
GALLERY DEL TEATRO ROMANO
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STORIA DEL TEATRO ROMANO DI ALBA FUCENS
Il teatro di Alba Fucens, sulla base delle indagini archeologiche fatte sulla tecnica costruttiva riscontrata, si fa risalire come prima costruzione alla fine del II secolo a.C. E’ probabile che per costruire il teatro, l’amministrazione della città abbia proceduto con degli espropri di abitazioni preesistenti o più semplicemente, di donazione delle proprietà private “per pubblica utilità”.

Il colle Pettorino mostra i resti della struttura
del teatro romano. (Immagine personale)
La struttura dopo circa due secoli di uso è stata oggetto di ampliamento nel corso del I secolo d.C. La struttura ha quindi seguito la storia della città fino al suo abbandono nel VI – VII secolo, allorquando la città è stata in gran parte abbandonata dopo il brutale terremoto del Fucino del 508 e del cambiamento climatico in corso nello stesso secolo, che ha causato poderosi eventi franosi sulla città ricoprendola per buona parte.

Il terremoto del Fucino nel 508
Tuttavia l’abbandono definitivo della città è avvenuto durante il periodo longobardo tra il VII e l’VIII secolo. Successivamente Alba Fucens è stata ricostruita nella sua versione medievale sul colle San Nicola.
Invece il piano di Civita che conteneva buona parte della città romana si è ritrovato ricoperto di detriti ed è stato del tutto abbandonato. E’ probabile che le strutture che erano rimaste visibili, come il teatro siano state oggetto di spogliamento per riuso di materiali nel corso dei secoli, specialmente nei secoli medievali e quindi l’area del teatro è stata usata come cava di materiale.

Gli archeologi belgi al lavoro nel sito di Alba
Fucens tra il 1949 e il 1979. (Immagine da MarsicaLive)
Arriviamo quindi alla metà del XX secolo allorquando una squadra di archeologi belgi ha iniziato a lavorare dal 1949 per riportare alla luce la città sepolta. Successivamente nel corso degli anni ’50 gli archeologi belgi sono giunti a scavare in prossimità del colle Pettorino riportando alla luce i resti del teatro romano di Alba Fucens.
Per riuscire in questa immane opera archeologica gli archeologi belgi dell’Università Cattolica di Lovanio e del centro belga di ricerche archeologiche in Italia centrale e meridionale, sotto la supervisione di Fernand De Visscher e Joseph Martens si sono avvalsi anche di fotografie aeree per il rilevamento dei vari edifici pubblici che mostravano le strutture romane ancora sepolte.
Grazie agli archeologi belgi la struttura è tornata parzialmente alla luce e grazie a ciò è possibile ammirarne la forma. Certo con un nuovo intervento archeologico sarebbe magari possibile ripulire la struttura dei materiali terrosi e consentirne una migliore vista.

Il colle Pettorino mostra i resti della struttura
del teatro romano. (Immagine personale)
Oggi, grazie al lavoro degli archeologi belgi, è possibile ammirare i resti della struttura del teatro romano che rimane nonostante tutto una delle architetture più scenografiche dell’antica città romana di Alba Fucens.
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STRUTTURA DEL TEATRO ROMANO DI ALBA FUCENS

Il colle Pettorino mostra i resti della struttura
del teatro romano. (Immagine personale)
Il teatro di Alba Fucens è stato costruito ricavandolo nel substrato roccioso del Colle Pettorino. Questo si apre verso sud – ovest su di una vasta terrazza, seguendo un modello di derivazione ellenestica.
Il teatro, pur spogliato in molte parti nel corso dei secoli, mantiene per fortuna forti strutture di sostenimento della cavea (analemnata), i corridoi di ingresso (paradoi) e le sostruzione della scena. La scena del luogo a ridosso del colle Pettorino per la costruzione del teatro è stata suggerita molto probabilmente per la ricerca di una buona acustica, secondo modelli già sperimentati.
La facciata del teatro raggiunge una lunghezza di 77 m, ed è strutturata in opera poligonale usata come paramento di un nucleo cementizio e coronata in alzato dall’opera reticolata. Invece le testate d’angolo sono state immaginate come ammorsature in opera quadrata.

