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XX secolo
– Celano all’inizio del XX secolo

Celano nei primi anni del XX secolo.
All’inizio del XX secolo Celano, pur essendo in posizione defilata rispetto ad altri centri marsicani, si conferma come uno dei paesi più dinamici della Marsica. L’economia non è prospera, ma da segni di costante miglioramento ed è anche grazie a ciò che la popolazione viene aumentando passando dalle 7370 unità del 1881, ai 8430 residenti del 1901, che divengono 9055 nel 1911.

Celano nei primi anni del XX secolo.
Purtroppo nonostante ciò l’economia è ancora insufficiente per sostenere le famiglie e molte di queste, specialmente fra i giovani, decidono di partire per l’estero in cerca di fortuna. Tra il 1900 e il 1910 sono molti i celanesi che lasciano il paese per andare all’estero soprattutto in USA e il Canada.
– Il terremoto di Gioia dei Marsi
Il 13 gennaio 1915 avviene un tremendo sisma con epicentro a Gioia dei Marsi, manifestandosi con una forza immane pari a 7 Mw.
Il sisma sconvolge l’intera Marsica, in pochi secondi muoiono 30.000 persone e interi paesi vengono danneggiati o cancellati, come avviene per Avezzano, capoluogo della Marsica, che vede cancellata l’intera struttura urbana e con essa i tre quarti della sua popolazione.
Il terremoto arriva la mattina presto e distrugge tutta la Marsica, producendo devastazione e morte ovunque, specialmente nei comuni che circondano il Fucino.
Tra i paesi più danneggiati abbiamo anche Celano, che risulta ferita gravemente con moltissime case crollate, il centro storico completamente devastato e lo stesso castello seriamente compromesso, tuttavia qui la conta dei morti è inferiore ad altri centri limitrofi, seppure con un numero elevato di 250 deceduti.
– Effetti del sisma sul castello di Celano
Gli effetti del terremoto di Gioia dei Marsi sul castello sono devastanti e mai nessun altro sisma prima di questo era riuscito in tanta distruzione.
Nel castello risultano crollati i due porticati della torre insieme a tutti i solai, dei quattro torrioni che circondano il castello rimangono solo pochi brandelli, la parte interna è solo macerie, rimangono praticamente in piedi solo le mura che formano l’ossatura del maniero e le mura intorno al castello.

Immagine del Castello di Celano distrutto dopo il sisma del 1915. (Fonte video youtube “Celano Vecchia”)
Dalla foto sopra si evince la struttura danneggiata del maniero come se lo avesse travolto un uragano. Come detto prima i quattro torrioni risultano gravemente compromessi, allo stesso modo il cammino di ronda e le merlature.

Le mura, le torri angolari risultano gravemente lesionate

Il castello lesionato dal sisma di Gioia dei Marsi

Le torri angolari gravemente ferite a causa del sisma.

La parte alta del castello risulta gravemente compromessa
Se poi si osserva la parte interna si capisce bene dove siano concentrati i maggiori danni. Le foto sotto risultano molto chiare osservando il crollo sia del loggiato del cortile, che tutti i solai insieme ad alcune volte.

Parte interna del castello è completamente crollata

Parte interna del castello è un cumolo dimacerie
– 1 guerra mondiale
Nel 1915, poco mesi dopo il sisma, il presidente del consiglio Salandra impartisce l’ordine di entrata in guerra dell’Italia contro le potenze centrali. Ciò ha lo scopo di riprendersi gli ultimi territori ancora soggetti agli Austriaci.
Con l’entrata in guerra vengono chiamati alle armi tutti i ragazzi atti a combattere. Tra questi ci sono anche molti Abruzzesi e Marsicani, che nonostante il terremoto devono partire.
La guerra si rivela lunga e luttuosa con molti ragazzi che non fanno più ritorno per la morte prematura in combattimento.
Infine si giunge al 1918, l’Italia con immane sacrificio sconfigge l’impero austriaco e può finalmente allargarsi territorialmente a Trento e Trieste, nonchè all’Istria e piccole parti di Dalmazia. Questo però scontenta la popolazione che sognava un impero coloniale dopo tanto sacrificio.
E’ l’inizio della crisi della vittoria mutilata, che facendo breccia nell’animo umano porterà dapprima all’instaurarsi del Fascismo, poi ad una serie di frizioni con le nazioni europee per questioni coloniali e infine dritto alla seconda guerra mondiale.
– L’abbandono 1915-38
Il castello di Celano rimane abbandonato per i 23 anni successivi al sisma e ciò per via dei tempi difficili che la Marsica affronta per la grande guerra e poi per l’epidemia di Spagnola.
Nel corso degli anni 20′ emergono molte difficoltà nel restauro del maniero da parte dei vecchi proprietari, che già gravemente pressati da altre situazioni non riescono a far fronte alle spese.
La situazione di crisi nella Marsica perdura anche negli successivi e non permette il restauro del castello. Le vecchie famiglie proprietarie Dragonetti e Arezzo non riescono ad avviare alcun recupero del castello, che alla fine degli anni ’30 risulta ancora in stato di abbandono.
– Prima fase del restauro del castello di Celano 1938-41

