DORSALE DE I TRE MONTI – RISCHIO FRANE NELLA DORSALE DE I TRE MONTI


GEOMORFOLOGIA DE I TRE MONTI


 

 

 

Dagli stralci delle linee del PAI dell’Autorità di Bacino dei Fiumi Liri-Garigliano e Volturno sappiamo che non ci sono aree intorno all’ex lago Fucino, che risultano essere ad alto rischio di frana, fatte salve alcune eccezioni, come le aree delle dorsali del Monte Salviano e de I Tre Monti.

Il PAI dell’autorità di Bacino dei Fiumi Liri-Garigliano e Volturno infatti coprendo anche l’area de I Tre Monti ci da informazioni su possibili rischi di frane

Nelle figure che seguono sotto riguardanti i lati meridionale ed orientale della dorsale, si osservano scenari di franosità più o meno accentuata anche in funzione della massima intensità attesa (basata sulla velocità del fenomeno secondo la classificazione di Cruden e Varnes, 1994).

Il quadro che si evidenzia è quello di una pericolosità da frana a massima intensità ad attesa alta (velocità da rapida ad estremamente alta) riguardo la dorsale de I Tre Monti.

Qui di seguito andiamo brevemente ad approfondire i vari versanti della dorsale osservandone la morfologia e i rischi da frana servendosi degli stralci del PAI

 

 

_________________

– Lato meridionale della dorsale

Stralcio del PAI dell’Autorità di Bacino deiFiumi Liri-Garigliano e Volturno riguardo le zone sopra Paterno e San Pelino

 

Il primo versante che osserviamo è quello meridionale, ovvero il lato attraversato dalla mega-faglia de I Tre Monti.

 

Lato meridionale de I Tre Monti. (Immagine personale)

 

Su questo lato si evidenziano alcune zone dove sussiste il pericolo di frana sorattutto per crollo di alcuni massi e per frane di colamento. Negli stralci del PAI sopra sono distinte per colori le varie aree di frana vere e proprie da quelle meno pericolose. Quindi abbiamo:

 

1) aree di frana vera e propria (aree di colore rosso scuro),

2) aree di alimentazione (aree con colore rosso chiaro),

3) aree d’invasione (rosa),

4) aree potenzialmente instabili (puntinato rosso – versante de I Tre Monti di Paterno)

5) aree di possibile ampliamento dei fenomeni franosi (aree gialle con puntinato azzurro).

 

Le tipologie di instabilità attese includono i crolli e le colate rapide di detrito e/o fango, sia attive che quiscenti.

 

Qui si evidenzia una delle aree a rischio crollo
sopra le zone di San Pelino e Paterno. (Immagine personale)

 

Alla luce di quanto si può osservare dalle carte del PAI emerge un versante piuttosto ripido con diverse zone dove si notano massi potenzialmente pericolosi.

Questo versante, manifestandola presenza della faglia ancora attiva, è soggetto a rischio sismico, che può arrecare danno innescando potenziali crolli, dovuti anche alla discreta situazione di disarticolazione della struttura del versante stesso.

In questo caso è importante tenere sotto controllo il versante attraverso un monitoraggio continuo, così da poter intervenire in tempo in caso di movimenti anomali.

 

 

_________________

– Lato orientale della dorsale de I Tre Monti

Stralcio del PAI dell’Autorità di Bacino dei
Fiumi Liri-Garigliano e Volturno riguardo la zona est della dorsale

de I Tre Monti (parte che guarda verso il paese di Antrosano)

 

Osservando la zona est della dorsale de I Tre Monti, ovvero la parte che guarda verso il paese di Antrosano, notiamo che qui  il pericolo frana risulta meno accentuato rispetto al lato meridionale e settentrionale della dorsale.

 

Cime della parte est della dorsale de I Tre Monti. (Immagini personali)

 

Ciò è vero osservando le pareti del versante,che risultano più addolcite e facilmente scalabili, con condizioni di minore verticalità rispetto al versante sud.

Certo non si può escludere del tutto un franamento, mA qui il pericolo è minore sia per la mancanza di abitazioni, sia per la struttura del versante in se.

 

 

_________________

– Lato settentrionale della dorsale de I Tre Monti.

 

Qui osserviamo il lato nord della dorsale de I Tre Monti, che guarda verso il paese di Castelnuovo. 

 

Versante nord della dorsale de I Tre Monti.

