PALAZZO SIPARI

 


 

 

STORIA DI PALAZZO SIPARI DI PESCASSEROLI

 

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XVIII secolo

Palazzo Sipari è una costruzione importante presente nel paese abruzzese di Pescasseroli.

Questo palazzo nasce come palazzetto, costruito dai Massa nel settecento e da questi gestito per tutto il secolo.

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XIX secolo

Nel primo ottocento con il venir meno del feudo di Pescasseroli nel 1806, i Massa lasciano anche il paese e le proprietà che avevano in questo compreso il palazzetto nel centro città.

Il palazzo viene comprato da Pietrantonio Sipari, fondatore della potenza familiare, probabilmente dopo il ritorno dei Borbone nel 1815.

Il palazzo si presenta in stato di grave carenza, dovuto anche a un incendio che lo ha colpito.

Il palazzetto dei Massa in fase di restauro viene demolito e al suo posto viene eretto il nuovo Palazzo Sipari. I lavori di costruzione durano diversi anni e producono una struttura armoniosa di gusto neoclassico

Nel frattempo il prestigio di Pietrantonio Sipari cresce, poichè egli si pone come capo della Carboneria tra Pescasseroli e Foggia nel 1820-21. Successivamente il suo matrimonio avvenuto nel 1827 con Elisa Betta Ricciarelli lo porta ad acquisire una posizione preminente nell’ambito della cerchia imprenditoriale abruzzese.

Palazzo Sipari viene ultimato nel 1839 e da allora fino ai primi anni del XXI secolo è la residenza ufficiale della famiglia Sipari.

Nel corso degli anni 40 e 50 dell’ottocento Pietrantonio Sipari diventa sempre più importante come imprenditore, arrivando a possedere un quantitativo di pecore impressionante, che grazie alla vendita della lana gli frutta moltissimo denaro.

Nell’ambito dell’Alto Sangro Pietrantonio Sipari è sicuramente l’imprenditore più importante della zona.

Dal matrimonio con Elisa Ricciarelli nascono 6 figli, di cui due maschi e quattro femmine. Di questi figli 3 femmine diventano monache, una si sposa e dei maschi abbiamo Carmelo che si occupa di continuare gli affari di famiglia, mentre Francesco Saverio si avvia verso l’attività politica, pur occupandosi in parte degli affari familiari.

I Sipari si accodano a quanti nel regno delle Due Sicilie vorrebbero profondi cambiamenti, che però la politica dei Borbone impedisce.

Nel 1860 abbiamo la caduta dei Borbone in seguito alla rivoluzione garibaldina e la successiva unione del sud Italia al nord e centro Italia. Nasce così il nuovo regno d’Italia sotto lo scettro di Vittorio Emanuele II.

Il nuovo Stato italiano si occupa nei successivi dieci anni di consolidarsi al livello di frontiere con l’acquisizione di Veneto e Lazio, e al livello interno di sconfiggere il brigantinaggio, cosa che si realizza nel 1870.

Negli anni 60′ dell’ottocento i Sipari si pongono come punto di riferimento politico per la nascente borghesia abruzzese che cerca di farsi largo nella nuova politica. Francesco Saverio Sipari diventa sindaco di Pescasseroli nel 1860 e vi rimane fino al 1872. In questi anni egli accumula altre cariche politiche che lo pongono quale punto di riferimento politico della zona

Palazzo Sipari nell’arco dell’ascesa politica di Pietrantonio e poi dei figli è il teatro ufficiale ponendosi come sede centrale di tutte le attività successive. In questo s’inquadra anche il matrimonio del 1866 fra Luisa Sipari e Pasquale Croce, membro di un’importante famiglia napoletana

Nel 1872 Francesco Saverio e il fratello Carmelo riescono a far istituire una riserva di caccia nella zona di Pescasseroli, la riserva reale dell’Alta Val di Sangro. Questo fatto pone le premesse per il futuro Parco Nazionale d’Abruzzo.

Con la morte nel 1874 di Francesco Saverio s’interrompe per qualche tempo l’ascesa politica della famiglia che riprenderà più avanti.

Nel corso degli anni la famiglia continua a rappresentare se non ancora politicamente, comunque economicamente, un punto nevralgico di sostegno dell’area marsicana di Pescasseroli, la sua importanza è tale che a Palazzo Sipari sono spesso ospitati uomini politici e di cultura di calibro nazionale

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XX secolo

All’inizio del secolo Palazzo Sipari si pone come grande punto di riferimento per la cultura e la politica del tempo sia in chiave locale che anche nazionale.

– Terremoto del 1915

Nel 1915 il terribile terremoto di Gioia dei Marsi devasta la Marsica attraverso la distruzione d’interi paesi e la morte di 30.000 persone. Pescasseroli risente fortemente del terremoto con diversi crolli e diverse persone morte.

A questo proposito non sappiamo quanti danni vi siano stati a Palazzo Sipari. Ma se vi sono stati come quasi sicuramente è avvenuto sono stati riparati velocemente.