La squadra di lavoro della prima fase di restauro del castello di Celano negli anni 1938-41
Nel 1938 a causa del mancato restauro da parte dei vecchi proprietari, lo Stato italiano, vista l’importanza del bene storico, procede, attraverso il varo del decreto regio 1351 dell’8 luglio 1938, all’esproprio per pubblica utilità del castello e dei terreni annessi.
Successivamente nel 1939-40 viene avviato l’iter legislativo per il progetto di restauro del castello, che tuttavia s’interrompe nel corso degli anni a causa della guerra.
All’inizio i necessari lavori di restauro sono autorizzati con lo stesso decreto e per i quali si prevede una durata di due anni, ma questi iniziano solo nel 1940 con lo sgombero delle macerie.
Il ritardo accumulato per l’avvio del cantiere viene recuperato nel corso del 1941 con la demolizione e ricostruzione delle parti pericolanti, la ricostruzione dei colonnati inferiore e superiore del loggiato del cortile e il rifacimento di alcuni interni ed esterni, delle torri, del cammino di ronda e delle finestre.
Le varie operazioni sono portate avanti dal Genio Civile di Avezzano sotto la direzione della Sovrintendenza abruzzese fino al 1943.
– I Tedeschi requisiscono il castello di Celano
Nel mentre il castello di Celano viene restaurato abbiamo l’inizio della seconda guerra mondiale. Mussolini porta l’Italia a fianco della Germania tramite uno stretto rapporto e il 10-6-1940 introduce il paese nella guerra a fianco ai tedeschi. Il genio mussoliano porta così l’Italia a perdere tutto, compresa se stessa.
Nel giro di tre anni l’Italia perde su tutti i fronti di guerra, perdendo dapprima i suoi uomini, poi tutte le colonie e infine viene invasa nel luglio 1943 dagli Alleati.
Qui arriva la fine del regime e della monarchia. Dapprima avviene la scomunica di Mussolini da parte del Gran Consiglio del Fascismo, che porta all’arresto del grande leader il 25 luglio e infine l’8 settembre avviene il crollo dello stato monarchico con la fuga del re e degli stati maggiori dello Stato.
Da qui assistiamo alla seconda fase della guerra ovvero l’occupazione nazista dell’Italia. Il paese l’8 settembre 1943 è un paese che vede ufficialmente l’occupazione degli Alleati nel sud Italia, che in realtà è una liberazione dal disastro fascista.
I Tedeschi preoccupati per il risalire degli Alleati invadono il suolo italiano fino a Frosinone, dove instaurano a questa altezza la linea divisoria Gustav e posizionano nella Marsica il loro quartier generale concentrandolo a Massa d’Albe.
Ogni paese della Marsica è da questo momento soggetto alla polizia tedesca. Roma stessa è presa dai Nazisti. In questo quadro il castello di Celano vede la fine della prima fase di restauro e la sua trasformazione in una postazione difensiva tedesca.
Celano nel corso dell’occupazione nazista viene dichiarata città libera ovvero un rifugio dove vengono curati sia i malati tedeschi che gli Antifascisti. Ciò però non difende il maniero dall’essere attaccato. Il castello è soggetto dagli Alleati nel 1944 a diversi bombardamenti che ne devastano la struttura da poco restaurata.
Finalmente si giunge al giugno del ’44 allorquando gli Alleati sfondano la linea Gustav e liberano tutto il centro Italia.
La Marsica è liberata dai Tedeschi tra il 7 e il 12 giugno. Si ricomincia.
– Il ritorno alla libertà e alla normalità (1944-50)
La fine dell’occupazione tedesca nel giugno 1944 porta nella Marsica al ritorno ad una vita normale, ma soprattutto ad una ripresa delle libertà individuali. Da ciò ne consegue l’avvio alla ricostruzione post bellica e post sismica, visto che ancora molte persone vivono nelle baracche dopo trent’anni dal 1915.
Celano come altri paesi della Marsica vive una fase di rilancio edilizio, che si fortifica nel corso degli anni. Nel frattempo passano alcuni mesi e l’Italia completa la sua liberazione dalla morsa nazista. Pochi mesi ancora e arriva la fine della seconda guerra mondiale.
Da qui in avanti è una discesa verso un nuovo periodo di libertà e democrazia. Nel 1946 il referendum istituzionale sancisce la fine della monarchia e l’inizio della repubblica, avviando quel percorso istituzionale, che porterà alla ricostruzione civile e democratica della nuova Italia repubblicana che si conclude nel 1948 con il varo della nuova costituzione.
Nella Marsica nel frattempo si ritorna ai problemi precedenti la guerra ovvero la lotta dei contadini contro il principe Torlonia per le terre del Fucino, a cui si aggiunge la ricostruzione di tutte le infrastrutture di comunicazione e industriali distrutte dai Tedeschi.
Riguardo alle lotte contro il principe Torlonia ci limitiamo a poche righe, dicendo che nell’arco dei cinque anni successivi ci sono molti contrasti fra le leghe contadine della Marsica e gli uomini del principe.
Il contrasto fra i due gruppi va avanti fino al 1950, quando proprio a Celano durante un’ennesima manifestazione contadina si ha un duro contrasto con la polizia, che sfocia in una sparatoria nella quale muoiono due uomini.
La tragedia, di cui non si conosce chi veramente abbia sparato, è usata contro il Principe che anche in seguito a ciò, perde il controllo delle terre che gli vengono espropriate. Poi con la legge Segni del 1951 si ha la ridistribuzione delle terre fra i contadini del Fucino.
Riguardo alla fase di ricostruzione si procede in tutto il territorio marsicano con la ricostituzione di tutta la rete viaria e ferroviaria locale. A ciò si aggiungono anche numerose opere idrauliche e industriali per il ripristino e lo sviluppo della zona.
– Seconda fase del restauro del castello di Celano
Celano è oggetto di una nuova e più intensa fase edilizia che interessa tutte le strutture del paese, dalle chiese e strutture pubbliche alle case private.
Tra tutte le strutture a cui si cerca di porre rimedio vi è il castello a cui tutti sono molto legati.
Nel caso del castello già dopo la liberazione tedesca, si ha un forte interessamento per la sua completa ricostruzione post sismica e post bellica condotta dalla Soprintendenza guidata da Umberto Chierici. Questi in collaborazione con le autorità competenti compila un inventario dei danni bellici, a cui segue un piano di restauro del maniero.
Dopo tra il 1945 e il 1950 vengono avviati i lavori di restauro che procedono però con estrema lentezza a causa dei problemi derivanti dalla mancanza di trasporti e materiali. Ciò fa si che questa fase si concluda in un sostanziale nulla di fatto.
– Terza fase di restauro del Castello di Celano