(Fermo immagine da video Youtube Castelnuovo – https://www.youtube.com/watch?v=OeNe8pKTs3c)

 

Questo versante si presenta molto più ripido della parte est e quindi più facilmente soggetto a franamenti , soprattutto a carattere di crollo.

 

Versante nord della dorsale de I Tre Monti.

(Fermo immagine da video Youtube Castelnuovo – https://www.youtube.com/watch?v=OeNe8pKTs3c)

 

Su questo versante sussiste infatti un’area a massima intensità di attesa media. Quindi il rischio frana è alto e ciò lo si evince bene dalle due immagini sopra.

Per cui come nel caso del versante sud, essendoci qui un paese sarebbe importante un monitoraggio costante dell’area.

 

 

____________

Conclusioni

Ricapitolando l’area della dorsale de I Tre Monti, secondo la carta del PAI dell’Autorità di Bacino dei Fiumi Liri-Garigliano e Volturno, mostra alcune aree potenzialmente instabili, con un discreto rischio di frana.

Ciò sussiste sia sul versante meridionale che su quello settentrionale. Sul lato meridionale, che si affaccia sui paesi di San Pelino e Paterno, sussistono alcune zone a potenziale rischio frana, che possono avere aree di ampliamento del fenomeno, amplificato sia dalla disarticolazione del versante, che per la presenza della faglia.

Invece il versante nord, che guarda verso il paese di Castelnuovo, mostra una minore disarticolazione, ma una forte ripidità che può portare a frane di crollo. Qui l’area è considerata a massima intensità di attesa media.  

 

 


Bibliografia

 

  • Boncio P., Galadini F., Mancini Toni., Di Naccio D. et Al. (2014) – Microzonazione sismica di Livello 1 di Avezzano (AQ) – Relazione Geologica Illustrativa.

 

  • CARTA GEOLOGICA D’ITALIA (2005), Foglio 368 Avezzano, scala 1:50.000, APAT (Servizio Geologico d’Italia) and Regione Abruzzo.

 

  • Castellarin A., Colacicchi R. & Praturlon A. (1978) – FASI DISTENSIVE, TRASCORRENZE E SOVRASCORRIMENTI LUNGO LA “LINEA ANCONA-ANZIO”, DAL LIAS MEDIO AL PLIOCENE – GEOLOGICA ROM., 17: 161-189

 

  • Galadini F., Galli P., Giraudi C. & Molin D. (1995) – Il terremoto del 1915 e la sismicità della Piana del Fucino (Italia centrale). Boll. Soc. Geol. It., 114: 635-663

 

  • Galadini F., Galli P., & Giraudi C. (1997) – Paleosismologia della Piana del Fucino (Italia Centrale). Il Quaternario, 10 (1): 27-64

 

  • Galadini F. & Messina P. (1999) – Neotettonica della Piana del Fucino. In: 13 gennaio 1915: Il terremoto della Marsica – Castenetto&Galadini (eds), SSN-CNR, Roma, pp. 199-202

 

  • Giraudi C. (1986) – Faglie ad attività pliocenica nella piana del Fucino (Abruzzo). – Mem Soc. Geol. It. 35: 875-880.

 

  • Giraudi C. (1988) – Evoluzione geologica della piana del Fucino (Abruzzo) negli 30.000 anni. – Il Quaternario 1(2): 131-159

 

  • Giraudi C. (1990) – Le variazioni di livello del lago del Fucino (Abruzzo) nel periodo 1783-1862: implicazioni climatiche. Il Quaternario, 3(2): 167-174

 

  • Giraudi C. (1999) – Evoluzione geologica tardo pleistocenica ed olocenica della piana del Fucino e dei versanti adiacenti: analisi di nuovi dati stratigrafici e radiometrici e ricostruzione delle variazioni ambientali. – In: 13 gennaio 1915: il terremoto della Marsica, Castenetto&Galadini (eds.). SSN-CNR, Roma, pp. 183-197

 

  • Oddone E. (1915) – Gli elementi fisici del grande terremoto marsicano – fucense del 13 gennaio 1915 – Boll. Soc. Sim. It., 71-216

 

  • Prando F. (2011) – ANALISI DI IMMAGINE DI ROCCE DI FAGLIA IN CARBONATI (FAGLIA DI TRE MONTI, APPENNINO CENTRALE ITALIA – TESI DI LAUREA TRIENNALE

 

  • Zarlenga A. F. (1987) – I depositi continentali del bacino del Fucino (L’Aquila, Italia Centrale) – Geol. Romana, 26, 223-253.

 

 

 


GEOMORFOLOGIA DE I TRE MONTI