Strutture rocciose sul colle Pettorino riconducibili
al teatro romano di Alba Fucens. (Immagine personale)
Il corridoio d’accesso settentrionale risultava collegato tramite una scala di sette gradini ad un vicolo in pendenza che si riconnetteva ortogonalmente a via dei Pilastri (all’altezza della vasca-fontana). La cavea conserva ancora le gradinate, realizzate nella roccia stessa, tagliata e lisciata.
L’orchestra (sede, nel teatro romano, dei sedili dei personaggi di riguardo dell’aristocrazia cittadina) del teatro risultava inserita al centro della cavea e aveva dimensioni del diametro di 10 m circa e originariamente risultava pavimentata con lastre rettangolari di pietra calcarea, conservate ora in numero esiguo; una scanalatura correva lungo il bordo e segnava il limite della cavea.

Strutture rocciose sul colle Pettorino riconducibili
al teatro romano di Alba Fucens. (Immagine personale)
Davanti l’orchestra s’incontrava il complesso della scaena, ovvero il palco, un edificio di forma rettengolare di m 12×42,50, ripartito nella sua lunghezza in due settori: il proescaenium (il proscenio) aperto verso il pubblico, era il luogo dove recitavano gli attori, il pulpitum invece era diviso in sette ambienti da tramezzi in opera reticolata per alloggiarvi la frons scaenae, ovvero l’apparato scenografico era fatto con pannelli mobili probabilmente in legno in modo da poter essere montati e smontati in obbedienza alle esigenze sceniche.
Fra la scena e l’orchestra, a livello pavimentale, erano ricavati dei pozzetti (cm. 36×40) posti a distanze regolari, coperti da lastre di pietra forate, che raggiungevano una profondità di 2,66 m. Questi dovevano probabilmente servire ad alloggiare e sostenere i macchinari per la manovra dell’aulaeum (sipario), che in epoca romana veniva sollevato dal basso verso l’alto.

Il teatro ellenistico di Pergamo in Turchia uno
degli esempi più vicini alla struttura del teatro di Alba Fucens. (Immagine da Wikipedia)
Sul piano della tipologia il teatro di Alba Fucens sembrerebbe rappresentare un transizione fra il teatro di tipo ellenistico e quello romano. Questa fase si colloca fra la fine della repubblica e gli inizi dell’epoca imperiale (I sec. d.C.). Il teatro di Alba presenta ancora I parodoi a separazione dell’orchestra dal complesso scenico e non la frons scaenae collegata alla cavea attraverso passaggi voltati e sormontati da gradini.
Il teatro di Alba Fucens può essere raffrontato ad alcuni teatri simili come il teatro romano di Pergamo e quello di Pompeo, raffiguratoci nella forma Urbis Romae. Tra i due però penso che sia il teatro di Pergamo quello più vicino per tipologia al teatro di Alba Fucens.
Il teatro di Alba Fucens mostrava di erigersi su di una terrazza posta a 6,60 m di altezza rispetto a via dei Pilastri, mostrando di rispondere in pieno ai canoni estetici prossimi all’ideologia dell’architettura ellenistica.

Strutture rocciose sul colle Pettorino riconducibili
al teatro romano di Alba Fucens. (Immagine personale)
Si tratta di una piazza di forma rettangolare di m 100×35 di lunghezza, delimitata verso settentrione da una stradina in salita che permetteva l’accesso alla cavea del teatro, sostenuta da muri in opera poligonale identici per fattura agli analemnata, e collegata a via dei Pilastri tramite una scalinata di 2,60 di larghezza. Il lato corto meridionale sembra terminare con un’esedra semicircolare di 26 m di diametro. Sui lati della piazza vi erano una serie di ambienti che si presume fossero di destinazione commerciale (per cui come dei negozi attuali).
L’orientamento generale della piazza è di circa 40 gradi più verso ovest rispetto al tessuto uranistico, adattandosi meglio alla situazione orografica condizionata dalle pendici del colle Pettorino. La scena del luogo a ridosso della collina per la costruzione del teatro fu probabilmente suggerito dalla ricerca di una buona acustica, secondo modelli già sperimentati.
BIBLIOGRAFIA
1) https://web.archive.org/web/20150727000426/http://www.massadalbe.terremarsicane.it/index.phpmodule=CMpro&func=viewpage&pageid=73
2) Wikipedia
