VALLE ROVETO – INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO GENERALE

Valle Roveto subito dopo Pescocanale, area di Canistro.

 (Fermo-immagine dal video Youtube “La ferrovia della Valle Roveto. Pescocanale – Capistrello. Galleria La Giorgia”)


GEOMORFOLOGIA DELLA VALLE ROVETO


 

 

La Valle Roveto è una depressione disposta  in direzione NW-SE e solcata dal Fiume Liri che raccoglie nel suo percorso l’affluenza di numerosi torrenti a carattere stagionale. Questa valle risulta essere un elemento di separazione tra il versante Simbruino – Ernico e quello Marsicano.

 

Valle Roveto subito dopo Pescocanale, area di Canistro.

 (Fermo-immagine dal video Youtube “La ferrovia della Valle Roveto. Pescocanale – Capistrello. Galleria La Giorgia”)

 

In pratica si presenta come un’area valliva delimitata ai suoi due lati da tre imponenti catene montuose.

 

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– Sul lato destro abbiamo le due catene dei Monti Cantari e dei Monti Ernici. Entrambe le dorsali mostrano grandi altezze, arrivando ad elevarsi oltre i 2000 m di quota con diverse cime, le cui più alte sono il Monte Miglio (2156 m) e il Monte Pizzo Deta (2041 m).

 

Monte Pizzo Deta. (Immagine personale)

 

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– Sul lato sinistro della Valle Roveto si ha invece la lunga dorsale della Serralunga. Questa catena parte da Capistrello arrivando fino a Balsorano e morendo in territorio laziale. Questo lungo versante si presenta come una potente monoclinale carbonatica a direzione appenninica, con strati a reggipoggio immergenti a NE.

 

Immagine della catena della Serralunga. (Immagine personale)

 

La morfologia di questo settore presenta un’acclività assai meno accentuata del versante opposto Simbruino-Ernico. Le altezze dei rilievi più importanti da NW  in direzione SE sono:

Monte Maggiore, Monte Orbetta 1553 m, Monte Bello 1585 m, M. Coppetello 1734 m, M. Romanella 1757 m, fino ad arrivare al Monte Cornacchia con 2003 m, ubicato nel comune di Balsorano.

 

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– La quota del fondo valle si mantiene costante sui 500 m. La valle si raccorda ai rilievi carbonatici tramite delle fasce detritiche pedemontane, in continua formazione che rappresentano il prodotto d’erosione dei rilievi. Insieme a queste si hanno anche delle frane di origine sismogenetica.

 

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– La Valle Roveto si contraddistingue poi per la presenza del Fiume Liri, che attraversa completamente la valle ed è riuscito con la sua forza escavatrice a dare a questa la sua fisionomia attuale. Ciò si è reso possibile  attraverso più incisioni del fiume, come si evince dall’osservazione dei diversi paleoalvei che si rinvengono sul versante sinistro a Sud di Rendinara.

 

Il fiume Liri presso Canistro. (Immagine personale)

 

Il Liri è un fiume, che nasce presso i rilievi del Comune di Cappadocia, ed entra tramite le Gole di Capistrello nell’area della Valle Roveto. Da qui percorre tutta la Valle Roveto, muovendosi sia in spazi ristretti, per la presenza di vallecole bordiere nella valle, retaggio morenico dei ghiacciai, che in spazi più ampi e pianeggianti.

Il percorso del Fiume Liri all’interno della Valle Roveto, vede la presenza sulle dorsali laterali, di numerose vallecole e fossi scavate in passato dai ghiacciai, dove nei periodi delle pioggie si formano diversi torrenti di montagna, che si gettano nel Fiume Liri.

Ebbene alcune vallecole sono talmente strette e profonde che assumono la forma di vere gole. Di  ciò abbiamo ampio esempio nella terminologia di diverse località chiamate Fosse o Fossi, come il Fosso della Moscosa (fra Canistro e il territorio di Filettino), il Fosso di S. Benedetto (fra Civitella Roveto e Meta), il Fosso dello Schioppo (in territorio di Morino), il Fosso della Lamaia, le Fosse (a Civitella Roveto).

 

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– Come detto nella parte geologica la struttura della Valle Roveto vede una litologia flyshoide lungo il percorso del fiume Liri con ai lati le due catene montuose calcaree.

