
Forme carsiche ipogee. (Immagine da Wikipedia)
CARSISMO NEI PIANI PALENTINI
Ai fenomeni carsici di superficie bisogna contrapporre quelli ipogei, che in molti casi sono assai più sviluppati di quelli sovrastanti. Le principali forme carsiche che consideriamo in questa dissertazione sono gli inghiottitoi e le cavità carsiche.
– Gli inghiottitoi sono strutture carsiche che agiscono come un imbuto per il passaggio delle acque dalla superficie al sottosuolo, dove poi s’incuneano formando corsi d’acqua sotterranei. Nell’area dei Piani Palentini gli inghiottitoi carsici sono diffusi tra i monti che circondano la piana, come nella dorsale del Monte Aurunzo, ma anche nella dorsale del Monte San Nicola – Monte Faito. Sicuramente però esistono alcuni che sono molto belli, che anche se non ricadono nell’area di studio li citiamo lo stesso come l’Inghiottitoio di Luppa (Sante Marie), l’Inghiottitoio della Val di Varri, l’Inghiottitoio dell’Ovito e l’Inghiottitoio dell’Imele.
Tra questi quello che c’interessa di più è l’inghiottitoio dell’Imele. Questo è presente presso la zona di Verrecchie dove il Fiume Imele nasce. La sorgente dell’Imele infatti nasce dal Monte Padiglione e dopo un breve percorso superficiale s’infiltra in una dolina, dove tramite l’inghiottitoio penetra nel sottosuolo. L’acqua giunta nel sottosuolo percorre un lungo tratto sotterraneo, rinascendo poi presso il Monte La Difesa di Tagliacozzo.
– Le cavità carsiche, come si sarà intuito sopra, sono lunghe gallerie sotteranee, che si formano per scioglimento di carbonato di calcio nel passaggio dei corsi d’acqua. Per esempio quando si parla dell’Inghiottitoio dell’Imele s’intende anche la galleria presente nel sottosuolo, dove abbiamo l’importante passaggio del corso d’acqua sotterraneo. In essa vi sono diverse sale con formazione di laghetti più o meno temporanei. A questa categoria appartengono sia l’Inghiottitoio dell’Imele che la grotta dell’Ommeta, che saranno oggetto dei prossimi approfondimenti.
Bibliografia
- Giraudi C. (1988) – Evoluzione geologica della piana del Fucino (Abruzzo) negli ultimi 30.000 anni. Il Quaternario, 1(2): 131-159.
- Giraudi C. (1991) – Le variazioni di livello del lago del Fucino (Abruzzo) nel periodo 1783-1862: implicazioni climatiche. Il Quaternario, 3(2): 167-174.
- Note illustrative della Carta Geomorfologica D’Italia alla scala 1:50.000 del foglio 367 “TAGLIACOZZO”
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