PIANI PALENTINI – DEPOSITI FLUVIALI DEL FIUME IMELE


INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO APPROFONDITO


 

 

Come accennato nella parte geografica l’elemento caratterizzante della piana è sicuramente il fiume Imele, che percorre un’ampia porzione della conca arrivando ad occupare tutto il settore nord – nord ovest dei Piani Palentini.

Le acque dell’Imele nascono presso il Monte Padiglione nella zona di Varrecchie. Poi dopo un breve percorso superficiale s’immergono nel sottosuolo.

 

Monte La Difesa di Tagliacozzo. (Immagine personale)

 

Qui dopo un lungo percorso sotterraneo riemergono come Risorgente dal Monte La Difesa di Tagliacozzo. Da qui il Fiume Imele dapprima passa per l’abitato di Tagliacozzo, quindi si dirige verso la zona di Corcumello dove compie una curvatura di 180 gradi.

 

I Piani Palentini intorno alla zona di Corcumello. (Immagine personale)

 

Successivamente borda il Monte San Nicola, presso Scurcola Marsicanaa ed entra nel territorio di Magliano dei Marsi, dove infine incontra il torrente Rafia, diventando il Fiume Salto.

Dalla zona di origine il Fiume Salto continua la sua corsa entro il comune di Magliano dei Marsi, per uscire dal territorio dei Piani Palentini e dirigersi verso il Lazio.

Il fiume Imele, che affronteremo in un capitolo a parte, ha strutturato nel tempo molti depositi fluviali di cui è possibile notarne la presenza nelle sue zone di attraversamento.

Però bisogna considerare che il corso del Fiume Imele è stato ristrutturato nei decenni precedenti per evitarne la tracimazione e la conseguente distruzione dei raccolti e delle case, anche questo sarà oggetto di approfondimento in un capitolo a parte.

Per cui il letto del Fiume Imele è oggi in alcuni punti molto diverso da come appariva decenni fa, perciò anche la struttura naturale attorno al fiume è cambiata. Sicuramente i depositi fluviali appaiono in più punti della zona segno anche del cambiamento del corso fluviale nel tempo.

La composizione del materiale dei depositi fluviali è per la maggior parte siltoso-argilloso  fatte salve alcune differenze con i depositi lacustri.

 

 


Bibliografia

 

  • Giraudi C. (1988) – Evoluzione geologica della piana del Fucino (Abruzzo) negli ultimi 30.000 anni. Il Quaternario, 1(2): 131-159.

 

  • Giraudi C. (1991) – Le variazioni di livello del lago del Fucino (Abruzzo) nel periodo 1783-1862: implicazioni climatiche. Il Quaternario, 3(2): 167-174.

 

 

  • Note illustrative della Carta Geomorfologica D’Italia alla scala 1:50.000 del foglio 367 “TAGLIACOZZO”

 

  • Wikipedia

 

 


INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO APPROFONDITO