 

– Erminio Sipari

Sicuramente di tutti i Sipari che abbiamo trattato quello più importante è Erminio Sipari, figlio di Carmelo Sipari. Con Erminio Sipari, la famiglia di Pescasseroli tocca i vertici della propria ascesa sociale, ma contemporaneamente pone le basi di qualcosa di grandioso, Il Parco Nazionale d’Abruzzo.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo è stato il grande risultato della politica ambientalista di Sipari portata avanti con grande ingegno e meticolosità. Politica che attraverso varie tappe burocratiche ha portato all’inaugurazione in via privata, riconosciuta dai comuni interessati, all’Istituzione del Parco Nazionale d’Abruzzo il 9 settembre 1922 con sede a Pescasseroli. Poi l’anno successivo c’è stato il riconoscimento pubblico con il Regio decreto-legge dell’11 gennaio 1923. Sipari viene nominato fin da subito presidente del Parco rimanendovi in carica fino al 1933, anno dello scioglimento dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo da parte del regime fascista. Durante i dieci anni di gestione del Parco e anche di deputato nazionale Sipari ha operato con costanza per la ricostruzione della Marsica dopo il tragico sisma del 1915 e allo stesso tempo per consentire un decollo economico della zona del parco, proprio sfruttando le bellezze del parco. In questo senso è stato un antisignano dello sviluppo sostenibile in un epoca che di queste cose non si aveva visione. Purtroppo per riuscire a portare avanti questi progetti si è fatto molti nemici fra i gerarchi fascisti legati a lobby industriali e ciò gli ha negato la nomina a senatore del regno.

 

Tutto questo discorso su Sipari si ricollega a Palazzo Sipari poichè questo è stata la sede da cui lui ha guidato la sua politica ambientalista, anche ospitando numerose personalità del tempo. Questo ha portato il palazzo stesso a diventare un importante palazzo storico di Pescasseroli.

 

Siamo ormai agli anni 30′ e il Fascismo viene prendendo posto in tutte le sfaccettature dello Stato, ciò porta a non tollerare zone di libertà politica di movimento. Nel caso dei Sipari significa lo scioglimento del Parco Nazionale d’Abruzzo nel 1933.

Nel 1940 l’Italia entra in guerra e dopo tre anni viene perdendo su tutti i fronti. Ciò porta prima al crollo del fascismo e poi all’invasione tedesca del settembre 43. Si forma la linea Gustav che tagli l’Italia in due. Tedeschi e Alleati combattono intorno a questa linea tra ottob 43 e giugno 44. La gente abruzzese subisce in pieno sia lo stato di polizia tedesco che i bombardamenti alleati. Il periodo è durissimo per tutti. Ma alla fine i Tedeschi perdono e gli Alleati liberano la Marsica nel giugno 44. Nell’aprile 45 l’Italia è completamente liberata dai nazifascisti.

Alla fine della guerra Palazzo Sipari sembra non aver riportato danni. Da qui i Sipari aiutano la rinascita del borgo di Pescasseroli sotto il profilo economico e sociale.

Dagli anni 60′ il borgo di Pescasseroli, che ha visto una grande emigrazione negli anni 50′ e 60′, inizia seguire una sua politica turistica sfruttando le bellezze naturali del rinato Parco Nazionale d’Abruzzo.

Nel giro di due decenni Pescasseroli complice anche la nascita di nuove vie di comunicazione vede decollare il settore turistico sul quale imposta tutta la sua politica economica.

Nel frattempo Palazzo Sipari viene dichiarato nel 1967 di particolare interesse artistico e storico.

Palazzo Sipari ancora per tutto il XX secolo continua ad essere vissuto dalla famiglia Sipari, la quale pur sostenendo le iniziative culturali e sociali del borgo, mantiene unicamente per se l’usofrutto del palazzo.

 

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XXI secolo

Nel luglio 2005 la Marchesa Maria Cristina Sipari Monticelli Obizzi, figlia secondogenita di Erminio Sipari e Margherita Zelmira Galleno, costituisce La Fondazione Erminio e Zel Sipari Onlus con lo scopo di onorare i genitori, attraverso la promozione del patrimonio familiare.

La Fondazione infatti ha carattere di utilità sociale e opera alla conservazione e alla tutela del cospicuo patrimonio architettonico e storico dei Sipari rappresentato dal Palazzo e dalle rispettive pertinenze, tra le quali l’adiacente cappella privata dell’Addolorata ( o di Santa Maria degli Angeli) ed il complesso delle scuderie. Alla detta Fondazione fanno riferimento molti altri beni che sono anch’essi oggetti di promozione e conservazione.

In generale questa Fondazione opera una promozione continua di attività volte all’incremento delle conoscenze sull’ambiente, sulla conservazione dei beni culturali e ambientali di Pescasseroli, oltre che dei valori storici, artistici della Marsica e dell’Abruzzo. In questo senso vediamo che Palazzo Sipari diventa una casa-museo, dopo la morte della Marchesa Sipari e in tale solco vediamo che la Fondazione cerca di costituire un centro per la diffusione culturale presso la sede di Palazzo Sipari a Pescasseroli.

Nel 2009 a Palazzo Sipari sono stati apposti i vincoli di tutela da parte della Soprintendenza ai Monumenti e alle Belle Arti e sono state poi affisse due targhe marmoree sul prospetto principale, ricordando le figure di Croce e di Erminio Sipari. Infine nel novembre 2013 è stata aggiunta una terza targa per ricordare la figura di Maria Cristina Sipari, che ha voluto fortemente che il palazzo divenisse un museo.

 

 


STRUTTURA DI PALAZZO SIPARI DI PESCASSEROLI

 

Palazzo Sipari è un grandioso edificio in stile neoclassico ubicato fra la chiesa madre di San Simeone Profeta e Porta Jacobelli.