
INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO APPROFONDITO
Andando in giro per i Piani Palentini si scorgono diversi depositi franosi posti ai piedi dei versanti delle dorsali che circondano la piana. Questi sono il risultato di antiche e recenti frane, che per fortuna sono spesso di piccole dimensioni, anche se ad un’osservazione più attenta se ne vedono anche di più grandi.
Ciò ci dice prima di tutto che la zona in generale è soggetta a franosità, che però va valutata in funzione di vari fattori come la tipologia del versante o meglio la composizione dei sedimenti che lo compongono, se il versante considerato è soggetto a faglie oppure no, l’inclinazione di questo ecc.
In generale i versanti dei monti che circondano la piana palentina hanno più o meno un indice di franosità media, seppure si ha una tendenza di franosità maggiore intorno alla dorsale del Monte Aurunzo.
A questo punto citiamo brevemente alcuni esempi di frana che hanno interessato le dorsali circostanti la zona.
– Esempi di frana nella Dorsale del Monte Aurunzo

Il monte Auruzo (1455 m). (Immagine personale)
Per esempio osservando la dorsale del Monte Aurunzo si notano diverse aree soggette a franosità maggiore rispetto ad altri settori della piana. La tipologia delle frane che avvengono di solito su questa dorsale sono per crollo e per ribaltamento.
Il motivo fondante delle frane qui va ricercata nel contrasto fra formazioni di flysh e argille alla base e i calcari sovrastanti. Quando i sedimenti flyshoidi o argillosi sono attaccati e ridotti a causa dei processi chimici (dissoluzione) o dei processi meccanici (dilatazione delle acque circolanti, crioclastismo ecc), ai calcari sovrastanti viene a mancare la base fondante e vengono a franare.
Ma le condizioni di frana sono preparate tempo prima a causa dell’interruzione delle stratificazioni per diaclasi o per motivi tettonici, il che porta alla creazione di prismi rocciosi isolati anche di qualche centinaio di m3. Successivamente questi prismi sono attaccati sulla base argillosa o flyshoide dai processi chimici e meccanici, che con tanto o poco tempo possono portare ad una rapida consumazione dello strato sotto e al successivo crollo di quello sovrastante.
Altra condizione che favorisce i fenomeni franosi nella dorsale del Monte Aurunzo può essere l’alta sismicità della zona, che in caso di terremoti anche di medie dimensioni, può portare ad un forte scuotimento delle stratificazioni rocciose. Infatti nel caso specifico gli strati di flysh e argilla risentono di più degli scuotimenti sismici, in quanto tendono per loro natura ad amplificare il fenomeno che facilita il distacco dei prismi rocciosi.
Un altro genere di frane che è possibile trovare nella zona palentina, sono le frane complesse ovvero un mix di frane per colamento misto a movimento rotazionale di grandi massi.
Questo genere di frana in generale è presente lungo i fronti di sovrascorrimento dei litotipi carbonatici, ovvero rocce calcaree, sui sedimenti marnoso-argilloso come la stratificazione delle Marne a Orbulina.
Le frane che interessano questi litotipi possono dare origine a movimenti importanti con distacco di molto materiale, con massi di grandi dimensioni che corrono a valle riuscendo a percorrere discrete distanze dalla zona di origine.
Ebbene questo genere di frana è stata proprio osservata presso alcuni depositi franosi presenti ai piedi della dorsale del Monte Aurunzo
Per esempio Accumuli di materiale franoso per scorrimento translazionale sono stati trovati alla base del versante sud occidentale del Monte Arunzo. Per essere più precisi il centro di Petrella Liri è fondato su un grosso accumolo di massi calcarei, che sono li in seguito ad un antica frana per scorrimento translazionale, avvenuta in un contesto geomorfologico diverso da quello di oggi.
Considerando sempre la dorsale del Monte Aurunzo si è avuto un esempio di frana per scorrimento rotazionale in località S. Maria dell’Oriente, vicino Tagliacozzo. Qui si è osservata una frana per scorrimento rotazionale, che ha coinvolto una struttura in cemento armato di un edificio in costruzione.
Un’altra tipologia di frana, osservata presso la dorsale del Monte Aurunzo, riguarda le frane complesse. Questo genere di frane, indicata di solito su carta come colamenti, sono state osservate come accumuli di materiale alla base del Monte di Pietra Pizzuta, tra i comuni di Sante Marie e Tagliacozzo.
Altro caso di frana complessa è la tristemente nota frana di Villa San Sebastiano avvenuta il 5 settembre 1955. In questo caso la frana si è originata presso il Monte Aurunzo, dove un enorme carico di materiale è sceso a valle distruggendo il paese sottostante di Villa San Sebastiano. La frana di Villa San Sebastiano verrà discussa più avanti in una dissertazione a a parte.
– Esempi di frana nella dorsale del Monte San Nicola – Monte Faito

Dorsale del Monte Faito – Monte San Nicola. (Immagine personale)
Anche per questa dorsale si riscontrano diversi affioramenti di materiale alla base dei versanti, indicanti varie tipologia di frana. Tuttavia tralasciando qui la discussione sui principali accumoli franosi, vertiamo il discorso sulle frane a colamento in senso stretto.
In questa dorsale le frane per colamento si registrano nella zona del paese di San Donato, frazione di Tagliacozzo. Qui sono presenti numerose piccole sorgenti nel contatto calcari-flysh, che a volte producono piccole frane per colamento. che interessano la viabilità della zona.
In questi casi si è proceduto ad interrompere il traffico veicolare, procedendo a costruire delle opere di bonifica e difesa sia per stabilizzare il versante che questi movimenti franosi.
Bibliografia
- Giraudi C. (1988) – Evoluzione geologica della piana del Fucino (Abruzzo) negli ultimi 30.000 anni. Il Quaternario, 1(2): 131-159.
- Giraudi C. (1991) – Le variazioni di livello del lago del Fucino (Abruzzo) nel periodo 1783-1862: implicazioni climatiche. Il Quaternario, 3(2): 167-174.
- Note illustrative della Carta Geomorfologica D’Italia alla scala 1:50.000 del foglio367 “TAGLIACOZZO”
- Wikipedia
