FAGLIA DE I TRE MONTI


INQUADRAMENTO GEOLOGICO APPROFONDITO


 

 

 

Pericolosità sismica nel Fucino: L’intera zona della Conca dei Fucino è ad altissimo rischio sismico e questo lo si vede dai diversi sismi che hanno colpito l’area nel corso dei secoli, da ultimo il tremendo terremoto del 1915 che ha distrutto l’intera Marsica e ha avuto come epicentro l’interno della Conca del Fucino.

Questo sisma fra le tante conseguenze ha portato alla riattivazione di diverse faglie storiche fra cui l’antica faglia de I Tre Monti che andremo ora a descrivere.

 

La dorsale de i Tre monti vista da vicino. (Immagini personali)

 

La Faglia de I Tre Monti è ben riconoscibile in affioramento per circa 6-7 Km, data la presenza di una morfologia specifica, mentre dal punto di vista cinematico la struttura è caratterizzata da movimenti distensivi a prevalente componente obliqua destra.

Questa è responsabile della dislocazione di sedimenti continentali, appartenenti ai primi tre cicli sedimentari del Fucino (“Complesso di Aielli”, “Brecce di Bisegna”, “Brecce di Tre Monti”) (Bosi et al 1995 – Galadini e Messina 1994).

 

La dorsale de i Tre monti vista da vicino. (Immagine personale)

 

In particolare, la faglia de I Tre Monti ha giocato un ruolo molto importante nel controllo della sedimentazione del “Complesso di Aielli”, i cui sedimenti appaiono basculati verso monte. La dislocazione delle “Brecce dei Tre Monti” è evidente per la presenza di scarpate di faglia che interessano i sedimenti.

Si può quindi pensare che questa faglia abbia avuto un’attività tettonica continua nel Pleistocene inferiore – Pleistocene medio. Usando la dislocazione delle superfici post-glaciali (post 18.000 anni circa), Morewood e Roberts (2000) stimano uno slip verticale minimo di 0,04-0,20  mm/a.

 

Estratto di dettaglio sulla zona di studio de I Tre Monti ripresi dalla

Carta delle faglie attive dell’area del Fucino tratta dalla

“Guida all’escursione al Bacino del Fucino – 83 riunione estiva della Società Geologica Italiana” Boncio at al 2006).

La storia paleosismica della Faglia della Magnola è stata aggiornata in base ai dati di Galli et al. (2012).

 NB: Nel Comune di Avezzano il tracciamento delle faglie è stato aggiornato e notevolmente dettagliato e migliorato

 nell’ambito del presente studio di MS, pertanto si rimanda alla Carta Geologica Tecnica per i dettagli.

 

Sebbene non siano mai state pubblicate trincee paleosismologiche o datazioni numeriche intorno all’attività della faglia de I Tre Monti, questa viene considerata essere attiva da numerosi autori, che si basano soprattutto sulla sua visione morfologica e strutturale (Bosi, 1975; Galadini e Messina, 1994; Piccardi et al, 1999; Morewood e Roberts, 2000). Sulla base di tale bibliografia, la faglia viene quindi considerata attiva e capace.

 

Versante meridionale della dorsale de I Tre Monti
vista più da vicino. (Immagine personale)

 

La faglia è completamente visibile lungo tutto il versante meridionale della dorsale de I Tre Monti. Qui mette in contatto la successione carbonatica (a letto) con i detriti di versante del  Pleistocene super. o con le Brecce di versante cementate del Pleistocene infer. – medio (al tetto).

Il piano di faglia immerge verso SSE di 50-60 gradi e le strie indicano soprattutto movimenti transtensivi destri, con immersione dei vettori di scorrimento verso SW. Più generazioni di strie sono osservabili in corrispondenza della cava posizionata circa 500 m ad ENE del confine fra i comuni di Avezzano e Celano.

 

Versante meridionale della dorsale de I Tre Monti
vista più da vicino. (Immagine personale)

 

In quest’ultimo affioramento sono presenti strie transtensive destre sud-immergenti che si sovrappongono a strie fortemente transtensive destre immergenti verso SW.

 

Faglia de I Tre Monti da immagine da Googlemap.

Faglia de I Tre Monti e verso Paterno in tratteggio
vi è la Faglia di Paterno. (Immagine perrsonale)

 

La traccia della faglia può essere cartografata con buona precisione sulle ortofotocarte grazie alle evidenze morfologiche. Infatti, essa si mette in evidenza per la prominente scarpata sui calcari del blocco di letto.

Nella parte orientale della Carta G-T a nord est di Sant’ Onofrio, la faglia per un tratto è formata da due segmenti circa paralleli, che poi si connettono tramite un segmento a direzione NW-SE, che probabilmente rappresenta un’antica faglia mesozoica riattivata.

Verso occidente, ad WNW di San Pelino vecchio, la faglia si divide in due segmenti, uno rettilineo a direzione WNW-ENE che viene a tagliare le breccie e l’altro che si muove sui calcari, che ruota progressivamente E-W e NW-SE. Le evidenze di superficie di questi due segmenti vanno poi a scomparire piuttosto rapidamente.

Non ci sono al momento elementi per dire che la faglia de I Tre Monti continui con le stesse evidenze di attività recente ad ovest dei due segmenti appena citati.

 

 


Bibliografia

 

 

  • Boncio P., Galadini F., Mancini Toni., Di Naccio D. et Al. (2014) – Microzonazione sismica di Livello 1 di Avezzano (AQ) – Relazione Geologica Illustrativa.

 

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  • Giraudi C. (1999) – Evoluzione geologica tardo pleistocenica ed olocenica della piana del Fucino e dei versanti adiacenti: analisi di nuovi dati stratigrafici e radiometrici e ricostruzione delle variazioni ambientali. – In: 13 gennaio 1915: il terremoto della Marsica, Castenetto&Galadini (eds.). SSN-CNR, Roma, pp. 183-197

 

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  • Zarlenga A. F. (1987) – I depositi continentali del bacino del Fucino (L’Aquila, Italia Centrale) – Geol. Romana, 26, 223-253.

 

 

 


INQUADRAMENTO GEOLOGICO APPROFONDITO