Il castello di Celano in un immagine del 1956
Nel 1956 si riprendono i lavori per la ricostruzione del Castello di Celano seguendo il percorso precedente, ma con maggiore fortuna e celerità.
A guidare il restauro del castello è la Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie dell’Abruzzo e Molise dell’Aquila, diretta da Guglielmo Matthiae.
Questi affida i principali lotti di lavori in considerazione dello stato di fatiscenza delle strutture murarie esistenti. In pratica all’inizio tra il 1955 e il 1957 si procede al restauro delle strutture danneggiate dagli eventi bellici.
In questa prima fase i lavori vengono rivolti soprattutto al consolidamento, con estesi interventi di ripresa e di cucitura di lesioni sulle murature e delle volte, a cui fanno seguito la ricostruzione delle parti crollate dei torrioni d’angolo, dei solai intermedi e delle volte a crociera del porticato.
Nella stessa fase vengono ricostituite le coperture con capriate in cemento armato, prefabbricate fuori opera e poi poggiate su cordoli, pure di cemento armato.
Nella seconda parte dei lavori che si hanno fra il 1958 e il 1960 ci si concentra sul restauro di tutte le parti in pietra lavorata e dell’intera cortina muraria a vista, fino al rifacimento delle pavimentazioni e degli impianti.
L’intervento di questi anni non si limita alla struttura principale, ma coinvolge anche le mura di cinta dalle quali vengono rimosse tutte le superfetazioni, riportando alla luce feritoie e le altre apparecchiature da difesa, che non si vedevano più.

