abitanti. Nel corso degli anni ’60 la popolazione del paese continua a scendere a causa dell’emigrazione in corso.
Dagli anni ’60 il meccanismo dell’immigrazione cambia in quanto i Cappadociani non emigrano più all’estero, ma in Italia. Ciò poichè da alcuni anni è in corso il boom economico in tutto il nord Italia e quindi coloro che emigrano scelgono o le città del nord Italia tipo Torino o Milano. A distanza di anni la situazione economica di coloro che sono partiti e rimasti in Italia è molto migliorata a prezzo di grandi sacrifici.

Cappadocia nel 1969.
Nel 1970 sono inaugurate le nuove autostrade A24 e A25 che collegano l’Abruzzo intero e le principali città del centro Italia. Questo porta un grande sviluppo sia al livello sociale che economico. Certo però. non è facile in quanto nel corso degli anni bisogna adattarsi a nuovi standard comportamentali.
In Abruzzo si vengono affacciando nuovi settori economiici come il turismo, che porta molto sviluppo alle zone che lo ospitano. Nel giro di pochi anni il comune di Cappadocia investe in impianti sciistici di primo ordine vista la fortuna di avere un certo tipo di montagne a fianco.
Arriviamo così al 1971 anno in cui il censimento rivela un nuovo forte calo di popolazione che si attesta sui 1102 abitanti. Il forte calo in questo caso lo si deve all’emigrazione forzata di giovani di Cappadocia.
Nel frattempo forse complice il luogo e lo spirito imprenditoriale di alcuni viene creata una nuova stazione sciistica nelle vicinanze di Cappadocia nella zona definita Camporotondo.
Qui nell’arco di alcuni anni viene creato un primo villaggio di accoglienza per i nuovi turisti degli sport di montagna. Ciò funziona tanto bene che si vede come tra gli anni 70 e inizio 80 vi sia un buon flusso turistico, che favorisce una maggiore stazionalità delle persone. Insomma in breve vediamo come quella che doveva essere una semplice stazione di Sci diventi un vero e proprio paese, diventando infine la terza frazione del comune di Cappadocia.
– Cappadocia durante gli anni ’80
Cappadocia negli anni ’80 come tutti i paesi della Marsica se pur di riflesso, vive il boom economico presente a metà anni ’80 nella Marsica a cominciare da Avezzano. La Marsica a metà degli anni ’80 vive infatti un boom economico che permette al territorio marsicano di raggiungere gli standard di vita dei territori del nord Italia. Non tutti i territori della Marsica vivono in pieno questo boom, che però porta comunque beneficio all’intero territorio.
Tra le zone della Marsica dove è meno accentuato il boom economico vi è anche Cappadocia, dove forse la posizione più isolata non consente di raggiungere gli standard delle altre zone come Avezzano o Celano. Questo comunque non ferma i piani di sviluppo di Cappadocia che cerca comunque una sua dimensione di turismo e la trova in parte nel turismo di montagna.
Questo si presenta come un ottima opportunità di crescita, che viene strutturato meglio nel corso del tempo, soprattutto consolidando le strutture presenti a Camporotondo, che diventa in modo definitivo negli ’80 un vero e proprio borgo abitativo, con una chiara matrice turistica.
Camporotondo ormai 3 frazione di Cappadocia, diventa un borgo molto turistico per gli sport di montagna e con le sue attrezzature porta di riflesso sia a Cappadocia che gli altri due borghi a una dimensione nuova, basata sul turismo.
Ciò comporta una generale ristrutturazione e recupero dei centri storici di questi tre borghi (Cappadocia, Petrella e Verrecchie). Cappadocia quindi s’impone come comune turistico dove si praticano molti sport di montagna non solo sci.
Questo purtroppo non è sufficiente per impedire l’emorragia di persone che vanno via dal paese. I residenti di Cappadocia scendono nel 1981 a 816 unità. Paradossalmente nonostante questo dato negativo il paese è comunque molto vivo in quanto la quota di 816 unità sono i residenti ma durante il periodo estivo molti paesani che hanno lasciato per lavoro il paese fanno qui ritorno e il paese si accende.
– Terremoto di Pescasseroli (1984)

Terremoto di Pescasseroli 1984.
Il 7 e 11 maggio 1984 due importanti scosse sismiche si verificano a distanza di pochi giorni nell’area di Pescasseroli e del Parco Nazionale d’Abruzzo. La prima scossa la più forte di 5,9 Mw si ha il 7 maggio e percuote sia la zona di Pescasseroli che tutta l’area attorno a Sora, della Valle Roveto, la zona di Isernia che la Marsica.
I danni maggiori si concentrano nella zona dei comuni attorno a Pescasseroli e nella zona d’Isernia. Nel resto della Marsica si ha solo un grosso spavento. A Balsorano a parte il grosso spavento e qualche danno molto lieve a qualche fabbricato non si registrano danni. Pochi giorni dopo l’11 maggio a pochissima distanza dalla prima scossa si ha la seconda di 5,5 Mw, quindi quasi uguale alla prima. Anche qui i danni maggiori si concentrano nella zona di Pescasseroli e d’Isernia.
A Cappadocia i danni sono quasi nulli, ma la scossa produce comunque molto spavento tra la popolazione.
– L’Europa negli anni ’90


Il crollo del muro di Berlino nel 1989
Alla fine degli anni ’80 abbiamo il crollo di tutti i regimi comunisti nell’est Europa, idealmente accumunati con la caduta del muro di Berlino del 1989.
Quest’ultimo fatto porta a sua volta ad un altro evento di portata storica, ovvero la riunificazione della Germania nel 1990. Fatti questi di portata storica che tendono ad accelerare il processo di unificazione d’Europa che va avanti dal 1957 coinvolgendo man mano i vari paesi del nord ed est Europa.

Riunificazione della Germania nel 1990
Contemporaneamente si riaffacciano i nazionalismi che portano alla disgregazione della Jugoslavia con lo strascico di grandi e dolorose guerre intestine che alla fine coinvolgono l’Europa intera seppure in modo indiretto. Ma cosa ben peggiore abbiamo il crollo dell’URSS nel 1991 con conseguente nascita di nuovi stati anch’essi attratti chi prima chi dopo nella rete della nuova Europa.

La nuova Unione Europea. (Immagine da Wikipedia)

Bandiera dell’Unione Europea adottata nel 1992
Nel 1992 la firma del trattato di Maastricht sancisce il processo di unificazione economica dell’Europa che passa dalla CEE al divenire UE e se non ancora politica come comunità sicuramante avviata a diventarlo sempre più nel tempo.
– Cappadocia negli anni ’90
Il percorso turistico iniziato a Cappadocia, sia tramite il paese di Camporotondo sia attraverso nuove iniziative culturali viene a consolidarsi negli anni ’90. Allo stesso tempo il paese rimane ancorato al suo passato che lo porta a caratterizzarsi ulteriormente permettendo una maggiore varietà turistica non solo sportiva, ma anche culturale. In questo quadro però continua ad emergere prepotente la costante caduta del numero di residenti che arriva a 660 unità.
