PIANI PALENTINI – MACROFORME CARSICHE EPIGEE


CARSISMO NEI PIANI PALENTINI


 

 

Le macroforme carsiche si compongono di diverse tipologie come i bacini chiusi, le valli carsiche e le doline. Esaminiamo ora queste più da vicino.

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– I bacini chiusi

 

I  bacini chiusi comprendono ampie depressioni dell’ordine del km2 e ciò da origine ad un grande paesaggio carsico a bacini endoreici. La particolarità di questi bacini è la presenza di un inghiottitoio che drena le acque di scorrimento superficiale.

Un esempio di questi bacini riguarda il bacino di Varrecchie dove abbiamo le acque di una sorgente che tramite questo inghiottitoio si ritrovano dopo un lungo percorso sotterraneo ad emergere presso il Colle della Difesa dando origine al fiume Imele.

 

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– Le valli carsiche

Valle carsica. (Immagine da Wikipedia)

 

Le valli carsiche comprendono ampie depressioni che si ritrovano spesso lungo le dorsali montuose, come ad esempio la dorsale dei Monti Simbruini. Qui come anche in altri luoghi è possibile osservare lunghe e profonde valli  carsiche, che hanno direzione appenninica e incidono i rilievi carbonatici, articolandoli in una serie parallela di dorsali e depressioni allungate, probabili residui di ex valli fluviali. Il fondo di queste depressioni risulta costituito da una serie di conche chiuse, alliniate una dietro l’altra, di estensione massima intorno a 01,- 0,2 km2.

 

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– Le doline

Dolina carsica di Andria. (Immagine da https://www.domus-re.it/il-gurgo-dolina-carsica/)

 

Le doline sono strutture carsiche molto presenti sui monti circostanti i Piani Palentini e indicano una conca chiusa e sono tipiche dei piani costituiti da rocce calcaree . Le doline si formano per dissoluzione di carbonato di calcio costituente delle rocce calcaree. Chiaramente queste forme sono manifestazione diretta del carsismo superficiale.

A volte le doline si presentano anche come campi di doline alluvionali, ma essendo forme carsiche nella maggior parte dei casi si ritrovano anche come campi di doline per dissoluzione. Logicamente la presenza di un campo di doline c’è se si manifestano le condizioni giuste, come per esempio vi è nella Valle della Dogana dove si distinguono molte doline di neoformazione.

Una dolina può avere grandezze molto diverse passando da qualche metro di diametro fino a 300-400 metri, con una profondità anche di diversi metri. Nell’evoluzione di una dolina si osserva, col procedere della dissoluzione della roccia, una progressiva dilatazione dell’area; ciò è da mettere in relazione anche con la presenza della terra rossa che, essendo argillosa, in parte rallenta l’infiltrazione dell’acqua nel sottosuolo e ne favorisce invece l’erosione sui fianchi della depressione, che tende a prendere una forma a scodella. Può succedere poi che con il tempo e il progressivo allargamento di due o più doline si abbia la distruzione della parete di separazione e la formazione di conche composte, note con il nome di uvala.

Il progressivo allargamento e il successivo congiungimento di molte cavità carsiche superficiali vicine porta alla formazione di un polje. Un polje rappresenta un grande bacino carsico dal fondo pianeggiante, su cui vi può essere qualche raro rilievo dai fianchi ripidi, detto hum. L’hum per varie ragioni è fatta da una roccia più resistente all’azione chimica dell’acqua. Il fondo del polje può ospitare un lago temporaneo o permanente.

Sul piano idrologico le doline sono molte volte il punto di chiusura di un bacino idrografico, con un reticolato idrografico centripeto. Spesso nella dolina si struttura un piccolo lago che nel caso sia con un fondo impermeabile diventa una bacino lacustre permanente, altrimenti come capita nella maggior parte dei casi il laghetto è temporaneo visto che l’acqua superficiale viene scaricata per vie sotterranee tramite la presenza di un inghiottioio.

Un inghiottitoio è una struttura d’imbuto naturale tramite cui l’acqua meteorica raccolta nella dolina penetra nelle cavità sotterranee. Parlando di doline ne esistono diverse tipologie come quelle a scodella o quelle a fondo piatto.

Le doline sono abbastanza presenti sui monti che circondano la piana palentina, come per esempio le doline di versante presenti sulle propaggini nord orientali del Monte Aurunzo, oppure quelle sommitali  della dorsale del Monte Aurunzo presenti con estese manifestazioni come per esempio le doline del Monte La Difesa di Tagliacozzo o del Monte Civita di Tagliacozzo ecc.

Allargando per un attimo il raggio di azione delle doline notiamo la forte presenza di questa tipologia carsica presso il versante settentrionale del Monte Val di Varri, che avente una struttura moniclinalica è caratterizzato dalla forte presenza di doline di pendio di vaste dimensioni, frequentemente aperte sul lato settentrionale, presentandosi con una forma allungata derivante dalla coalescenza di più cavità. Queste hanno fondo piatto tappezzato da terre rosse.

 


Bibliografia

 

  • Giraudi C. (1988) – Evoluzione geologica della piana del Fucino (Abruzzo) negli ultimi 30.000 anni. Il Quaternario, 1(2): 131-159.

 

  • Giraudi C. (1991) – Le variazioni di livello del lago del Fucino (Abruzzo) nel periodo 1783-1862: implicazioni climatiche. Il Quaternario, 3(2): 167-174. 

 

 

  • Note illustrative della Carta Geomorfologica D’Italia alla scala 1:50.000 del foglio 367 “TAGLIACOZZO”

 

  • Wikipedia

 

 


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