Il castello di Celano nel 1966

Interno del castello di Celano nel 1961.
Il restauro si completa nel 1960 e il risultato finale è meraviglioso. Il maniero riprende vita, ma soprattutto ritorna alla sua antica forma altomedievale. Questo straordinario restauro si rende possibile, grazie all’alto numero di foto antiche del castello precedenti il sisma del 1915 sia nella parte esterna che interna.
– Celano e la nuova emigrazione tra il 1950 e il 1980

Celano agli inizi degli anni 1960.
La ricostruzione urbanistica di Celano come in altri borghi della Marsica, vede nascere nuovi quartieri che rispondono a un aumento della popolazione locale.
Tuttavia la grave situazione economica porta nel giro di pochi anni all’inizio di una nuova emigrazione di massa. Moltissimi giovani vanno via dai paesi in cerca di fortuna e ciò provoca uno spopolamento dei borghi compresa Celano. In questi anni la popolazione diminuisce e ciò perdura dal 1955 al 1980.
Nonostante ciò si assiste anche al rilancio dei borghi, che vengono restaurati dai danni del sisma del 1915 e della guerra del 1945. Insieme a ciò si ha la nascita di nuove aziende, ma cosa più importate si ha la costruzione delle nuove autostrade A24 e A25 avvenuta tra il 1960 e il 1970, che preparano al grande sviluppo della Marsica nel decennio 1980-90.
A Celano, il nuovo fermento edilizio presente nella Marsica, porta allo sviluppo del borgo, che cerca di stare al passo con i tempi, investendo su se stesso e quindi sulla sua edilizia. Le chiese e i palazzi pubblici sono in parte restaurati e in parte ricostruiti.
In giro di poco tempo si ha un grosso slancio occupazionale e la crescita economica inizia a diventare importante, favorendo la fine dello spopolamento del borgo e l’inizio di una nuova fase espansiva.
– La nuova funzione 1970-83
La fine del restauro nel 1960 consente al maniero di essere utilizzato per la pubblica utilità. Ciò va di pari passo con la ripresa e la crescita di Celano, che ha nel castello il suo punto di forza.
Tra gli anni 70′ e 80′ il castello diventa prima sede del gruppo operativo della Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici per l’Abruzzo – L’Aquila e poi viene ad ospitare un deposito di materiale archeologico della Soprintendenza per l’Abruzzo – Chieti.
Il boom economico marsicano
Sul piano economico la fase di decollo industriale nella Marsica parte all’inizio degli anni ’80 per proseguir nei successivi anni ’90. Ciò permette di ridisegnare i borghi sul piano sociale e culturale.
Ciò avviene anche a Celano, dove nel volgere di pochi anni il paese scopre un livello di benessere mai avuto prima. Questo porta il paese a rilanciarsi anche sul piano turistico, per meglio consolidare questa fase espansiva. Questo rilancio di Celano riguarda soprattutto l’aspetto culturale, che porta il paese a confrontarsi con la sua storia recente, avviando così una nuova fase di recupero culturale.
Questo recupero in molti paesi viene affrontato restaurando i propri beni storici come le chiese, oppure lanciando nuove iniziative culturali, anche attraverso una maggiore valorizzazione del proprio patrimonio storico come avvenuto per il castello celanese.
– Il Museo d’Arte Sacra e la raccolta Torlonia
Il castello di Celano in un immagine degli anni ’80. (Fonte internet)
Nel 1992 il castello di Celano viene valorizzato nominandolo sede del Museo d’Arte Sacra della Marsica. A questo fine il museo occupa un’intera ala del castello disposta al piano nobile. In questo museo vengono contenute le testimonianze materiali della storia della cristianità della Diocesi dei Marsi.
Oltre a ciò il castello è stato ulteriormente valorizzato attraverso l’allocazione nel 1994 della collezione Torlonia, che ha rappresentato per molto tempo uno dei principali tesori d’arte della famiglia principesca romana.
La collezione Torlonia comprende materiali diversi risalenti al periodo romano, che sono stati rinvenuti dal Principe Torlonia durante i lavori di scavo del canale sotterraneo al Monte Salviano nella seconda metà del XIX secolo.
Questi materiali appartenenti alla storia romana della Marsica sono stati acquistati dal Ministero dei Beni Culturali nel 1994 dalla famiglia Torlonia e sono stati poi collocati nel castello di Celano, dove sono tuttora presenti.
I pezzi sono manufatti di gran pregio, che costituiscono una delle maggiori collezioni d’arte al mondo e mostrano una parte inestimabile e fondamentale della storia della Marsica del periodo romano.
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31) Testo di Ireneo Bellotta ” I CASTELLI D’ABRUZZO” – Newton Compton Editori
32) PDF – “QUADERNI A CURA DEL POLO MUSEALE DELL’ABRUZZO”
33) http://marsica.terremarsicane.it/marsica/?q=node/361
34) http://www.museodellamarsica.beniculturali.it/index.php?it/151/il-castello