Quindi vista la natura dei terreni l’elemento morfologico più importante è il carsismo come si riscontra nelle numerose forme, sia epigee come piccole doline, avvallamenti e forme di alterazione chimica delle rocce affioranti, oppure ipogee come grandi caverne dovute all’erosione delle acque sotterranee, che s’infiltrano nel terreno carbonatico dando origine a veri e propri fiumi sotterranei, che infine fuoriescono originando piccole e grandi sorgenti.

Ad una visione d’insieme dell’area rovetana, oltre al carsismo, di cui parleremo approfonditamente più avanti, emerge anche il fenomeno del glacialismo, che ha lasciato lungo tutta la Valle Roveto segni assai evidenti del suo passaggio sia in pianura che in montagna.

 

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– La morfologia glaciale molto più di quella carsica è riuscita a incidere in modo forte e duraturo la forma delle montagne e delle valli della zona rovetana e ciò sia nelle vallecole più grandi che in quelle più piccole. Anche la morfologia glaciale sarà approfondita a parte in una dissertazione successiva.

 

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– Concludiamo questa parte dando uno sguardo al clima presente nella Valle Roveto, che si presenta particolare a causa della presenza di ben due catene montuose.

A causa della presenza di queste catene la Valle Roveto possiede un clima appartenente alle regioni montane. Le catene montuose presenti infatti impediscono all’aria calda del mare di circolare nella valle, per cui si hanno inverni molto rigidi ed estati poco calde.

In verità nella Valle Roveto in nessun mese dell’anno si ha una vera e propria siccità, fatta eccezione per situazioni eccezionali, e poi il clima tende a cambiare anche da paese a paese a causa della diversa altitudine, e dalla diversa collocazione rispetto ai raggi solari.

In generale più si sale e più la temperatura diventa bassa, mentre al contrario più si scende più è alta. Tendenzialmente la neve sulle montagne staziona da ottobre ad aprile, tendendo a ricoprire di bianco buona parte del territorio vallivo.

Nella Valle Roveto abbiamo delle temperature piuttosto basse durante l’inverno, mentre d’estate le temp non superano quasi mai i 30 gradi.

Ciò contribuisce ad avere numerose precipitazioni durante l’anno. Questo fa si che le piogge siano abbondanti e più frequenti che rispetto a numerose parti della catena Appenninica. Questo lo si ha proprio a causa della presenza delle due catene di monti, che corrono lungo tutta la valle.

Tuttavia negli ultimi tempi l’estate risulta meno piovosa e più calda, mentre le pioggie tendono a crescere verso dicembre, raggiungendo il picco in gennaio. Dopo gennaio inizia una lenta discesa che culmina tra luglio e agosto con la scarsità dell’acqua nel letto del fiume Liri.

Tanto è vero che spesso quando ci si addentra nella Valle Roveto in questi mesi estivi non è più molto raro trovare il fiume con un livello molto basso.

 

 

 


Bibliografia

 

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– Cinque A., Liccardo C., Palma B., Pappalardo L., Rosskopt C. & Sepe C., 1990 –  Le tracce glaciali nel Parco Nazionale d’Abruzzo : nota preliminare. Geogr. Fis. Dinam. Quat., 13, 121-133.

 

 

– Cosentino G., Doglioni C., Cavinato G., (2000) – “Assetto geologico-strutturale del fronte dei Monti Simbruini-Ernici e della Vale Roveto tra Canistro e Morino (AQ.) sulla base di dati geologici e geofisici”. -Tesi sperimentale in Geologia-Strutturale.

 

 

– Federici P.R., 1979 – Una ipotesi di cronologia glaciale wurmiana, tardo e post-wurmiana nell’Appennino Centrale. Geogr. Fis. Din. Quat., 2, 196-202

 

 

– Giraudi C., 1997 – Prima segnalazione dell’apparato glaciale di M. Breccioso (Val Roveto – Abruzzo): un contributo all’inquadramento cronologico delle fasi glaciali tardo pleistoceniche. –  Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences 10(2), 1997, 201-206

 

 

– Servizio Geologico d’Italia, 1967 – Carta Geologica d’Italia a scala 1:100.000 Foglio 152 (Sora). II Edizione, Roma.

 

 

 


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